Elezioni generali nel Regno Unito del 2015

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Elezioni generali nel Regno Unito del 2015
Stato Regno Unito Regno Unito
Data 7 maggio
David Cameron official.jpg Ed Miliband 2.jpg Nicola Sturgeon.jpg
Leader David Cameron Ed Miliband Nicola Sturgeon
Partito Partito Conservatore Partito Laburista Partito Nazionale Scozzese
Voti 11.334.920
36,9 %
9.344.328
30,4 %
1.454.436
4,7 %
Seggi
331 / 650
232 / 650
56 / 650
Differenza % Green Arrow Up.svg 0,8 Green Arrow Up.svg 1,4 Green Arrow Up.svg 3,0
Differenza seggi Green Arrow Up.svg 25 Red Arrow Down.svg 24 Green Arrow Up.svg 50
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Primo ministro
David Cameron (2015 - 2016)
Theresa May (dal 2016)
Left arrow.svg 2010 2020 Right arrow.svg

Le elezioni generali nel Regno Unito del 2015 si sono tenute il 7 maggio per eleggere il 56° Parlamento del Regno Unito.[1] Il voto ha avuto luogo in tutti i 650 collegi parlamentari del Regno Unito, ognuno dei quali ha eletto un deputato della Camera dei Comuni, la camera bassa del Parlamento. Oltre alle elezioni generali, si sono svolte anche elezioni locali in gran parte dell'Inghilterra, con l'eccezione della Greater London.

I sondaggi svolti durante la campagna elettorale suggerivano che il consenso era diviso equamente tra Conservatori e Laburisti, il che portò a speculazioni relative a un altro hung Parliament, cioè un Parlamento senza maggioranza assoluta.[2] I sondaggi si sono rivelati poi essere drasticamente sottostimati per quanto riguarda il voto conservatore, il che ha portato a un effetto simile alla vittoria a sorpresa nelle elezioni del 1992.[3] Il Primo Ministro in carica David Cameron, che governava dal 2010 in coalizione con i Liberal Democratici, è stato rieletto per un secondo mandato con il 36,9% dei voti e 331 seggi, questa volta con una maggioranza parlamentare di 15 voti rispetto al minimo necessario per formare un governo (considerato che i seggi ottenuti da Sinn Féin non verranno occupati). Cameron ha costituito il suo secondo governo, il primo a maggioranza conservatrice dal 1992. Il Partito Laburista, guidato da Ed Miliband, è arrivato secondo con il 30,4% dei voti e 232 seggi, al di sotto delle attese e scontando la peggior sconfitta elettorale fin dalle elezioni del 1987.[4]

Il Partito Nazionale Scozzese (SNP) ha registrato un aumento consistente dei voti rispetto al referendum sull'indipendenza della Scozia del 2014, e ha ottenuto il risultato senza precedenti di 56 su 59 seggi in Scozia, sottraendoli ai laburisti e divenendo il terzo partito alla Camera dei Comuni. I Liberal Democratici (LD), guidati dal Vice Primo Ministro uscente Nick Clegg, hanno perso 49 sui 57 seggi che detenevano, e la loro percentuale di votanti è scesa al livello più basso sin dalle elezioni del 1970. I LD sono rimasti con un totale di 8 deputati, numero uguale a quelli del Partito Unionista Democratico dell'Irlanda del Nord: ognuno dei due partiti costituisce il quarto partito alla Camera dei Comuni. I Verdi hanno detenuto il loro unico seggio di Brighton Pavilion con una larga maggioranza e hanno descritto il proprio risultato come una "ondata verde", mentre il Partito Nazionale Britannico ha sofferto una emorragia di voti.[5][6] La campagna elettorale è stata segnata da una maggiore visibilità del Partito per l'Indipendenza del Regno Unito (UKIP), che è arrivato terzo come numero di voti (12,9%), ma con solo un seggio conquistato; il leader Nigel Farage non è riuscito a vincere il seggio di Thanet South. I risultati elettorali hanno portato alle dimissioni Ed Miliband, Nick Clegg e Nigel Farage come leader dei rispettivi partiti.[7][8][9][10]

Diversi importanti deputati hanno perso il loro seggio in queste elezioni, tra cui i ministri del governo ombra laburista Ed Balls, Douglas Alexander e il leader dei laburisti scozzesi Jim Murphy. Gli ex ministri liberal democratici del governo Vince Cable, Danny Alexander, Simon Hughes e Ed Davey non sono riusciti a riconquistare il proprio seggio, anche se Nick Clegg è stato rieletto nella circoscrizione di Sheffield Hallam, con una fetta inferiore di voti rispetto all'ultima elezione. Il Ministro del Lavoro Esther McVey è stata la principale esponente conservatrice a non essere rieletta, mentre la sconfitta del deputato UKIP Mark Reckless ha dimezzato la rappresentanza parlamentare del suo partito. I risultati elettorali probabilmente porteranno alla nascita di un dibattito sulla riforma elettorale, specialmente da parte dell'UKIP, che ha ottenuto il 12,6% del voto popolare, ma ha conquistato solo un seggio alla Camera dei Comuni.[11] Il British Polling Council ha dato avvio a un'inchiesta sul considerevole scollamento tra i voti ottenuti dai partiti e i sondaggi elettorali effettuati prima del voto.[12]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo spoglio in tutti i 650 collegi, i risultati sono stati i seguenti:[13][14]

Partito Leader Voti (%) Voti Seggi
Partito Conservatore David Cameron 36,8 11.334.920 331
Partito Laburista Ed Miliband 30,4 9.344.328 232
Partito per l'Indipendenza del Regno Unito (UKIP) Nigel Farage 12,6 3.881.129 1
Liberal Democratici Nick Clegg 7,9 2.415.888 8
Partito Nazionale Scozzese (SNP) Nicola Sturgeon 4,7 1.454.436 56
Partito Verde di Inghilterra e Galles Natalie Bennett 3,8 1.154.562 1
Partito Unionista Democratico (DUP) Peter Robinson 0,6 184.260 8
Plaid Cymru Leanne Wood 0,6 181.694 3
Sinn Féin Gerry Adams 0,6 176.232 4
Partito Unionista dell'Ulster (UUP) Mike Nesbitt 0,4 114.935 2
Partito Socialdemocratico e Laburista (SDLP) Alasdair McDonnell 0,3 99.809 3
Altri N/A 1,1 349.487 1
Totale 100 30.691.680 650
Seggi parlamentari
Conservatori
  
50,9%
Laburisti
  
35,7%
Nazionalisti Scozzesi
  
8,6%
Liberal-Democratici
  
1,2%
Unionisti Democratici
  
1,2%
Altri
  
2,4%


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ General election timetable 2015, Parliament of the United Kingdom. URL consultato l'8 dicembre 2014.
  2. ^ UK election: British voters go to the polls in most unpredictable election in decades, in ABC News. URL consultato il 9 maggio 2015.
  3. ^ It is 1992 all over again for David Cameron’s Conservatives, in Financial Times. URL consultato il 9 maggio 2015.
  4. ^ Live election results, in The Guardian, 7 maggio 2015. URL consultato l'8 maggio 2015.
  5. ^ A victorious Caroline Lucas has perfectly summed up how negative our politics is, in The Independent. URL consultato il 9 maggio 2015.
  6. ^ Election 2015: Ed Miliband resignation imminent as Conservatives win stunning majority - as it happened, May 8 - Telegraph, in Telegraph.co.uk, 8 maggio 2015. URL consultato il 9 maggio 2015.
  7. ^ Ed Miliband to step down as Labour leader, The Guardian. URL consultato l'8 maggio 2015.
  8. ^ Nick Clegg throws leadership into doubt as Lib Dem vote collapses, in The Guardian. URL consultato l'8 maggio 2015.
  9. ^ Election 2015 Live: Nick Clegg resigns as Lib Dem leader after 'heartbreaking result', in The Guardian, 8 maggio 2015. URL consultato l'8 maggio 2015.
  10. ^ Nigel Farage resigns as UKIP leader as the party vote rises, in BBC News, BBC, 8 maggio 2015. URL consultato l'8 maggio 2015.
  11. ^ General Election 2015: Sixty per cent of people want voting reform, says survey, in The Independent.
  12. ^ Election 2015: Inquiry into opinion poll failures, in BBC News.
  13. ^ Live UK election results, The Guardian. URL consultato l'8 maggio 2015.
  14. ^ Election 2015 results, BBC. URL consultato l'8 maggio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]