Diocesi di Campagna

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Diocesi di Campagna
Dioecesis Campaniensis
Chiesa latina
Facciata Santa Maria della pace di Campagna.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Salerno
Mappa della diocesi
Erezione 13 luglio 1525
Soppressione in plena unione dal 30 settembre 1986 con l'arcidiocesi di Salerno e la diocesi di Acerno
Rito romano
Cattedrale Santa Maria della Pace[1]
Santi patroni Sant'Antonino abate e san Liberato martire
Dati dall'Annuario pontificio (ch)
Chiesa cattolica in Italia
Juan Caramuel y Lobkowitz, vescovo di Campagna e Satriano dal 1657 al 1673, autore di opere di teologia morale, di filosofia, e soprattutto di matematica, astronomia, fisica.

La diocesi di Campagna (in latino Dioecesis Campaniensis) è una sede della Chiesa cattolica, istituita da papa Clemente VII il 19 giugno 1525.

Nell'ambito della generale riforma delle circoscrizioni diocesane in Italia, avviata dopo il Concilio Vaticano II, il 30 settembre 1986 la diocesi di Campagna è stata unita alla diocesi di Acerno e all'arcidiocesi di Salerno a formare l'arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Ne sono patroni sant'Antonino abate e san Liberato martire.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della diocesi, alla vigilia della plena unione con Salerno e Acerno, comprendeva 16 comuni in provincia di Salerno: Campagna, Auletta, Buccino, Castelnuovo di Conza, Caggiano, Colliano, Contursi Terme, Laviano, Oliveto Citra, Palomonte, Ricigliano, Romagnano al Monte, Salvitelle, San Gregorio Magno, Santomenna, Valva.

Sede vescovile era la città di Campagna, dove sorgeva la cattedrale di Santa Maria della Pace, ora concattedrale dell'arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Nel 1980 la diocesi comprendeva 32 parrocchie.

Cattedrali[modifica | modifica wikitesto]

Sono state cattedrali della diocesi:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi fu eretta il 19 giugno 1525 da papa Clemente VII con la bolla Pro excellenti praeeminentia[2], grazie all'interessamento del conte palatino Melchiorre Guerriero, campagnese, custode della cancelleria apostolica e abbreviatore pontificio.[3] La nuova diocesi, che comprendeva la sola città di Campagna, fu unita aeque principaliter con la diocesi di Satriano. Mentre Satriano rimase suffraganea dell'arcidiocesi di Conza, Campagna fu sottoposta alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Salerno.[4] Primo vescovo delle diocesi unite fu il domenicano Cherubino Caietano, già vescovo di Satriano.

I vescovi, fin dall'inizio, posero la loro sede stabile a Campagna, cosa che ben presto suscitò malumore e malcontento nel clero e negli abitanti di Satriano, facendo emergere le difficoltà nell'unione di due diocesi montagnose, i cui territori non erano contigui, ma assai distanti fra loro.[5] Fu il vescovo Juan Caramuel y Lobkowitz (1657-1673), il più noto fra i vescovi campagnesi, a spostare la residenza vescovile nel borgo lucano di Sant'Angelo Le Fratte, dove fece erigere un episcopio ed elevò a cattedrale la locale chiesa di Santa Maria ad Nives.

Nelle relazioni presentate a Roma in occasione delle visite ad limina emergono tutte le difficoltà incontrate dai vescovi nella gestione di queste due diocesi, difficoltà «ambientali (montagne orride, inclemenza e insalubrità dell'aria), sociali (delitti, stupri, costumi "barbari" e ancestrali), istituzionali (liti e conflitti con il clero, con le università, con i baroni)».[6]

Al vescovo Francesco Saverio Fontana (1714-1736) si deve la costruzione del seminario diocesano e la ristrutturazione ed ingrandimento degli episcopi di Campagna e di Satriano.

Le due diocesi comprendevano diversi conventi e i monasteri, tra cui quelli dei domenicani, degli agostiniani, dei francescani, dei cappuccini e delle benedettine. Numerose anche le confraternite, intitolate alla Santissima Trinità, al Soccorso, al Santissimo Sacramento, al Santissimo Nome di Dio, a San Giovanni Battista, a Santa Maria della Neve, al terzo ordine di San Francesco d'Assisi, al Santissimo Rosario.[6]

Il 27 giugno 1818, a seguito del concordato fra Pio VII e Ferdinando I, con la bolla De utiliori del medesimo papa ebbe termine l'unione con Satriano, contestualmente soppressa e unita alla diocesi di Campagna, a sua volta data in amministrazione perpetua agli arcivescovi di Conza. Da questo momento la diocesi comprenderà i territori di Campagna, Caggiano, Sant'Angelo Le Fratte, Satriano di Lucania e Savoia di Lucania.[7]

Il 30 settembre 1921 con la bolla Ad christifidelium di papa Benedetto XV ebbe termine il regime di amministrazione perpetua e dopo oltre un secolo fu nominato un nuovo vescovo, Carmine Cesarano, già arcivescovo di Conza; contestualmente la diocesi fu resa immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Con la stessa bolla fu rivisto anche il territorio diocesano, che si ingrandì notevolmente con l'acquisizione di 13 comuni in precedenza appartenuti all'arcidiocesi di Conza: Auletta, Buccino, Castelnuovo di Conza, Colliano, Contursi Terme, Laviano, Oliveto Citra, Palomonte, Salvitelle, San Gregorio Magno, Santomenna, Valva e Vietri di Potenza.

Il 31 marzo 1973 alcune modifiche territoriali hanno portato alla cessione dei comuni lucani di Sant'Angelo Le Fratte, Vietri di Potenza, Satriano di Lucania e Savoia di Lucania all'arcidiocesi di Potenza, e contestualmente all'acquisizione delle parrocchie campane di Ricigliano e Romagnano al Monte dalla diocesi di Muro Lucano.[8]

Il 4 agosto 1973 l'arcivescovo di Salerno Gaetano Pollio, già amministratore apostolico della diocesi dal 1971, venne nominato anche vescovo di Campagna, unendo così le due sedi in persona episcopi.

Il 30 settembre 1986 in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi la diocesi di Campagna, quella di Acerno e l'arcidiocesi di Salerno sono state unite con la formula plena unione e la circoscrizione ecclesiastica sorta dall'unione ha assunto il nome di Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Campagna e Satriano[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Campagna[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'Annuario pontificio del 1981, l'anno precedente la diocesi su una popolazione di 52.510 abitanti contava 52.000 battezzati, corrispondenti al 99,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 69.102 69.102 100,0 62 51 11 1.114 12 70 29
1959 68.114 69.102 98,6 54 48 6 1.261 8 52 36
1970 64.000 65.500 97,7 39 37 2 1.641 2 51 34
1980 52.000 52.510 99,0 31 29 2 1.677 2 42 32

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal 1986 ha il titolo di concattedrale.
  2. ^ Il testo della bolla in Cappelletti, vol. XX, pp. 540-546.
  3. ^ Nella Petitio presentata per l'erezione di Campagna a sede vescovile, Guerriero avrebbe giustificato la nuova fondazione come ripristino di una presunta antica sede vescovile, quella di Sant'Angelo di Furano, distrutta dalle truppe di Federico II di Svevia; l'esistenza di tale antica sede vescovile è smentita da studi recenti, mentre ulteriori studi stanno rideterminando l'assetto istituzionale legato in autonomia ad istituzioni monastiche. Guerriero giustificò l'esistenza dell'antica diocesi anche con una serie episcopale, oggi dichiarata fittizia: Desiderio (1059 - 1062, Aldemario (1062 - 1085), Reginario (1085 - 1110), Oderisio de Sangro (1110 - 1112), Pietro Pisano (1130 - 1158), Giovanni (1158 - 1183), Alberto Morra (1183 - 1198), Pietro Capuano (1198 - 1214), Giacomo De Vetrino (1227 o 1228 - 1245).
  4. ^ La distinzione delle due metropolie di appartenenza è documentata da Eubel, Hierachia catholica, IV, p. 131, nota 1; V, p. 139, nota 1; VI, p. 144, nota 1.
  5. ^ Circa queste difficoltà e problemi: D'Avino, Cenni storici..., p. 227, prima colonna.
  6. ^ a b Dal sito BeWeB - Beni ecclesiastici in web.
  7. ^ Questo è l'elenco dei comuni elencato nella bolla Ad christifidelium del 1921 (p. 191). La diocesi era così composta di due entità territoriali non contigue tra loro: l'antico territorio della diocesi di Satriano, a cavallo fra Basilicata e Campania, e il comune di Campagna, collocato più ad ovest.
  8. ^ Decreto Quo aptius, in: AAS 65 (1973), p. 503.
  9. ^ Biografia di Giuseppe Bondola, dal sito della "Biblioteca Fra Landolfo Caracciolo" della Basilica di San Lorenzo Maggiore di Napoli.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ludovico Maria Cutino, Storia di Campagna e dei suoi vescovi, 1980
  • Carmine Carlone, Melchiorre Guerriero e la diocesi di Campagna, Salerno 1984
  • Nicolò De Nigris, Campagna antica e nuova, sagra e profana overo compendiosa istoria della Città di Campagna descritta dal dott. Nicolò De Nigris e alla medesima dedicata, Napoli, 1691.
  • Maurizio Ulino, Antonino Vincenzo Rivelli: maestro, oratore, storico e poeta, Campagna (Sa), 2007
  • Maurizio Ulino, L'Età Barocca dei Grimaldi di Monaco nel loro Marchesato di Campagna, Giannini Editore, Napoli, 2008
  • Valentino Izzo, Raccontare Campagna... Le Fabbriche Religiose, 2004
  • Valentino Izzo, Raccontare Campagna... La Cattedrale, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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