Diego Laínez

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo calciatore messicano classe 2000, vedi Diego Lainez Leyva.
Diego (Giacomo) Laínez

Diego (Giacomo) Laínez (Almazán, 1512Roma, 19 gennaio 1565) è stato tra i primi compagni di Ignazio di Loyola, cui succedette come Preposito Generale dell'ordine.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diego Laínez (o Laynez) discendeva da una famiglia ebraica: dopo il dottorato in filosofia conseguito nel 1532 ad Alcalá de Henares, si trasferì a Parigi per studiare teologia. In Francia conobbe Ignazio di Loyola, del quale divenne discepolo e compagno: fatti gli esercizi spirituali sotto la sua guida (1533), il 15 agosto 1534, nella chiesa di Saint-Pierre di Montmartre, pronunciò i voti con Ignazio e altri cinque confratelli, ponendo le prime basi della Compagnia di Gesù.

Egli fu, con Alfonso Salmerón, il più dotto tra i nove compagni ignaziani. Quivi, in qualità di legato papale, esercitò notevolissima influenza sulle discussioni e sulle decisioni conciliari, specialmente quelle riguardanti la giustificazione e la definizione del dogma sacramentario; nella terza riunione (1562), formulò la dottrina della derivazione della potestà episcopale dal papa. Successe a s. Ignazio, prima come vicario generale, quindi (dal 1558) con titolo e potestà di preposito generale della Compagnia[1].

Nel 1537 si trasferì a Roma e si distinse come predicatore in diverse città italiane. Prese parte alla prime fasi del Concilio di Trento (1545 - 1563), prima come padre spirituale degli alti prelati, poi come consultore teologico con Legato pontificio, segnalandosi per la sua dottrina. Esercitò infatti notevolissima influenza sulle discussioni e sulle decisioni conciliari, specialmente quelle riguardanti la giustificazione e la definizione del dogma sacramentario; nella terza riunione (1562), formulò la dottrina della derivazione della potestà episcopale dal papa[2].

Alla morte di Ignazio (31 luglio 1556), gli successe prima come vicario generale, quindi (dal 1558) con titolo e potestà di Preposito generale della Compagnia di Gesù.

Nel conclave del 1559 (quello da cui uscì poi eletto papa Pio IV) non venne eletto papa solo per pochi voti[senza fonte]; su incarico del pontefice, nel 1561 accompagnò il cardinale Ippolito II d'Este in Francia, per sostenere la causa del cattolicesimo contro il calvinismo al sinodo di Poissy.

Assistì spiritualmente a Trento il cardinale Ercole Gonzaga, che partecipava al concilio, nel momento della sua morte il 2 marzo 1563[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Lainii Monumenta: Epistolae et Acta (8 vol.), IHSI, Madrid, 1912-17.
  • Disputationes tridentinae, pubblicate postume nel 1885.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Dilarino, Vita del venerabile servo di Dio Giacomo Laynez, Secondo Generale della Compagna di Giesu', Roma, Ignazio de' Lazari (a spese di), 1672 (archiviato il 20 Novembre 2018).
    «Di questi uno de' più avvantaggiati non meno del virtuoso, e perfetto vivere di quello, che fosse nell'eminenza, e nella profondità di sapere fu il Padre Giacomo Laynez, che per i suoi grandi meriti fu immediatamente eletto Successore dello stesso Sant'Ignatio nella carica di Preposito Generale della Compagnia; che per la sua dottrina fu più volte chiamato alle maggiori, e alle più sublimi dignità della Chiesa».
  2. ^ Diego Laínez, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  3. ^ Giampiero Brunelli, Ercole Gonzaga, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 16 maggio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J.H. Fichter: James Laynez, Jesuit, St Louis and London, 1944.
  • Mario Scaduto: L'Epoca di G. Lainez (2 vol.), Roma, 1964 et 1974.
  • Paul Oberholzer SJ (ed.), Diego Laínez and his Generalate. Jesuit with Jewish Roots, Close Confidant of Ignatius of Loyola, Preeminent Theologian of the Council of Trent, IHSI, Roma 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN46784408 · ISNI (EN0000 0000 8343 3514 · LCCN (ENn85297333 · GND (DE119438054 · BNF (FRcb12074417p (data) · NLA (EN52060939 · BAV ADV10282674 · CERL cnp00989159