Cannabidiolo

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Cannabidiolo
Struttura chimica del cannabidiolo
cannabidiolo, modello ad asta e sfera
Nome IUPAC
2-[(1R,6R)-3-metil-6-(prop-1-en-2-il)
cicloes-2-enil]-5-pentilbenzen-1,3-diolo
Nomi alternativi
CBD
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C21H30O2
Massa molecolare (u) 314.46 g/mol
Numero CAS [13956-29-1]
PubChem 644019
Indicazioni di sicurezza

Il cannabidiolo (CBD) è un metabolita della Cannabis sativa. Ha effetti sedativi, ipnotici, antiepilettici, antidistonici, antiossidanti e antinfiammatori. Si è rivelato inoltre in grado di ridurre la pressione endooculare ed è un promettente antipsicotico atipico.

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Il CBD potenzia l'efficacia analgesica del THC prolungandone la durata di azione (attivando il pathway serotoninergico a livello del rafe dorsale) e al tempo stesso ne riduce gli effetti collaterali su frequenza cardiaca, respirazione e temperatura corporea.

In particolare il CBD interagisce come un'agonista verso i recettori dei cannabinoidi GPR55, verso i recettori vanilloidi TRPV1 e TRPV2 e verso i recettori per la serotonina 5-HT1a. Il cannabidiolo è inoltre un'antagonista, non specifico, dei recettori cannabinoidi CB1 e CB2, dei recettori per gli oppioidi MOR e DOR e di altri neurotrasmettitori.

Uso terapeutico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Uso medico della cannabis.

Secondo una ricerca di laboratorio effettuata nel 2007 da un'équipe del California Pacific Medical Center Research Institute,[1] il cannabidiolo potrebbe essere in grado di bloccare il gene Id-1 che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali.

Uno studio più recente condotto dall'Università di Rostock in Germania confermerebbe proprietà simili dei cannabinoidi e in particolare del metabolita detto cannabidiolo unito al THC, il principio attivo. Il professor Burkhard Hinz, che ha coordinato le ricerche, ha affermato che «nonostante siamo ancora lontani dal mettere in pratica la nostra scoperta in una terapia clinica, quello che emerge è che il cannabidiolo e il THC hanno effetti potenzialmente terapeuticamente utili nella lotta ai tumori». Entrambi contribuirebbero infatti alla distruzione delle cellule tumorali stimolando la formazione di una proteina specifica, la ICAM-1, in grado di agire sulla superficie delle cellule aggredite dal tumore.[2][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Studio Usa: il cannabidiolo blocca le metastasi da Repubblica.it
  2. ^ Inhibition of Cancer Cell Invasion by Cannabinoids via Increased Expression of Tissue Inhibitor of Matrix Metalloproteinases-1, dal Journal of the National Cancer Institute
  3. ^ Marijuana e cancro: lo studio: “La cannabis distrugge le cellule tumorali”, da DirettaNews.it, 29 dicembre 2014

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Grotenhermen F, Russo E. Cannabis and cannabinoids. Pharmacology, Toxicology and Therapeutic potential. Binghamton, NY: Haworth Press 2002
  • Russo E., Burnett A., 2005. Agonistic properties of cannabidiol at 5-HT1a receptors. Neurochemical Research. 30: 8, 1037-1043
  • Kathmann M., Flau K., Redmer A. 2006. Cannabidiol is an allosteric modulator at mu- and delta-opioid receptors. Naunyn Schmiedebergs Arch Pharmacol. 372: 5, 354-361
  • Ning Qin, Michael P. Neeper, Yi Liu, Tasha L. Hutchinson 2008. TRPV2 is activated by Cannabidiol and mediates CGRP release in cultured rat dorsal root ganglion neurons. The Journal of Neuroscience. 28: 24, 6231-6238

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]