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Isomalto

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Isomalto
Nomi alternativi
1-O-alfa-D-glucopiranosio-D-mannitolo
Caratteristiche generali
Massa molecolare (u)344,31236
Numero CAS64519-82-0
Numero EINECS613-617-0
PubChem3034828
Indicazioni di sicurezza

L'isomalto è un sostituto dello zucchero, un alditolo principalmente usato per le sue caratteristiche fisiche simili a quelle dello zucchero.

Ha un piccolo impatto sui livelli di glucosio nel sangue e non porta alla formazione di carie dentali. Fornisce 2 kcal/g, la metà di quelle dello zucchero.[1] Comunque, come la maggior parte degli alditoli comporta rischi legati a disturbi gastrici tra cui flatulenze e diarrea se consumato in grandi quantità. A causa delle sue proprietà lassative, è sconsigliato il consumo di isomalto in dosi superiori a 50 g al giorno per gli adulti e 25 g per i bambini. L'isomalto è generalmente combinato con sostanze ad alto potere dolcificante, come il sucralosio in maniera tale da ottenere una miscela con approssimativamente la dolcezza dello zucchero.

È una sostanza cristallina, bianca e inodore, contenente all'incirca il 5 % di acqua di cristallizzazione. L'isomalto non ha l'indesiderato "effetto di raffreddamento" proprio di altri zuccheri alcolici[2], in particolare lo xilitolo e l'eritritolo. L'isomalto è inusuale in quanto è uno zucchero alcolico prodotto dalle barbabietole.

L'isomalto è prodotto in un processo a due fasi in cui lo zucchero è prima trasformato in isomaltosio, un disaccaride riducente (6-O-α-D-glucopiranosido-D-fruttosio). L'isomaltosio è poi idrogenato usando un convertitore catalitico metallico. Il prodotto finale è una composizione equimolare di 6-O-α-D-glucopiranosio-D-sorbitolo (1,6-GPS) e 1-O-α-D-glucopiranosio-D-mannitolo-diidrato (1,1-GPM-diidrato).

L'isomalto è stato approvato per l'uso dagli USA dal 1990, è stato approvato anche in Australia, Italia, Nuova Zelanda e Paesi Bassi (nota: la lista dei paesi non è completa).

L'isomalto può essere utilizzato anche per la scultura di zucchero ed alcuni lo preferiscono allo zucchero in quanto cristallizza più lentamente.

  1. Position of The American Dietetic Association (use of nutritive and nonnutritive sweeteners). J Am Diet Assoc. 1998;98:580–587.
  2. Wohlfarth, Christian. CRC Handbook of Enthalpy Data of Polymer-Solvent Systems. CRC Press, 2006. Google Books result ISBN 0849393612

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