Anastasia (film 1997)

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Anastasia
Anastasia.JPG
Una scena del film
Titolo originale Anastasia
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1997
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere animazione, storico, fantastico, musicale, sentimentale, avventura
Regia Don Bluth, Gary Goldman
Soggetto Storia di Anastasia
Sceneggiatura Susan Gauthier, Bruce Graham, Bob Tzudiker, Noni White
Produttore Don Bluth, Gary Goldman
Produttore esecutivo Maureen Donley
Casa di produzione Fox Animation Studios
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Storyboard Mike Isaak
Character design Chris Schouten
Animatori Deborah Abbott, Kelly Baigent, Stephen Deane, Edison Goncalves, Steven E. Gordon, Silvia Hoefnagels, Paul K. Kelly, Marek Kochout, Max Nepomuceno, Toby Schwarz, Hugo M. Takahashi, Todd Waterman
Fotografia Daniel Pearl
Montaggio Bob Bender, Fiona Trayler
Effetti speciali Peter Matheson
Musiche David Newman, Stephen Flaherty
Tema musicale At The Beginnig
Scenografia Rick Carter
Trucco Camille Henderson
Sfondi Isis Muren
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Anastasia è un film d'animazione del 1997 prodotto e diretto da Don Bluth e Gary Goldman ai Fox Animation Studios.

Uscito al cinema il 14 novembre 1997 e distribuito dalla 20th Century Fox, il film ottenne successo in patria soprattutto grazie alle canzoni tema del film Journey to the Past e Once Upon a December, eseguite da Aaliyah e Liz Callaway; nella versione italiana queste sono cantate da Tosca.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Corre l'anno 1916, trecentesimo anniversario dell'ascesa al potere dei Romanov in Russia. Lo zar Nicola II indice un gran ballo per i festeggiamenti al famoso Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo. Quella sera, l'imperatrice-madre Maria Fëdorovna decide di fare un regalo alla sua nipote preferita, la piccola granduchessa Anastasia, una bella bambina affettuosa: un carillon, la cui chiave è un ciondolo con l'incisione "Insieme a Parigi". Il ballo viene bruscamente interrotto dall'arrivo del malvagio stregone Rasputin (il consigliere dello Zar), un "monaco" che ha venduto la propria anima al diavolo in cambio di poteri magici, con un reliquiario che rappresenta la magia e tutta la sua vita: vedendosi rifiutato dai Romanov, ben consapevoli della sua corruzione, scaglia su di essi una maledizione, secondo la quale tutti i Romanov sarebbero morti entro quindici giorni. Ha così inizio la Rivoluzione Russa e il palazzo viene invaso dalla folla, guidata dal rivoluzionario Lenin, scelto da Rasputin come esecutore nell'uccisione di Nicola e dei Romanov. Ma un giovane servo bambino, Dimitri, riesce a salvare l'imperatrice Maria, madre di Nicola, e Anastasia tramite un passaggio segreto. Rasputin tenta di uccidere Anastasia di persona, ma cade nel fiume Neva ghiacciato e annega, mentre il reliquiario sembra perduto. Nonna e nipote riescono infine a raggiungere un treno per la Francia, ma Anastasia scivola con il ciondolo e sbatte la testa sul marciapiede, perdendo la memoria, mentre viene scambiata per un'orfana rivoluzionaria dalle persone. Maria è costretta ad abbandonarla essendo trascinata via dalla folla in treno.

Dieci anni dopo, nel 1927, la Russia è sotto il regime comunista, anche dopo la morte di Lenin. L'imperatrice, in esilio a Parigi, offre una cospicua ricompensa a chi le riporterà la nipote perduta.
A San Pietroburgo, un'orfana di nome Anya, simile ad Anastasia, esce dall'orfanotrofio che l'ha ospitata per un decennio e, avendo il ciondolo "Insieme a Parigi", pur non ricordando niente di esso e della sua infanzia, decide di andare lì in Francia, pensando di venire da Parigi e che ci sia la sua famiglia ad aspettarla. Incontra ed adotta per strada il cagnolino Pooka. Cercando un modo per andare a Parigi, la ragazza incontra Dimitri e Vladimir, due bigliettai truffatori russi tornati da Parigi alla ricerca di una sosia della Granduchessa Anastasia, i quali, guardando un quadro, notano subito la sua somiglianza con Anya. I tre, poiché vanno sulla stessa strada, si mettono in viaggio, durante il quale gli uomini insegneranno ad Anya l'etichetta di corte, e lei, pur non volendo, accetta di essere Anastasia per poco tempo, poi andrà a cercare la sua famiglia. E mentre Dimitri e Anya iniziano a provare qualcosa l'uno per l'altra, anche se lo nascondono coi litigi, la ragazza comincia a ricordare brandelli del passato.

Rasputin però non è morto, grazie al reliquiario che aveva frammenti della sua anima dentro e lo aveva salvato: ma la sua maledizione non si è mai completata, lasciandolo così intrappolato nel limbo, da cui però riesce a liberarsi grazie a Bartok, pipistrello albino, costretto a essere suo schiavo, che gli riporta il suo magico reliquiario. Il reliquiario era ancora luminoso, ciò significava che Anastasia era ancora viva, così Rasputin evoca le forze dell'inferno per tentare di uccidere Anya.
Il treno su cui lei e i suoi compagni viaggiano viene mandato dal reliquiario a folle velocità verso un ponte distrutto, ma loro riescono a salvarsi; durante il successivo viaggio in nave, Rasputin entra nei sogni di Anya spingendola, sonnambula, a gettarsi nei flutti del mare in tempesta, ma viene fermata e salvata da Dimitri.
Infine, i tre compagni giungono a Parigi: durante il viaggio hanno istruito Anya sul come comportarsi da reale e sulla vita e le abitudini della granduchessa Anastasia. Purtroppo dopo aver parlato con la cugina dell'Imperatrice che interroga Anya, Sophie, non riescono ad ottenere un incontro con l'Imperatrice che è oramai stanca di sentirsi presa in giro da altre ragazze che fingono di essere Anastasia per intascare la ricompensa, ma Dimitri capisce che Anya è la vera Anastasia quando lei risponde a una delle domande di Sophie dicendo che era fuggita dal palazzo grazie a un ragazzo che le aveva aperto un passaggio segreto (Dimitri).
Allora fanno un ultimo tentativo e decidono di andare al Teatro dell'Opera a parlare con la vecchia imperatrice.
Anya, accompagnata da Dimitri, aspetta impaziente che egli la presenti a Maria, ma sente la conversazione che i due hanno: l'Imperatrice conosce Dimitri, un noto truffatore che per intascare la somma di dieci milioni di rubli ingaggiava fanciulle che si fingessero Anastasia. Disgustata da ciò, Anya se ne va.
Dimitri non si arrende, "rapisce" Maria e la porta alla casa dove Anya sta facendo le valigie. Dopodiché mostra all'imperatrice il carillon, che Anastasia aveva perso durante la fuga dieci anni prima, da lui recuperato. Maria finalmente incontra Anya, rimanendo diffidente fin quando la ragazza non mostra la collana "Insieme a Parigi", che aveva sempre avuto, e canta con la nonna la canzone della ninnananna: Anya è la vera Anastasia. Nonna e nipote, dopo le varie avversità, si ricongiungono abbracciandosi. Intanto Rasputin arriva in un lampo in Francia grazie al reliquiario.
Dopo questi avvenimenti, Anastasia, pur continuando a farsi chiamare Anya, vive con Maria a Parigi, dove reincontra Dimitri che, prima di tornare in Russia, è chiamato dall'imperatrice, che per gratitudini gli dona la ricompensa; ma egli non la vuole, perché oramai si è innamorato della giovane e così parte, dimostrando la sua bontà, senza avarizia. Maria intuisce che il ragazzo si è innamorato di sua nipote, e al ballo abbraccia felicemente Anya dicendole di scegliere liberamente la propria strada ricordandole che qualunque cosa sarebbe successa, sarebbero state sempre insieme.

Ancora una volta Rasputin durante una festa cerca di uccidere Anastasia attirandola prima in un labirinto e poi su di un ponte che fa crollare, ghiacciando la Senna, per farla morire. Ma Dimitri, tornato indietro, accorre a salvarla e inizia una lotta con Rasputin. Anastasia riconosce Rasputin, il responsabile della morte della sua famiglia. Realizza anche che il reliquiario di Rasputin era ciò che gli permetteva di restare in vita e salvarsi. Con esso Rasputin tenta di colpirla per farla precipitare nel fiume, ma il cane Pooka lo distrae, permettendo alla ragazza di arrampicarsi, di prendere il reliquiario e di distruggerlo, uccidendo definitivamente Rasputin. Maria legge una lettera di Anastasia, nella quale la ragazza afferma di aver deciso di partire con Dimitri (probabilmente per l'America, dove saranno ospiti per sempre) su un bateau-mouche e che un giorno sarebbero tornati a trovarla. Sophie leggendo la lettera, rimane colpita da tanto amore, sostenendo che quello era un finale perfetto, al che Maria nega replicando che è stato un inizio perfetto.
Anastasia e Dimitri si dichiarano infine il loro amore scambiandosi un lungo e appassionato bacio, mentre Bartok, libero da Rasputin, si trova una compagna.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Anya/Anastasia: è la protagonista del film. È una ragazza molto intelligente, coraggiosa e tosta, ma ha un cuore d'oro e dolce. Da bambina era molto affezionata a tutti i membri della sua famiglia, in particolar modo a sua nonna. Dopo l'attacco di Rasputin, però, ha perso la memoria (se sia stato per la botta presa o per il trauma non è chiaro) e non ha più ricordi di loro. Si metterà in viaggio verso Parigi per conoscere le sue origini e il suo passato. Durante il viaggio, si innamorerà di Dimitri, sebbene inizialmente i due non si sopportino.
  • Dimitri: è il coprotagonista del film. All'inizio del film viene mostrato come un uomo avido, astuto ed egoista, ma col passare del tempo avrà più occasioni di dimostrare di essere in fondo un uomo dolce e gentile. Da bambino lavorava come servo nel castello di Anastasia, e durante l'invasione del palazzo salvò lei e sua nonna. Durante il viaggio si innamorerà di Anya, sebbene inizialmente non si sopportino.
  • Rasputin: è il principale antagonista del film. È un uomo crudele, avido ed egoista. Per vendicarsi del padre di Anastasia che lo aveva bandito, vende (letteralmente) l'anima al diavolo, ottenendo poteri magici enormi. Dopo aver scoperto, grazie al suo servo Bartok, che Anastasia è viva, tenterà più volte di ucciderla, ma verrà infine ucciso da lei stessa.
  • Bartok: è un pipistrello albino ottuso, maldestro e simpatico. Venera Rasputin e per questo gli fa da servo, sebbene in fondo lo tema. In realtà non è cattivo, ma è troppo timoroso per ribellarsi. Durante la battaglia finale, quando si sarà accorto di non poter essere utile a Rasputin, si farà i fatti suoi e non interverrà. Bartok diventa protagonista del suo film Bartok il magnifico.
  • Vladimir: è il socio di Dimitri, e il suo migliore amico. È un uomo molto dolce, ma anche lui ama il denaro. Dimostrerà subito grande affetto per Anya, sebbene anch'egli la sfrutti per avere i soldi che sua nonna ha promesso a chi gliel'avrebbe riportata viva. Quando si renderà conto dell'amore che lega Dimitri e Anya, tenterà in ogni di farli stare insieme ed essendosi ormai legato ad Anya abbandonerà anche lui i propositi per intascare la ricompensa. Dopo che Anya andrà a vivere a palazzo, diventerà una delle guardie.
  • Pooka: è il cagnolino di Anya. Lo incontra casualmente mentre va a San Pietroburgo. Diventeranno subito amici.
  • Imperatrice: è la nonna di Anastasia. È una donna molto dolce, ma anche severa e testarda. Vuole molto bene alla nipote, ma quando si accorge che molti portano false donne con il suo nome per denaro rinuncia a trovarla. Quando incontrerà Anya, però, si renderà conto di aver ritrovato l'amata nipote. Quando si renderà conto che lei e Dimitri si amano, sarà la prima ad incoraggiarla a seguirlo, dicendo che le vorrà bene comunque.
  • Zar Nicola: è il padre di Anastasia. È un brav'uomo, forte, severo e deciso. Vuole molto bene alla sua famiglia, in particolare a sua figlia Anastasia. Quando rincontrerà Rasputin, sarà il primo a cacciarlo, sapendo quanto malvagio egli sia. Rasputin, però, decide di maledirlo. Morirà insieme alla maggior parte della sua famiglia durante l'attacco al suo palazzo.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Testi di Lynn Ahrens, musiche di David Newman e Stephen Flaherty.

  1. Rumor in St. Petersburg – 3:25 – Jonathan Dokuchitz, Kelsey Grammer
  2. Journey to the Past – 2:55 – Liz Callaway
  3. Once Upon a December – 2:48 – Liz Callaway
  4. In the Dark of the Night – 3:21 – Jim Cummings
  5. Learn to Do It – 2:36 – Jonathan Dokuchitz, Kelsey Grammer, Liz Callaway
  6. Learn to Do It (Waltz Reprise) – 1:45 – Jonathan Dokuchitz, Kelsey Grammer, Liz Callaway
  7. Paris Holds the Key (To Your Heart) – 3:02 – Jonathan Dokuchitz, Bernadette Peters
  8. At the Beginning – 3:40 (testo: Lynn Ahrens – musica: Richard Marx)Richard Marx, Donna Lewis
  9. Journey to the Past – 4:04 – Aaliyah
  10. Once Upon a December – 3:34 – Deana Carter
  11. Prologue – 6:23 (David Newman)
  12. Speaking of Sophie – 2:36 (David Newman)
  13. The Nightmare – 3:05 (David Newman)
  14. Kidnap and Reunion – 4:29 (David Newman)
  15. Reminiscing with Grandma – 3:17 (David Newman)
  16. Finale – 2:59 (David Newman)
  17. Viaje Tiempo Atrás (Journey to the Past) – 3:07 – Thalía

Durata totale: 57:06

Botteghino[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti il film incassò 58.406.000 $. In tutto il mondo la somma fu di 139.804.348 $.[1]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Incongruenze storiche[modifica | modifica wikitesto]

Il film presenta diversi errori e inesattezze storiche. Di seguito ne sono riportati alcuni.

  • La Rivoluzione russa viene presentata come eseguita dal demonio (cui Rasputin avrebbe venduto la sua anima). Per quanto in ciò possa ravvisarsi una lontana suggestione da I demoni di Dostoevskij, si tratta di una lettura non storicamente neutrale o affidabile.
  • Nel film dietro lo sterminio dei Romanov c'è il monaco Rasputin, ma egli era già morto al momento dell'eccidio. All'inizio del film Rasputin salta dal ponte (cercando di non far scappare Anastasia) e annega: un chiaro riferimento alla sua morte reale avvenuta nel 1916 causata da Jusupov e Pavlovič che cercarono in ogni modo di ucciderlo, facendolo poi annegare nella Neva.
  • Nel film si suppone la sopravvivenza alla strage di Anastasia, l'ultima figlia della famiglia imperiale, che fu invece sterminata al completo dai bolscevichi la notte tra il 16 e il 17 luglio 1918 a Ekaterinburg. Il film si basa su diverse leggende circolate nel corso del Novecento secondo cui la granduchessa si sarebbe salvata e rifugiata in Europa occidentale, probabilmente a Parigi o a Londra e allude, sebbene fortemente romanzandola, alla vicenda di Anna Anderson cui già aveva alluso il film Anastasia del 1956.
  • A Parigi, Anastasia incontra molti personaggi di inizio secolo colti in età incongruenti fra loro e provenienti da molti luoghi diversi del mondo.
  • La corona/tiara che viene data ad Anastasia non è stata indossata dalla madre come viene detto bensì viene indossata solo dalla nonna nella vita reale.
  • La città di San Pietroburgo fu rinominata dal 1924 al 1991 Leningrado. Quando Anya esce dall'orfanotrofio ci troviamo nel 1926 tuttavia il nome della città resta San Pietroburgo (si può leggere anche sul cartello stradale che indica la direzione della città quando Anya è al bivio).
  • All'inizio del film e durante le scene che riguardano l'assalto al palazzo si riconosce chiaramente Carskoe Selo, ma in realtà, all'epoca della deportazione i Romanov si trovavano nel Palazzo d'inverno, poiché Carskoe Selo era solo una residenza estiva.
  • All'inizio del film Anastasia è una bambina e in seguito sembra abbia intorno ai 18 anni (massimo 20). Lo si può dedurre dal fatto che la ragazza lascia l'orfanotrofio non appena le viene trovato un lavoro in una pescheria. Si tratta di un errore cronologico in quanto Anastasia è nella realtà nata il 18 giugno 1901, quindi avrebbe dovuto avere 15 anni all'inizio del film e 26 per il resto del lungometraggio, tuttavia è chiaramente più giovane.

Spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha avuto uno spin-off, Bartok il magnifico sempre con Don Bluth e Gary Goldman alla regia.

Videogioco[modifica | modifica wikitesto]

Qualche tempo dopo l'uscita del film, la Fox Interactive rilasciò un gioco per PC basato su di esso, intitolato Anastasia: Adventures with Pooka and Bartok. Scopo del gioco è aiutare Anastasia nel suo viaggio verso Parigi risolvendo puzzle ed enigmi, controllando il cagnolino Pooka ed evitando le trappole di Bartok. Sono presenti scene tratte dal film e nuove ambientazioni dipinte a mano create apposta per il gioco.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La fine di Rasputin, causata dalla distruzione del suo amuleto da parte di Anastasia, viene ripresa nel film La principessa e il ranocchio della Disney.
  • I figli di Juri Chechi si chiamano Anastasia e Dimitri.
  • Il film spesso viene ritenuto un Classico Disney, anche se in realtà fu realizzato da uno studio indipendente, ovvero quello di Don Bluth. Quest'ultimo però fu un animatore della Disney, che lasciò nel 1979.
  • All'inizio del film, dopo l'introduzione sul periodo storico e sulla maledizione dei Romanov, si può notare che tra le nuvole, assieme al nome stesso del film "Anastasia", si scorge il profilo di un castello completamente dorato. Tale struttura si rivela essere poi la parte superiore di uno dei monumenti della famiglia reale, ma ad un occhio esperto, il castello ricorda molto quello utilizzato dalla Disney per introdurre le varie fiabe prodotte dal gigante americano. Sebben Don Bluth non faceva più parte della Disney all'epoca di Anastasia, si può pensare che abbia lasciato questo messaggio nascosto per lasciar considerare il suo capolavoro come una delle tante "storie di principesse" della Disney. Bluth, inoltre, ha sempre dichiarato che la Disney abbia smesso di regalare emozioni vere e magia all'inizio degli anni 70, e che questo lo abbia costretto a lasciare. Forse, quindi, con il piccolo particolare del "simil-castello Disney" di Anastasia, Bluth vuole riavvicinare il pubblico alle vecchie emozioni che solo un colosso come la Disney poteva regalare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anastasia (1997) - International Box Office Results - Box Office Mojo

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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