Record dell'ora

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La bicicletta con cui Eddy Merckx batté il record dell'ora nel 1972

Il record dell'ora è una disciplina del ciclismo su pista in cui il ciclista percorre in un velodromo la maggiore distanza possibile nel corso di un'ora con partenza da fermo. Non si tratta dunque, strettamente parlando, di una gara collettiva, in quanto non vi sono più corridori che gareggiano uno contro l'altro, ma soltanto di una gara individuale in cui un atleta che tenta di stabilire un nuovo primato.

Il regolamento prevede che la distanza percorsa venga stabilita rilevando il tempo alla conclusione del giro successivo dopo lo scattare del sessantesimo minuto di corsa. La partenza avviene da fermo per cui generalmente l'avvio è piuttosto lento in quanto si usano bici da pista a scatto fisso. La scelta del rapporto è comunque un fattore molto importante in quanto deve essere quello ideale affinché il ciclista possa esprimersi al massimo delle sue potenzialità. L'attuale primatista dell'ora è l'austriaco Matthias Brändle con 51,850 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prova del record dell'ora fu ideata nel 1893 dal giornalista e ciclista francese Henri Desgrange, futuro patron e ideatore del Tour de France, che fu anche il primo ad affrontarla percorrendo 35,325 km. In seguito la prova acquistò sempre maggiore notorietà e vi si cimentarono molti dei più grandi ciclisti di ogni tempo. Già alla fine del XIX secolo il record superò la barriera dei 40 chilometri arrivando alla vigilia della Prima guerra mondiale a 44,247 chilometri con Oscar Egg. Questo storico record durò quasi vent'anni, negli anni trenta il primato fu più volte superato con Giuseppe Olmo che nel 1935 oltrepassò la barriera dei 45 chilometri.

Da ricordare il record stabilito nel 1933 da Francis Faure su una bicicletta reclinata che per primo superò quello stabilito da Egg con 45,055 km. L'anno dopo le reclinate furono escluse dalle competizioni ufficiali e il record di Faure invalidato. Altro storico record fu quello di Fausto Coppi che in piena Seconda guerra mondiale, nel 1942, al Velodromo Vigorelli di Milano, fissò il primato a 45,798 chilometri. Pur migliorando il record precedente di soli 31 metri, il primato di Coppi durò ben 14 anni, e fu il francese Jacques Anquetil a infrangerlo. Tuttavia, in quello stesso anno, l'italiano Ercole Baldini riportò in Italia il record, pur essendo ancora dilettante.

Nel 1972 un altro grandissimo ciclista si cimentò in questa competizione stabilendo un altro record longevo, il belga Eddy Merckx, che sfiorò la barriera dei 50 chilometri, 49,431. Questa fu superata per la prima volta nel 1984 da Francesco Moser con l'utilizzo di una particolare bicicletta dotata di ruote lenticolari. Il record di Moser fu battuto dopo 9 anni da Graeme Obree, sconosciuto dilettante scozzese che divenne famoso proprio con questa impresa. Questo riaccese l'interesse sul record dell'ora e nel giro di pochi anni vi fu un susseguirsi di record fra i migliori specialisti del tempo, da Miguel Indurain a Tony Rominger, fino a Chris Boardman, che nel 1996 fissò il record a 56,375 km.

Nel 2000, l'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) decise di annullare i record ottenuti grazie a biciclette speciali, ovvero tutti i primati dal primo di Moser in poi, definendoli "Miglior prestazione umana sull'ora", tornando a considerare "Record dell'ora" quello di Merckx del 1972. Fu così che Boardman, che stava per ritirarsi, decise nel 2000 di compiere un nuovo tentativo con una bicicletta tradizionale, riappropriandosi del record dell'ora ufficiale con 49,441 chilometri (solo 10 metri in più di Merckx). Questa prestazione fu poi battuta inaspettatamente nell'estate del 2005 dal poco conosciuto ceco Ondrej Sosenka, che portò il record a 49,700 km. Nel 2014, l'UCI consente l'utilizzo di biciclette per la pista. Il 18 settembre 2014 il quarantatreenne tedesco Jens Voigt ha battuto il record precedente con 51,115 km nel velodromo svizzero di Grenchen[1], ma appena un mese dopo, il 30 ottobre 2014, ad Aigle viene battuto da Matthias Brändle che blocca il chilometraggio a 51,852 km.[2]

Tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

Fino agli anni settanta i corridori che affrontavano la prova del record dell'ora utilizzavano normali biciclette da pista. Con il record di Eddy Merckx il record dell'ora iniziò a diventare anche un campo sul quale sperimentare nuovi ritrovati della ricerca tecnologica: per il campione belga il famoso costruttore Ernesto Colnago realizzò una bici superleggera dal peso di poco più di 5 chilogrammi, in cui persino le maglie della catena erano traforate per risparmiare qualche grammo in più. In verità, la bicicletta utilizzata da Eddy Merckx era quanto di peggio si potesse concepire per il record dell'ora. È infatti ben noto che in pianura il peso della bicicletta è un fattore trascurabile. Invece è molto importante, oltre all'aerodinamica, che il telaio sia rigido, in modo da non flettersi sotto la spinta del ciclista. Purtroppo, la bicicletta usata da Merckx era assai cedevole, tanto che dovette limitare la spinta in partenza per non piegare il telaio in modo permanente. Una bicicletta del genere, flettendosi a ogni pedalata, fece disperdere una quota significativa di energia a Eddy Merckx.[3]

In seguito si usarono i tentativi di record per sperimentare idee sempre più innovative: per Moser, nel 1984, fu costruita una bicicletta con le "ruote lenticolari", cioè a disco pieno invece che a raggi, usate in quell'occasione per la prima volta, e diversi altri accorgimenti tecnologici (questa bicicletta è esposta oggi nel Museo del ciclismo presso la Madonna del Ghisallo). Si noti che la bicicletta di Moser aveva un peso pari a quella usata da Coppi. Infatti si era finalmente capito che il fattore fondamentale è l'aerodinamica, unita a una struttura rigida. Moser fu seguito anche da un'equipe medica che curò in modo speciale la sua preparazione fisica. Addirittura clamorosa fu l'invenzione di Graeme Obree nel 1993: egli batté il record di Moser con una bicicletta di forma radicalmente diversa da quelle tradizionali, che gli permetteva di assumere una posizione "a uovo" particolarmente favorevole dal punto di vista aerodinamico. Obree ideò da solo questa bicicletta e la costruì con le sue mani, si dice utilizzando addirittura dei pezzi della lavatrice di casa sua.

L'UCI omologò il suo record, ma dopo che anche Moser utilizzò una bicicletta di questo tipo per tentare di riprendersi il record (non vi riuscì, ma migliorò il suo primato di 10 anni prima), ne vietò l'ulteriore utilizzo. I record successivi vennero stabiliti con biciclette di foggia più simile a quella tradizionale, ma sempre con innovative soluzioni tecnologiche, in particolare con manubri "da triathlon" di diversi tipi, che consentono al ciclista di tenere una posizione più distesa in modo da favorire la penetrazione aerodinamica. Anche questi manubri sono stati vietati dall'UCI nel 2000 per il record dell'ora, ma rimangono consentiti nelle corse a cronometro su strada.

Un altro campo di sperimentazione è stato l'utilizzo di velodromi in altura, dove l'aria rarefatta offre una resistenza minore che al livello del mare: tra gli anni settanta e ottanta diversi record vennero stabiliti a Città del Messico, a oltre 2000 metri di altitudine. La rarefazione dell'aria però ha anche un effetto negativo, poiché incide negativamente sulla respirazione del corridore: per questo motivo in seguito si è ritornato a effettuare i tentativi di record in velodromi a livello del mare, come quello di Manchester.

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Atleta Distanza Luogo Data
Francia Henri Desgrange 35,325 km Parigi 11 maggio 1893
Francia Jules Dubois 38,220 km Parigi 31 ottobre 1894
Belgio Oscar Van Den Eynde 39,240 km Parigi 30 luglio 1897
Stati Uniti Willie Hamilton 40,781 km Denver 3 luglio 1898
Francia Lucien Petit-Breton 41,110 km Parigi 24 agosto 1905
Francia Marcel Berthet 41,520 km Parigi 20 giugno 1907
Svizzera Oscar Egg 42,122 km Parigi 22 agosto 1912
Francia Marcel Berthet 42,741 km Parigi 1913
Svizzera Oscar Egg 43,525 km Parigi 1913
Francia Marcel Berthet 43,775 km Parigi 20 settembre 1913
Svizzera Oscar Egg 44,247 km Parigi 18 agosto 1914
Paesi Bassi Jan Van Hout 44,588 km Roermond 25 agosto 1933
Francia Maurice Richard 44,777 km Sint-Truiden 28 settembre 1933
Italia Giuseppe Olmo 45,090 km Milano 31 ottobre 1935
Francia Maurice Richard 45,325 km Milano 14 ottobre 1936
Paesi Bassi Frans Slaats 45,485 km Milano 29 settembre 1937
Francia Maurice Archambaud 45,767 km Milano 3 novembre 1937
Italia Fausto Coppi 45,798 km Milano 7 novembre 1942
Francia Jacques Anquetil 46,159 km Milano 29 giugno 1956
Italia Ercole Baldini 46,394 km Milano 19 settembre 1956
Francia Roger Rivière 46,923 km Milano 18 settembre 1957
Francia Roger Rivière 47,347 km Milano 23 settembre 1959
Belgio Ferdinand Bracke 48,093 km Roma 30 ottobre 1967
Danimarca Ole Ritter 48,653 km Città del Messico 10 ottobre 1968
Belgio Eddy Merckx 49,431 km Città del Messico 25 ottobre 1972
Italia Francesco Moser 50,808 km Città del Messico 19 gennaio 1984
Italia Francesco Moser 51,151 km Città del Messico 23 gennaio 1984
Regno Unito Graeme Obree 51,596 km Hamar 17 luglio 1993
Regno Unito Chris Boardman 52,270 km Bordeaux 23 luglio 1993
Regno Unito Graeme Obree 52,713 km Bordeaux 19 aprile 1994
Spagna Miguel Indurain 53 040 km Bordeaux 2 settembre 1994
Svizzera Tony Rominger 53,832 km Bordeaux 22 ottobre 1994
Svizzera Tony Rominger 55,291 km Bordeaux 5 novembre 1994
Regno Unito Chris Boardman 56,375 km Manchester 6 settembre 1996
Regno Unito Chris Boardman 49,441 km Manchester 27 ottobre 2000
Rep. Ceca Ondřej Sosenka 49,700 km Mosca 19 luglio 2005
Germania Jens Voigt 51,115 km Grenchen 18 settembre 2014
Austria Matthias Brändle 51,852 km Aigle 30 ottobre 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ecco il nuovo record dell'ora: 51,115 km Voigt distrugge il primato precedente in La Gazzetta dello Sport, 18 settembre 2014. URL consultato il 18 settembre 2014.
  2. ^ Record dell'ora, Brändle copre 51,852 km in La Gazzetta dello Sport, 30 ottobre 2014. URL consultato il 30 ottobre 2014.
  3. ^ L'aerodinamica dei veicoli a propulsione umana in Le Scienze, 1 febbraio 1984. URL consultato il 21 dicembre 2014.

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