Bicicletta da pista

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Una bicicletta da pista moderna

Una bicicletta da pista è un tipo di bicicletta a scatto fisso designata specialmente per ciclismo su pista in un velodromo. A differenza delle biciclette da corsa, usate per il ciclismo su strada, mancano di cambio e marce multiple nonché dei freni, usano un singolo pignone fisso e nessun meccanismo a ruota libera. Gli pneumatici sono piuttosto stretti e generalmente gonfiati a pressioni ben oltre quelle usate nel ciclismo su strada nel tentativo di minimizzare la "resistenza" causata dall'attrito. (Per manifestazioni su tragitti erbosi, gli pneumatici avrebbero avuto 'pomi' mirati alla minimizzazione dello scivolamento potenziale).

Il telaio[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto del telaio per pista è solitamente specifico per il suo utilizzo. I telai adatti agli scatti e alle volate sono quanto più leggeri possibile, mentre quelli pensati per le corse generiche o su distanze più lunghe puntano più sull'aerodinamica. I materiali del telaio ricoprono un ampio ventaglio, inclusi l'acciaio (il materiale tradizionale per le biciclette da pista), l'alluminio, il titanio o la fibra di carbonio, quest'ultima diffusa soprattutto a livello professionistico o elitario. Inoltre la geometria di un telaio da pista è diversa da quella di un telaio da strada e dipende appunto dall'uso specifico che se ne farà.

Gli attributi tipici per molti telai da pista sono un movimento centrale rialzato per eliminare il rischio di toccare nelle curve paraboliche dei velodromi o comunque ogni ostacolo, un tubo del piantone più ripido per aumentare la reattività del telaio e per uno sterzo più pronto alla risposta, una forcella più grande per uno sterzo più stabile ad alte velocità e che ha un rake (cioè la distanza fra proiezione del tubo dello sterzo e attacco alla ruota) minore per conferire maggiore rigidità e prontezza al telaio. Particolari sono anche gli innesti per le ruote: i forcellini posteriori sono infatti orizzontali per permettere un corretto tensionamento della catena con qualsiasi rapporto, con apertura dal retro e non da davanti come nelle tradizionali bici da corsa.

I rapporti[modifica | modifica wikitesto]

Una gara su pista (Calgary, 2005)

Dal momento che i pistard non possono cambiare marcia durante una corsa essendo il rapporto unico (una sola corona ed un solo pignone), la scelta del rapporto stesso è molto importante. Entrano perciò in gioco due fattori importanti: l'accelerazione e la velocità finale. Un rapporto più corto permette di sviluppare un'accelerazione maggiore, è perciò adatto negli scatti e nelle gare con partenze da fermo (1000 metri, inseguimento...). Un rapporto più lungo favorisce invece lo sviluppo di velocità elevate (tratto finale delle gare di inseguimento, gare sulla distanza...).

Di solito i pistard sviluppano una cadenza di pedalata molto elevata e comunque superiore ai loro colleghi che gareggiano per strada e ciò permette loro di riuscire a sviluppare velocità elevate anche con rapporti relativamente corti.

In ogni specialità della pista è necessario affrontare la scelta del giusto rapporto, che rappresenti per il singolo ciclista il compromesso ideale fra accelerazione e velocità finale elevata.

Un esempio tipico è quello dell'inseguimento, in cui si gareggia sui 4 chilometri con partenza da fermo. Il rapporto da scegliere deve essere un compromesso fra uno corto che favorisca la partenza da fermo e perciò i primi giri di pista e uno lungo che permetta di sviluppare alte velocità nella seconda parte di gara, una volta lanciati.

Invece, per quanto riguarda la bici da pista per utilizzo "urbano", è importantissimo tenere in considerazione anche il valore di skid patch oltre allo sviluppo metrico. Infatti la scelta di un rapporto con alto numero di skid patch permetterà un'usura minore e più uniforme della gomma posteriore.

La bicicletta con cui Eddy Merckx stabilì il record dell'ora

Altre caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La bici da pista ha la caratteristica di non avere freni e la stessa curvatura del manubrio è diversa e più ampia rispetto alle biciclette da corsa normali. La guarnitura poi è progettata per accogliere una sola corona anteriore, ha girobulloni da 144mm (lo standard delle bici da corsa di un tempo), pedivelle più corte per favorire l'alta cadenza di pedalata ed una catena di larghezza maggiore (1/8 di pollice rispetto a 3/32"). I mozzi, in particolare quello posteriore, sono caratteristici a causa del fissaggio a telaio con dei bulloni in luogo dell'ormai classica levetta a sgancio rapido. Il mozzo posteriore è filettato per l'aggancio del pignone, fermato poi da una ghiera con filettatura contrario (e di diametro minore): in questa maniera nella contropedalata (con la quale si rallenta) il pignone non rischia di svitarsi. I pedali permettono di essere agganciati in maniera solidale alla bicicletta, basti pensare che un tempo le scarpette erano addirittura imbullonate ai pedali stessi.

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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