Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Psusennes I (... – 993 a.C.) è stato un faraone della XXI dinastia egizia.
Era il figlio di Pinedjem I, Primo Profeta di Amon a Tebe, e di Henuttaui, figlia del faraone Smendes I della XXI dinastia. Il suo regno durò 46 anni secondo la lista di Manetone, e nonostante le sue origini sacerdotali tebane cercò di contrastare il potere del clero di Tebe cercando di conquistare il Basso Egitto, e in risposta all'attribuzione di titoli regali da parte di alcuni Primi Profeti si dichiarò Primo Profeta di Amon a Tanis, fatto inconsueto per un sovrano egizio.
Fece costruire nelle città di Luxor e Karnak possenti mura di recinzione in mattoni a protezione dei complessi templari. La sua tomba (NRTIII) rinvenuta a Tanis nel 1940 da Pierre Montet è tra le poche sepolture conservate intatte; insieme al sovrano vi furono sepolti anche la regina Mutnodjmet, i figli Amenemope e Akhefenmut ed il generale Undjebundjed, In seguito nell'anticamera furono trasferite anche le mummie di Psusennes II e Siamon, oltre al sarcofago di Sheshonq II.
| Titolo |
Traslitterazione |
Significato |
Nome |
Traslitterazione |
Lettura (italiano) |
Significato |
|
|
ḥr |
Horo |
|
k3 nḫt m dd imn wsr f3w sḫ՚j m w3st |
Ka-nekhet-emdedamon Userfau sekhaemuaset |
Toro possente, ?, che appare in Tebe |
|
|
nbty (nebti) |
Le due Signore |
|
wr mnw m ipt swt
nb phtj wˁf tawy
w3h nsyt mi rˁ m pt |
|
Grande e imponente a Karnak
signore potente protettore e re delle Due Terre
come Ra signore del cielo |
|
|
ḥr nbw |
Horo d'oro |
|
sm3 ḫprw dr - pdt 9
iti m sḫm=t t3wy nbw |
|
Colui che unisce i viventi, che sconfigge i nove archi (i nemici dell'Egitto),
che con la sua forza conquista tutte le terre |
|
|
nsw bjty |
Colui che regna
sul giunco
e sull'ape |
|
ˁ3 ḫpr rˁ stp.n imn |
Akheperra setepenamon |
Grandi sono le manifestazioni di Ra, scelto da Amon |
|
|
s3 Rˁ |
Figlio di Ra |
|
p3 sb3 ḫ՚j njwt mr imn |
Pasebakhaienniut meriamon |
L'astro è apparso sulla città (di Tebe), amato da Amon |
- Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, 5a ed., Roma-Bari, 2003, pp. 404-410.
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]