Poison (Final Fight)

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Poison
Poison
Poison
Lingua orig. Inglese
Voci orig.
  • Atsuko Tanaka
  • Masae Yumi
Sesso Femmina

Poison (ポイズン Poizun?) è un personaggio secondario della saga di videogiochi picchiaduro 2D Street Fighter, originariamente comparsa nel videogioco, sempre sviluppato da Capcom, Final Fight, assieme ad un personaggio clone chiamato Roxy.

La seiyuu Atsuko Tanaka le ha prestato voce in Street Fighter III, mentre Masae Yumi in SNK vs. Capcom: SVC Chaos.

Dopo la serie Final Fight, Poison compare assieme ad Hugo in Street Fighter III come suo manager. Si era pianificato di farlo/a apparire in Capcom Fighting All-Stars, ma lo sviluppo nel gioco fu interrotto. Doveva anche apparire in Final Fight: Streetwise ma, assieme a Sodom, è stata rimossa/o dalla versione completa.

Apparizioni e dettagli[modifica | modifica sorgente]

Poison appare in Final Fight per la prima volta, assieme a Roxy, stesso sprite di gioco ma colorato in modo differente, come uno dei nemici comuni affrontabili durante la sessione di gioco. Originariamente il design fu scelto per variare i nemici affrontabili. In origine il personaggio doveva essere femmina, ed invece fu cambiato in transessuale.

In seguito Poison appare, per la prima volta giocabile, in Final Fight Revenge, un picchiaduro 3D di produzione Americana in cui viene ritratto/a in maniera molto femminile e desiderosa/o di Cody, il protagonista dell'originale Final Fight.

Nel videogioco "Capcom Classics Collection" possiamo leggere un briefing di curiosità su questo ambiguo personaggio, che ci affermano del suo essere transessuale, e che Roxy sia una "lei" che detesta il travestirsi di Poison.

Yoshinori Ono, produttore di Street Fighter IV, ha dichiarato in un'intervista che in America Poison è un transessuale post-intervento, mentre in Giappone si è semplicemente rimosso il membro.

Apparenza[modifica | modifica sorgente]

Poison appare come una ragazza dai lunghi capelli scomposti di color magenta. Indossa un cappello nero, shorts, scarpe con tacchi alti rosse e, infine, un top con una scollatura ben evidente.

Come accessori indossa sul collo un collare nero liscio, sui polsi polsini neri in pelle e, legata attorno alla gonna, una catena penzolante. In Final Fight Revenge, inoltre, usa una frusta durantei suoi attacchi, benché questa frusta non sia mai apparsa negli artwork.

Censura[modifica | modifica sorgente]

Quando Final Fight fu convertito per la console Super Nintendo Entertainment System, uno dei tester del gioco Americani parlò al designer Capcom che ha lavorato al gioco, chiedendosi del perché far picchiare donne ai protagonisti.

Il designer informò lui della natura transessuale del personaggio, ma il tutto fu comunque censurato e, al posto di Poison e Roxy, appaiono "Billy" e "Sid", due teppisti punkettari. Da allora, tutte le versioni di "Final Fight" uscite in America mantengono questa censura.

La versione inglese per Sega CD ha mantenuto la censura, ma in modo differente: Poison e Roxy rimangono, ma vengono ridisegnate in modo più "casto", e con "particolari" ridotti.

In altri ambiti[modifica | modifica sorgente]

Poison è stata/o disegnata/o in alcuni artowork dedicati a Street Fighter dalla stessa Capcom. Inoltre, appare per ben 3 volte come comparsa nella serie Street Fighter Alpha .

In termini di collezionismo, di Poison è stata realizzata una figure in pvc appartenente alla collezione "Capcom Girls Collection", prodotta dalla Yamato e scolpita Mitsumasa Yoshizawa in scala 1/6. La figure è stata prodotta in due versioni differenti: una versione con i colori classici di Poison in Final Fight (capelli rosa, shorts di jeans con una base in plastica nera) pubblicata nel Novembre del 2011 ed una versione REFLECT BLACK ver. con capelli biondi, shorts neri e base specchiata pubblicata nel Giugno del 2009.

Causa suo genere sessuale indefinito, molti fan della Capcom hanno sempre dibattuto su questo aspetto. La rivista Hardcore Gaming ha posizionato Poison come uno dei "personaggi terziari più famosi e più controversi della Capcom mai apprezzati".

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]