Maurizio Valenzi

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Maurizio Valenzi
Foto valenzi.jpg

Sindaco di Napoli
Durata mandato 27 settembre 1975 –
18 agosto 1983
Predecessore Bruno Milanesi
Successore Francesco Picardi

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
sen. Maurizio Valenzi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Tunisi
Data nascita 16 novembre 1909
Luogo morte Acerra
Data morte 23 giugno 2009
Partito Partito Comunista Italiano
Legislatura II, III, IV
Gruppo Comunista

Maurizio Valenzi, nato Valensi (Tunisi, 16 novembre 1909Acerra, 23 giugno 2009), è stato un politico italiano.

Maurizio Valenzi, sindaco di Napoli, insieme all'onorevole Luigi Buccico alla posa della prima pietra della metropolitana collinare, avvenuta il 22 dicembre 1976 in Piazza Medaglie d'Oro

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di famiglia ebraica di origine livornese, da più generazioni insediata in Tunisia, è stato protagonista della Resistenza antifascista in Europa. Il suo cognome era in realtà Valensi, fu storpiato per errore in Valenzi da un impiegato del comune di Napoli nel 1944, come da lui stesso raccontato in C'è Togliatti![1] e così poi rimase. Si dedicò alla pittura e dal 1930 al 1931 ebbe uno studio a Roma con l'amico Antonio Corpora.

Tra il 1935 e il 1936 aderì con un gruppo di italiani al Partito Comunista Tunisino. Con l'amico Loris Gallico redasse il settimanale “L'Italiano di Tunisi”. Nel 1937, all'epoca del governo del Fronte Popolare, era a Parigi per collegare il gruppo dei comunisti tunisini al Centro Estero del Partito Comunista Italiano e lavorò nella redazione della “Voce degli Italiani” diretta da Giuseppe Di Vittorio. Nel 1939 raggiunsero Tunisi Giorgio Amendola e Velio Spano. Nel dicembre del 1939 si sposò con Litza Cittanova. Nel gennaio 1941 nacque il figlio Marco.

Nel novembre 1941 venne arrestato e torturato con l'elettricità: resistette agli interrogatori, venne condannato all'ergastolo ed ai lavori forzati dal regime fascista di Vichy e internato per un anno a Lambèse in Algeria. Dal luglio al novembre 1942 fu in carcere anche la moglie Litza. Liberato dagli alleati nel marzo 1943, venne inviato dal PCI a Napoli, per preparare l'arrivo di Palmiro Togliatti dall'Unione Sovietica. Raggiunse la città nel gennaio 1944.

In via Broggia venne organizzato un appartamento per i comunisti che arrivano da varie località; là venne ospitato Togliatti e Maurizio Valenzi visse da vicino quella che verrà chiamata la svolta di Salerno, esperienza raccontata nel libro C'è Togliatti edito da Sellerio nel 1995. Rimase a Napoli anche dopo questo periodo lavorando sempre come funzionario di partito. Al suo fianco lavoravano leader del PCI come Mario Palermo e Giorgio Napolitano. Nel 1952 venne eletto consigliere provinciale. In quell'anno nacque la figlia Lucia.

Fu senatore eletto nel PCI per tre legislature dal 1953 al 1968; in particolare venne nominato segretario alla Presidenza del Senato e in altra occasione vicepresidente della Commissione Esteri. In quegli stessi anni ricoprì diversi altri ruoli istituzionali e di partito, diventando vicepresidente della Commissione di Vigilanza sulla RAI, segretario del Gruppo Comunista al Senato e membro della Commissione Centrale di Controllo del PCI.

Il disegno e la pittura, mai completamente abbandonati, vennero ripresi dopo il 1968. Consigliere comunale a Napoli dal 1970 al 1975, venne eletto sindaco con una maggioranza relativa. La giunta rimase in piedi per anni grazie al consenso della cittadinanza ed al voto tecnico in occasione del bilancio da parte della Democrazia Cristiana. Venne confermato sindaco di Napoli fino al 1983, guidando la città nel periodo del terrorismo e del terremoto. In quel periodo è stato anche membro del Comitato Centrale del PCI. Dopo il terremoto del 1980, in qualità di sindaco, venne nominato commissario straordinario per la Ricostruzione[2].

Nel 1984 venne eletto al Parlamento Europeo, nel quale restò in carica fino al 1989. In occasione dei suoi novanta anni, nel 1999 è stata organizzata una sua mostra antologica a Napoli, nelle sale del Maschio Angioino. Nel maggio del 2009 i figli Marco e Lucia hanno dato vita alla Fondazione Valenzi, dedicata al padre Maurizio ed alla madre Litza. La Fondazione è stata presentata il 13 giugno a Napoli al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[3].

È morto ad Acerra, nella clinica "Villa dei Fiori" dove da giorni era ricoverato, il 23 giugno 2009, all'età di quasi 100 anni[4]. I funerali si sono svolti il 25 giugno in un Maschio Angioino gremito. Il 15 novembre del 2009, in occasione dell'apertura delle celebrazioni per il centenario dalla nascita, migliaia di persone hanno affollato il Maschio Angioino per la commemorazione, organizzata dalla Fondazione Valenzi, a cui hanno partecipato tra gli altri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. In quella stessa mattinata Napolitano e Letta hanno inaugurato anche la prestigiosa sede della Fondazione Valenzi al Maschio Angioino.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maurizio Valenzi in Gargano P (a cura di), Confesso che mi sono divertito, Pironti, 2007, Pag.143, ISBN 88-7937-416-8.
  • Roberto Race, Lucia Valenzi (a cura di) Maurizio Valenzi. Testimonianze per una vita straordinaria, con prefazione di "Giorgio Napolitano" 2009, Tullio Pironti Editore[5]
  • Valenzi Maurizio, Cerchia Gianni (a cura di) Maurizio Valenzi, la vita avventurosa di un uomo mite, prefazione a cura di Antonio Bassolino, introduzione a cura di Giuseppe Galasso, L'Articolo, 2005, pag.110
  • Valenzi Maurizio, Il segno racconta, prefazione di Giorgio Napolitano, Associazione Culturale "Il Corvo", 2006, pag.61
  • Valenzi Maurizio, Gargano Pietro (a cura di) C'è Togliatti! Napoli 1944. I primi mesi di Togliatti in Italia, Sellerio editore, Palermo, 1995, pag.171
  • Valenzi Maurizio, Sindaco a Napoli, intervista di Massimo Ghiara, Editori Riuniti, 1978
  • Wanderlingh Attilio, Maurizio Valenzi. Un romanzo civile, presentazione di Nilde Iotti, Edizioni Sintesi, 1988
  • Valenzi Lucia (a cura di), Italiani e antifascisti in Tunisia negli anni Trenta. Percorsi di una difficile identità, Liguori Editore, Napoli, 2008
  • Valenzi Maurizio, Une mèmoire locale. Naples et son maire, PUF - Presses Universitaires de France, Parigi, 1980
  • Sebag Paul, Communistes de Tunisie. 1939-1943, L'Harmattan, Parigi, 2001
  • Valenzi Maurizio, Ebrei italiani di fronte al razzismo, a cura di Pirozzi Nico, Edizioni Cento Autori, Napoli, 2010

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Valenzi Maurizio, Gargano Pietro (a cura di) C'è Togliatti! Napoli 1944. I primi mesi di Togliatti in Italia, Sellerio editore, Palermo, 1995, pag.37-38
  2. ^ http://legislature.camera.it/_dati/leg10/lavori/stenografici/sed0637/sed0637.pdf
  3. ^ Incontro al Quirinale
  4. ^ Il Mattino - Napoli, addio a Maurizio Valenzi, primo sindaco comunista dal '75 all'83
  5. ^ Il testo raccoglie cinquantaquattro testimonianze di Abdon Alinovi, Ferdinando Bologna, Francesco Paolo Casavola, Giovanni Cerchia, Bice Chiaromonte Foà, Roberto Ciuni, Gaetano Cola, Ermanno Corsi, Pier Virgilio Dastoli, Vezio De Lucia, Roberto De Simone, Antonio Del Guercio, Gianfranco Dioguardi, Inge Feltrinelli, Giuseppe Galasso, Pietro Gargano, Andrea Geremicca, Massimo Ghiara, Ezio Ghidini Citro, Antonio Ghirelli, Enzo Giustino, José Goñi Carrasco, Ugo Gregoretti, Marina Guardati, Nemer Hammad, Franco Iacono, Jack Lang, Giuseppe Antonello Leone, Amedeo Lepore, Gianni Letta, Luigi M. Lombardi Satriani, Emanuele Macaluso, Nicola Mancino, Titti Marrone, Gilberto Antonio Marselli, Aldo Masullo, Enzo Mattina, Gustavo Minervini, Diego Novelli, Antonio Parlato, Eleonora Puntillo, Umberto Ranieri, Ermanno Rea, Francesco Rosi, Tato Russo, Eirene Sbriziolo, Oscar Luigi Scàlfaro, Vincenzo Scotti, Lucien Sfez, Vincenzo Maria Siniscalchi, Nicola Spinosa, Sandro Temin, Enrico Vinci e Elio Waschimps.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]