La battaglia dei giganti

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La battaglia dei giganti
La battaglia dei giganti.png
Robert Shaw in una scena del film
Titolo originale Battle of the Bulge
Paese di produzione USA
Anno 1965
Durata 165 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere guerra
Regia Ken Annakin
Sceneggiatura Philip Yordan; Milton Sperling; John Melson
Produttore Sidney Harmon; Milton Sperling; Philip Yordan; Dino De Laurentis
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Jack Hildyard
Musiche Benjamin Frankel
Scenografia Eugène Lourié
Costumi Laure De Zarate
Trucco Trevor Crole-Rees; José María Sánchez
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La battaglia dei giganti (Battle of the Bulge) è un film del 1965 diretto da Ken Annakin.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre 1944 i tedeschi lanciano un'imponente offensiva di mezzi corazzati nelle Ardenne; il generale di divisione tedesco Kohler espone al colonnello Hessler il piano di una audace operazione per riconquistare il Belgio ed obbligare alla ritirata in sole 50 ore gli anglo-americani, ormai fiduciosi nel concludersi del conflitto entro Natale. Il comando anglo-americano sostiene infatti che l'esercito tedesco sia in rotta, nonostante il parere contrario del maggiore Wolenski, che intuisce la possibilità di un'imminente controffensiva.

Il colonnello Hessler attacca con i suoi Tiger, che i carri armati americani Sherman non sono in grado di affrontare a causa della loro minore blindatura e potenza di fuoco. L'ufficiale tedesco è fiducioso della riuscita del piano e, nonostante il parere contrario del suo caporale attendente, ottiene grandi successi addentrandosi in profondità dietro le linee nemiche, mentre i soldati tedeschi del tenente Schumacher, travestiti da americani, alterano la segnaletica stradale e fingendosi polizia militare americana, riescono a occupare ed a mantenere intatto un ponte, indispensabile ai tedeschi per continuare la loro avanzata.

Il piano del generale Kohler sembra andare in porto ma il colonnello Hessler necessita di benzina, momentaneamente non disponibile data l'eccessiva distanza dei centri di rifornimento. L'ufficiale tedesco entra in contrasto con il suo attendente per l'ormai lampante verità sulle sorti del conflitto; nonostante gli ultimi avvenimenti infatti Hessler rivela al caporale che "la Germania sta combattendo una guerra che non può più vincere" suscitando la disperazione dell'anziano graduato, che lo accusa di pensare solo alla sua carriera e disilluso dalla moralità del suo comandante, chiede il trasferimento.

Hessler tuttavia continua la sua battaglia; dopo aver costretto i carri americani alla ritirata, marcia verso un deposito di rifornimento americano che il maggiore Wolenski dà ordine di distruggere. Gli uomini del maggiore bruciano i barili di benzina e li fanno rotolare giù da una collina in direzione dei carri tedeschi che vengono distrutti: il colonnello Hessler, deciso a non ritirarsi rimane nel suo carro armato che esplode, uccidendolo, mentre i carristi tedeschi sopravvissuti e l'attendente di Hessler abbandonano i carri e si ritirano a piedi verso la linea di partenza.

Versione italiana[modifica | modifica sorgente]

Il film, fin dalla prima uscita nella versione italiana (Milano, cinema Carcano, 4 marzo 1966) subì dei pesanti tagli, soprattutto nella prima parte del film dove viene spiegata in modo dettagliato la posizione disperata dei tedeschi, che con la controffensiva nelle Ardenne speravano di ribaltare le sorti del conflitto.

Eventi reali[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio del colonnello tedesco Hessler si ispira in parte alla figura di Joachim Peiper, colonnello delle Waffen-SS, che guidò l'elemento corazzato di punta durante le prime fasi della offensiva delle Ardenne. La figura del tenente Schumacher invece richiama le azioni effettuate dalla "150^ Panzer Sturm Brigade" agli ordini dello SS. Standartenfuhrer Otto Skorzeny nel quadro dell'operazione Greif. Skorzeny si fece paracadutare dietro le linee nemiche con i suoi uomini, vestiti come dei perfetti soldati americani, parlando come loro e arrivando anche a imitare lo slang statunitense; il piano era molto semplice, creare quanto più scompiglio potevano nella rete di comunicazioni americana, arrivando perfino a deviare il traffico militare con stratagemmi di vario genere, anche molto semplici, come girare nella direzione opposta cartelli stradali.

Un altro obiettivo dell'operazione era quello di impadronirsi di alcuni ponti della Mosa per facilitare la controffensiva tedesca nelle Ardenne. L'operazione dal punto di vista strettamente tecnico fu un successo, anche se la controffensiva delle Ardenne fu per i tedeschi un disastro. [1]

Note a margine[modifica | modifica sorgente]

Come un po' in tutti i film che prevedono l'impiego di mezzi corazzati della II guerra mondiale anche in questo i famosi Tigre sono sostituiti da quello che la produzione poteva reperire, ossia i carri M47 Patton con insegne tedesche. Da parte americana, invece degli M36 Jackson e M4 Sherman furono usati gli M24 Chaffee.

Nel film vengono riprodotte due canzoni della propaganda nazista, una è il Panzerlied, l'altra è Rosemarie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Operazione Greif. URL consultato il 05-04-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]