L'asso nella manica

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L'asso nella manica
L'asso nella manica.png
Kirk Douglas che interpreta Charlie Tatum nel film
Titolo originale Ace in the Hole
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1951
Durata 111
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Billy Wilder
Soggetto Walter Newman, Lesser Samuels, Billy Wilder
Sceneggiatura Billy Wilder
Produttore Billy Wilder
Fotografia Charles Lang
Montaggio Arthur Schmidt
Musiche Hugo Friedhofer
Scenografia Earl Hedrick, Hal Pereira
Costumi Edith Head
Trucco Wally Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

L'asso nella manica (Ace in the Hole) è un film drammatico statunitense del 1951, diretto da Billy Wilder.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il protagonista, Charles Chuck Tatum è un giornalista privo di scrupoli, che a causa dei suoi vizi (è un forte bevitore e un donnaiolo) viene licenziato dai più prestigiosi quotidiani di New York, Chicago e Detroit.

Per necessità si trasferisce quindi ad Albuquerque, all'epoca una piccola cittadina ancora mezza indiana e mezza messicana, nell'attesa di potere scrivere un articolo così importante da riportarlo negli ambienti che contano del giornalismo.

Mandato a coprire un evento fuori città (una festa campestre della "caccia al serpente"), si imbatte in una frana che ha intrappolato un uomo, Leo Minosa, sceso a saccheggiare le tombe indiane di una vecchia caverna; sfoderando tutto il suo "fiuto" per la notizia, ma anche il suo cinismo e il suo 'pelo sullo stomaco' concorda con lo sceriffo del luogo di ritardare il più possibile gli aiuti allo scopo di creare clamore attorno all'evento, in modo da assicurarsene l'esclusiva. In tutto ciò egli si assicura anche la complicità della moglie di Leo, Lorraine, che compatisce e disprezza il marito e intende lasciarlo.

Man mano che la squadra di soccorso monta la perforatrice sull'altura sopra la caverna e procede a trivellare (anziché limitarsi a puntellare il cunicolo d'ingresso, operazione che sarebbe stata completata in appena venti ore) il sito del crollo si trasforma in un grottesco 'Luna Park' con migliaia di curiosi affollati in roulotte e campeggi, giostre, baracconi, concerti country 'a favore di Leo' e quant'altro.

Tatum e lo Sceriffo Kretzer (che ha nominato il giornalista suo aiutante, garantendogli quindi accesso illimitato al luogo del sinistro, mentre tutti gli altri reporter sono interdetti), sfruttano la situazione fino all'ultimo e persino il giovane e ingenuo fotografo che accompagnava il reporter inzia a sognare di fare il 'grande salto' verso la metropoli e i grandi quotidiani insieme a lui.

Purtroppo i giorni di immobilità al freddo e all'umido minano la pur solida salute di Leo, che contrae la polmonite; in extremis Tatum, sapendo che la sua 'gallina dalle uova d'oro' ha meno di un giorno di vita (con la perforatrice a oltre 24 ore dal raggiungere la caverna), tenta di tornare al piano originario, ma il capocantiere Smallett lo avverte che le vibrazioni del maglio pneumatico hanno tanto indebolito la volta da rendere impraticabile quel sistema.

Leo muore, i sogni di Tatum si infrangono, Kretzer e Smallett vanno incontro a inchieste e indagini sulla loro erronea gestione dell'incidente e in ultimo Lorraine, insultata e maltrattata dal giornalista, lo pugnala al fianco con un paio di forbici, lasciando poi la zona col denaro guadagnato nel corso della settimana.

Melodramma sulla macchinazione di un giornalista disposto a tutto pur di raggiungere lo scoop, con questo film il regista precorre il tema della spettacolarizzazione della cronaca, fino alla morte dei protagonisti, e delinea un amaro spaccato della società contemporanea, di cui dimostra di conoscere bene i meccanismi[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema americano, Roma, Editori Riuniti, 1996, p. 48

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