Ipotesi di complotto

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Ipotesi di complotto
Ipotesi di complotto.jpg
Mel Gibson in una scena del film
Titolo originale Conspiracy Theory
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1997
Durata 135 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, thriller
Regia Richard Donner
Sceneggiatura Brian Helgeland
Fotografia John Schwartzman
Montaggio Kevin Stitt
Effetti speciali Michael Meiardus
Musiche Carter Burwell
Scenografia Gregory Bolton
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ipotesi di complotto (Conspiracy Theory) è un film del 1997 diretto da Richard Donner e interpretato da Mel Gibson, Julia Roberts e Patrick Stewart.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il tassista Jerry Fletcher vive nell'ossessione di essere al centro di una congiura. Chiuso in casa si preclude alla vista di tutti, con gli escamotage più bizzarri. Seguono le intricate vicende in cui incontra Alice, collaboratrice del procuratore, e il Dr. Jonas che lo segregherà in una fabbrica abbandonata. Fugge mordendo Jonas sul naso, ruba una pistola ad un agente e minacciandolo ottiene di rivedere Alice che riesce a tranquillizzarlo, ma viene arrestato e condotto sotto sorveglianza in ospedale dove, grazie alla complicità di Alice che scambia la sua cartella clinica, scampa alla sua uccisione.

Alice comincia a dar credito ai racconti di Jerry il quale gli descrive Jonas come un impostore. Infatti Jonas si presenta in ospedale in qualità di medico della CIA per assassinarlo, ma Jerry riesce a fuggire dopo averlo riconosciuto per la ferita al naso. A questo punto Alice inizia indagini infruttuose su Jonas, mentre Jerry invitandola a casa sua le spiega perché è inseguito dalla CIA di cui faceva parte come sicario programmato. Improvvisamente una squadra della CIA fa irruzione in casa, ma i due fuggono riparando a casa di Alice.

Alice, chiede delucidazioni ma si arrabbia per i ricordi vaghi e confusi di Jerry allontanandolo da casa. Allora Jerry cerca di contattarla ma viene intercettato da Jonas che lo riconduce nella vecchia fabbrica. Alice s'insospettisce e con l'aiuto dell'FBI lo trova in stato confusionale. Riusciranno di nuovo a fuggire nel luogo dove un tempo Alice correva a cavallo, ma anche lì un gruppo di uomini della CIA si cala da un elicottero e li sorprende. Segue una sparatoria in cui Alice per difendere Jerry uccide Jonas che sparandogli lo aveva evitato per un soffio. Jerry si fa credere morto da Alice ma, grazie ad una spilla, successivamente si renderà conto che è ancora vivo.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Ad un certo punto, nel film, il personaggio interpretato da Mel Gibson entra in un cinema. Sullo schermo stanno proiettando Ladyhawke, film dello stesso Richard Donner
  • Nel film viene citato diverse volte il libro Il giovane Holden, da cui il protagonista maschile è ossessionato.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Prodotto dalle compagnie Warner Bros. Pictures, Silver Pictures e Donner/Shuler-Donner Productions.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Data di uscita[modifica | modifica sorgente]

Il film venne distribuito in varie nazioni, fra cui:[1]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film ha incassato un totale di 75.982.834 dollari negli USA,[2] e 61.000.000 circa negli altri paesi.[3]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film inizia infondendo emozioni forti, trasmette tensione allo spettatore ma si perde nel finale in tanti stili differenti.[4] La commedia stona con il messaggio di fondo che poteva dare, metafora della paranoia complottistica statunitense.[5]

I due attori protagonisti sono bravi a dare corpo a due personaggi «campati in aria».[6] La trama appare strana, quasi assurda, ma incuriosisce lo spettatore grazie a tocchi di originalità disseminati lungo la pellicola.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Info sulle date di uscita
  2. ^ Ipotesi di complotto: Incassi Usa in Box Office Mojo. URL consultato il 27 novembre 2010.
  3. ^ Ipotesi di complotto: Incassi altri paesi in Box Office Mojo. URL consultato il 27 novembre 2010.
  4. ^ Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 2 novembre 1997
  5. ^ Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 ottobre 1997
  6. ^ Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 25 ottobre 1997
  7. ^ Morandini, p. 745

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Morando Morandini, Laura Morandini e Mauro Tassi, Il Morandini 2010, Zanichelli, ISBN 978-88-08-30176-5.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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