Hostel

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Hostel
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Titolo originale: Hostel
Lingua originale: inglese
Paese: USA
Anno: 2005
Durata: 95'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: horror, splatter
Regia: Eli Roth
Soggetto: Eli Roth
Sceneggiatura: Eli Roth
Produttore: Quentin Tarantino
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Milan Chadima
Montaggio: George Folsey Jr.
Effetti speciali: {{{nomeeffettispeciali}}}
Musiche: Nathan Barr
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: {{{nomescenografo}}}
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
  • 1 Empire Award 2007: Miglior film horror
  • 3 Premi della giuria dell'Austin Fantastic Fest 2005: Miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura (Eli Roth)
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film

Hostel è un film horror/splatter diretto da Eli Roth e prodotto da Quentin Tarantino nel 2005. Nel 2007 è uscito il sequel, Hostel: Part II, sempre diretto da Eli Roth.

Indice

[modifica] Trama

Due ragazzi statunitensi (Josh e Paxton) sono al loro primo viaggio Interrail in Europa. Conoscono un ragazzo islandese (Oli), che si unisce a loro. I tre si recano ad Amsterdam. Durante una delle nottate a base di sesso e droga al quartiere a luci rosse (il De Wallen), capita loro di rimanere fuori dall'ostello in cui alloggiano: l'orario per rientrare è scaduto, devono prepararsi a passare la notte in giro per la città. Incontrano un ragazzo che si offre di ospitarli e che, in seguito, li informa dell'opportunità di recarsi in Slovacchia, in un albergo di Bratislava pieno di ragazze bellissime e molto disponibili.

Durante il viaggio in treno, incontrano uno strano uomo d'affari olandese, che mangia il cibo con le mani (dice di apprezzare «il contatto con il cibo, e con chi è morto per dargli la vita») e, una volta appreso la destinazione dei tre ragazzi, li avverte che in Slovacchia "Potranno pagare per qualsiasi cosa. Qualsiasi." Dopo questa bizzarra conversazione, inizia a corteggiare Josh, che lo scaccia velocemente dal vagone.

Giunti in Slovacchia, scoprono che nell'ostello le stanze sono semi-private e pertanto dovranno dividere la loro con due bellissime ragazze, Natalia (Barbara Nedeljakova) e Svetlana (Jana Kaderabkova), che li invitano a seguirli nella sauna, dove i tre le invitano in un locale.

Il giorno dopo Oli sparisce e gli impiegati alla reception dell'ostello dicono che ha pagato il conto ed è andato via. Una fugace inquadratura ci mostra che il ragazzo in realtà si trova in uno strano tugurio pieno di coltelli, seghe e attrezzi da tortura, dove un uomo mascherato lo ha decapitato.

Invitati dalle ragazze in discoteca gli altri due ragazzi vengono drogati, e svengono. Il primo si sveglia nel luogo delle torture legato ad una sedia dove l'uomo d'affari del treno lo sevizia, tagliandogli i tendini dei piedi, e prima di ucciderlo dice di aver pagato per poter fare tutto questo. L'ultimo ragazzo invece, perde conoscenza rimanendo per sbaglio chiuso in uno stanzino, e si salva la vita.

Il giorno dopo chiede spiegazioni alle ragazze, che gli spiegano che i suoi amici sono ad una mostra. Una delle due si offre di portarlo sul luogo, ma c'è qualcosa di strano: l'edificio appare come una vecchia fabbrica in stato di abbandono e il parcheggio antistante è pieno di automobili lussuose e facoltosi uomini d'affari. Uno di questi (Takashi Miike) lo mette in guardia: lì dentro potrebbe «perdere tutti i suoi risparmi». Quando entra scopre che quello è il luogo delle torture (mostrato in precedenza allo spettatore) e vede l'olandese del treno mentre seziona il cadavere dell'amico sparito. Cerca di scappare, ma due omoni lo bloccano e lo legano ad una sedia, affinché possa essere torturato in tutta sicurezza. Quando arriva il suo carnefice intuisce che l'uomo non è pronto o almeno non è convinto di quello che sta facendo. L'uomo è tedesco e l'americano sfrutta la sua conoscenza della lingua per persuaderlo a lasciarlo stare, ma ottiene soltanto di farsi chiudere la bocca con una palla di gomma.

Comincia la tortura. Il torturatore inizia con delle forbici, usandole solo però per spaventarlo, poi dopo averlo colpito al petto con un bastone uncinato, prende una pistola e gliela punta alla testa. Capendo però che la tortura finirebbe subito, cambia idea e brandisce una motosega tagliandogli l'anulare e il mignolo della mano sinistra, ma scivolato sulla pozza di sangue provocata dall'amputazione, il tedesco cade e la motosega lo mutila ad una gamba; l'americano si libera e prende la sua pistola, uccidendo il torturatore. Durante la fuga finisce nella stanza dove un uomo brucia i cadaveri (gli "scarti" del trattamento) in un forno crematorio, e poi nello "spogliatoio" dei torturatori dove scopre che esiste una sorta di società segreta, i cui membri pagano per torturare ignari turisti (gli americani valgono di più), e hanno tutti lo stesso simbolo raffigurante un bracco tatuato; la polizia è al corrente ma è corrotta e lascia fare. Il ragazzo incontra un membro dell'organizzazione che, credendo che l'americano sia uno di loro, gli parla amabilmente dei suoi metodi di tortura, prima di andarsene.

Il ragazzo continua la sua fuga, ma, sentendo le urla di una ragazza, decide di tentare di salvarla anche perché da bambino non riuscì a salvare una bambina che annegava e questo evento lo ha traumatizzato. Entrando nella stanza trova l'uomo con cui aveva parlato prima e che gli aveva confidato tutto eccitato che lui pagava 50000 dollari per una servizio particolare, sta torturando con una fiamma ossidrica il volto di Kana la ragazza giapponese timida conosciuta nell'ostello. Uccide l'uomo con la sua stessa pistola abbandonata negli spogliatoi (perché avrebbe fatto terminare troppo presto il suo sadico piacere). Dopo avere tagliato il bulbo oculare che pendeva dall'orbita di Kana, fugge con la ragazza giapponese. I due rubano un'auto dal piazzale del luogo di tortura (La mostra) e correndo in città inseguiti, incontrano le due ragazze, Svetlana e Natalya assieme al ragazzo di Amsterdam: Paxton, accecato dall'odio, li uccide investendoli. In seguito, con l'aiuto di una baby gang locale (dei bambini che, in cambio di gomme da masticare, massacrano gli inseguitori a colpi di pietre e bastoni), raggiungono la stazione ferroviaria. A questo punto, la giapponese vede il suo volto martoriato riflesso in un vetro e si suicida gettandosi sotto un treno. Grazie alla distrazione creata dal suicidio il ragazzo riesce a salire sul treno e abbandona la città. Durante il viaggio si accorge che sul suo stesso treno c'è anche l'olandese. Quando il treno giunge a destinazione, lo segue nei bagni della stazione, dove lo assale, gli taglia due dita della mano e quasi lo affoga nel gabinetto; infine lo sgozza con un bisturi portato via dalla "mostra".

[modifica] Curiosità

  • Durante i titoli di coda è stata inserita una battuta particolare (Io ho guadagnato parecchio con te, perciò sei tu la mia puttana!) che ricorre anche durante il film. La battuta è pronunciata da una delle ragazze dell'ostello slovacco ed è rivolta al ragazzo americano che solo in quel momento viene a conoscenza dell'orrore perpetrato dall'organizzazione segreta. La volontà del regista di replicarla al termine del film pare rivolgersi direttamente al pubblico in sala.
  • Poiché nel film compaiono svariate scene di tortura e di violenza, all'ingresso dei cinema insieme al biglietto fornivano un sacchetto per vomitare.[1]
  • Sulla locandina italiana c'è scritto: «Avvertenze: Contenuti violenti, scene cruente, inquadrature brutali, la vera sfida è guardarlo fino in fondo».
  • Il film è stato uno tra i primi titoli venduti anche nel formato Blu-ray Disc.
  • Eli Roth ha dichiarato che l'ispirazione per girare il film è nata leggendo i contenuti di un sito Internet, che concedeva la possibilità in Thailandia di uccidere un uomo pagando 10.000 dollari[senza fonte].
  • Durante la scena in cui Paxton sta per essere torturato dall'uomo tedesco, il protagonista disperato, per convincere l'uomo, comincia a parlare in tedesco, nella pellicola non sono stati inseriti i sottotitoli, ma la frase di Paxton risulta essere: «Se lei mi ucciderà, la sua vita si distruggerebbe. Ogni volta che chiuderà gli occhi mi vedrà morire. Sarò il suo incubo che correrà in tutti i sogni della sua vita».
  • La città dove è situato l'ostello in realtà non si trova in Slovacchia, come viene detto nel film, ma è Český Krumlov, città della Repubblica Ceca.
  • All'inizio del film, i tre protagonisti si trovano ad Amsterdam, la più famosa città olandese. In realtà, le scene iniziali sono state interamente girate vicino a Praga, in Repubblica Ceca.
  • Nel film viene proposta Treti Galaxie, una canzone interpretata dal ceco Michal David, che è una cover di Stella Stai di Umberto Tozzi.

[modifica] Premi e candidature

Vincitore di 4 premi e candidato ad altri 5.

[modifica] Collegamenti ad altre pellicole

  • Il film prende molti spunti dal film Audition di Takashi Miike: la struttura narrativa è quasi analoga. La differenza sta nel fatto che in Audition l'elemento cardine è la ricerca dell'amore, mentre per Hostel è la ricerca del sesso. Inoltre gli indumenti utilizzati da Asami sono molto simili a quelli utilizzati dai torturatori di Hostel.
  • All'arrivo dei ragazzi all'ostello, il televisore che si vede nella hall sta trasmettendo una scena di Pulp Fiction. A quanto pare è un omaggio al loro produttore esecutivo, Quentin Tarantino.
  • I protagonisti dormono nella stanza n°237 dell'ostello, lo stesso numero di stanza del film Shining di Stanley Kubrick.
  • La scena della tortura con la fiamma ossidrica era già presente in Luca il contrabbandiere di Lucio Fulci.

[modifica] Note

  1. ^ "Hostel (2006): horror piatto, monocorde e fuori luogo", scheda disponibile qui; ultimo accesso il 21 giugno 2007.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

I film di Eli Roth
Film: Cabin Fever | Hostel | Hostel: Part II
Cortometraggi: Thanksgiving
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