Enrico di Guisa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Guisa
Duchi di Guisa
Armoiries ducs de Guise.svg

Claudio I (1528-1550)
Francesco I (1550-1563)
Enrico I (1563-1588)
Carlo I (1588-1640)
Enrico II (1640-1664)
Luigi Giuseppe I (1664-1671)
Francesco Giuseppe (1671-15675)
Maria I (1675-1688)
Modifica
Ritratto del giovane duca (circa 1568)

Enrico di Guisa, detto lo Sfregiato (31 dicembre 1550castello di Blois, 23 dicembre 1588), è stato un condottiero francese. Fu principe di Joinville, poi terzo duca di Guisa (1563), conte d’Eu e pari di Francia, gran maestro di Francia.

Era il figlio primogenito di Francesco I di Guisa, secondo duca di Guisa, assassinato nel 1563 da un gentiluomo protestante, e di Anna d'Este.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Enrico fu messo sotto la tutela di suo zio Carlo di Guisa, cardinale di Lorena che si incaricò della sua istruzione. Interessato al suo apprendistato militare, il cardinale lo spinse a viaggiare in Europa per acquisire esperienza.

Al suo ritorno in Francia, il duca di Guisa, ormai adulto, si preparò a diventare il capo della casa di Guisa che rappresentava l'opposizione cattolica di fronte al partito protestante. Partecipò attivamente alla seconda e terza guerra di religione, al fianco di Enrico duca d'Angiò (futuro re Enrico III). Si distinse nelle battaglie di Jarnac (13 marzo 1569) e di Moncontour (3 ottobre 1569) ed acquisì notorietà senza tuttavia superare quella del duca d’Angiò.

Già molto ambizioso a vent'anni, Enrico di Guisa sperava di sposare la principessa Margherita di Valois ma questo matrimonio non si fece per l'opposizione della regina madre, Caterina de' Medici, così Enrico sposò il 4 ottobre 1570 Caterina di Clèves, contessa d'Eu e principessa di Château-Renault, figlia di Francesco I, duca di Nevers, dalla quale ebbe quattordici figli.

Alcuni sospettano[senza fonte] che il duca di Guisa fosse stato il mandante dell'assassinio dell'ammiraglio Gaspare di Coligny, capo del partito protestante. Se il duca ha svolto un ruolo in quest'assassinio, lo ha fatto all'ombra dei suoi zii, il duca d'Aumale ed il cardinale di Lorena, veri responsabili della casa di Guisa. Durante la Notte di San Bartolomeo, il 24 agosto 1572, Enrico era alla testa dei gruppi armati che dovevano assassinare i principali capi protestanti e vide infatti morire - gettato da una finestra - l'ammiraglio Coligny, quello che considerava l'assassino di suo padre. Quindi Enrico di Guisa inseguì i protestanti piazzati sulla riva sud dopo essere fuggiti da Parigi da una porta non sorvegliata. Il duca di Guisa non era dunque a Parigi quando cominciò il massacro di San Bartolomeo ma vi ritornò solo il giorno successivo, dopo un inutile tentativo di catturare il Montgomery.

Enrico di Guisa (1588)

In seguito il duca di Guisa continuò ad essere il pilastro del cattolicesimo intransigente. A seguito di una ferita al viso ricevuta in occasione della battaglia di Dormans (10 ottobre 1575), fu soprannominato le Balafrè, ("lo Sfregiato", come suo padre prima di lui). Dopo la pace di Beaulieu, sostenne la Lega cattolica - di cui diventò il capo - e si oppose ai protestanti. A questo titolo firmò il trattato di Joinville con il re Filippo II di Spagna nel 1582, in virtù del quale quest'ultimo portava il suo sostegno finanziario alla Lega.

La camera da letto di Enrico III presso il castello di Blois, nel punto ove fu assassinato Enrico di Guisa.

Fu uno dei promotori del trattato di Nemours (7 luglio 1585) con il quale Enrico III revocò l'editto di pacificazione e scatenò nuovamente la guerra contro i protestanti. In occasione dell'ottava guerra di religione, alla testa delle truppe cattoliche, sconfisse i protestanti a Vimory (26 ottobre 1587) e ad Auneau (24 novembre 1587).

Tornato a Parigi il 9 maggio 1588 nonostante il divieto formale del re, prese una parte molto attiva nella "Giornata delle barricate" (12 maggio 1588) a seguito della quale, forte del suo successo, costrinse Enrico III a firmare l'editto dell'Unione (15 luglio 1588) con il quale diventava comandante generale degli eserciti del regno.

Il 23 dicembre 1588, in occasione della riunione degli Stati Generali nel castello di Blois, fu assassinato su ordine di Enrico III, nella stanza di quest'ultimo, da parte di membri dei Quarantacinque, la guardia personale del re. Il suo corpo fu bruciato in una delle sale del castello e le sue ceneri gettate nella Loira. Lo stesso giorno, suo figlio Carlo fu arrestato. Suo fratello Luigi, cardinale di Lorena, rappresentante del clero agli Stati Generali, fu assassinato il giorno dopo.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Enrico e Caterina ebbero quattordici figli:

  • Carlo I (1571 – 1640), duca di Guisa;
  • Enrico (1572 – 1574);
  • Caterina (1573 – 1573);
  • Luigi, cardinale di Guisa;
  • Carlo (1576);
  • Maria (1577 – 1582);
  • Claudio (1578 – 1657), duca di Chevreuse;
  • Caterina (1579);
  • Cristina (1580);
  • Francesco (1581 – 1582);
  • Renata (1585 – 1626), badessa di Saint Pierre a Reims;
  • Giovanna (1586 – 1638), badessa di Jouarre;
  • Luisa Margherita (1588 – 1631), andata sposa nel 1605 a Francesco di Borbone-Conti (1558-1614) e successivamente a François de Bassompierre;
  • Francesco Alessandro (1589 – 1614) cavaliere di Guisa.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Enrico di Guisa Padre:
Francesco I di Guisa
Nonno paterno:
Claudio I di Guisa
Bisnonno paterno:
Renato II di Lorena
Trisnonno paterno:
Federico II di Vaudémont
Trisnonna paterna:
Iolanda d'Angiò
Bisnonna paterna:
Filippina di Gheldria
Trisnonno paterno:
Adolfo di Egmond
Trisnonna paterna:
Caterina di Borbone
Nonna paterna:
Antonia di Borbone-Vendôme
Bisnonno paterno:
Francesco di Borbone-Vendôme
Trisnonno paterno:
Giovanni VIII di Borbone-Vendôme
Trisnonna paterna:
Isabella di Beauvau
Bisnonna paterna:
Maria di Lussemburgo
Trisnonno paterno:
Pietro II di Lussemburgo-Saint-Pol
Trisnonna paterna:
Margherita di Savoia
Madre:
Anna d'Este
Nonno materno:
Ercole II d'Este
Bisnonno materno:
Alfonso I d'Este
Trisnonno materno:
Ercole I d'Este
Trisnonna materna:
Eleonora d'Aragona
Bisnonna materna:
Lucrezia Borgia
Trisnonno materno:
Papa Alessandro VI
Trisnonna materna:
Vannozza Cattanei
Nonna materna:
Renata di Francia
Bisnonno materno:
Luigi XII di Francia
Trisnonno materno:
Carlo d'Orléans
Trisnonna materna:
Maria di Clèves
Bisnonna materna:
Anna di Bretagna
Trisnonno materno:
Francesco II di Bretagna
Trisnonna materna:
Margherita di Foix

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Mémoires de Marguerite de Valois, reine de France et de Navarre
  • André Castelot, Regina Margot: una vicenda umana tra fasto, amore, crudeltà, guerre di religione e esilio, Milano, Fabbri Editore, 2000.
  • (FR) Pierre Champion, La jeunesse d'Henri III, 2 tomes, Paris, B.Grasset, 1941-1942
  • (FR) Pierre Champion, Henri III, roi de Pologne, Paris, B.Grasset, 1943-1951
  • (FR) Pierre Chevallier, Henri III: roi shakespearien, Paris, Fayard, 1985
  • Benedetta Craveri, Amanti e regine. Il potere delle donne, Milano, Adelphi, 2008, ISBN 978-88-459-2302-9.
  • Janine Garrisson, Enrico IV e la nascita della Francia moderna, Milano, Mursia, 1987.
  • Charlotte Haldane, Regina di Cuori. Margherita di Valois, Verona, Gherardo Casini editore, 1975.
  • Dara Kotnik, Elisabetta d'Inghilterra. Una donna al potere, Milano, Rusconi libri, 1984.
  • Dara Kotnik, Margherita di Navarra. La regina Margot, Milano, Rusconi libri, 1987.
  • Orsola Nemi & Henry Furst, Caterina de' Medici, Milano, Bompiani, 2000, ISBN 88-452-9077-8.
  • Jean Orieux, Caterina de' Medici. Un'italiana sul trono di Francia, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988, ISBN 88-04-30464-2.
  • (FR) Jean- François Solnon, Henri III: un désir de majesté, Perrin, 2001
  • Marcello Vannucci, Caterina e Maria de' Medici regine di Francia, Roma, Newton&Compton Editori, 2002, ISBN 88-8289-719-2.
  • Éliane Viennot, Margherita di Valois. La vera storia della regina Margot, Milano, Mondadori, 1994.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duca di Guisa Successore Armoiries ducs de Guise.png
Francesco I 1563 - 1588 Carlo I
Predecessore Gran maestro di Francia Successore Pavillon royal de la France.png
Francesco I di Guisa 1563 - 1588 Carlo I di Guisa

Controllo di autorità VIAF: 88726487 LCCN: n85019523