Distrofia miotonica

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Distrofia miotonica
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano RFG090
Codici di classificazione
ICD-10 (EN) G71.1
Sinonimi
Miotonia distrofica
Eponimi
Hans Gustav Wilhelm Steinert


La distrofia miotonica (DM) è una malattia genetica neuromuscolare degenerativa a carattere autosomico dominante, caratterizzata da un quadro clinico ampiamente variabile e da un decorso lentamente progressivo, il cui esordio può avvenire a qualunque età. Rappresenta la seconda forma di distrofia muscolare più diffusa dopo la distrofia muscolare di Duchenne.

Il quadro clinico è caratterizzato da perdita di massa muscolare, miotono, cataratta, difetti nel sistema di conduzione cardiaco, alterazioni endocrine e deficit cognitivi nei casi congeniti. È presente un fenomeno di anticipazione per cui l'esordio tende a presentarsi ad un'età sempre più giovane di generazione in generazione nella stessa famiglia.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

L'incidenza è stata calcolata intorno ad 1 su 8.000 persone[1].

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Esistono varie forme di distrofia miotonica riconoscibili mediante l'esame del DNA:

  • Distrofia miotonica di tipo 1 (DM1), detta anche malattia di Steinert, individuata nel 1909,[2] che può avere un esordio precoce nei lattanti e bambini.
  • Distrofia miotonica di tipo 2 (DM2) o PROMM (proximal myotonic myopaty)

Il 98% circa di tutti i casi di distrofia miotonica rientrano nel tipo 1, ad ogni modo il tipo 2 è caratterizzato da presentazione atipica e fenotipi insoliti, con sintomi diversi dalla forma classica, pertanto verosimilmente la diagnosi è sottostimata.

Gli specialisti stanno attualmente indagando sull'esistenza di altri tipi di Distrofia miotonica.

Genetica[modifica | modifica sorgente]

La distrofia miotonica è ereditata con un pattern autosomico dominante.

La Distrofia Miotonica è una malattia genetica a trasmissione autosomica dominante, pertanto si sviluppa in seguito all'acquisizione del gene affetto da un genitore. La probabilità di ereditare il gene affetto è del 50%.

La DM è caratterizzata dalla presenza di triplette nucleotidiche ripetute. Le ripetizioni di coppie o triplette nucleotidiche sono frequenti nel DNA, ma in questa patologia le ripetizioni sono in numero esagerato rispetto alle ripetizioni presenti nel DNA normale; questo fenomeno prende il nome di "amplificazione". Negli ultimi anni sono state identificate numerose malattie a trasmissione genetica in cui il meccanismo di danno è legato alla presenza di ripetizione di triplette, la prima ad essere studiata e la più nota fu la Corea di Huntington che condivide con la distrofia miotonica la caratteristica di esordire più precocemente ad ogni generazione successiva.

DM1[modifica | modifica sorgente]

nella forma DM1 il gene mutato è chiamato DMPK (myotonic dystrophy protein kinase) e codifica per una miosin chinasi espressa nei muscoli scheletrici. Questo gene è localizzato nel braccio lungo del cromosoma 19 (in posizione 19q13.3). In questo locus vi è un difetto molecolare specifico, costituito da una sequenza trinucleotidica instabile (Citosina Timina Guanina) nel 3'UTR che viene ripetuta 50-4000 volte quando nella popolazione normale il range varia da 5 a 37 volte.

DM2[modifica | modifica sorgente]

Nella DM2 analogamente c'è un difetto nel gene ZNF9 sul cromosoma 3 in posizione 3q21. Il numero di ripetizioni va da 75 ad oltre 11000, ma in questo caso non sembra esserci differenza nella gravità della patologia o nella precocità di esordio. Il fenomeno dell'anticipazione in questa forma sembra essere meno significativo e in letteratura è riferita solo una lieve anticipazione. In questo caso la ripetizione coinvolge quattro nucleotidi.[3]

Quadro clinico[modifica | modifica sorgente]

Il quadro clinico è variabile, frequente nella DM1 il riscontro di miopatia, disartria, atrofia, ipotiroidismo, ritardo mentale, molto grave può essere il coinvolgimento del miocardio[4] portando a forme di cardiomiopatia diffusa.[5] Nella DM2 si osservano frequentemente anomalie del nistagmo [6] disfagia e dolore addominale[7] mentre nella DM1 si osservano disturbi dello spettro dell'autismo fra cui la sindrome di Tourette.[8]

I pazienti con DM2 si presentano riferendo dolori muscolari, affaticabilità, rigidità, debolezza ai muscoli prossimali dell'arto inferiore (coscia) [9].

La distribuzione della debolezza muscolare è diversa per le due forme: nella DM1 sono affette le masse muscolare del volto e della mandibola, con ptosi palpebrale, debolezza dei muscoli del collo, delle mani e della parte distale della gamba (piede). Nella DM2 la debolezza è più evidente ai muscoli prossimali, quindi vicino al tronco: nuca, spalle, flessori dell'anca e parte superiore delle gambe.


Diagnosi[modifica | modifica sorgente]

La diagnosi di distrofia miotonica può essere difficile poiché comporta la diagnosi differenziale con le patologie neuromuscolari che condividono alcuni aspetti del quadro clinico. Le patologie neuromuscolari sono perlopiù rare ed attualmente se ne conoscono oltre 40 che diventano 100 se si prendono in considerazione i sottotipi. Perciò un paziente con un quadro clinico complesso che potrebbe essere affetto da DM dovrà essere indirizzato ad uno specialista, ma a seconda del sintomo d'esordio il paziente potrebbe essere indirizzato ad un neurologo o ad un cardiologo, ad un oculista ad un endocrinologo e ad un reumatologo. Poiché la presentazione è frequentemente atipica è possibile che se non viene interpellato un esperto di patologie neuromuscolari la diagnosi non venga eseguita.

Nonostante non esistano ad oggi cure specifiche per la DM e la terapia sia basata su interventi sintomatici (si affrontano i problemi mano a mano che si presentano) è importante che la diagnosi venga formulata correttamente sia per monitorare il paziente per riconoscere precocemente le manifestazioni più gravi e potenzialmente fatali (ad esempio i problemi cardiaci), sia per fornire una consulenza genetica rispetto all'elevato rischio di trasmissione alla prole.

Il rischio anestesiologico è tale per cui la presenza di DM deve essere riferita ad ogni visita medica, anche per problemi non correlati alla patologia.

La diagnosi di certezza si ha mediante l'esame del DNA.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Non esistono trattamenti efficaci contro tale forma di distrofia muscolare, per combattere in parte la miotonia si somministra la mexiletina (dosi 75 mg - 150 mg)[10]

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

La prognosi è infausta, la morte avviene entro i 50 anni, pochi sono i casi che testimoniano un'età più avanzata di tali soggetti, in particolare la tipologia 1 è più soggetta ad aritmie fatali che causano morte improvvisa.[11]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Antonio Cao, Malattie genetiche. Molecole e geni. Diagnosi, prevenzione e terapia, Padova, Piccin [2004], febbraio 2004.
  2. ^ Steinberg H, Wagner A., Hans Steinert: 100 years of myotonic dystrophy in Cardiol Prat., vol. 79, agosto 2008, pp. 961-70.
  3. ^ Liquori CL, Ricker K, Moseley ML, et al., Myotonic dystrophy type 2 caused by a CCTG expansion in intron 1 of ZNF9 in Science (journal), vol. 293, nº 5531, agosto 2001, pp. 864–7, DOI:10.1126/science.1062125, PMID 11486088.
  4. ^ Sá MI, Cabral S, Costa PD, Coelho T, Freitas M, Torres S, Gomes JL., Cardiac involveent in type 1 myotonic dystrophy in Rev Port Cardiol., vol. 27, 2007, pp. 829-840.
  5. ^ McDonnell M, Alcantar J, Wachsner RY, Meymandi SK., Cardiomyopathy and multiple pulmonary emboli in a patient with myotonic dystrophy in Congest Heart Fail., vol. 14, 2008, pp. 106-110.
  6. ^ Ajroud-Driss S, Sufit R, Siddique T, Hain TC., Oculomotor involvement in myotonic dystrophy type 2. in Muscle Nerve., 2008.
  7. ^ Tieleman AA, van Vliet J, Jansen JB, van der Kooi AJ, Borm GF, van Engelen BG., Gastrointestinal involvement is frequent in Myotonic Dystrophy type 2. in Neuromuscul Disord., vol. 18, agosto 2008, pp. 646-649..
  8. ^ Ekström AB, Hakenäs-Plate L, Samuelsson L, Tulinius M, Wentz E.., Autism spectrum conditions in myotonic dystrophy type 1: a study on 57 individuals with congenital and childhood forms. in Am J Med Genet B Neuropsychiatr Genet., 147B, 2008, pp. 918-926.
  9. ^ (Day & al, 2003)
  10. ^ Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione Pag 2600, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.
  11. ^ Groh WJ, Groh MR, Saha C, Kincaid JC, Simmons Z, Ciafaloni E, Pourmand R, Otten RF, Bhakta D, Nair GV, Marashdeh MM, Zipes DP, Pascuzzi RM., Electrocardiographic abnormalities and sudden death in myotonic dystrophy type 1. in N Engl J Med., vol. 358, giugno 2008, pp. 2688-2697.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]