Morte cardiaca improvvisa
| Morte cardiaca improvvisa | |
|---|---|
| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-10 | (EN) I46.1 |
La morte cardiaca improvvisa è definita come una morte inattesa per cause cardiache che si verifica immediatamente dopo la comparsa dei sintomi (entro un'ora) o anche senza l'insorgenza di sintomi. Negli adulti è una complicanza e spesso la prima manifestazione clinica di una cardiopatia ischemica. Colpisce circa 350.000 individui ogni anno negli Stati Uniti[1][2].
Indice |
Eziologia[modifica]
- Cardiopatia ischemica (causa dell'80-90% dei casi di morte cardiaca improvvisa)
- Malformazioni strutturali o coronariche congenite
- Prolasso della mitrale
- Miocarditi
- Cardiomiopatia dilatativa o ipertrofica
- Ipertensione polmonare
- Alterazioni acquisite o ereditarie del sistema di conduzione
- Aritmia cardiaca
Morfologia[modifica]
Una stenosi critica (>75%) da marcata aterosclerosi coronarica di almeno uno dei tre principali vasi cardiaci è presente nell'80-90% dei soggetti colpiti da morte cardiaca improvvisa, spessissimo è presente una rottura di placca aterosclerotica; la piccola percentuale di casi rimanente non ha cause aterosclerotiche. Un infarto miocardico cicatrizzato è presente nel 40% dei casi ma, nei pazienti rianimati con successo, il riscontro di un nuovo caso di infarto del miocardio si ha solo nel 25% dei casi. Una vacuolizzazione dei miociti subendocardici indicativa di una grave ischemia cronica è comune. Le aritmie che avvengono in assenza di una cardiomiopatia strutturale possono portare a morte improvvisa, la causa più importante è la sindrome del QT lungo, caratterizzata da un incremento dell'eccitabilità cardiaca e da aritmie ventricolari episodiche. Le mutazioni che causano questa malattia sono presenti in almeno cinque diversi geni che codificano per alcuni elementi strutturali dei canali ionici cardiaci, compresi quelli per il potassio e per il sodio.
La defibrillazione in tempi rapidi è il principale rimedio contro questa complicazione. Circa il 25% dei casi potrebbe essere rianimato se venisse defibrillato entro 4/5 minuti, mentre per ogni ulteriore minuto la possibilità di sopravvivenza diminuisce del 10%. Il tempo infatti è un fattore fondamentale per la sopravvivenza senza danni cerebrali irreversibili, che arrivano a provocare anche lo stato vegetativo permanente.
Alti livelli di aldosterone (>200 pg/ml di sangue) uniti ad alti livelli di cortisolo (>21,1 mg/dL) sono stati fortemente correlati all'evento di morte improvvisa, a pazienti considerati a rischio per tale evento ( e a tutti tipi di mortalità per diabetici di tipo 2 emodializzati)[3].
Note[modifica]
- ^ Liberthson RR. Sudden death from cardiac issues in children and young adults. N Engl J Med 334:1039, 1996
- ^ Cleland JG, Chattopadhyay S, Khand A, Houghton T, Kaye GC. Prevalence and incidence of arrhythmias and sudden death in heart failure. Heart Fail Rev. 2002 Jul; 7(3):229-42
- ^ Studio 4D (German Diabetes and Dialysis Study), Eur Heart J (2013) 34 (8): 578-587, per 4 anni su 1.255 diabetici sottoposti a emodialisi di età fra i 66+- 8 anni
Bibliografia[modifica]
- Robbin e Cotran, Le basi Patologiche delle Malattie, Elsevier e Masson
|
|