Daimon (Queste oscure materie)

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Nella trilogia di romanzi fantastici di Philip Pullman Queste oscure materie (di cui il primo capitolo è La bussola d'oro), un daimon è la manifestazione fisica dell'anima di un individuo, sotto forma di animale che lo accompagna sempre.

Molte caratteristiche del daimon corrispondono ad idee formulate nell’ambito di diverse culture, mentre l'origine del termine e l'idea stessa deriva dal Daimon socratico[senza fonte]. Infatti già Socrate aveva ipotizzato l'esistenza di uno spirito guida (in greco "daimon" vuol dire "spirito", una sorta di angelo custode precristiano), quando Pan infatti si comporta come guida etica di Lyra, allo stesso modo il daimon era per Socrate, la coscienza intima dell'uomo. Questo spirito accompagnerebbe ogni individuo durante tutto il corso della vita, lo proteggerebbe e lo consiglierebbe nei momenti difficili.

I Daimon nel ciclo di Queste oscure materie[modifica | modifica sorgente]

Nel mondo di Lyra, un daimon ha la forma di un animale e costituisce un’entità separata dalla persona, nonostante ne faccia parte. Un daimon è l'anima di una persona, che prende la forma di un animale. Pertanto tale persona non può essere separata dal proprio daimon, poiché verrebbe separata dalla propria anima. I daimon possono toccarne altri, e ogni persona può toccare il proprio daimon, ma per un umano toccare il daimon di un’altra persona rappresenta un tabù inviolabile. In altri universi, come il nostro, essi esistono solo sul piano spirituale. Il daimon di un bambino non ha una forma fissa, e cambia a seconda dell’umore e delle circostanze, ma quando un ragazzo raggiunge la maturità il suo daimon assume una forma animale che riflette la personalità della persona. Questo concetto si può ritrovare nella credenza greco-romana dei “famigli”.

Il daimon di una persona è di solito di sesso opposto a quello del suo umano, e quindi può essere visto come l’espressione visibile dell'anima o animus di Jung. In alcuni casi, però, può essere dello stesso sesso della persona.

I daimon possiedono alcune caratteristiche in comune con i Fylgja della mitologia nordica e con i Nahual di quella azteca, oltre che con altre figure appartenenti a culture e tradizioni diverse.

Non si sa se e quando un daimon “nasca” e/o da dove provenga, poiché non vengono mai date indicazioni in proposito.

Di solito una persona ed il proprio daimon devono stare entro una breve distanza l’uno dall’altro. Ad eccezione del caso delle streghe, che possono allontanarsi anche di molte miglia dai loro daimon, la separazione forzata di una persona dal proprio daimon causa la morte della persona.

Nella trilogia l’Intendenza Generale per l’Oblazione riesce a costruire una speciale “ghigliottina argentata” in un particolare metallo, che permetteva di separare un umano dal proprio daimon mantenendolo in vita (questa tecnica è chiamata “intercisione”). Tale procedimento, però, rende la persona un vero e proprio “zombie”. Il processo di separazione genera inoltre un’enorme quantità d’energia, usata nella trilogia da Lord Asriel per creare un ponte verso l’universo di Cittagazze. Inoltre, i daimon mostrano le stesse emozioni dei loro padroni. Per fare un esempio, quando due persone litigano o comunque si trasmettono odio, i rispettivi daimon litigheranno e lotteranno tra di loro. Se un daimon subisce della violenza anche fisica da parte di un altro daimon, il proprietario del suddetto daimon soffrirà come se stessero facendo del male a lui stesso. Al contrario di come si può pensare, il daimon e il suo umano sono una persona sola, provano le stesse emozioni, non possono vivere divisi, il primo è l'anima, il secondo è il corpo.

I vari daimon nel mondo di Pullman[modifica | modifica sorgente]

Nella trilogia Queste Oscure Materie vengono presentati i seguenti daimon:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]