Libro dei Mutamenti

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Il Libro dei Mutamenti[1] (易經trad., yì jīngpinyin, I ChingWade-Giles[2]), conosciuto anche come Zhou Yi 周易 o I Mutamenti (della dinastia) Zhou, è ritenuto il primo dei testi classici cinesi sin da prima della nascita dell'impero cinese. È sopravvissuto alla distruzione delle biblioteche operata dal "primo imperatore", Qin Shi Huang Di.

Lo Yi Jing è diviso in due porzioni, jing 經 o 'classico' e zhuan 傳 o 'commentario', composti in momenti differenti ma tramandati come testo unico da due millenni circa. La porzione jing è composta da sessantaquattro unità, ognuna basata su un esagramma (gua 卦) composto di sei linee che sono o continue (⚊) rappresentanti il principio yang o interrotte (⚋) rappresentanti il principio yin. Per ogni esagramma vi è una spiegazione chiamata 卦辞 guaci, accompagnata dalla spiegazione delle singole linee costituenti il trigramma chiamate 爻辞 yaoci. I primi due esagrammi del testo 乾 qian e 坤 kun sono accompagnati da due ulteriori testi chiamati 用六 yongliu e 用九 yongjiu.

Considerato da Confucio libro di saggezza, è utilizzato a livello popolare a scopo divinatorio, e dagli studiosi per approfondire aspetti matematici, filosofici e fisici. I metodi per ottenere i responsi sono vari e si passa dai gusci di tartaruga al lancio di 3 monete. Quando si utilizzano gli steli di achillea per estrarre i responsi, l'arte divinatoria è chiamata achilleomanzia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anche se la tradizione attribuisce la scrittura della porzione jing al re saggio fondatore della dinastia Zhou occidentale (il re Wen, che regnò tra il 1099 e il 1050 a.C.) e a Zhou Gong 周公 (morto ca. 1032 a.C.), ed anche se probabilmente contiene materiali di quell'epoca, è probabile che riceva la struttura che accettiamo come definitiva solo alla fine della dinastia Zhou occidentale o addirittura all'inizio del periodo Zhou orientale.

Tradizionalmente si credeva che i princìpi dell'Yi Jing avessero avuto origine dal leggendario eroe Fu Hsi (伏羲 Fú Xī). Questa tradizione lo vede come uno dei primi sovrani della Cina (date tradizionali a.C.), a cui sarebbero stati rivelati i trigrammi (八卦 bā gùa), in maniera soprannaturale. A partire dal tempo di il grande (禹 Yǔ), i trigrammi erano stati sviluppati in esagrammi (六十四卦 lìu shí­ sì gùa), che erano stati registrati nella scrittura Lian Shan (《連山》 Lián Shān, detta anche Lia Shan Yi). Lian Shan, che in cinese significa "montagne continue", comincia con l'attuale esagramma n.52 (艮 gèn), che rappresenta due montagne una sopra l'altra e che si ritiene sia all'origine del nome stesso della scrittura.

In uno dei più importanti commentari al testo ('Xici zhuan' 繫詞傳) si dice "Il Libro dei Mutamenti è alla pari dei cieli e della terra e quindi è in grado di valutare perfettamente la via dei cieli e della terra" (yi yu tian di zhun, gu neng mi lun tian di zhi dao 易与天地准故能彌綸天地之道). L'I Ching è stato infatti spesso inteso come un microcosmo che comprende in se la via dell'universo.

La filosofia del "cambiamento" derivante da questo e da altri testi ha influenzato notevolmente la letteratura e l'amministrazione del governo della dinastia Zhou. Essa venne elaborata nel tempo e l'Yi Jing era completo all'incirca al tempo di Han Wu Di (漢武帝 Han Wu Di), durante la dinastia Han (200 a.C. circa). Quasi tutti i commentatori confuciani hanno studiato e commentato il testo, ed i primi commentari canonici al testo (Yi zhuan 易 傳) vengono attribuiti allo stesso Confucio. Comunque il testo non è stato fondamentale solo per i confuciani ma anche per i Taoisti, ed è stato utilizzato anche da molti buddisti. Dalla data della sua prima pubblicazione (parziale) in latino (1687) è diventato anche il più conosciuto testo cinese in Occidente.

I Ching fu introdotto in Europa da Gottfried Wilhelm von Leibniz nella sua pubblicazione del 1697 Novissima sinica (Ultime notizie dalla Cina). Leibniz vide in quel simbolismo (linea spezzata=0; linea unita=1) un perfetto esempio di numerazione binaria come illustrò nel suo saggio del 1705, Spiegazione dell'aritmetica binaria. Il sistema numerico posizionale in base 2 o notazione binaria, verrà poi, come è noto, "riscoperto" nel XIX secolo da George Boole[3][4].

Dopo alcune parziali versioni, la prima vera e integrale traduzione in una lingua europea, fu quella (in tedesco) del grande sinologo Richard Wilhelm che la pubblicò nel 1924 (con una introduzione di Carl Gustav Jung).

I 64 Esagrammi[modifica | modifica sorgente]

Tabella dei 64 esagrammi

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Linee[modifica | modifica sorgente]

Le linee costituenti i trigrammi e gli esagrammi si chiamano 爻 (Pinyin: yáo) e possono essere intere (yáng yáo 阳爻 o gāng yáo 刚爻) oppure spezzate (yīn yáo 阴爻 o róu yáo 柔爻)

Trigrammi[modifica | modifica sorgente]

La bandiera della Corea del Sud con i suoi quattro trigrammi rappresentanti cielo, acqua, terra e fuoco

I trigrammi (八卦 pīnyīn: bā guà) costituiscono la base del Yi Jing. Questo non significa che esista una precedenza storica dei trigrammi rispetto agli esagrammi[5]; è comunque sicuro che durante l'epoca conosciuta come "Primavere e Autunni" la struttura "trigrammatica" è base essenziale nella lettura divinatoria[6].

La bandiera dell'Impero del Vietnam utilizza il trigramma del fuoco
Trigrammi
qián Cielo 天
kūn Terra 地
zhèn Tuono 雷
kǎn Acqua 水
gèn Monte 山
xùn Vento 風
Fuoco 火
duì Lago 泽

Esagrammi[modifica | modifica sorgente]

Gli esagrammi possono essere agevolmente individuati attraverso la combinazione dei due trigrammi componenti.

Superiore →

↓ Inferiore


Qian
Cielo


Zhen
Tuono


Kan
Acqua


Gen
Montagna


Kun
Terra


Xun
Vento


Li
Fuoco


Dui
Lago


Qian
Cielo

01 ䷀ 34 ䷡ 05 ䷄ 26 ䷙ 11 ䷊ 09 ䷈ 14 ䷍ 43 ䷪

Zhen
Tuono

25 ䷘ 51 ䷲ 03 ䷂ 27 ䷚ 24 ䷗ 42 ䷩ 21 ䷔ 17 ䷐

Kan
Acqua

06 ䷅ 40 ䷧ 29 ䷜ 04 ䷃ 07 ䷆ 59 ䷺ 64 ䷿ 47 ䷮

Gen
Montagna

33 ䷠ 62 ䷽ 39 ䷦ 52 ䷳ 15 ䷎ 53 ䷴ 56 ䷷ 31 ䷞

Kun
Terra

12 ䷋ 16 ䷏ 08 ䷇ 23 ䷖ 02 ䷁ 20 ䷓ 35 ䷢ 45 ䷬


Xun
Vento

44 ䷫ 32 ䷟ 48 ䷯ 18 ䷑ 46 ䷭ 57 ䷸ 50 ䷱ 28 ䷛


Li
Fuoco

13 ䷌ 55 ䷶ 63 ䷾ 22 ䷕ 36 ䷣ 37 ䷤ 30 ䷝ 49 ䷰


Dui
Lago

10 ䷉ 54 ䷵ 60 ䷻ 41 ䷨ 19 ䷒ 61 ䷼ 38 ䷥ 58 ䷹

Consultazione[modifica | modifica sorgente]

I metodi di estrazione del responso prevedono estrazioni casuali degli esagrammi riga per riga, studiandone il meccanismo Carl Gustav Jung coniò il concetto di sincronicità (connessione acausale e atemporale di uno o più eventi significativi). La corrispondenza dell'estrazione dell'esagramma da una parte e della situazione interrogata dall'altra, ritenute in connessione psichica con l'inconscio personale e collettivo, permette di associare l'esagramma ottenuto alla domanda relativa e ai problemi che essa pone.

Monete[modifica | modifica sorgente]

Il metodo più in uso prevede il lancio di tre monete uguali. Si decide quale lato rappresenti yin e quale yang, e si attribuisce un valore numerico a ciascun lato della moneta, ovvero 2 per yin e 3 per yang. Si effettua quindi una serie di 6 lanci e si sommano i valori ottenuti, ordinandoli progressivamente dal basso (primo posto) verso l'alto (sesto posto). Si valuterà il valore di ogni singola linea come segue:

2 + 2 + 2 = 6 linea spezzata mobile
corrispondente a 3 croci

3 + 2 + 2 = 7 linea intera fissa
corrispondente ad 1 testa e 2 croci

3 + 3 + 2 = 8 linea spezzata fissa
corrispondente a 2 teste ed 1 croce

3 + 3 + 3 = 9 linea intera mobile
corrispondente a 3 teste

La terminologia utilizzata vuole indicare, col termine di linea mobile, una linea "mutevole" che si trasforma dalla polarità originale a quella contrapposta. Una linea spezzata mobile diventa una linea intera fissa, e viceversa. Nell'interpretazione oracolare sono proprio questi tipi di linea a dare complessità all'interpretazione e a permettere la comprensione dell'evoluzione degli eventi, ovvero dei mutamenti temporali che accadranno. Infatti, si ponga che un lancio di monete generi un esagramma che abbia al primo posto una linea spezzata mobile, tale esagramma è solamente il punto di partenza da cui ogni cosa si evolve fino ad arrivare ad una situazione descritta dall'esagramma che abbia al primo posto una linea intera (l'evoluzione di una linea spezzata mobile) e le rimanenti linee identiche all'esagramma di partenza. L'esagramma di partenza andrà valutato per la sua immagine, la sua sentenza e il commento del duca di Chou alla linea risultata mutevole durante il lancio: l'esagramma di arrivo, invece, andrà valutato nella sua interezza fatta eccezione per la linea mutata, e da esso trae origine il consiglio oracolare vero e proprio.

Steli di millefoglie[modifica | modifica sorgente]

Il sistema più tradizionale di estrazione dei responsi è basato non sul veloce lancio di monete ma sulla manipolazione di bastoncini di Achillea millefoglie o Achillea palustre, operazione più lenta che attraverso un preciso rituale permette di raggiungere uno stato mentale più distaccato e quindi una migliore predisposizione all'interpretazione del responso.

Gli steli della pianta selvatica molto comune anche in Italia, raccolti verso maggio-luglio vengono tagliati e seccati per comporre un insieme di 50 bastoncini. Nel processo di estrazione dell'esagramma, dai 50 bastoncini se ne accantona uno senza più usarlo per tutto il procedimento e si resta con 49, prendendo il mucchietto con entrambe le mani si divide in due parti, tenendone uno nella mano destra ed uno nella mano sinistra. Inizialmente si prende un bastoncino dal gruppo di destra e lo si tiene tra il mignolo e l'anulare della sinistra, poi a turno prima col mucchio di destra e poi con quello di sinistra, si accantonano quattro bastoncini per volta, fino a che non restano uno, due, tre o quattro bastoncini e si mettono i resti tra l'anulare ed il medio e poi tra il medio e l'indice della mano sinistra. Al termine possono restare 9 bastoncini (1+4+4 con probabilità 1/4) oppure 5 bastoncini (1+3+1, 1+2+2, 1+1+3 con probabilità 3/4). Si accantonano i 9 o 5 bastoncini e si ripete il processo una seconda volta partendo dal mucchietto di 44 o 40, questa volta ottenendo un numero pari di resto di 8 o 4 bastoncini. Di nuovo si accantonano e partendo dal mucchietto di 32, 36 o 40, si ottiene ancora un numero di 8 o 4 bastoncini.

Un gruppo di 5 o 4 bastoncini è considerato una unità, associata al numero "tre" (maschile).
Un gruppo di 9 o 8 bastoncini è invece una doppia unità, associata al numero "due" (femminile).

Per calcolare il valore della riga dell'esagramma si considera la seguente tabella:

9+8+8 associato a 2+2+2 = 6 linea spezzata mobile

9+8+4 associato a 2+2+3 = 7 linea intera fissa
9+4+8 associato a 2+3+2 = 7 linea intera fissa
5+8+8 associato a 3+2+2 = 7 linea intera fissa

9+4+4 associato a 2+3+3 = 8 linea spezzata fissa
5+8+4 associato a 3+2+3 = 8 linea spezzata fissa
5+4+8 associato a 3+3+2 = 8 linea spezzata fissa

5+4+4 associato a 3+3+3 = 9 linea intera mobile

si trascrive il risultato come riga intera o spezzata, mobile o fissa e si ripete l'intero procedimento (con i 49 bastoncini) sei volte per comporre l'esagramma dalla riga in prima posizione (più bassa) fino alla riga in sesta posizione (più alta).

Al termine del procedimento si ricompone il mucchio di 50 bastoncini, lo si ripone e si passa all'interpretazione del responso.[7]

Note sulle differenze dei due sistemi[modifica | modifica sorgente]

Da un punto di vista statistico di calcolo delle probabilità i due sistemi, quello delle monete e quello degli steli di millefoglie, sono differenti e restituiscono probabilità differenti nel corso dell'estrazione delle linee. I due metodi non differiscono tanto per il carattere, "Yin" o "Yang", delle linee risultanti, quanto piuttosto per il tipo di linea, fissa o mobile (v. tabella qui sotto).

Probabilità delle linee
Monete Steli
linea spezzata mobile 1/8 4/64
linea intera fissa 3/8 20/64
linea spezzata fissa 3/8 28/64
linea intera mobile 1/8 12/64

Ad esempio, nel metodo degli steli, una linea spezzata mobile ha origine dalla serie 9-8-8, che si realizza componendo il 9 alla prima estrazione (un solo modo possibile) con l'8 alla seconda (2 modi distinti) e alla terza (altri 2 modi distinti), dunque 4 modi in tutto sui possibili 64.

Sincronicità[modifica | modifica sorgente]

Carl Gustav Jung, oltre che studiare la psiche umana, cercava il modo di definire quegli aspetti dell’inconscio non riconducibili alla storia individuale perché collegati, essendo comuni, all’intera umanità.

Nella prefazione de l'I King di Richard Wilhelm del 1948, Jung scrive che aveva già lavorato per oltre trent’anni sulla traduzione di James Legge e approfondisce anche i motivi per cui aveva maturato la propria posizione riguardo al principio di causalità. Pose così le basi che avrebbero in seguito costituito la vera e propria essenza della teoria della Sincronicità del 1952.

Lo studio del meccanismo matematico in cui sono codificati i 64 esagrammi dell'I Ching, lo aveva infatti portato a formulare il principio che connetteva avvenimenti di analogo contenuto significativo, manifestati in differenti momenti temporali, legati al principio di casualità e non a quello di causa ed effetto.

Una casualità perfettamente sintonizzata sulle necessità psicologiche di quel momento, basata sul principio per cui i simboli, e gli archetipi ad essi correlati, sono patrimonio comune di tutti gli individui essendoci a priori un bacino di conoscenza, contenente ogni informazione, a cui poter accedere liberamente in qualsiasi momento. Queste informazioni sono trasmesse all’umanità dai simboli che hanno il compito di rappresentarle.

Il popolo cinese possiede una “scienza” che trova proprio nell’I Ching il suo standard-work. Il principio di tale scienza, come molte altre cose in Cina, è oltremodo diverso da quello su cui invece è impostata la nostra. cit. Carl Gustav Jung.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La traduzione dal cinese all'italiano a cura della Fondazione Eranos di Ascona, preferisce tradurre "I" con "versatilità" invece di "mutamenti".
  2. ^ A seconda della romanizzazione utilizzata vengono usati anche altri nomi: I Jing, Yi Ching, Yi King.
  3. ^ Piergiorgio Odifreddi C'era una volta un paradosso Giulio Einaudi editore (2001), p. 82
  4. ^ Ubaldo Nicola Atlante illustrato di filosofia Giunti editore (2005), pp.322-323
  5. ^ Han Zhongmin, Boyi shuolue (1992), sostiene per esempio che gli esagrammi precedano storicamente i trigrammi.
  6. ^ Wang Dongliang, op. cit., pp.323 e 105.
  7. ^ Richard Wilhelm, I King (Il libro dei mutamenti), Astrolabio, Roma 1949

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Richard Wilhelm, I king. (Il libro dei mutamenti). Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma 1949
  • I Ching. Il Libro dei Mutamenti. Traduzione e cura di Augusto Shantena Sabbadini, Rudolf Ritsema. Urra, Milano 2011
  • Yuan Huaqing, I Ching. Il libro della mutazione, Vallardi A. 1993
  • (EN) Edward Shaughnessy, I Ching: The Classic of Changes, Ballantine Books, 1998, ISBN 0-345-36243-8.
  • Cyrille Javary, Pierre Faure, Yi Jing - Le livre des changements - Albin Michel Editeur
  • Wang Dongliang, Les Signes et les mutations, L'asiathèque.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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