Will Parry

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Will Parry è il protagonista del libro La lama sottile ed uno dei personaggi di Queste oscure materie, la trilogia fantasy scritta da Philip Pullman.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la sua giovane età, 13 anni, Will Parry si dimostra responsabile e si prende cura della madre, che soffre, almeno apparentemente, di gravi disturbi mentali. È coraggioso, altruista e molto riservato e discreto, quasi sfuggente. Suo padre, John Parry, era stato un esploratore, dichiarato disperso durante una spedizione nell'Artide. A differenza di Lyra, che vive in una dimensione parallela, vive nel nostro mondo, e abita in una cittadina vicino ad Oxford (naturalmente l'Oxford di Lyra è diversa da quella di Will).

La bussola d'oro[modifica | modifica sorgente]

Costretto a fuggire di casa, dopo aver affidato la madre alla sua insegnante di pianoforte Will giunge ad Oxford, dove trova casualmente un portale attraverso il quale entra in un altro mondo, quello della città di Cittagazze, dove incontra solo bambini. In questo luogo infatti vivono gli Spettri, esseri che si cibano dei daimon, ossia delle anime, degli adulti e che sono invisibili e indifferenti ai bambini.

A Cittagazze Will conosce Lyra: la ragazzina come lui ha attraversato una finestra che dal suo mondo portava a questa dimensione. I due diventano presto amici, nonostante la sorpresa e la paura provata da Lyra nel vedere che Will non possiede (almeno apparentemente) un daimon.

La lama sottile[modifica | modifica sorgente]

Ne "La lama sottile" nel mondo di Cittagazze Will viene in possesso di un coltello molto particolare (la "lama sottile", appunto), talmente affilato da poter tagliare qualsiasi materiale e in grado di fendere la spazio creando finestre di congiunzione tra le varie dimensioni. Il ragazzino vince quest'arma in un combattimento in cui perde due dita della mano sinistra, segno riconosciuto come quello che identifica coloro che sono i degni portatori della Lama Sottile. Infatti tutti i precedenti possessori del coltello hanno perso in un modo o nell'altro le stesse due dita. In seguito si scoprirà che è lo stesso utilizzo della lama sottile al fine di creare le finestre a generare gli spettri.

Il canocchiale d'ambra[modifica | modifica sorgente]

Nel terzo libro della trilogia l'amicizia tra Will e Lyra si rafforza, e i due ragazzini affrontano insieme tutte le avventure, tra cui l'abbandono temporaneo dei loro daimon necessario al successivo viaggio nel mondo della Morte conclusosi con l'apertura di una finestra da cui gli spiriti che vagano tristi malinconici e apatici possono uscire in un mondo e dissolversi e riunirsi così alla sostanza dell'universo. Alla fine del terzo libro della trilogia i due, dopo un racconto narrato loro da parte di Mary Malone, scoprono di essere innamorati. Ma pochi giorni dopo la scoperta vengono a sapere dai loro daimon (dopo averli ritrovati e dopo che Will conosce il suo, che fino a quel momento gli era stato invisibile) che non potranno restare insieme: i daimon si ammalano e muoiono in poco tempo insieme al loro possessore se vivono in un mondo che non è il loro mondo d'origine, e nessuna finestra può essere lasciata aperta per evitare dispersione di Polvere tranne una, e i due ragazzi decidono di lasciare aperta quella del mondo della morte. Devono così lasciarsi senza possibilità di rivedersi. Will distruggerà il coltello per evitare ulteriori danni e tornerà nella sua Oxford insieme a Mary, che gli promette di aiutarlo a uscire dai guai (era infatti ricercato a causa delle scoperte del padre sulle finestre tra i mondi) e a curare sua madre. Da quel momento non si sa più niente di Will né di Mary.

Daimon[modifica | modifica sorgente]

Il daimon di Will, Kirjava, si stabilizza nella sua forma finale contemporaneamente a quello di Lyra alla fine della loro storia, quando stanno per salutarsi. Riceve il nome Kirjava (che in finlandese significa "multicolore") da Serafina Pekkala e prende come forma definitiva quella di una grossa gatta, il cui mantello folto e dalle mille screziature e riflessi la rende sfuggente, caratteristica che rispecchia la discrezione di Will.

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