Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi

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Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi
(DA) Enhedslisten – De Rød-Grønne
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Leader Leadership collettiva, ma il partito ha come ufficiale portavoce Johanne Schmidt-Nielsen
Stato Danimarca Danimarca
Fondazione 1989
Sede Studiestræde 24, 1

1455 København K

Ideologia Socialismo,[1]
Ecosocialismo,[1]
Anticapitalismo,[1]
Euroscetticismo
Collocazione Estrema sinistra[2][3][4][5]
Coalizione con i Socialdemocratici, Sinistra Radicale e Partito Popolare Socialista nella cosiddetta Alleanza Rossa.
Partito europeo Partito della Sinistra Europea
Sinistra Anticapitalista Europea
Gruppo parlamentare europeo nessuno
Affiliazione internazionale nessuna
Seggi Folketing
12 / 179
 (2011)
Seggi Parlamento Europeo
0 / 13
Seggi Regioni[6]
2 / 205
Seggi Municipalità
14 / 2468
Sito web http://www.enhedslisten.dk/

La Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi (in danese: Enhedslisten - De Rød-Grønne, EL) è un partito politico danese, il cui simbolo elettorale è ø, attivo in dal 1989.

Esso si è formato dalla confluenza di tre partiti:

A questi si aggiunse, nel 1994, il Partito Comunista dei Lavoratori.

Alle politiche del 2007, EL ottenne il 2,2% dei voti e 4 seggi, ponendosi all'opposizione del governo di centro-destra (V-KF).

Alle politiche del 2011, EL salì al 6,7% dei voti, ottenendo 12 seggi, all'interno della cosiddetta Alleanza Rossa, per la formazione di un governo di centro-sinistra (SD-RV-SF)

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Alleanza Rosso-Verde fu formata, nel 1989, come alleanza elettorale fra tre partiti di estrema sinistra: i Socialisti di Sinistra (VS), il Partito Comunista di Danimarca (DKP) e il Partito Socialista dei Lavoratori (SAP). Il piano originario era quello, in realtà, di unire queste forze politiche insieme ai Verdi (De Grønne) e al partito postcomunista Corso Comune per creare un ampio movimento progressista, ma ciò non si è mai concretizzato[7]. Un quarto partito, il partito comunista dei Lavoratori (KAP), entrò nell'Alleanza nel 1994.

Prima delle elezioni parlamentari del 2007, il partito mise in lista Asmaa Abdol-Hamid, una candidata che si autodefinì come musulmana e socialista[8]. La sua candidatura fu approvata da alcuni imam e osteggiata da altri (ad esempio Hizb ut-Tahrir). Ella indossava spesso il velo islamico e non stringeva la mano ad altri uomini[9]: questi fatti, insieme ad alcune sue dichiarazioni riguardanti la politica e la religione la fecero diventare bersaglio di molte critiche da parte di esponenti di tutto l'asse politico. Importanti figure di sinistra hanno anche citato la sua candidatura come una ragione per ritirare il loro sostegno dal partito[10]. Una rete anti-religiosa è stata creata all'interno del partito con l'obiettivo dichiarato di trasformare l'Alleanza Rosso-Verde in una formazione politica atea con alla base un materialismo marxista[11].

Durante la campagna elettorale ci sono state speculazioni sul fatto che la sua candidatura possa attirare o far diminuire gli elettori[12][13].

I risultati delle elezioni parlamentari del 2007 sono del 2,2% per il partito, in calo del 1,2% rispetto al 2005; Abdol-Hamid non viene eletta. Il partito ha diritto a 4 deputati.

Alle elezioni parlamentari del 2011 l'Alleanza Rosso-Verde ottenne il 6,7% dei voti, passando da 4 a 12 deputati.

Numero di iscritti[modifica | modifica sorgente]

Anno Numero iscritti % cambiamento anno precedente
1992 1,082 ....
1993 999 -7.7%
1994 1,093 +9.4%
1995 1,189 +8.8%
1996 1,282 +7.8%
1997 1,479 +15.4%
1998 2,023 +36.8%
1999 1,968 -2.7%
2000 1,945 -1.1%
2001 1,992 +2.4%
2002 2,366 +18.8%
2003 2,321 -1.9%
2004 2,524 +8.7%
2005 3,739 +48.1%
2006 4,127 +10.4%
2007 4,099 -0.7%
2008 4,336 +5.8%
2009 4,373 +0.9%
2010 5,111 +16.9%
2011 7,885 +54.3%

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Parties and Elections - Denmark. URL consultato il 27 settembre 2012.
  2. ^ March, Luke (2008). Contemporary Far Left Parties in Europe Berlin: Friedrich-Ebert-Stiftung. p. 3. ISBN 978-3-86872-000-6.
  3. ^ Edwards, Geoffrey; Georg Wiessala (2000). The European Union: annual review 1998/1999. Wiley-Blackwell. p. 184. ISBN 978-0-631-21598-1.
  4. ^ Banks, Arthur S.; Thomas C. Muller (1995). Political Handbook of the World 1994-95. CSA Publications. p. 234. ISBN 978-0-933199-10-1.
  5. ^ London School of Economics and Political Science (1999). Government and opposition, Volume 34. Weidenfeld and Nicolson. p. 73.
  6. ^ Danmarks Statistikbank
  7. ^ Enhedslistens historie | Enhedslisten
  8. ^ Feminist, socialist, devout Muslim: woman who has thrown Denmark into turmoil | World news | The Guardian
  9. ^ Imamer anbefaler Asmaa | Kristeligt Dagblad
  10. ^ Kære Asmaa | information.dk
  11. ^ http://www.aalborg.dk/dansk/visiting/rundtiaalborg.aspx?ctrl=424&data=1%2C2504614%2C531
  12. ^ Asmaa kan sprænge Enh's partiliste i København - Politiken.dk
  13. ^ Ekspert: Asmaa har skræmt marxisterne - Politiken.dk

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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