Acherontia atropos

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La sfinge testa di morto (Acherontia atropos LINNAEUS, 1758) è una falena appartenente alla famiglia delle Sphingidae.

Indice

[modifica] Descrizione

Il bruco è di colore dal verde al giallo al bruno. Adulto con ali anteriori brunastre marmorizzate di biancastro e nerastro, con macchiolina discale bianca; ali posteriori gialle con due fasce brune Colorazione celeste sul dorso. Cornetto granuloso e di colore giallo. Crisalide brunastra. Sul torace spicca una macchia biancastra e due puntini neri, a forma di teschio. Addome giallo con bande nerastre trasversali. Spiritromba breve, robusta e rigida.

[modifica] Abitudini

La specie compie un numero variabile di generazioni (1-3), con svernamento da crisalide nel terreno. Il bruco si nutre di Solanaceae come la patata. Suo nemico naturale è il dittero tachinide Sturmia atropivora.
L'adulto vola di notte ed ha un'apertura alare di 10 -14 cm. È capace anche di lunghe migrazioni notturne, e frequenta gli alveari, nei quali si nutre del miele delle cellette opercolate, riuscendo dannosa nonostante l'offensiva delle api. È in grado di emettere suoni lamentosi, che hanno una funzione di difesa contro i predatori.

[modifica] Distribuzione

È diffusa nell'area del Mediterraneo fino all'Europa centrale.

[modifica] Curiosità

Resa famosa per essere citata nel film e nel libro di Thomas Harris "Il silenzio degli innocenti"; era comunque già al centro di superstizioni e credenze a causa del vistoso disegno a forma di teschio sul torace. La stessa falena è protagonista di un racconto di Edgar Allan Poe "La sfinge" (The sphinx) del 1846.

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