Metamorfosi (zoologia)

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La metamorfosi indica tutte le trasformazioni di forma e di struttura che subiscono molti animali al termine del loro sviluppo embrionale, attraverso i quali raggiungono il loro stadio adulto, in contrapposizione a quegli animali che escono dall'uovo con struttura fisica già quasi definita.

Metamorfosi negli insetti[modifica | modifica wikitesto]

Tutti gli insetti modificano il loro esoscheletro nelle fasi di sviluppo da uovo ad adulto. Nei più primitivi il cambiamento è graduale e la metamorfosi è detta "incompleta", mentre nei più moderni il cambiamento è spesso radicale e la metamorfosi è detta "completa".

Metamorfosi incompleta[modifica | modifica wikitesto]

L'individuo nello stadio giovanile è detto neanide; è molto simile all'adulto, ma è priva di ali e organi riproduttivi. Le ali si sviluppano gradualmente con una serie di mute durante lo stadio di ninfa e sono contenute in apposite strutture lungo i lati del corpo. Durante la muta finale avviene la completa apertura delle ali. In insetti acquatici le ninfe possono non essere simili agli adulti.

Metamorfosi completa[modifica | modifica wikitesto]

L'individuo allo stato giovanile è detto larva ed è totalmente diverso dall'adulto, presentando un corpo segmentato e dall'aspetto vermiforme (bruco). La larva si nutre continuamente grazie a un apparato boccale masticatore e passa attraverso diverse mute, fino a raggiungere lo stadio larvale definitivo. A questo punto smette di nutrirsi, cerca un luogo idoneo dove potersi impupare e per potersi proteggere nello stadio successivo si tesse un bozzolo di terra o fibre masticate. Durante lo stadio di pupa (o crisalide) i tessuti larvali vengono distrutti e rimangono piccoli gruppi di cellule detti dischi immaginali che danno origine agli organi dello stadio adulto. Infine l'adulto si libera dal bozzolo e/o dall'involucro pupale utilizzando gli apparati completamente sviluppati (zampe, mandibole).

La Fisiologia della Metamorfosi. è un complesso fenomeno di correlazione umorale (rapporti fra ormoni). Negli olometaboli, all'approssimarsi della muta larva-larva, larva-pupa e pupa-adulto, si verifica una serie di "scadenze ormonali" messe in azione dal sistema nervoso periferico. In uno schema molto semplificato si può affermare che l'approssimarsi di uno di questi passaggi di stadio, dalla pars intercerebralis parte di neuropeptide detto ormone cerebrale protoracotropico che per via nervosa raggiunge le ghiandole protoraciche inducendole a secernere un ecdisteroide (ormone della muta) che mette in moto la produzione della nuova cuticola. Questo ormone è anche ormone della metamorfosi in quanto è in grado di far partire le trasformazioni che consentono il passaggio della larva in adulto attravesro lo stadio pupale.Ad impedire che si formino adulti anomali perché troppo piccoli e immaturi sessualmente, provvede l'ormone giovanile (neotenina, JH) secreto dai corpi allati sotto lo stimolo di un secondo ormone cerebrale detto allatotropina. Fino all'ultima età larvale, ad ogni muta larva-larva l'ormone della muta e l'ormone giovanile sono entrambi presenti nell'emolinfa e l'espressione dei caratteri dell'adulto, indotta dal primo, è rimandata per la presenza del secondo ormone che agisce da repressore dei caratteri dell'adulto a livello dei geni contenuti nei cromosomi. La trasformazione della larva matura in pupa avviene ad opera dell'ormone della muta in presenza di una minore quantità di ormone giovanile e quella della pupa in adulto avviene ad opera dello stesso ormone della muta, questa volta in assenza dell'ormone giovanile. In questa fase la scomparsa dell'ormone giovanile è dovuta sia a un terzo ormone cerebrale detto allatostatina, che blocca l'attività dei corpi allati, sia per la comparsa nell'emolinfa di un esterasi dell'ormone giovanile secreto dal tessuto adiposo, la quale decompone questo ormone ancora in circolo.

Metamorfosi nella rana[modifica | modifica wikitesto]

Stadi nella metamorfosi di una rana.

Dopo 7/8 giorni dalla deposizione delle uova, esse si schiudono ed escono i girini. Il girino è privo di zampe, ma possiede una lunga coda espansa in un'ampia pinna trasparente, branchie esterne ramificate e a ciuffetto, che lo rendono adatto alla vita acquatica. Durante il passaggio il quale si avvicinerà allo stadio adulto, le branchie da esterne diventano interne e lasciano il posto ai polmoni, la coda si riduce fino a scomparire. Nel frattempo compaiono gli arti, prima quelli posteriori e poi quelli anteriori.

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