Apparato genitale maschile

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1 - Vescica
2 - Osso pubico
3 - Pene
4 - Corpo cavernoso
5 - Glande
6 - Prepuzio
7 - Uretra
8 - Colon sigmoideo
9 - Retto
10 - Vescicola seminale
11 - Dotto eiaculatore
12 - Prostata
13 - Ghiandole di Cowper
14 - Ano
15 - Dotto deferente
16 - Epididimo
17 - Testicolo
18 - Scroto

L'apparato genitale maschile è l'insieme di organi e di strutture che permettono la riproduzione sessuale negli organismi animali di sesso maschile[1].

Anatomia umana[modifica | modifica wikitesto]

L'apparato genitale maschile si sviluppa parzialmente verso l'esterno con il pene e lo scroto, contenente i testicoli e gli epididimi. Non sono invece visibili gli altri organi, ovvero le vie spermatiche, le vescicole seminali, le ghiandole bulbouretrali e la prostata[2].

Organi genitali[modifica | modifica wikitesto]

Testicolo umano, ricoperto dalle tre tonache.

Testicoli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Testicolo.

Il testicolo è un organo pari di forma ellissoidale che rappresenta la gonade maschile; misura 4–5 cm in lunghezza, 2,5 cm in larghezza e 3 cm nel suo diametro anteroposteriore e pesa solitamente sui 10,5-14 grammi. Il testicolo di sinistra si trova solitamente più in basso del testicolo di destra ed entrambi sono separati da un setto chiamato setto scrotale[2].

Sono situati nella borsa scrotale, sotto il pene. Ciascun testicolo risulta mobile e la sua posizione dipende dal rilasciamento e dalla contrazione del muscolo cremastere e della parete della borsa scrotale. Ha una consistenza molle elastica e un colorito bianco-azzurrognolo[2]. Risultano ricoperti da tre tonache, dall'esterno all'interno: la vaginale, l'albuginea e la vascolare. I testicoli sono responsabili della produzione dello sperma e del testosterone[2].

Vie spermatiche[modifica | modifica wikitesto]

Tubuli retti e rete testis[modifica | modifica wikitesto]

Il parenchima testicolare è costituito da un limitato numero di tubuli seminiferi, la cui parte terminale del tubulo è rettilinea e viene chiamata tubulo retto. Questi, sprovvisti di cellule deputate alla spermatogenesi, vanno ad aprirsi in una struttura reticolare fittamente anastomizzata, definita rete testis e situata nel mediastino testicolare. Da questa originano una dozzina di condotti efferenti che raggiungono la testa dell’epididimo[3].

Struttura dell'epididimo:
A. Testa
B. Corpo
C. Coda
D. Dotto deferente
Epididimo[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Epididimo.

L'epididimo è situato postero-lateralmente a ciascun testicolo. Strutturalmente si compone di una testa voluminosa, un corpo e una coda, che si continua con il dotto deferente. È formato da un singolo condotto che origina dai condotti efferenti della rete testis, lungo circa sei metri ed estremamente spiralizzato, mantenuto nella sua forma da connettivo fibroso. Qui avviene la maturazione definitiva degli spermatozoi[4][5].

Dotto deferente[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dotto deferente.

Lungo circa 30 cm, ha una forma cilindrica e una consistenza dura, dovuto al fatto che è fornito di un tessuto muscolare molto spesso[5]. Originano dalla coda dell'epididimo e fungono da principale sede di deposito degli spermatozoi maturi. Dall'epididimo risalgono sino all'orifizio esterno del canale inguinale e lo imboccano per decorrervi internamente[6]. Una volta fuoriusciti dall'orifizio interno del canale inguinale, si portano, piegandosi, lateralmente alla vescica, e successivamente si dirigono medialmente incrociando gli ureteri e ricevendo, in corrispondenza della faccia posteriore della vescica, il dotto escretore della vescicola seminale. L'ultima porzione del dotto deferente è dilatata ed è definita porzione ampollare[6].

Prostata e vescicole seminali in relazione con la vescica

Vescicole seminali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vescicola seminale.

Le vescicole o vescichette seminali sono condotti spiraliformi, situati tra il retto e la vescica, di forma piramidale e lunghi circa cinque centimetri. Il polo superiore è a fondo cieco, mentre quello inferiore si unisce al dotto deferente a formare il condotto eiaculatore, che a sua volta percorrerà il parenchima della prostata per aprirsi nell'uretra[7]. Sono formate da epitelio pseudostratificato e sono responsabili della produzione di circa l'85% del liquido seminale[8].

Prostata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prostata.

La prostata è un organo ghiandolare posto inferiormente alla vescica e all'orifizio uretrale interno e circonda la prima porzione dell'uretra, definita pertanto uretra prostatica. Ha la forma, le dimensioni e la consistenza di una castagna[9]. È avvolta da una densa capsula fibrosa, mentre strutturalmente il parenchima prostatico è costituito da un insieme di ghiandole tubuloalveolari, circondate da un tessuto fibroso contenente cellule muscolari lisce che si contraggono al momento dell'eiaculazione[8]. La prostata produce e secerne un liquido poco viscoso, alcalino e lattescente che serve a stimolare la motilità degli spermatozoi[9]. È responsabile della produzione di circa il 15% del liquido seminale[8].

Ghiandole di Cowper[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ghiandole di Cowper.

Le ghiandole bulbouretrali o di Cowper sono piccole ghiandole esocrine, di 3–5 mm di diametro e caratterizzate da un epitelio cubico o colonnare, situate alla radice del pene all'altezza dell'uretra membranosa. La loro capsula fibroelastica è composta, da fibroblasti e cellule muscolari lisce, oltre che dalle fibre muscolari scheletriche provenienti dai muscoli del diaframma urogenitale. Dalla capsula originano dei setti che dividono ogni ghiandola in lobuli definiti cisterne.

Pene umano. Sono visibili i tre corpi cavernosi che contribuiscono alla formazione e i rapporti con la prostata.

Il pene[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pene.

Il pene è l'organo maschile deputato alla copulazione. È una struttura breve, pendula, sospesa dinnanzi e ai lati dall'arcata pubica. È formato da tre masse cilindriche di tessuto cavernoso erettile tenute insieme da connettivo fibroso e avvolte da cute:

  • le due masse con sede laterale sono dette corpi cavernosi del pene;
  • la terza massa, denominata corpo cavernoso dell'uretra o spongioso, costituisce la porzione ventrale dell'organo e avvolge il tratto penieno dell'uretra.

Il termine cavernoso serve a indicare la notevole quantità di spazi venosi (caverne) presenti in tali strutture, possono riempirsi di sangue durante l'eccitazione sessuale per permettere il fenomeno dell'erezione.

La porzione terminale del pene, detta glande, appare lievemente espansa ed è formata interamente dal corpo spongioso dell'uretra, ricoprendo dall'alto le estremità distali dei corpi cavernosi del pene. Verso l'apice del glande è visibile il meato uretrale, l'ultimo tratto dell'uretra. Il rivestimento cutaneo del pene è alquanto lasso e costituisce una piega, il prepuzio, che ricopre quasi completamente il glande.

Vascolarizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Funicolo spermatico.

L’arteria più importante per il testicolo è l’arteria spermatica o testicolare. Quest’ultima nasce dalla faccia anteriore dell’aorta addominale a livello della L2 (stesso livello dell’origine del testicolo), in sede retro-peritoneale e fa parte dei rami pari (i rami dell’aorta addominale si dividono in pari e impari). Continua nella sua discesa lungo la parete addominale posteriore accompagnata dalla corrispondente vene e incrocia, sia a destra che a sinistra, l’uretere. Continuando la sua discesa passa al di sotto del peritoneo della cavità pelvica e si inserisce nel canale inguinale. Prima di raggiungere il testicolo, l’arteria spermatica cede dei rami all’epididimo che sono: un ramo anteriore, che va ad irrorare la testa dell’epididimo e un ramo posteriore, che va ad irrorare corpo e coda dell’epididimo. Raggiunge quindi l’organo e si divide in ramo mediale e laterale per le corrispondenti facce. Il ramo posteriore che irrora il corpo e la coda dell’epididimo, in corrispondenza della coda, andrà ad anastomizzarsi con l’arteria deferenziale che, come dice il nome, irrora il dotto deferente ed è un ramo della arteria vescicolodeferenziale . Il testicolo è raggiunto da tre arterie in tutto: l’arteria spermatica, l’arteria deferenziale, l’arteria funicolare cremasterica. Quest’ultima nasce dall’arteria epigastrica inferiore e scende insieme al funicolo spermatico fino alla porzione inferiore del deferente dove partecipa all’anastomosi con l’arteria deferenziale e il ramo posteriore dell’arteria spermatica. L’arteria funicolare cremasterica è molto importante per la vascolarizzazione delle tonache che circondano il testicolo. Per quanto riguarda il ritorno venoso, le vene che nascono dal testicolo e dall’epididimo vanno a formare un ricco plesso, il plesso pampiniforme, che si posiziona in parte anteriormente al dotto deferente, prendendo il nome di plesso predeferenziale (più voluminoso), e in parte posteriormente, prendendo il nome di plesso postdeferenziale. Questi plessi, che hanno anche una funzione termoregolatrice nei confronti del testicolo, si dirigono verso l’alto andando a far parte del cordone spermatico e subiscono poi due destini differenti: il plesso postdeferenziale, il meno voluminoso, si raccoglie in vene che andranno a confluire nella vena iliaca esterna; il plesso predeferenziale invece si raccoglie per formare la vena spermatico testicolare, la quale percorre il canale inguinale, fuoriesce dall’orifizio addominale, segue il decorso dell’arteria testicolare, incrociando l’uretere. Qui il destino delle due vene spermatiche è diverso (caratteristica delle vene genitali in generale, quindi anche quelle ovariche hanno lo stesso destino): la vena spermatica o testicolare di destra, come ci si aspetta, terminerà nella vena cava inferiore; la vena spermatica o testicolare di sinistra si porterà nella vena renale di sinistra, che a sua volta terminerà nella vena cava inferiore.

Innervazione[modifica | modifica wikitesto]

L'innervazione dell'apparato genitale maschile è estremamente importante sia per il fenomeno dell'eiaculazione sia per quello dell'erezione. L'eiaculazione è il processo mediante il quale, attraverso delle contrazioni ritmiche, viene espulso attraverso l'uretra peniena lo sperma maschile; lo sperma consta di una componente prodotta nei testicoli, principalmente spermatozoi, e di una componente propriamente detta liquido seminale prodotta nelle vescichette seminali e nella prostata. La prima parte dell'eiaculazione consiste quindi nel movimento degli spermatozoi dai testicoli fino all'uretra prostatica attraverso il dotto deferente, e questo movimento è assicurato da contrazioni della muscolatura involontaria adopera dell'ortosimpatico tramite il nervo genito-femorale. Anche la contrazione delle vescichette seminali e della prostata che contengono il liquido seminale avviene a opera dell'ortosimpatico che oltretutto opera un altro passaggio principale, ossia la chiusura dello sfintere interno dell'uretra. La contrazione dei muscoli bulbo-cavernosi e ischio-cavernosi invece è opera del sistema motorio e nello specifico del nervo pudendo, così come anche l'innervazione sensitiva è pudendo-dipendente. Il fenomeno dell'erezione invece avviene per la dilatazione vasale operata dal parasimpatico sacrale che favorisce l'afflusso di un maggior quantitativo di sangue. Il parasimpatico quindi opera inibendo la contrazione simpatica, e questo è possibile grazie al rilascio endoteliale di ossido nitrico che opera quindi in questo caso da secondo messaggero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voce Treccani
  2. ^ a b c d Standring , pp. 1258, 2009.
  3. ^ Standring, p. 1259, 2009.
  4. ^ Standring, p. 1264, 2009.
  5. ^ a b Wheater, p. 336, 2001.
  6. ^ a b Standring, p. 1265, 2009.
  7. ^ Standring, p. 1266, 2009.
  8. ^ a b c Wheater, p. 337, 2001.
  9. ^ a b Standring, p. 1267, 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Standring, Anatomia del Gray, Elsevier, 2009.
  • Wheater, Istologia e anatomia microscopica, Milano, Ambrosiana, 2001, ISBN 88-408-1171-0.

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