26º Reparto elicotteri operazioni speciali

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26º Gruppo squadroni aviazione dell'Esercito "Giove"
Descrizione generale
Attiva 4 novembre 2002 - oggi
Nazione Italia Italia
Servizio Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Gruppo squadroni elicotteri per operazioni speciali
Ruolo Provvedere al supporto aereo per le operazioni speciali
Dimensione riservato
Guarnigione/QG Aeroporto "T. Fabbri" (Viterbo)
Soprannome REOS
Motto Numquam Periclum Sine Periclo Vincitur
[nb 1]
Battaglie/guerre Oper. Antica Babilonia
Guerra in Afghanistan
Parte di

[1]

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Il 26º Gruppo squadroni aviazione dell'Esercito "Giove" (conosciuto anche come 26º Reparto elicotteri per operazioni speciali - REOS) è una unità delle Unità di Supporto Operativo per operazioni speciali (USOOS) dell’Esercito Italiano. Dipendente dal Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (per le operazioni in teatro operativo) e dal 1º Reggimento aviazione dell'Esercito Antares, l'unità fa parte del cosiddetto bacino Tier 2. Nel 2014, lo Stato Maggiore ha previsto di trasformare l'unità in Reggimento e passarla alle dipendenze del neonato COMFOSE.[2] Il 10 novembre 2014 il reparto è stato costituito presso l’aeroporto di Viterbo, dalla riconfigurazione del 26° Gruppo Squadroni “Giove”, il 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali "Aldebaran" che il 19 novembre 2014 ha ricevuto la bandiera di guerra appartenuta al disciolto 3° Reggimento AVES “Aldebaran” che dopo lo scioglimento del reparto era stata custodita al Sacrario delle Bandiere del Vittoriano.[3]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazione del reparto al maggio 2007:[4]

  • Comando
    • Sezione operazioni ed addestramento
    • Sezione maggiorità e personale
    • Sezione logistica
  • Plotone comando e servizi
  • 426º Squadrone ETM-1[nb 2]
    • Comando
    • 2 Sezioni su CH47C
  • 526º Squadrone ESC-5[nb 3]
    • Comando
    • 3 Sezioni su AB412
  • Squadrone mantenimento
    • Comando
    • Sezione tecnica
    • Sezione mantenimento ESC-5
    • Sezione mantenimento ETM-1

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 39º Gruppo Squadroni della Cavalleria dell'Aria "Drago"[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 luglio 1964 all'Aeroporto di Alghero-Fertilia veniva costituita una Sezione Aerei Leggeri (S.A.L.) a supporto e dipendente dal Raggruppamento Unità Speciali (R.U.S.).
Il 24 febbraio 1976 il S.A.L. cambia denominazione in 399º Squadrone Aerei Leggeri (399º Sqd.A.L.), trasferendosi all'Aeroporto di Guidonia fino al 4 febbraio 1979, data in cui ritorna all'Aeroporto di Alghero-Fertilia.
Nel 1984 il 399º Sqd.A.L. passa sotto il controllo del SISMI, il servizio segreto militare, cambia denominazione in 399º Squadrone Autonomo Misto (399º Sqd.Aut.Mst.).
Il 20 maggio 1986 gli viene consegnato il primo elicottero, che darà il via alla completa sostituzione degli aerei leggeri in elicotteri, prima con gli AB-204 (che verrà radiato nel 1989 poi con gli Agusta A-109 EOA.

Un Agusta A-109 dell'AVES

Il 15 novembre 1989 il 399º Sqd.Aut.Mst. si trasforma in 39º Gruppo Squadroni dell'Aviazione Leggera dell'Esercito "Drago" (39º Gr.Sqd.ALE "Drago").
Il 20 gennaio 1992 una parte degli elicotteri Agusta A-109 EOA vengono sostituiti con gli AB-412.
L'impiego operativo del Reparto consisteva nel confrontare metodiche e procedure con Reparti gemelli di Forze Armate straniere nell'ambito delle Special Operations, maturando pregevole competenza ed esperienza nella specifica attività.
Il 39º Gr.Sqd.AVES "Drago" fu il primo Reparto dell'AVES che impiegò dei sistemi di visione notturna, cosa che, insieme all'altissima specializzazione ed esperienza del personale ha consentito l'impiego di uomini e mezzi del Reparto nelle Missioni Fuori Area, contribuendo ad ampliare la capacità operativa notturna dei Contingenti Italiani.
Nel 1993 il 39º Gr.Sqd.ALE "Drago" si trasforma in 39º Gruppo Squadroni dell'Aviazione dell'Esercito "Drago" (39º Gr.Sqd.AVES "Drago").
Dal 12 dicembre 1992 al 21 marzo 1994 il 39º Gr.Sqd.ALE/AVES "Drago", inquadrato nel 1º Reggimento dell'Aviazione dell'Esercito "Antares" (1º Rgt.AVES "Antares") del Gruppo Squadroni di Formazione "Italheli Ibis" (Gr.Sqd.Form. "Italheli Ibis"), partecipa alla Missione ONU UNOSOM in Somalia.
Dal 17 maggio 1997 al 5 agosto 1997 partecipa con due AB412 all'Operazione FMP in Albania. Dal 21 maggio 1998 al 16 dicembre 1998 partecipa con 2 AB 412 e relativi equipaggi alla missione SFOR in Bosnia-herzegovina. Dal giugno 1999 al giugno 2000 partecipa con un AB 412 prima in FYROM e poi in Kosovo alla missione KFOR della NATO. Il 1º giugno 1999 il 39º Gr.Sqd.AVES "Drago" si trasforma in 39º Gruppo Squadroni della Cavalleria dell'Aria "Drago" (39º Gr.Sqd.Cav.Aria "Drago").

Storia recente[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 agosto 2000 il 39º Gr.Sqd.Cav.Aria "Drago" viene sciolto su decisione del Raggruppamento Unità Difesa (R.U.D.), e il personale confluisce nel 51º Gruppo Squadroni della Cavalleria dell'Aria "Leone".

Un Agusta-Bell AB412 Grifone del 53º Gruppo squadroni AVES Cassiopea del 7º Reggimento AVES Vega, simile a quelli in uso al 26º REOS.

Dal 1º settembre 2001 il 1º Reggimento della Cavalleria dell'Aria "Antares" allinea tra i suoi reparti il 26º Gruppo squadroni Aviazione dell'Esercito "Giove", già appartenente alla Brigata paracadutisti "Folgore". Il 26º viene quindi rischierato dall’aeroporto militare di Pisa all’aerobase "Tommaso Fabbri" di Viterbo. Il 4 novembre 2002 una riorganizzazione che vide coinvolto anche il 51º Gruppo squadroni della Cavalleria dell'Aria "Leone" ha dato vita al 26º Gruppo squadroni Aviazione dell’Esercito – Reparto elicotteri operazioni speciali (R.E.O.S.).

Nel 2014, con la costituzione del Comando delle forze speciali dell'Esercito, lo Stato Maggiore prevede di elevare l'unità a livello Reggimento e trasferirla alle dipendenze del nuovo comando.[2]

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

Il 26º Squadrone è un reparto di elicotteri per il supporto a operazioni speciali dell’Esercito Italiano, nell'ambito delle Forze speciali italiane e alle dipendenze del Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali. È dotato di capacità operative per missioni che includono attacchi, assalti e ricognizioni normalmente condotte di notte, a elevata velocità, bassa quota e con breve preavviso. Ha inoltre compiti di infiltrazione ed esfiltrazione, aviosbarchi, operazioni di search and rescue (SAR), aviolanci, medical evacuation (MEDEVAC) e tutti gli altri compiti per operazioni di forze speciali in territorio ostile.

Gli equipaggi di volo appartenenti al reparto devono avere sia un addestramento base comune al comparto delle forze speciali (qualifica di Operatore delle Forze Speciali) sia un addestramento specifico ai particolari profili di impiego di un reparto elicotteri che opera in territorio ostile. Gli equipaggi devono avere una buona conoscenza dell’inglese.

Selezione[modifica | modifica wikitesto]

I candidati al reparto vengono scelti attraverso un iter selettivo e un ciclo addestrativo presso il Centro addestrativo dell'AVES. L'addestramento viene svolto insieme agli operatori del 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin", il 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore" e per il 4º Reggimento alpini paracadutisti "Monte Cervino".

Per accedere alle selezioni per l'ammissione ai reparti delle Forze speciali bisogna fare domanda per il bacino FS/FOS da ufficiali (del grado di sottotenente e tenente), sottufficiali (sergenti o marescialli), VSP e VFP-4, di qualsiasi reparto e incarico.

Durante l'anno selezionatori dei reparti FS/FOS svolgono attività promozione tra il personale ritenuto idoneo a prestare servizio nei reparti paracadutisti e avviato al corso di quattro settimane di paracadutismo con fune di vincolo. Durante la terza settimana del "corso palestra" (per il conseguimento del brevetto di paracadutismo), presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa si recano rappresentanti dei diversi reparti FS/FOS per presentare le Forze Speciali dell'Esercito e individuare gli interessati (sempre tramite la domanda).

I requisiti per presentare la domanda sono:

  • avere massimo 26 anni d'età;
  • appartenere alla categoria ufficiali (nel grado fino a tenente), sottufficiali o volontari (VFP-4 e VSP);
  • non aver riportato alcuna condanna per delitti colposi e non colposi;
  • non essere stato ammesso a riti alternativi per delitto colposo o non colposo, o sottoposto a misure di prevenzione;
  • non essere mai sottoposto a sanzione disciplinare di stato;
  • aver riportato in sede di valutazione caratteristica, negli ultimi due anni, non inferiori a "superiori alla media" o equivalenti (avere un ottimo stato di servizio);
  • non aver già frequentato corsi di formazione FS/FOS con esito negativo (a meno che la dimissione/rinuncia sia stata originata per motivi di salute);
  • non essere stato soggetto della revoca del brevetto di "paracadutista militare" (per chi ne è in possesso);

Una volta presentata la domanda, si attende di essere chiamati per le preselezioni fisiche e il tirocinio di selezione. Le preselezioni fisiche consistono nelle seguenti prove valide per l'accesso ai reparti: 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin", 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore", 4º Reggimento alpini paracadutisti "Monte Cervino", e 26° R. REOS:

  • 10 trazioni alla sbarra in un minuto
  • 40 piegamenti addominali in un minuto
  • 30 piegamenti sulle braccia (flessioni) in un minuto
  • 10 trazioni in un minuto alle parallele
  • salita della fune 6 metri
  • 1,5 km in 6 minuti
  • 7 km in 45 minuti in mimetica e scarponi.
Un Boeing CH-47C Chinook dell'11º Gruppo squadroni AVES Ercole del 1º Reggimento AVES Antares.

Chi supera le pre-selezioni fisiche ritorna ai reparti, per poi essere chiamato al 9º Reggimento per partecipare, presso la 101ª Compagnia allievi, al tirocinio di selezione, seconda fase dell'iter selettivo.

Il tirocinio di selezione, della durata di due settimane, mira ad accertare non solo le caratteristiche psicofisiche e la resistenza fisica e mentale allo sforzo prolungato del candidato, ma anche le sue qualità morali e caratteriali, le motivazioni profonde che lo spingono ad affrontare pericoli e disagi e la loro capacità di reagire con calma e lucidità alle difficoltà, anche in presenza di forti fattori di stress, e a dare comunque il massimo di sé. Per effettuare questi accertamenti i candidati sono mantenuti, sin dai primi giorni, sotto costante pressione fisica e mentale, privazione del sonno, accumulo progressivo di stanchezza e stress, che dovranno imparare a sopportare e a gestire nel corso della selezione, senza avere reali possibilità di recupero, subendo una costante alterazione dei cicli naturali di attività e riposo.

Per tutto il periodo, i candidati sono mantenuti all'interno delle strutture militari, non possono fruire della libera uscita né raggiungere familiari ed amici. Sono isolati con se stessi, ed ogni attività è regolata dagli istruttori, che alternano gradualmente gli orari e la durata dei periodi di riposo, in modo da provocare vere e proprie crisi di sonno. Tutte le prove fisiche, come le marce zavorrate, sono alternate da periodi d'addestramento al combattimento, lavori tattici, test fisici e di cultura generale e tecnico-professionale, durante i quali si deve dimostrare lucidità, capacità operative, resistenza mentale e ferrea volontà di non cedere alla stanchezza. Sono frequenti le esercitazione continue, che coprono almeno parzialmente l'arco notturno, ed ai candidati sono date poche possibilità di recuperare il sonno perduto.

Questo secondo ciclo selettivo (tirocinio di selezione) di due settimane include prove quali:

  • 5 marce zavorrate a tempo, in uniforme da combattimento e zaino di 20 kg senza arma, su itinerari di difficoltà, dislivello e distanza variabile da 10 e 30 km: 10 km in piano da concludersi nel tempo massimo di un'ora e 16 minuti, 15 km su terreno vario e dislivello di 300 metri in due ore e 10 minuti, 21 km con forte dislivello di 900 metri in tre ore e 15 minuti, marcia di resistenza di 30 km in quattro ore e 28 minuti, marcia notturna in terreno accidentato, molto impegnativo, di 12 km.
  • prove d'ardimento, presso il complesso "Lustrissimi" di Livorno, che prevedono il superamento di percorsi di guerra, ostacoli aerei e ponti di corda, per accertare le doti di coraggio, coordinazione e velocità.
  • test d'acquaticità ed anfibia, alla Base a Mare, nuoto di superficie e voga. Inoltre altri test di varia natura, che includono, tra l'altro, il completamento di percorsi sotterranei per l'accertamento delle proprie capacità d'autocontrollo in situazioni ed ambienti claustrofobici.

Molti di questi esercizi vengono variati ad ogni corso, per evitare di far conoscere in anticipo ai candidati i particolari della selezione ed impedire che possano prevedere ciò che li attende per impedire loro di limitarsi al risultato minimo anche se sufficiente, e permette agli istruttori di valutare meglio le reali doti caratteriali dei candidati.

Questa selezione iniziale determina una prima sostanziale "scrematura" dei partecipanti, anche se si cerca di far concludere le due settimane di tirocinio a tutti gli allievi, indipendentemente dall'esito finale, in quanto la permanenza al RAFOS rappresenta comunque un'eccellente occasione di arricchimento professionale. Il personale ritenuto non idoneo ritorna ai reparti d'appartenenza, senza che alcuna annotazione negativa accompagni il loro curriculum individuale. Solo chi supera con successo entrambe le fasi della selezione, la preselezione all'idoneità fisica ed il tirocinio, viene invece ammesso alla frequenza del corso operatore basico operazioni speciali (OBOS).

Corso OBOS[modifica | modifica wikitesto]

Chi supera entrambe le due fasi di selezione (preselezione di idoneità fisica e tirocinio di selezione) viene ammesso al Corso Basico per Operatori Speciali (OBOS) organizzato dal RAFOS (Reparto addestramento forze operazioni speciali) del 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin" dell'Esercito italiano. Il RAFOS tiene 4 corsi OBOS all'anno, e per ogni corso ammette circa 25 allievi, tra aspiranti incursori E.I. e A.M., ranger, acquisitori, e reparti di volo del 26° REOS. Il corso dura 31 settimane più 2 settimane di esercitazioni ed esami finali, e attualmente è così ripartito:

  • 4 settimane dedicate al conseguimento del brevetto di paracadutismo con la fune di vincolo, per chi non è ancora titolare, presso il CAPAR di Pisa.
  • 8 settimane dedicate alla formazione teorico pratica sulla topografia, le marce topografiche, l'apprendimento delle tecniche di orientamento e di navigazione terrestre.
  • 15 settimane sulle procedure tecnico tattiche (PTT) delle Forze per operazioni speciali (FOS). La fase PTT per FOS costituisce il cuore della formazione OBOS ed è destinata all'addestramento individuale e di nucleo al combattimento e all'apprendimento delle tattiche e procedure operative standard delle minori unità FOS. Vengono curati nel dettaglio tutti gli aspetti relativi all'uso appropriato dell'equipaggiamento, le tecniche di mascheramento, mimetizzazione, movimento tattico, superamento ostacoli e mobilità verticale. Sono acquisiti i necessari automatismi nella predisposizione delle soste, dei bivacchi, nelle procedure di riordinamento e di reazione automatica immediata in caso di compromissione. Tre settimane sono dedicate alla ricerca, acquisizione e sorveglianza degli obiettivi, due invece alle azioni dirette su obiettivi tattici. Si prosegue con tattiche di combattimento e pattugliamento in ambiente urbano, predisposizione di zone di atterraggio elicotteri e tecniche di ricerca ed inganno.
  • 4 settimane di addestramenti tecnici specifici: sulle trasmissioni, una settimana sulle procedure di pronto soccorso e medicina tattica, e la frequenza di un corso che ricalca il BLS (Basic Life Support) statunitense, che risente delle restrizioni vigenti in Italia, su come intervenire tempestivamente in caso di ferite d'arma da fuoco, sulle manovre salvavita e sulle procedure di rianimazione cardiopolmonare, approfondimenti su armi e tiro (diurno e notturno) e pianificazioni delle operazioni militari.
  • 2 settimane conclusive con una esercitazione continuativa ed esami finali.

Tale corso, dopo il tirocinio di selezione, può essere tentato solo una volta. Gli allievi ritenuti idonei iniziano la fase di specializzazione, diversa per ogni reparto di destinazione finale.

Equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

Al 2014 l'unità dispone in particolare del Chinook modello CH-47C, ed è in attesa di ricevere i nuovi modelli CH-47F, che nelle intenzioni dovrebbero sostituire anche gli AB 412. Gli NH 90 sono invece nella versione TTH standard di produzione IOC+ Improved.

Tutti gli elicotteri sono modificati rispetto alla versione base, per protezione e altre migliorie indirizzate al particolare uso a cui sono destinati.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Note
  1. ^ Dal latino: "Il pericolo non lo si vince mai senza pericolo"
  2. ^ Elicottero da Trasporto Medio
  3. ^ Elicottero da supporto al combattimento
Fonti
  1. ^ Ministero della Difesa - 26º Gruppo squadroni REOS in www.difesa.it. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  2. ^ a b c Il REOS diventa Reggimento in Analisi Difesa. URL consultato il 7 ottobre 2014.
  3. ^ Reparti Aves
  4. ^ 26° Gruppo squadroni "GIOVE" REOS in stampa.aeronautica.difesa.it. URL consultato il 27 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]