160th Special Operations Aviation Regiment

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
160th Special Operations Aviation Regiment
160th SOAR emblem.svg
Insegna di reparto.
Descrizione generale
Attiva 16 ottobre 1981 - oggi
Nazione Stati Uniti Stati Uniti
Servizio Esercito
Tipo operazioni speciali
Ruolo Fornire supporto aereo alle Forze per Operazioni Speciali
Dimensione reggimento
Guarnigione/QG Fort Campbell
Soprannome Night Stalkers
Motto "Night Stalkers Don't Quit" (NSDQ)
"Death Waits in the Dark"
Parte di
Comandanti
Comandante attuale Colonnello Clayton M. Hutmacher

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Il 160th Special Operations Aviation Regiment (Airborne), SOAR (A), tradotto dall'inglese 160º Reggimento Operazioni Speciali dell'Aviazione (Aviotrasportato), è un reparto speciale dell'United States Army che fornisce appoggio aereo con elicotteri a tutte le forze ed unità per operazioni speciali delle Forze armate statunitensi. I suoi compiti includono attacchi diretti, assalti e ricognizioni speciali, di solito condotti di notte, ad alta velocità ed a bassa quota. Il reggimento ha il suo quartiere generale a Fort Campbell, Kentucky. Il 160º SOAR è anche conosciuto come Night Stalkers, ed i suoi due motti sono: Night Stalkers Don't Quit (I Night Stalkers non mollano) e Death Waits in the Dark (La morte attende nell'oscurità).

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il reggimento consiste di una Compagnia d'Addestramento, la Special Operations Aviation Training Company, e quattro battaglioni operativi: il primo ed il secondo a Fort Campbell, il terzo presso l'Hunter Army Airfield, Georgia, e il quarto a Fort Lewis, Washington. Esso ha anche una compagnia direttamente schierata nell’area di responsabilità del Comando Statunitense del Pacifico.

Il 160º SOAR cerca di arruolare gli avieri ed il personale di supporto meglio qualificato dell'US Army. Gli ufficiali sono tutti volontari, mentre i soldati di truppa ed i sottufficiali sono dei volontari o vengono direttamente assegnati dall’US Army HRC (Human Resources Command). Tutti ricevono un addestramento intensivo; il corso base Night Stalkers per i militari di truppa dura cinque settimane, il corso per Ufficiali da 20 a 28 settimane. Un nuovo Night Stalker è ritenuto pienamente qualificato al combattimento dopo uno o due anni di servizio, ed ottiene la qualifica di responsabile di volo dopo 3/5 anni.

Struttura corrente del 160º SOAR.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dopo il fallimento dell'operazione Eagle Claw negli anni ottanta, il disastroso tentativo di salvare ostaggi americani (Operazione Eagle Claw) a Teheran, in Iran, il Presidente Jimmy Carter ordinò all'ex Capo delle Operazioni Navali Ammiraglio James L. Holloway III di capire cosa era andato storto e come le forze armate americane potevano migliorare nei prossimi tentativi. C'era una lezione chiave: non esistevano reparti elicotteri americani addestrati in quel tipo di missioni da Operazioni Speciali segrete e di breve durata.

L'esercito guardò al 101º Battaglione Aviazione, che aveva la maggiore esperienza di operazioni su elicotteri, e selezionò elementi dal 158º Battaglione Aviazione, 229º Battaglione Aviazione, e il 159º Battaglione Aviazione. I piloti scelti entrarono immediatamente in addestramento al volo notturno. Denominata Task Force 160, la nuova unità fu subito riconosciuta come l'unità dell'esercito di primo impiego per missioni notturne, e la sua unica forza per Operazioni Speciali dell'Aviazione.

Quando il primo lotto di piloti completò l'addestramento nel 1980, venne programmato un secondo tentativo di salvare gli ostaggi nel 1981. Chiamata operazione Honey Badger, fu annullata quando gli ostaggi furono rilasciati nella mattinata dell'insediamento di Ronald Reagan come Presidente degli Stati Uniti.

L'unità fu stabilita ufficialmente il 16 ottobre 1981, quando è stata chiamata 160º Battaglione Aviazione.

Il primo impiego del 160° si è avuto durante l'operazione Urgent Fury del 1983, l'invasione americana dell'isola di Grenada.

Nel 1986 è stato ri-disegnato come 160º Gruppo Aviazione (Aviotrasportato); nel maggio 1990 come 160° Special Operations Aviation Regiment (Airborne). Come domanda per forze dell'Aviazione per Operazioni Speciali altamente addestrate, il reggimento attivò tre battaglioni, un distaccamento indipendente, incorporando anche un battaglione Aviazione della Guardia Nazionale dell'Esercito.

Nel 1987 e 1988, i suoi piloti presero parte all'operazione Earnest Will, la protezione delle petroliere kuwaitiane nel Golfo Persico durante la guerra Iran-Iraq. Volarono da navi da guerra della United States Navy e affittarono petroliere durante una sotto-parte dell'operazione chiamata operazione Prime Chance, così diventando i primi piloti a volare con apparecchi di visione notturna e FLIR (Forward looking infrared).

Nel giugno 1988 l'unità partecipò all'operazione Mount Hope III. Due equipaggi di MH-47 entrarono in profondità per 790 km dentro il Ciad per catturare un elicottero d'attacco Mil Mi-24 Hind schiantato a terra.

I Night Stalkers presero parte anche all'operazione Just Cause, l'invasione di Panamá del 1989, e utilizzati nell'operazione Desert Storm.

Nell'ottobre del 1993 in Somalia, i Night Stalkers sono stati impiegati nella battaglia di Mogadiscio, diventata più tardi il soggetto del libro di Mark Bowden Falco nero, e il suo adattamento cinematografico. Due Black Hawk dei Night Stalkers, il Super 6-1 (pilotato da Cliff Wolcott), e il Super 6-4 (pilotato da Mike Durant), sono stati abbattuti durante la battaglia. Cinque dei diciotto uomini uccisi (senza contare il diciannovesimo morto il 6 ottobre a causa di mortai) nella battaglia di Mogadiscio erano membri del 1º Battaglione del 160° SOAR, che sono stati persi con gli abbattimenti dei due Black Hawk. I morti della battaglia sono stati:

  • CW5 Clifton "Elvis" Wolcott, pilota del Super 6-1.
  • CW2 Donovan "Bull" Briley, copilota del Super 6-1.
  • CW4 Raymond Frank, copilota del Super 6-4.
  • SSG William Cleveland, mitragliere del Super 6-4.
  • SSG Thomas Field, mitragliere del Super 6-4.

Otto Night Stalkers della Compagnia B, 3º Battaglione, sono stati uccisi assieme a otto Navy SEALs durante il salvataggio di Marcus Luttrell, dopo che il loro elicottero MH-47 Chinook era stato colpito da una RPG (granata a razzo a propulsione). Erano stati mandati a recuperare Luttrell a seguito del fallimento dell'operazione Red Wing, dove erano morti già tre SEALs la cui presenza sul territorio era stata riferita ai Talebani da alcuni pastori. I Night Stalkers morti nell'operazione furono:

Il 160° ha anche offerto supporto aereo durante numerosi raid speciali nel corso dell'invasione dell'Iraq del 2003. Tra questi, la missione di salvataggio del soldato scelto Jessica Lynch; il raid a Al Qadisiyah; così come il salvataggio di tre contractors italiani ed un uomo d'affari polacco tenuti per riscatto da insorti iracheni nel 2004.

Il 24 aprile 2008, la Compagnia D, 3º Battaglione, 160° SOAR, è stata disattivata con una cerimonia all'Hunter Army Airfield, Georgia, come parte del piano per la trasformazione del reggimento.

Missioni[modifica | modifica sorgente]

L'equipaggio del Super 6-4 un mese prima della battaglia di Mogadiscio. Da sinistra a destra: Winn Mahuron, Thomas Field, William Cleveland, Raymond Frank e Michael Durant.

Il 160º SOAR ha provveduto al supporto aereo per molte missioni delle unità per operazioni speciali dell'Esercito statunitense, tra cui le Special Forces, gli Army Rangers e la Delta Force, ma anche della Marina come i Navy SEAL.

Nome Luogo Anno
Operazione Urgent Fury Grenada Grenada 1983
Operazione Prime Chance Golfo Persico 1987-1988
Operazione Mount Hope III Ciad Ciad 1988
Operazione Just Cause Panamá Panamá 1989
Operazione Desert Shield Iraq Iraq 1990
Operazione Desert Storm Iraq Iraq 1991
Operazione Restore Hope Somalia Somalia 1992-1993
Operazione Gothic Serpent Somalia Somalia 1993
Operazione Enduring Freedom Afghanistan Afghanistan 2001-oggi
Operazione Iraqi Freedom Iraq Iraq 2003-2010
Operazione New Dawn Iraq Iraq In corso
Operazione Neptune's Spear Afghanistan Afghanistan/Pakistan Pakistan 2011

Equipaggiamento[modifica | modifica sorgente]

Il 160º SOAR vola con versioni modificate degli MH-47 Chinook, AH-6 Little Bird, e MH-60 Black Hawk. Più specificamente:

  • AH-6 Little Bird
  • MH-6 Little Bird
  • MH-60K Black Hawk
  • MH-60L Black Hawk
  • MH-60L Black Hawk Direct Action Penetrator
  • MH-47D Chinook
  • MH-47E Chinook

Composizione del 160º SOAR[modifica | modifica sorgente]

  • Quartier Generale (Fort Campbell, KY)
    • Comando
    • Compagnia Manutenzione
    • Compagnia Addestramento Operazioni Speciali dell'Aviazione
  • 1º Battaglione, 160º SOAR (Fort Campbell, KY)
    • Comando
    • Compagnia A (MH-6)
    • Compagnia B (AH-6)
    • Compagnia C (MH-60)
    • Compagnia D (MH-60)
    • Compagnia E (MH-60 DAP)
    • Compagnia F (AVUM/AVIM)
  • 2º Battaglione, 160º SOAR (Fort Campbell, KY)
    • Comando
    • Compagnia A (MH-47)
    • Compagnia B (MH-47)
    • Compagnia D (AVUM/AVIM)
  • 3º Battaglione, 160º SOAR (Hunter Army Airfield, GA)
    • Comando
    • Compagnia B (MH-47)
    • Compagnia C (MH-60/MH-60 DAP)
    • Compagnia D (AVUM/AVIM)
  • 4º Battaglione, 160º SOAR (Joint Base Lewis-McChord, WA)
    • Comando
    • Compagnia A (MH-47)
    • Compagnia B (MH-47)
    • Compagnia C (MH-60/MH-60 DAP)
    • Compagnia D (AVUM/AVIM)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]