Who's Next

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Who's Next

Artista The Who
Tipo album Studio
Pubblicazione 2 agosto 1971
Durata 42 min : 15 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere Rock and roll
Hard rock
Rock progressivo
Proto-punk
Etichetta Decca Records
Produttore The Who, Glyn Johns
Registrazione marzo - maggio 1971
The Who - cronologia
Album precedente
(1970)
Album successivo
(1971)

Who's Next è un album della rock band inglese degli Who, pubblicato nel 1971. È il ventottesimo album nella classifica "i 500 migliori album della storia" della rivista Rolling Stone.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Dopo la pubblicazione di Tommy nel 1969, Pete Townshend concepisce un'altra opera rock intitolata Lifehouse, che avrebbe dovuto mischiare rock e teatro. Ma il progetto si rivela un fallimento. Tuttavia il chitarrista decide di salvarne le tracce per pubblicare successivamente un album, Who's Next. Il gruppo è in uno stato di grazia e lo si capisce da episodi come l'iniziale Baba O'Riley (dedicata al compositore Terry Riley),[1] lanciata da un'introduzione di sintetizzatore, e Bargain.

I due punti forti dell'album sono forse la ballata Behind Blue Eyes, caratterizzata dal connubio tra l'iniziale parte acustica e l'esplosione finale espressa dall'incessante rullare di Keith Moon, e il lungo manifesto di rivolta Won't Get Fooled Again. Love Ain't For Keeping e My Wife, sono state scritte dal bassista John Entwistle e quest'ultima è l'unico brano dell'album che non porti la firma di Pete Townshend. Going Mobile (mai suonata dal vivo) è un'escursione nel territorio acustico, con l'ironica voce nasale di Pete che racconta una storia d'amore con allegria e spensieratezza. Nel disco compare il pianista Nicky Hopkins, che anima le malinconiche The Song Is Over e Getting In Tune, in un clima tipicamente anni settanta.

Inoltre, eccetto Baba O' Riley e Won't Get Fooled Again (la canzone iniziale e finale), il disco è composto da canzoni d'amore.

Copertina[modifica | modifica sorgente]

La copertina dell'album mostra una fotografia dei membri del gruppo, scattata a Easington Colliery, ritratti apparentemente appena dopo aver finito di urinare su un monolite di cemento. Secondo il fotografo Ethan Russell, la maggior parte degli Who non fu in grado di urinare davvero, e quindi venne gettata dell'acqua sui lati della costruzione per simularne l'effetto. Il monolite presente in copertina viene spesso visto come un ironico riferimento al celebre monolite del film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, che era uscito nei cinema solo tre anni prima e per il quale la band avrebbe dovuto comporre alcune delle musiche.[2] Nel 2003, il canale televisivo americano VH1 ha nominato la copertina di Who's Next' come una delle migliori cover art di sempre.[3]

Esiste una versione scartata della copertina dell'album, che avrebbe dovuto raffigurare delle donne nude obese, ma l'idea venne accantonata quasi subito. Altra copertina alternativa a cui si era pensato, era una foto del batterista Keith Moon vestito in lingerie nera, con una frusta in mano e una parrucca da donna in testa.[4][5]

Recensioni[modifica | modifica sorgente]

Billy Walker diede una valutazione positiva dell'album su Sounds, sottolineando che "Dopo la genialità di Tommy si doveva pensare a qualcosa di speciale e la scelta di creare un'opera completamente nuova piuttosto che un'estensione della loro opera rock la dice lunga sul loro coraggio ed inventiva". Egli elogiò soprattutto le canzoni Baba O'Riley, My Wife e The Song Is Over. Robert Christgau, scrivendo su The Village Voice, lo definì "Il miglior album hard rock da anni".[6]

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Tutte le tracce sono state composte da Pete Townshend, eccetto dove indicato.

Edizione originale[modifica | modifica sorgente]

Lato A
  1. Baba O'Riley - 5:09
  2. Bargain - 5:34
  3. Love Ain't For Keeping - 2:11
  4. My Wife - 3:41 (John Entwistle)
  5. The Song Is Over - 6:16
Lato B
  1. Getting In Tune - 4:50
  2. Going Mobile - 3:43
  3. Behind Blue Eyes - 3:39
  4. Won't Get Fooled Again - 8:38

Bonus track dell'edizione 1995[modifica | modifica sorgente]

  1. Pure and Easy - 4:22 (versione originale) (inedito)
  2. The Seeker - 3:25
  3. Baby Don't You Do It - 5:14 (inedito) (Holland-Dozier-Holland)
  4. Naked Eye (live) - 5:31
  5. Water (live) - 6:25 (inedito)
  6. Too Much of Anything - 4:25
  7. Let's See Action (Nothing Is Everything) - 4:03
  8. I Don't Even Know Myself - 4:56
  9. Join Togheter - 4:22

Deluxe Edition (2003)[modifica | modifica sorgente]

Disc 1

Il primo disco contiene le nove tracce dell'album originale più sei outtake, ovvero tracce registrate e poi cancellate dall'album (infatti furono registrate al Record Plant di New York nel 1971, ma poi abbandonate: cinque di esse furono riregistrate in Inghilterra nell'anno successivo).

  1. Baba O'Riley – 5:01
  2. Bargain – 5:33
  3. Love Ain't for Keeping – 2:10
  4. My Wife – 3:35
  5. The Song Is Over – 6:17
  6. Getting in Tune – 4:49
  7. Going Mobile – 3:43
  8. Behind Blue Eyes – 3:42
  9. Won't Get Fooled Again – 8:35
  10. Baby Don't You Do It – 8:21 (Stessa versione del CD del 1995, ma più lunga).
  11. Getting in Tune – 6:36
  12. Pure and Easy – 4:33 (Stessa versione del CD del 1995, ma in un mix alternativo).
  13. Love Ain't for Keeping – 4:06 (Versione elettrica con Townshend come cantante, inclusa precedentemente nella riedizione del 1998 di Odds & Sods).
  14. Behind Blue Eyes (Versione alternativa) – 3:30
  15. Won't Get Fooled Again – 8:48 (Versione originale registrata a New York)
Disc 2

Le tracce del secondo disco sono state registrate dal vivo al Young Vic Theathre di Londra il 26 aprile 1971. Tutte non erano state ancora pubblicate tranne Water e Naked Eye. Le canzoni suonate ma non incluse nell'album sono Pinball Wizard, Bony Moronie, See Me Feel Me/Listening to You e Baby Don't You Do It.

  1. Love Ain't For Keeping – 2:57
  2. Pure and Easy –– 6:00
  3. Young Man Blues – 4:47
  4. Time Is Passing – 3:59
  5. Behind Blue Eyes – 4:49
  6. I Don't Even Know Myself – 5:42
  7. Too Much of Anything – 4:20
  8. Getting in Tune – 6:42
  9. Bargain – 5:46
  10. Water – 8:19
  11. My Generation – 2:58
  12. Road Runner – 3:14 (Ellas McDaniel)
  13. Naked Eye – 6:21
  14. Won't Get Fooled Again – 8:50

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Musicisti aggiuntivi
  • Nicky Hopkins – pianoforte in The Song Is Over e Getting in Tune
  • Dave Arbus – violino in Baba O'Riley
  • Al Kooper – organo nella versione alternativa di Behind Blue Eyes
  • Leslie West – chitarra nella versione estesa di Baby Don't You Do It
Produzione
  • Kit Lambert, Chris Stamp, Pete Kameron – produttori esecutivi
  • Produzione musicale: The Who & Glyn Johns
  • Ingegnere del suono: Glyn Johns
  • Fotografie: Ethan A. Russell

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Antonino Antonucci Ferrara, Top Music '77, Arcana, 1997, p. 195.
  2. ^ Note interne del booklet della ristampa in CD di Who's Next del 1995, pag. 20, MCA Records, MCAD-11269
  3. ^ The Greatest Album Covers – Photos in vh1, Viacom. URL consultato il 6 novembre 2010.
  4. ^ he Hypertext Who › Liner Notes › Who,s Next.
  5. ^ Note interne del booklet della ristampa in CD di Who's Next del 1995, pag. 13-24, MCA Records, MCAD-11269
  6. ^ Recensione da Consumer Guide

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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