My Generation (singolo The Who)

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My Generation
ArtistaThe Who
Tipo albumSingolo
Pubblicazione5 novembre 1965
Durata6:29
Album di provenienzaMy Generation
GenereRock
EtichettaBrunswick Records
Decca Records
ProduttoreShel Talmy
Registrazione13 ottobre 1965
Formati7 pollici
Noten. 74 Stati Uniti
n. 2 Regno Unito
Certificazioni
Dischi d'oroRegno Unito Regno Unito[1]
(vendite: 400 000+)
The Who - cronologia
Singolo precedente
(1965)
Singolo successivo
(1966)

My Generation è un brano musicale del gruppo rock britannico The Who; venne pubblicato come terzo singolo nel Regno Unito e in USA, con diverso lato B, e venne poi incluso nell'omonimo album del 1965.

Occupa l'undicesima posizione nella classifica delle 500 migliori canzoni della rivista Rolling Stone.[2]

Gli Who registrarono una nuova versione del brano per includerla nell'EP Ready Steady Who nel 1966, ma questa versione non venne inclusa nel disco e fu pubblicata solo nel 1995 nelle ristampa estesa dell'album A Quick One. La canzone è anche contenuta, in una versione dal vivo, nell'album Live at Leeds del 1970.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

«I hope I die before I get old»

(IT)

«spero di morire prima di diventare vecchio»

(My Generation, The Who)

Ispirazione[modifica | modifica wikitesto]

Pete Townshend, l'autore del brano, in una foto risalente al 1967.

Pete Townshend scrisse la canzone durante un viaggio in treno, si dice ispirato dalla Regina madre che aveva ordinato di rimuovere il carro funebre Packard del 1935 di sua proprietà da una strada di Belgravia perché si era sentita offesa dalla vista di esso durante la sua passeggiata quotidiana attraverso il quartiere.[3] Altra fonte d'ispirazione accreditata dallo stesso Townshend fu il brano Young Man Blues di Mose Allison: «Senza Mose non avrei mai potuto comporre My Generation».[4] Nel 1985 Townshend disse inoltre alla rivista Rolling Stone: «My Generation aveva molto a che fare con gli sforzi per trovare il proprio posto nella società».[5]

Composizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

È uno degli inni del movimento Mod.[6] La canzone è caratterizzata da un riff d'introduzione di due note, seguito da un'alternanza di voce e coro[7]. Particolarmente scioccante ed eversivo per l'epoca il verso: «I hope I die before I get old» ("spero di morire prima di diventare vecchio").[8]

Probabilmente l'elemento più memorabile della canzone sono le parole del testo stesso, considerate una delle migliori e più forti dichiarazioni di ribellione giovanile di sempre. Anche solo il tono irriverente della traccia la rese anticipatrice del movimento punk rock degli anni settanta. Una delle frasi più citate, celebrate, e parodiate nella storia del rock è l'affermazione perentoria presente nel brano che recita: «I hope I die before I get old» ("Spero di morire prima di diventare vecchio").[senza fonte]

Come in molti altri dei primi pezzi degli Who influenzati dalla cultura Mod, sono presenti nel brano influenze del R&B statunitense, più esplicitamente nella forma a "domanda e risposta" dei versi della canzone con Daltrey che canta arrivando a balbettare dalla frustrazione e la ripetizione ossessiva del coro "Talkin' 'bout my generation":

People try to put us d-down (Talkin' 'bout my generation)
Just because we g-g-get around (Talkin' 'bout my generation)
Things they do look awful c-c-cold (Talkin' 'bout my generation)
I hope I die before I get old (Talkin' 'bout my generation)
Secondo un'ipotesi, lo stile di canto utilizzato da Roger Daltrey in My Generation sarebbe ispirato al bluesman John Lee Hooker

Sullo stile di canto impiegato da Roger Daltrey, un urlo arrabbiato e nervoso carico di rabbia adolescenziale, esistono varie storie sull'origine di questo particolare stile, detto "stutter". Una di esse afferma che il brano iniziò come un lento blues parlato, ma dopo l'ascolto di Stuttering Blues di John Lee Hooker, Townshend rielaborò la traccia nella forma attuale. Altra ipotesi suggerisce che con la sua interpretazione Daltrey volesse rendere l'idea di un mod sotto l'effetto di anfetamina. Keith Moon riferì che: «Pete aveva scritto le parole della canzone su un foglio di carta e lo diede a Roger, che non le aveva mai lette prima. Così, mentre le leggeva per la prima volta, balbettò. In studio c'era Kit Lambert, che disse a Roger: "Quando canti continua a balbettare". Così fu, e il risultato lasciò tutti senza fiato. E pensare che tutto accadde solo perché Roger quel giorno aveva il raffreddore».[9]

Anche la strumentazione della canzone riflette le parole del testo ricorrendo a un ritmo veloce e aggressivo. Inoltre, significativamente, My Generation contiene uno dei primi assolo di basso della storia del rock.[senza fonte]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicata su singolo il 5 novembre 1965, raggiunse la seconda posizione in Gran Bretagna, miglior risultato del gruppo fino ad allora[10] vendendo circa 300,000 copie[9], nonostante l'iniziale messa al bando da parte della BBC per il testo del brano ritenuto potenzialmente offensivo per chi era realmente affetto da balbuzie. Derek Johnson del New Musical Express scrisse: «una tempesta, un beat shakerato con i piatti della batteria distrutti, una chitarra rancorosa e un riverbero di note di basso e battiti di mano sono solo la base sulla quale si leva la potenza della canzone». Diventata un classico con il passare degli anni, nel 1995 il giornalista Chris Charlesworth scrisse: «Se anche gli Who avessero fatto un'unica canzone, My Generation, e niente altro, sarebbero comunque passati alla storia».[9] Negli Stati Uniti d'America raggiunse la posizione n. 74.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Edizione UK[modifica | modifica wikitesto]

Brunswick 05944 (5 novembre 1965)
Lato A
  1. My Generation – 3:14 (Pete Townshend)
Lato B
  1. Shout and Shimmy – 3:15 (James Brown)

Edizione USA[modifica | modifica wikitesto]

Decca 31877 (20 novembre 1965)
Lato A
  1. My Generation – 3:14 (Pete Townshend)
Lato B
  1. Out in the Street – 2:29 (Pete Townshend)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

The Who
Personale aggiuntivo

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) My Generation, British Phonographic Industry. URL consultato l'8 gennaio 2021.
  2. ^ 500 Greatest Songs of All Time, su Rolling Stone. URL consultato il 26 febbraio 2018.
  3. ^ Amazing Journey: The Life of Pete Townshend – Chapter 2, su townshendbio.com. URL consultato il 19 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2007).
  4. ^ Bernays, Paul (1º dicembre 2005), BBC Four.
  5. ^ Rolling Stone, Jann Wenner, 9 dicembre 2004.
  6. ^ 100 Best Songs of the 1960s > 26: The Who – My Generation, su nme.com (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2015).. NME.
  7. ^ «talkin 'bout my generation»
  8. ^ genius.com, http://www.genius.com/The-who-my-generation-lyrics..
  9. ^ a b c Bagarotti, Eleonora. The Who. Pure and easy. Testi commentati., Arcana edizioni, Roma, 2011, pag. 49, ISBN 978-88-6231-159-5
  10. ^ Who, Official Charts Company. URL consultato il 28 agosto 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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