Una poltrona per due

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Una poltrona per due
Una poltrona per due.jpg
Dan Aykroyd, Jamie Lee Curtis, Eddie Murphy e Denholm Elliott in una scena del film
Titolo originale Trading Places
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1983
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia John Landis
Soggetto Timothy Harris, Herschel Weingrod
Sceneggiatura Timothy Harris, Herschel Weingrod
Fotografia Robert Paynter
Montaggio Malcolm Campbell
Musiche Elmer Bernstein
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Una poltrona per due (Trading Places) è un film del 1983 di John Landis, interpretato da Dan Aykroyd, Eddie Murphy e Jamie Lee Curtis.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Louis Winthorpe III è un ricco agente di cambio, esponente della Filadelfia "bene". La sua vita trascorre tranquilla tra l'appagante lavoro, lo svago con gli altolocati amici e la bella fidanzata; l'impiego presso la società Duke & Duke gli permette inoltre di vivere in una splendida casa e di godere dei servigi del fedele maggiordomo Coleman. Billie Ray Valentine è invece un insolente e imbroglione straccione, che mendica elemosina per strada simulando presunte menomazioni fisiche. Le vite dei due si incrociano casualmente, quando Billie Ray viene arrestato a causa di un equivoco: in seguito a uno scontro fortuito in strada, Louis crede di essere aggredito dallo stesso e, spaventato, chiede l'intervento dei poliziotti.

L'episodio alimenta uno scambio di opinioni tra i proprietari della società per la quale lavora Louis, i fratelli Mortimer e Randolph Duke, tanto facoltosi quanto taccagni. Questi, infatti, sono in disaccordo sulle motivazioni che spingono un uomo alla criminalità: Mortimer sostiene che alcuni siano geneticamente predisposti alla delinquenza o al successo, mentre Randolph è convinto che sia l'ambiente nel quale si cresce a determinare l'agire e le abitudini, sia positive sia negative, di un individuo. Per verificare le rispettive tesi i Duke decidono quindi, a fronte di una scommessa, di tentare un esperimento: pongono Billie Ray Valentine in una posizione privilegiata, e allo stesso tempo fanno in modo che Louis, con la complicità di un influente e corrotto funzionario governativo, Clarence Beeks, perda tutto ciò che ha ottenuto nella vita. Valentine, a suo agio nel nuovo ruolo, scopre di avere un innato talento per la finanza, mentre Winthorpe, convinto di essere stato incastrato da colui che ha preso il suo posto, cerca riscatto agli occhi dei fratelli Duke nonché vendetta nei confronti di Billie Ray.

L'unica a venire in aiuto del malcapitato Louis è Ophelia, una giovane prostituta che era stata pagata da Beeks per screditarlo ulteriormente. La disperazione e il rancore spingono in breve Winthorpe ad azioni drastiche, con il risultato di un patetico tentativo di incastrare Billie Ray davanti a degli esterrefatti fratelli Duke, cosa che decreta la vittoria di Randolph nella scommessa. Subito dopo l'accaduto, però, proprio Valentine viene casualmente a conoscenza dell'inganno perpetrato dai Duke. Messosi alla ricerca di un Louis ormai a un passo dal suicidio, assieme a Ophelia e Coleman gli rivela l'amara realtà: i due fratelli, scommettendo un misero dollaro, avevano rovinato la sua vita scambiandola con quella di Valentine e si preparavano a rimandare in strada lo stesso Billie Ray; ciò senza tuttavia rimettere lui al suo posto in quanto, dopo averne constatato la caduta in disgrazia, i Duke avevano convenuto sul liberarsene definitivamente.

Scoperto che fratelli Duke sono in combutta con Beeks, a loro libro paga non solo per incastrare Louis ma anche per ottenere in anteprima delle informazioni finanziarie riservate onde mettere in atto una grande speculazione a Wall Street, Billy Ray e Louis, sempre con l'aiuto di Ophelia e Coleman, si alleano quindi per sfruttare a loro favore la situazione, con l'intento di rivalersi del sadismo sociologico dei due fratelli e allo stesso tempo di colpirli nella cosa alla quale tengono di più, ovvero il portafoglio. Una volta occupatisi di Beeks, nonché fatto recapitare nelle mani dei Duke un falso rapporto governativo che li induce a dilapidare il loro patrimonio in avventati contratti futures,[1] Winthorpe e Billie Ray riescono a mandare sul lastrico gli arroganti fratelli, rendendo milionari loro stessi nonché una ormai redenta Ophelia, nuova fidanzata di Winthorpe, e Coleman, che d'ora in avanti penserà solamente a godersi la vita.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

I personaggi principali inizialmente dovevano essere interpretati da Gene Wilder nel ruolo di Winthorpe e da Richard Pryor in quello di Valentine. Pryor rimase però vittima di un incidente che gli procurò gravi ustioni in diverse parti del corpo e che rese necessario un lungo periodo di riabilitazione, tanto da dover rinunciare alla parte.

A quel punto gli sceneggiatori, insieme al regista Landis, presero in considerazione Eddie Murphy;[2] lo stesso Murphy, successivamente, fece pressione affinché la parte di Winthorpe fosse assegnata a un altro attore, piuttosto che a Wilder, perché non voleva essere considerato il rimpiazzo di Pryor nell'ormai celebre duo Wilder-Pryor.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito nelle sale cinematografiche statunitensi l'8 giugno 1983.

Data l'ambientazione natalizia della pellicola, dal 1997 è diventata una consuetudine della televisione italiana trasmettere Una poltrona per due nella programmazione televisiva della vigilia di Natale.[3][4]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il finale di “Una poltrona per due”, spiegato, su ilpost.it, 24 dicembre 2015. URL consultato il 24 dicembre 2015.
  2. ^ (EN) Rob Wile, An Oral History Of 'Trading Places,' The Greatest Christmas Movie Ever Made, su businessinsider.com, 25 dicembre 2013. URL consultato il 24 dicembre 2015.
  3. ^ Arriva il Natale, e immancabilmente anche questi film, su cineblog.it, 26 novembre 2012. URL consultato il 24 dicembre 2015.
  4. ^ Francesco Zaffarano, Perché a ogni vigilia di Natale c'è “Una poltrona per due” su Italia 1, su lastampa.it, 23 dicembre 2015. URL consultato il 24 dicembre 2015.

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