The King of Fighters XIII

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The King of Fighters XIII
videogioco
The King of Fighters XIII (logo).jpg
Logo del gioco
PiattaformaArcade, PlayStation 3, Xbox 360, iOS, Android, Microsoft Windows
Data di pubblicazioneArcade:
Giappone 14 luglio 2010[1]

PlayStation 3, Xbox 360:
Giappone 1º dicembre 2011
Flags of Canada and the United States.svg 22 novembre 2011
Zona PAL 25 novembre 2011
iOS:
Mondo/non specificato 7 luglio 2011
Android:
Mondo/non specificato 22 marzo 2012
Windows:
Mondo/non specificato 13 settembre 2013

GenerePicchiaduro a incontri
OrigineGiappone
SviluppoSNK Playmore
PubblicazioneSNK Playmore (Giappone), Index Digital Media (Nord America), Rising Star Games (Europa)
DirezioneKei Yamamoto
DesignTakamitsu Haze, Takahiro Kobayashi
Modalità di giocoGiocatore singolo, multigiocatore
Periferiche di inputDualShock 3, gamepad, tastiera
SupportoBlu-ray Disc, DVD, download
Distribuzione digitalePlayStation Network, Xbox Live, Steam
Fascia di etàCEROB · ESRBT · OFLC (AU): PG · PEGI: 12
Preceduto daThe King of Fighters XII
Seguito daThe King of Fighters XIV
Specifiche arcade
CPUTaito Type X2
Intel Core 2 Duo E6400
GPU: GeForce 7900GS
Processore audioRealtek HD 7.1-channel
Risoluzione720p/1080p
Periferica di inputJoystick 8 direzioni, 4 pulsanti

The King of Fighters XIII è il tredicesimo episodio della serie di videogiochi The King of Fighters, pubblicato dalla casa editrice giappone SNK Playmore. L'anteprima del gioco è stata presentata al pubblico il 25 marzo 2010 ad Akihabara.[2]. Il gioco conclude la storia di Ash Crimson, protagonista della serie a partire da The King of Fighters 2003.[3] Il principale designer del videogioco, Yamamoto, ha dichiarato che voleva che il gioco potesse essere giocato dai fan della serie sulla base della propria esperienza con i titoli precedenti. Inoltre non voleva che il gioco fosse troppo simile ai suoi predecessori, nonostante la precisa volontà di replicare il fascino dei precedenti titoli.[4] Il 25 novembre 2011 è uscito negli Stati Uniti, il 2 dicembre in Europa e in Giappone nelle le versioni per PlayStation 3[5][6][7] e Xbox 360.[8]

Caratteristiche di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco rimuove alcune caratteristiche del gameplay del gioco precedente: il Guard Attack, il Critical Counter, il Clash System, e anche la telecamera dinamica, tutti sostituiti da tre nuove caratteristiche. In primis vi è la nuova EX Mode, che trasforma le super mosse dei personaggi in versioni più potenti, oltre che a utilizzare una barra dalla barra di potenza del giocatore per le EX Special Moves (Mosse Speciali EX) e due per le EX Super Special Moves (Mosse Super Speciali EX). La seconda nuova caratteristica è la Modalità Hyper Drive, che dona al giocatore un uso illimitato di Drive Cancels per un breve periodo di tempo nel caso la barra Hyper Drive è al massimo. Ultimo ma non meno importante è il Drive Cancel che apre nuove possibilità di combo. Il gioco segna anche il ritorno della barra di potenza a più livelli introdotta in The King of Fighters '97.[3] Oltre alle mosse standard ed EX Desperation, è stata introdotta una nuova classe di Desperation Move chiamata Neo Max, che richiede tre barre di potenza per eseguirne una, in modo simile alle Hidden Super Desperation Moves da The King of Fighters 2002 e alle Leader Super Special Moves da The King of Fighters 2003. Possono anche essere "cancellate" dalle Desperation Moves standard, in modo simile ai Dream Cancels da The King of Fighters XI.[9]

La versione console si basa sull'aggiornamento 1.1 della versione arcade di The King of Fighters XIII, con molti problemi risolti dalla versione originale.[10] È anche presente una modalità Storia influenzata dalle azioni del giocatore con la disponibilità di varie prospettive. La modalità è presente in formato visual novel oltre alle battaglie, cosa considerata difficile da includere nella versione arcade dallo staff della SNK Playmore.[11] Altre modalità presenti includono Arcade, Practica e Sfida.[12] Il gameplay online si basa su quello incluso nelle ultime versioni di The King of Fighters XII, con virtualmente tutti i problemi iniziali risolti.[10]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Questo tredicesimo capitolo inizia dopo la fine di The King of Fighters XI, e conclude la cosiddetta "Saga di Ash" iniziata nel 2003.[3] Ash Crimson, precedentemente il leader dell'Hero Team, fa la sua comparsa da singolo (come Iori Yagami in KoF '97 e Kyo nel KoF '99) mentre Elisabeth diviene il nuovo leader dell'Hero Team, insieme a Duo Long e Shen Woo, pronta a fermare Ash che intanto sembra essersi "dimenticato" della sua missione (in seguito si scoprirà che la loro missione era fermare "Coloro che venivano dal passato", una setta che ha l'intenzione di risvegliare il potere di Orochi ed utilizzarlo per i piani del loro leader).

Come sempre, Kyo Kusanagi ha le compagnie di Benimaru Nikaido e Goro Daimon, mentre un Iori Yagami depredato della sua fiamma viola (è stato Ash a rubargliela nel gioco precedente come ha già fatto con Chizuru Kagura) recupera, ancora una volta, le compagnie di Mature e Vice (vestite da segretarie come apparivano in KoF '94 e KoF '95), disposte anche loro a fermare i piani di Ash Crimson. Shingo Yabuki, autoproclamatosi da tempo allievo di Kyo, rimane dietro le quinte a restare in compagnia di Chizuru, costretta su una sedia a rotelle. Stessa sorte per Blue Mary, Ryan e l'Agent Team (Vanessa Venom, Seth e Ramon Diablo) che collaborano con la figura di Heidern, pronti anche loro a fermare i piani di Ash e di "Coloro che provengono dal passato". Chang Koehan e Choi Bonge vengono estromessi dal Korea Team, in quanto al loro posto si presenteranno Hwa Jey (thailandese) e Raiden/Big Bear (australiano), visti entrambi nel primissimo Fatal Fury come guardie del potente Geese Howard ed assenti nei successivi giochi.

Fuori anche Adelheid Bernstein (figlio di Rugal Barnstein) sia come giocatore che come boss, ma comunque presente in questo capitolo in quanto cercherà di capire perché sua sorella Rose ha voluto essere lo sponsor del torneo (in realtà è Botan, un'altra dei componenti di "Coloro che vengono dal passato", a giostrarla come una marionetta). Ritorna anche la figura di Takuma Sakazaki, assente nel capitolo XI perché ferito, molto probabilmente, da Eiji Kisaragi, nemico storico dei Sakazaki, assente in questo capitolo. Boss finali sono Saiki, ovvero antenato di Ash, e Ash medesimo in versione dark, più potente della versione standard.

La squadra vincitrice raggiunge le finali, quando all'improvviso Saiki, il leader di "Coloro che provengono dal passato", mette in atto il suo piano: egli intende usare l'energia spesa dalla squadra vincitrice per permettergli di attraversare lo spazio-tempo. Tuttavia, mentre la battaglia tra la squadra vincitrice e Saiki infuria, Botan, serva di Saiki, nota che la porta che li collega al passato sta cominciando a chiudersi; Saiki capisce che il suo piano è fallito, e cerca di attraversare la porta e tornare nel passato, ma viene subito attaccato e (apparentemente) ucciso da Ash Crimson, che gli ruba il suo potere. Viene fuori, infatti, che sebbene Ash fosse stato incaricato da Saiki di rubare i Tre Tesori Sacri per la porta che collega Saiki e i suoi seguaci tra il presente e il passato, non aveva alcuna intenzione di aiutarlo, e anzi, voleva utilizzare i Tre Tesori Sacri per distruggerli. Improvvisamente, però, Ash viene sopraffatto dall'anima di Saiki, che tenta di attraversare la porta temporale nel corpo di Ash, costringendo la squadra vincitrice ad inseguirlo fin lì. Ne segue una battaglia finale dove Saiki viene sconfitto, ma persiste nell'attraversare la porta e quindi ritornare al passato, dove potrà preparare un nuovo piano. Ash lo ferma, e permette alla porta di chiudersi, lasciando Saiki intrappolato nel passato. In aggiunta, Ash, tenendo Saiki fuori dalla porta, distrugge la sua esistenza a costo della propria, con somma disperazione di Elisabeth, sua amica d'infanzia, che era venuto a salvarlo. Quando il tempo riprende a scorrere, Ash è ormai svanito dal mondo dei vivi.

Nell'epilogo della Modalità Storia, nella fenditura temporale, Shroom e Rimelo (membri di "Coloro che provengono dal passato", già apparsi nella sequenza d'apertura della versione console dove avevano attaccato Kyo), trovano una lancia che appartiene a Shion (già apparso in KoF XI); lo stesso Shion appare di fronte a loro, rivelando di essere di nuovo vivo.

Personaggi e squadre[modifica | modifica wikitesto]

Japan Team

  • Kyo Kusanagi
  • Benimaru Nikaido
  • Goro Daimon

Art of Fighting Team

  • Ryo Sakazaki
  • Robert Garcia
  • Takuma Sakazaki

Hero Team

  • Elisabeth Blanctorche
  • Duo Long
  • Shen Woo

Fatal Fury Team

  • Terry Bogard
  • Andy Bogard
  • Joe Higashi

K' Team

  • K'
  • Maxima
  • Kula Diamond

Kim Team (ex Korea Team)

  • Kim Kaphwan
  • Hwa Jey
  • Raiden

Ikari Team

  • Ralf Jones
  • Clark Still
  • Leona Heidern

Woman Fighters Team

  • King
  • Mai Shiranui
  • Yuri Sakazaki

Yagami Team

  • Iori Yagami
  • Mature
  • Vice

Psycho Soldiers Team

  • Athena Asamiya
  • Sie Kensou
  • Chin Gentsai

Singolo

  • Ash Crimson

Boss:

  • Saiki (versione red e potenziata)
  • Ash Crimson (versione dark e potenziata)


In aggiunta ai personaggi normalmente presenti, le versioni casalinghe prevedono l'aggiunta di:

  • Saiki (versione depotenziata standard)
  • Billy Kane
  • EX Iori Yagami
  • EX Kyo Kusanagi
  • Mr. Karate

Nonché per quanto riguarda i costumi:

  • Raiden: versione Big Bear di Fatal Fury
  • K': costume per metà rosso e per metà blue
  • Yuri Sakazaki: costume presente fino a KoF '99
  • Kyo Kusanagi: costume presente fino a KoF '98
  • Takuma Sakazaki: costume da Mr. Karate
  • Andy Bogard: costume ninja
  • Elisabeth Blanctorche: costume di KoF XI
  • Joe Higashi: costume con pantaloncino tigrato

EX Iori Yagami presenta le fiamme viola ed è sostanzialmente quello apparso fino al 2001. Lo stesso dicasi per EX Kyo Kusanagi, che presenta l'uniforme della saga NEST.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Sito media statistica Punteggio
Metacritic iOS: 82/100[13]
PS3: 77/100[14]
X360: 79/100[15]
iOS (2012): 88/100[16]
PC: 77/100[17]
Accoglienza
Recensione Giudizio
1UP.com B[18]
GamePro 4.5/5 stelle[19]
GameSpot 8.5/10.0[20]
IGN 7.0/10.0[21]
TouchArcade iOS: 5/5 stelle[22]
iOS (2012): 5/5 stelle[23]
Premi
Pubblicazione Premio
GameSpot Best Fighting Game of 2011
Most Improved Sequel of 2011

Dopo la sua uscita, The King of Fighters XIII ha ricevuto un'accoglienza positiva, con voti medi di 77 e 79 su 100 su Metacritic.Template:R GameSpot lo ha premiato come "Picchiaduro dell'Anno"[24] e come "Sequel Meglio Aggiornato".[25] Ha anche ricevuto una nomination agli Spike Video Game Awards del 2011,[26] ai Golden Joystick Awards del 2011[27] e agli Academy of Interactive Arts & Sciences Awards del D.I.C.E. Summit del 2012[28] come picchiaduro dell'anno, tutti però vinti da Mortal Kombat.

Il gameplay è stato l'elemento del gioco meglio lodato, con critici da GameSpot e 1UP.com che lo hanno messo a confronto con giochi come Street Fighter IV e trovando il risultato soddisfacente nonostante le possibili difficoltà ai neofiti del franchise.[18][20] La presentazione visuale è stata complimentata al punto che GamePro ha riferito che il gioco "ha uno stile visuale molto distinto, e incredibilmente vistoso."[19] Pare che la SNK Playmore abbia ascoltato le richieste dei fan, allargando il roster dei personaggi, oltre che al ritorno dei preferiti dai fan.[18][19] D'altra parte, il gioco è stato criticato per la modalità storia, ritenuta quasi inaccessibile ai neofiti della serie, oltre che all'uso di illustrazioni affiancate da grossi paragrafi che raccontano la trama. Commenti simili sono stati sollevati alle modalità online, mancanti di opzioni che permettono ai giocatori di fare da spettatori alle partite online.[20][21]

La versione PlayStation 3 ha venduto 21,525 copie in Giappone nella sua prima settimana di uscita.[29] Al suo debutto nella Evolution Championship Series nel 2012 (primo della serie a entrarvi), ha terminato al secondo posto tra i giochi più visti della serie con oltre 90'000 visualizzazioni consecutive, grazie ad un torneo altamente competitivo.[30] Nel 2012, Complex lo ha messo al terzo posto tra i migliori giochi mai creati dalla SNK fighting, chiamandolo "uno dei migliori picchiaduro della generazione."[31] Tale rivista lo ha anche messo all'ottavo posto tra i migliori picchiaduro 2D di sempre nel 2013, dichiarando: "Grazie agli EVO di quest'anno e dell'anno scorso, prevediamo che XIII ci rimarrà per gli anni a venire."[32] La GamesRadar lo ha messo all'ottavo posto tra i migliori picchiaduro della generazione.[33]

In Italia, la rivista Play Generation ha dato alla versione per PlayStation 3 un punteggio di 88/100, apprezzando le molte modalità di gioco, la buona scelta dei lottatori e il sistema di combattimento bilanciato, e come contro, la scelta del cast ancora discutibile e il netcode insoddisfacente, finendo per trovarlo un titolo dotato di molte modalità, lottatori e mosse che sa essere divertente da giocare e si rivela un acquisto sicuro per gli amanti del genere.[34]. La stessa testata lo classificò in seguito come il primo migliore titolo picchiaduro del 2011[35]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The King of Fighters XIII Details, su realwrestlecrap.proboards.com, 25 marzo 2010. URL consultato il 25 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2011).
  2. ^ King of Fighters XIII Akihabara event details, SNK Playmore, 25 febbraio 2010. URL consultato il 25 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2010).
  3. ^ a b c Gantayat, Anoop, King of Fighters XIII Formally Announced, IGN, 25 marzo 2010. URL consultato il 26 marzo 2010.
  4. ^ (JA) KOF XIII のシステム, SNK Playmore, 21 aprile 2010. URL consultato il 3 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2010).
  5. ^ The King of Fighters XIII, in Play Generation, n. 69, Edizioni Master, agosto 2011, p. 11, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  6. ^ King of Fighters XIII, in Play Generation, n. 72, Edizioni Master, novembre 2011, p. 33, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  7. ^ King of Fighters XIII, in Play Generation, n. 77, Edizioni Master, marzo 2012, p. 45, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  8. ^ Cinque nuovi personaggi in The King Of Fighters XIII, su videogames-news.net. URL consultato il 29 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2011).
  9. ^ (JA) Neo Max超必殺技 & Maxキャンセル The King of Fighters XIII, SNK Playmore. URL consultato il 24 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2010).
  10. ^ a b Park, Andrew, E3 2011: The King of Fighters XIII Hands-On Preview – Early Details, GameSpot, 3 agosto 2011. URL consultato il 9 giugno 2011.
  11. ^ (JA) ストーリーについて, SNK Playmore, 14 settembre 2011. URL consultato il 15 settembre 2011.
  12. ^ Atlus Unveils 4-CD Bonus Soundtrack Compilation for The King of Fighters XIII, su IGN, 29 luglio 2011. URL consultato il 31 luglio 2011.
  13. ^ The King of Fighters-i 002 for iPhone/iPad Reviews, su Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 5 marzo 2019.
  14. ^ The King of Fighters XIII for PlayStation 3 Reviews, su Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 24 novembre 2011.
  15. ^ The King of Fighters XIII for Xbox 360 Reviews, su Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 24 novembre 2011.
  16. ^ The King of Fighters-i 2012 for iPhone/iPad Reviews, su Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 5 marzo 2019.
  17. ^ The King of Fighters XIII: Steam Edition for PC Reviews, su Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 5 marzo 2019.
  18. ^ a b c Crisan, Neidel, Review: Real Honest Fighting Never Looked so Good as it Does in The King of Fighters XIII, 1UP.com, 22 novembre 2011. URL consultato il 24 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2012).
  19. ^ a b c Heidi, Kemps, Review: The King of Fighters XIII (360/PS3), GamePro, 22 novembre 2011. URL consultato il 24 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2011).
  20. ^ a b c McGee, Maxwell, GameSpot: The King of Fighters XIII Review, GameSpot, 23 novembre 2011. URL consultato il 24 novembre 2011.
  21. ^ a b Hopper, Steven, IGN: The King of Fighters XIII Review, IGN, 22 novembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2014.
  22. ^ Jared Nelson, 'The King of Fighters-i' Review – A New King of iOS Fighters is Crowned, su TouchArcade, 11 luglio 2011. URL consultato il 5 marzo 2019.
  23. ^ Jared Nelson, 'The King of Fighters-i 2012' Review – One of the Best iOS Fighters, Now with New Characters and Online Play, su TouchArcade, 3 maggio 2012. URL consultato il 5 marzo 2019.
  24. ^ Best Fighting Game – Best of 2011 Awards Winner, GameSpot. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  25. ^ GameSpot's Best of 2011 Special Achievements, GameSpot, 30 dicembre 2011. URL consultato il 31 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2012).
  26. ^ 2011 Spike Video Game Awards: Complete Winners List, GameRant.com. URL consultato l'11 gennaio 2011.
  27. ^ CVG Staff, Golden Joysticks 2011:Mortal Kombat top Capcom in Best Fighting Game, Computer and Video Games, 21 ottobre 2011. URL consultato il 21 ottobre 2011.
  28. ^ Awards Category Detail: Fighting Game of the Year, Academy of Interactive Arts & Sciences
  29. ^ Toyad, Jonathan Leo, Big in Japan Nov 28 – Dec. 4: Mario Kart 7, GameSpot, 7 dicembre 2011. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  30. ^ Cafe ID’s Mad KOF Becomes EVO’s First King of Fighters XIII Champion at the EVO 2012 World Championships, Shoryuken.com, 8 luglio 2012. URL consultato l'11 luglio 2012.
  31. ^ 3. The King of Fighters XIII — The 25 Best SNK Fighting Games Ever Made, Complex, 18 settembre 2012. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  32. ^ The 25 Best 2D Fighting Games of All Time, Complex, 15 agosto 2013. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  33. ^ Best current-gen fighting games, GamesRadar. URL consultato il 22 settembre 2018.
  34. ^ The King of Fighters XIII, in Play Generation, n. 76, Edizioni Master, febbraio 2012, pp. 54-55, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  35. ^ Scegli i migliori del 2011!, in Play Generation, n. 78, Edizioni Master, aprile 2012, p. 28, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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