Santa Cristina (isola)

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Santa Cristina
Geografia fisica
LocalizzazioneLaguna di Venezia
Coordinate45°30′28″N 12°27′21″E / 45.507778°N 12.455833°E45.507778; 12.455833Coordinate: 45°30′28″N 12°27′21″E / 45.507778°N 12.455833°E45.507778; 12.455833
Superficie0,293741 km²
Altitudine massimam s.l.m.
Geografia politica
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
ProvinciaVenezia Venezia
ComuneVenezia-Stemma.png Venezia
MunicipalitàVenezia-Murano-Burano
Demografia
Abitanti0 (2011)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Laguna di Venezia
Santa Cristina
Santa Cristina
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Santa Cristina è un'isola della Laguna Veneta nord-orientale.

Situata a nordest di Burano e a nordovest di Lio Piccolo, è lambita a nord dalla palude del Bombagio e a sud dalla palude della Centrega.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Santa Cristina è il resto più consistente dell'arcipelago di Ammiana, un fiorente centro lagunare fiorito fino al XII secolo, quando la zona cominciò a impaludarsi e a decadere. Pare che sull'isola sorgesse un monastero di benedettine, fondato nel VII secolo dalla famiglia Falier e dedicato a san Marco[1][2].

Nel 1325 il cenobio accolse le reliquie di santa Cristina di Tiro, appena trafugate da Costantinopoli, allorché fu reintitolato alla martire. Questo avvenne quando l'isola era già in piena decadenza ambientale: nel 1340 le monache, temendo l'erosione delle acque, tentarono di trasferirsi a Santa Maria degli Angeli di Murano, ma il Senato ordinò loro di tornare nel loro monastero[1][2][3].

Negli anni successivi le condizioni della zona divennero proibitive e nel 1452 l'ultima monaca rimasta, Filippa Condulmer, ebbe il permesso di stabilirsi nel monastero di Sant'Antonio di Torcello. Con lei partirono anche le spoglie di Santa Cristina che, successivamente, furono traslate a San Francesco della Vigna dove si trovano tuttora[1][2][3].

Dopo un periodo di abbandono, l'isola venne colonizzata per lo svolgimento delle attività agricole e la vallicoltura (almeno dalla seconda metà del Cinquecento, come dimostrano le mappe dell'epoca), situazione che, nonostante i vari passaggi di proprietà, perdurerà sino al Novecento. Una mappa di fine Settecento attesta che Santa Cristina è dei Donà e che è sfruttata grazie a una rete idrica interna; su di essa sorgono una casa domenicale, alcuni annessi, un faro, una casetta in muratura e un oratorio[2].

Tra il 1930 e il 1970 Santa Cristina fu nuovamente abbandonata (sebbene sia documentata l'occasionale presenza di mezzadri). Solo dal 1972 l'allora proprietario ne iniziò il recupero[2].

Nel 1986 fu acquistata dalla società S. Cristina s.r.l. che ha dato vita a un'efficiente azienda vocata all'agricoltura biologica. Risulta quindi una delle poche isole minori a essere state validamente riportate alla loro vocazione originaria[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Santa Cristina, Comune di Venezia - Archivio fotografico delle isole lagunari. URL consultato il 15 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2008).
  2. ^ a b c d e f Santa Cristina, Comune di Venezia. URL consultato il 15 novembre 2018.
  3. ^ a b Franco Masiero, Le isole delle Lagune Venete. Natura, storia, arte, turismo, Milano, Mursia, 1985, p. 128.