Mazzorbo

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Mazzorbo
Mazzorbo - Canale.jpg
Fondamenta di Santa Caterina
Geografia fisica
Localizzazione Laguna Veneta
Coordinate 45°29′13″N 12°24′32″E / 45.486944°N 12.408889°E45.486944; 12.408889Coordinate: 45°29′13″N 12°24′32″E / 45.486944°N 12.408889°E45.486944; 12.408889
Altitudine massima m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Città metropolitana Venezia Venezia
Comune Venezia-Stemma.png Venezia
Municipalità Venezia-Murano-Burano (Venezia Insulare)
Demografia
Abitanti 268[1] (19-03-2017)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Laguna di Venezia
Mazzorbo
Mazzorbo

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Mazzorbo (Masorbo in dialetto veneziano) è un'isola della Laguna Veneta a ovest di Burano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il canale di Santa Caterina.

Mazzorbo si trova a nordovest di Burano, alla quale è collegata mediante un ponte. A sudest si affaccia sulla palude di Santa Caterina e a ovest sulla palude del Monte. A nordovest il canale di Mazzorbo la divide da Mazzorbetto, mentre il lato nordest è lambito dal canale di Burano.

Ha una forma vagamente rettangolare, con il lato maggiore di circa 900 m. È attraversata da due soli canali interni: il canale di Santa Caterina si snoda all'estremità ovest, passando di fronte all'omonima chiesa, e taglia l'isola da parte a parte; l'altro, a fondo cieco, si apre di fronte a Burano.

Il paesaggio è ancora caratterizzato dalla presenza di aree coltivate su cui si svolgono, analogamente ad altre isole della Laguna, le tradizionali attività ortofrutticole (come la coltivazione castraure). Alcune aree sono invece urbanizzate da quartieri di recente costruzione che hanno contribuito a rivalorizzare l'isola dopo un certo periodo di decadenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente ricordata come Maiorbo, Maiurbo e simili (non si può escludere una derivazione da maior urbs "città maggiore"[2]), come le località lagunari dei dintorni fu popolata dagli abitanti della terraferma, specialmente altinati, in fuga dalle invasioni barbariche e in particolare dai Longobardi che tra il VI e il VII secolo consolidarono il loro regno scacciando i Bizantini oltre il limite della Laguna[3].

I reperti archeologici, tuttavia, provano che l'isola fosse frequentata già in epoche precedenti: durante uno scavo condotto nel 1881, furono rinvenuti alcuni vasetti di fattura micenea (oggi conservati al Museo provinciale di Torcello) che dimostrano come la zona fosse soggetta a scambi commerciali già in epoca preromana[4].

Fu uno degli abitati gravitanti attorno all'importante centro commerciale di Torcello e almeno dal 1064 fu sede di una pieve sottoposta al vescovo di quest'ultima[5].

Raggiunto il massimo splendore nel X secolo, dopo il Mille anche Mazzorbo, come i centri vicini, iniziò a declinare in favore della vicina Venezia. Divenne così un'isola "campestre", utilizzata per le attività agricole e luogo di svaghi per i patrizi veneziani.

Dell'antica Mazzorbo non resta oggi praticamente traccia, eccetto la chiesa di Santa Caterina innalzata tra il 1283 e 1291, la sua campana è la più antica della Laguna (1318).

Negli anni ottanta l'architetto italiano Giancarlo De Carlo progetta e realizza a Mazzorbo un complesso residenziale finalizzato a ripopolare l'isola e a ricreare, attraverso un linguaggio comunque moderno, gli spazi tradizionali caratteristici dell'insediamento lagunare.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Vista della chiesa di Santa Caterina.
Il campanile della chiesa di Sant'Angelo.

Anticamente, l'isola di Mazzorbo contava ben cinque chiese parrocchiali e sei monasteri. Dalle visite pastorali effettuate dai vescovi di Torcello, sappiamo che ancora nel XVII secolo esistevano sull'isola due chiese parrocchiali - San Pietro e Sant'Angelo - e tre monasteri - Santa Caterina, Santa Maria in Val Verde e Sant'Eufemia. San Pietro e Sant'Eufemia si trovavano in verità a Mazzorbetto, che era però considerata parte integrante di Mazzorbo. A parte Santa Maria in Val Verde, fondata nel Duecento, tutte le altre sono citate nel manoscritto 768 conservato al Museo provinciale di Torcello, recante l'elenco delle costruzioni religiose presenti sull'isola nel XII secolo.

L'unico edificio religioso rimasto è la chiesa di Santa Caterina (il monastero annesso è invece scomparso), l'attuale parrocchiale. Di Sant'Angelo resta invece il campanile, presso l'angolo nordorientale dell'isola[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mappa della Popolazione residente al giorno precedente, su Comune di Venezia - Portale dei servizi. URL consultato il 20 marzo 2017.
  2. ^ Giovan Battista Pellegrini, Dai Veneti ai Venetici, in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Treccani, 1992.
  3. ^ Massimiliano Pavan, Girolamo Arnaldi, Le origini dell'identità lagunare, in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale - Aquileia, Grado, Malamocco, Treccani, 1992.
  4. ^ Giovanni Uggeri, La laguna e il mare, in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale - Ambiente e insediamenti, Treccani, 1992.
  5. ^ Daniela Rando, Le strutture della Chiesa locale, in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale - La società e gli ordinamenti, Treccani, 1992.
  6. ^ Maurzia Vecchi, Chiese e monasteri scomparsi della laguna superiore di Venezia. Ricerche storico-archeologiche, Roma, L'«Erma» di Bretschneider, 1983, pp. 35-37, ISBN 88-7062-531-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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