San Giorgio in Alga

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San Giorgio in Alga
Geografia fisica
Localizzazione laguna Veneta
Coordinate 45°25′29″N 12°17′32″E / 45.424722°N 12.292222°E45.424722; 12.292222Coordinate: 45°25′29″N 12°17′32″E / 45.424722°N 12.292222°E45.424722; 12.292222
Superficie 0,015113 km²
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Provincia Venezia Venezia
Comune Venezia-Stemma.png Venezia
Demografia
Abitanti 0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Laguna di Venezia
San Giorgio in Alga
San Giorgio in Alga

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San Giorgio in Alga è un'isola della Laguna Veneta tra la Giudecca e Fusina di circa 1,5 ettari di superficie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come altre isole lagunari, San Giorgio in Alga fu sede di un monastero benedettino, fondato nell'XI secolo. Al 1144 risale la dedicazione della chiesa a san Giorgio martire, mentre la specifica "in Alga" si deve alle molte alghe che crescevano nelle acque circostanti. Verso il 1350 i benedettini furono sostituiti dagli agostiniani[1][2].

Nel 1397, quando nel monastero vivevano appena due religiosi (ma assicurava rendite elevate), papa Bonifacio IX lo diede in commenda a Ludovico Barbo, giovane patrizio avviato alla carriera ecclesiastica. Nel 1404 lo stesso pontefice accolse la sua iniziativa di ospitare nelle strutture monastiche una comunità di giovani consacrati che si era venuta a formare negli anni precedenti: venne così fondata la congregazione di San Giorgio in Alga cui aderirono personalità quali Antonio Correr, Gabriele Condulmer, Marino Querini e Lorenzo Giustiniani; il Barbo, dal canto suo, non entrò formalmente nella congregazione e restò priore dei monaci rimasti[1][3].

Questi eventi portarono nei decenni successivi alla ricostruzione degli edifici, ormai caduti in rovina: nel 1443 venne concluso il monastero, nel 1454 il campanile e nel 1458 la chiesa[1].

Nel 1668, a causa della decadenza morale a cui era andata incontro, papa Clemente IX soppresse la congregazione. Nel monastero si insediarono dapprima i frati paolotti, quindi i carmelitani scalzi. A questi si deve il rinnovamento del complesso (1690-1716), ma già nel 1717 esso venne distrutto da un incendio. Si provvide quindi a un'ulteriore ricostruzione (il progetto della chiesa è attribuito ad Andrea Tirali)[1].

Dopo la caduta della Serenissima, gli Austriaci adibirono parte del monastero a carcere politico e cominciarono a realizzarvi delle strutture militari. Passata Venezia a Napoleone, venne definitivamente chiuso durante le soppressioni del 1806: i frati furono spostati nel convento annesso alla chiesa di Santa Maria di Nazareth, la chiesa distrutta e le rimanenti strutture ridotte a polveriera[1].

Mantenne funzioni militari anche sotto le amministrazioni austriache e italiana. Ancora nel corso della seconda guerra mondiale ospitava un deposito e una batteria antiaerea, tanto che nel 1945 subì un bombardamento[1][2].

Nel 1961 il patriarcato di Venezia acquistò l'isola, ma nel 1973 ne fece dono al Comune di Venezia. Oggi è sostanzialmente abbandonata e i manufatti rimasti sono spesso preda di vandalismi[1]; frattanto, è in corso un dibattito sulle sue sorti[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g San Giorgio in Alga, Comune di Venezia - Archivio fotografico delle isole lagunari. URL consultato il 27 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2009).
  2. ^ a b c San Giorgio in Alga, Comune di Venezia. URL consultato il 27 maggio 2015.
  3. ^ Alessandro Pratesi, Ludovico Barbo in Dizionario biografico degli italiani, vol. 6, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1964. URL consultato il 27 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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