Sam Whitelock

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Sam Whitelock
Samuel Whitelock 2011.jpg
Sam Whitelock durante la Coppa del Mondo di rugby 2011
Dati biografici
Nome Samuel Lawrence Whitelock
Paese Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Altezza 203 cm
Peso 114 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Seconda linea
Squadra Canterbury Canterbury
Franchigia Crusaders Crusaders SANZAR
Carriera
Attività provinciale
2008- Canterbury Canterbury 18 (0)
Attività di club¹
2010- Crusaders Crusaders 35 (10)
Attività da giocatore internazionale
2010- Nuova Zelanda Nuova Zelanda 37 (20)
Palmarès internazionale
Vincitore RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 2011

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega

Statistiche aggiornate al 26 novembre 2012

Samuel Lawrence "Sam" Whitelock (Palmerston North, 12 ottobre 1988) è un rugbista a 15 neozelandese, seconda linea del Canterbury in ITM Cup e dei Crusaders in Super Rugby, nonché campione del mondo nel 2011 con gli All Blacks.

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Whitelock si mise in luce con la Nazionale Under-20 della Nuova Zelanda, con la quale vinse il mondiale giovanile 2008; in quello stesso anno esordì in ITM Cup nelle file di Canterbury e, l'anno successivo, debuttò anche in Super Rugby nella franchise dei Crusaders[1].

Nel 2010 giunse il debutto negli All Blacks, a New Plymouth contro l'Irlanda, incontro che vide anche l'esordio internazionale di altri protagonisti della successiva Coppa del Mondo di rugby 2011 come Israel Dagg, Aaron Cruden e Victor Vito[2].

Convocato alla citata Coppa del Mondo, disputò tutti i sette incontri, con altrettante vittorie, in cui la Nuova Zelanda fu impegnata, e si laureò campione con la sua squadra.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Dana Johannsen, All Black profile: Sam Whitelock in The New Zealand Herald, 9 settembre 2011. URL consultato il 27 novembre 2012.
  2. ^ (EN) Troy Rawhiti-Forbes, 10 things you might not know about Cruden in The New Zealand Herald, 19 ottobre 2011. URL consultato il 27 novembre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]