Palazzo reale di Madrid

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Palazzo Reale di Madrid
Residenza ufficiale del Re di Spagna
Palacio Real de Madrid - 03.jpg
Ubicazione
Stato Spagna Spagna
Località Madrid
Indirizzo Piazza dell'Armeria
Coordinate 40°25′05″N 3°42′50″W / 40.418056°N 3.713889°W40.418056; -3.713889Coordinate: 40°25′05″N 3°42′50″W / 40.418056°N 3.713889°W40.418056; -3.713889
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1738-1764
Uso Residenza ufficiale del Re di Spagna
Realizzazione
Architetto Filippo Juvarra
Giovanni Battista Sacchetti
Francesco Sabatini
Proprietario Patrimonio Nacional

Il Palazzo Reale di Madrid, anche chiamato "Palazzo d’Oriente", riprendendo il nome della piazza sulla quale si affaccia ad est (un paradosso, perché il palazzo si trova nella zona più occidentale della città), è stata ed è ancora oggi la residenza ufficiale della Famiglia Reale Spagnola. Oggi il palazzo è utilizzato esclusivamente per le cerimonie, le conferenze e gli atti ufficiali, dato che i monarchi vivono nel Palazzo della Zarzuela, situato nei dintorni di Madrid.

Il palazzo fu costruito nello stesso luogo dove sorgeva il palazzo Alcázar, fortezza musulmana del IX secolo costruita su ordine dell'emiro Mohamed I, per difendersi dall'avanzata dei cristiani, divenuto nel XVI secolo palazzo reale dopo la decisione di stabilire a Madrid la capitale dell'Impero spagnolo.

Fu residenza della famiglia reale spagnola, fino alla sua distruzione causata da un terribile incendio avvenuto la vigilia di Natale del 1734, ai tempi di Filippo V.

Molti dei suoi tesori artistici andarono perduti; tra loro più di 500 quadri.

La ricostruzione del palazzo avvenne sotto commissione del re di Spagna Filippo V, il quale ordinò che il palazzo venisse ricostruito nello stesso luogo, ma che fosse fatto solo di pietra senza neanche un pezzo di legno (esclusi gli arredi) per evitare futuri incendi. L'incarico venne affidato a Filippo Juvara, ma sarà Sachetti a proseguire dopo la morte del primo. I lavori iniziarono nel 1735 e durarono 26 anni. Il primo sovrano a stabilirvisi nel palazzo fu Carlo III nel 1764.

L'edificio, costituito da 3418 stanze che insistono su un'area di 135.000 m², è tra le più grandi residenze di Stato d'Europa (terzo solo al Palazzo del Quirinale di Roma e all'Ak Saray di Ankara, la più estesa residenza al mondo di un Capo di Stato).

Il Salone del Trono.
La Cappella del Palazzo Reale.

Campo del Moro[modifica | modifica wikitesto]

Campo del Moro situato ad ovest, deve il suo nome al fatto che nel 1109 si stanziò in quella zona l'esercito moresco guidato dal condottiero arabo Ben Alì Jusuf. La realizzazione di quest'area verde risale all'epoca di Filippo IV, che vi fece piantare almeno 70 specie diverse di alberi; il terreno fu utilizzato inizialmente come terreno di caccia, fino al regno di Filippo V, sotto il quale i giardini iniziarono ad assumere le funzionalità che hanno tutt'ora. Diversi gli architetti e paesaggisti che furono incaricati di disegnare la struttura, e aggiunsero decorazioni come statue fontane, nei giardini ci sono due famose statue, quella dei Tritoni e quella delle Conchiglie.

La zona in cui sorgono i giardini ha avuto nel tempo scopi diversi, inizialmente è stata usata come accampamento militare, poi come parco in cui si svolgevano tornei per i cavalieri cristiani, alla fine del XIX, durante il regno di Isabella II, venne usata come parco giochi per bambini di sangue reale, nello stesso periodo venne ridisegnato all'inglese con sentieri suntuosi, erba e tratti boscosi, fontane e statue.

Il parco venne definitivamente aperto al pubblico nel 1983.

Jardines de Sabatini[modifica | modifica wikitesto]

I Jardines de Sabatini, situati a nord, progettati negli anni '30 sul sito dove erano ubicate le scuderie reali. La costruzione dei giardini è terminata dopo la guerra civile. La sua funzione di estensione architettonica e ornamentale del palazzo reale è stata enfatizzata quando vennero collocate delle sculture che inizialmente erano destinate a decorare il cornicione del palazzo.

Plaza de la Aremería[modifica | modifica wikitesto]

Al piano terra, sui due lati opposti di Plaza de la Aremería (nella quale si svolge quasi ogni primo mercoledì di ciascun mese a mezzogiorno il cambio della guardia), si trovano:

sulla destra, la Real Botica (farmacia reale), composta da diversi ambienti, tra cui una sala per la distillazione. Contiene numerose giare in ceramica Talavera contenenti medicinali che venivano usati per curare gli ammalati della corte, cassetti per le erbe e ricettari con medicazioni prescritte alla Famiglia Reale. La stanza è stata ricostruita fedelmente, riprendendo lo stile dell’epoca di Alfonso XII

sulla sinistra, la Real Armeria, importante raccolta di armi e armature appartenenti alla famiglia reale spagnola, le varie partecipazioni datano dal XIII al XIX secolo; questa collezione è considerata la più importante del suo genere in tutto il mondo. Nella sala spiccano l'armatura a cavallo di Carlo V d'Asburgo e quelle di Carlo V e Filippo II.

La facciata principale, nella parte superiore, ha due grandi statue vicino allo scudo di Spagna che rappresentano due re visigoti Recaredo II e Ervigio, anche se alla base delle due sculture sono indicati nomi differenti. Anche nel resto della piazza sono presenti sculture di re visigoti

Le sale[modifica | modifica wikitesto]

Il maestoso scalone principale[1] in marmo, adiacente alla statua di Carlo III nelle vesti di imperatore romano, conduce al piano nobile. Venne progettato dal Sabatini, e vanta un affresco nella volta raffigurante La monarchia spagnola che rende omaggio alla Religione, opera di Corrado Giaquinto.

La prima sala, quella degli Alabarderos[2], con pregevoli opere di artisti italiani: nella volta un affresco del Tiepolo raffigurante l'Apoteosi di Enea mentre alle pareti ci sono alcuni arazzi e dei dipinti di Luca Giordano.

Segue il Salòn de Columnas[3](Salone delle Colonne) nella quale è presente un affresco del Giaquinto, una serie di arazzi tessuti a Bruxelles su cartoni di Raffaello raffigurano gli Atti degli Apostoli, ed alcune sculture barocche raffiguranti dei personaggi dell'Impero Romano e Carlo V. Inoltre questa stanza è stata anche scenario di importanti avvenimenti, tra cui la firma dell’Atto di adesione della Spagna alla Comunità Economica Europea nel 1986 o, più recentemente, l’atto di abdicazione di Re Juan Carlos a favore del figlio; e durante i primi anni di vita del palazzo, in questo salone, ogni giovedì santo i reali celebravano il “Lavatorio y comida de los pobres”, evento in cui davano da mangiare e lavavano i piedi a 25 poveri, di fronte alle più alte autorità di Spagna.

Le sale che portano agli appartamenti di Carlo III prendono il nome da Mattia Gasparini, l'artista napoletano che ne curò la decorazione.

Si inizia dalla Saleta de Gasparni[4], usata da Carlo III come sala da pranzo a cui segue l'antecamera[5], con 4 quadri di Goya che ritraggono Carlo IV e Maria Luisa. La stanza successiva è la camera da letto di Carlo III[6], seguita dalla Stanza di passaggio di Carlo III[7] contenente un arazzo del Goya, olio su tela, "The boar hunt" (La caccia al cinghiale) e ritratti di Ferdinando VII e la sua quarta moglie Maria Cristina di Borbone.

Più avanti si trova la Sala di Carlo III[8]. In origine camera da letto di Carlo III; mostra un ritratto del re in cui indossa il mantello del suo ordine, dipinto da Mariano Salvador Maella; un lampadario francese del 19°secolo nella forma di un fleur-de-lis, e l'affresco dipinto da Vincente López, allegoria dell'istituzione dell'ordine di Carlo III, del 1828

La stanza successiva è la Sala de porcelana[9] avente alle pareti numerose maioliche, raffiguranti cherubini e ghirlande, eseguite dalla manifattura del Buen Retiro e un grande planetario. Era la sala destinata agli uomini fumatori, mentre le donne parlavano e mangiavano cioccolatini nella vicina Stanza Gialla[10] contenente una cassettiera del 18° secolo e delle sedie comunemente indicate con il nome sillas de Peineta a causa della loro somiglianza con un pettine ornamentale.

Segue la sala del Comedor de Gala o Salone del banchetto[11] (Sala da pranzo da gala), luogo ufficiale per il banchetti di corte, la quale, con una lunga tavolata apparecchiata riusciva a ospitare fino a 140 invitati. Questa grande sala banchetti e questa grande sala da ballo sono state create nel 1879 su ordine di Alfonso XII unendo tre sale appartenenti alla regina, la moglie di Carlo III, Maria Amalia di Sassonia. È degno di nota per i magnifici arazzi fiamminghi del 16°secolo, in porcellana francese e cinese e 15 lampadari di cristallo. È ancora usato tutt'oggi dal re e dalla regina per i banchetti di stato

La stanza [12] successiva dispone di un centro tavola di pietre dure, smalto e bronzo dorato, creato dall'orafo romano Luigi Valadier. Risalgono ai primi anni del 19°secolo i decori da tavolo in bronzo di Pierre-Philippe Thomire. Fatti di pietre dure e stucchi realizzato dai laboratori reali durante il periodo di Carlo IV

La stanza del argenteria[13] mostra argenteria e oggetti dorati che arrivano dal 19°secolo fino ai primi del 20°secolo, mentre la camera di vetro e porcellana[14] espone servizi da cena in porcellana e bicchieri di diversa provenienza datati dal 18° al 20° secolo.

La Galleria[15] fornisce ai membri della famiglia reale l'accesso ai rispettivi appartamenti. Lo stile barocco classico sereno del cortile del principe si può ammirare dalle finestre panoramiche.

La Sala de Relojos, con molti orologi, di cui alcuni molto preziosi. Nelle sale successive ci sono piatti, pezzi di argenteria e molti strumenti musicali tra cui alcuni rarissimi Stradivari e una bellissima chitarra del 1796 tutta decorata di madreperla.

La Real Capilla[16] è situata nel cuore del lato nord del piano nobile del palazzo ed è accessibile dalle gallerie che circondano il cortile. La pianta è circolare e contiene splendide decorazioni in marmo e ad affresco del Giaquinto.

Il Camòn[20] (balcone chiuso) dispone di una vista della scala principale, consentendo di osservare da una prospettiva differente l'affresco sul soffitto dipinto dal Giaquinto

L’Anticamera Ufficiale[21] conserva ritratti di Carlo III, Alfonso XIII e Victoria Eugenia, i primi e gli ultimi monarchi vissuti nel Palazzo

L’Anticamera della regina [22] conserva arazzi tessuti al Real Fábrica de Tapices de Santa Bárbara nel 18°secolo. L'affresco sul soffitto rappresenta il potere della monarchia spagnola e fu dipinto dal Tiebolo.

Il Salón del Trono[23] conserva ancora l'arredamento datogli da Carlo III con mobili dorati in stile rococò (realizzati a Napoli, dove Carlo III regnava) pareti rivestite da velluto e orologi di fattura inglese e svizzera. Gli specchi, enormi e costosissimi per l'epoca, furono realizzati dalla Real Fábrica de La Granja mentre i lampadari provengono da Venezia, così come i quattro Leoni dorati che difendono i due troni color oro e scarlatto, riproduzioni di quelli di Carlo V. Gli affreschi sono del Tiepolo e rappresentano l'Allegoria della Monarchia Spagnola. Inoltre la sala ospita alcune statue che erano presenti nell’Alcazar (la fortezza che precedentemente insisteva su questo territorio).

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anthony Ham, Madrid, Milano, Lonely planet - EDT, 2007.
  • Touring Club Italiano, Madrid; Guide d'Europa, Milano, Touring Editore, 2005.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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