Necropoli della Banditaccia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Necropoli della Banditaccia
Cerveteri, necropoli della banditaccia, via sepolcrale principale, 01.jpg
Ingresso alla via degli Inferi.
CiviltàCiviltà etrusca
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneCerveteri
Dimensioni
Superficien.d. 
Amministrazione
PatrimonioNecropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia
EnteSoprintendenza per i beni archeologici dell'Etruria meridionale
ResponsabileRita Cosentino
Visitabile
Sito websabap-rm-met.beniculturali.it/it/290/cerveteri
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°59′56.7″N 12°05′48.35″E / 41.999083°N 12.096765°E41.999083; 12.096765

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
TombaDadoBanditaccia.jpg
TipoCulturali
Criterio(i) (iii) (iv)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal2004
Scheda UNESCO(EN) Etruscan Necropolises of Cerveteri and Tarquinia
(FR) Scheda

La necropoli della Banditaccia è una necropoli etrusca, afferente all'antica città di Caere, sita su un'altura tufacea a nord-ovest di Cerveteri, in provincia di Roma.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La necropoli si estende per circa 400 ettari e vi si trovano molte migliaia di sepolture (la parte recintata e visitabile rappresenta soli 10 ettari di estensione e conta circa 400 tumuli), dalle più antiche del periodo villanoviano (IX secolo a.C.) alle più "recenti" del periodo ellenistico (III secolo a.C.). La sua origine va ricercata in un nucleo di tombe villanoviane nella località Cava della Pozzolana, e il nome "Banditaccia" deriva dal fatto che dalla fine dell'Ottocento la zona viene "bandita", cioè affittata tramite bando, dai proprietari terrieri di Cerveteri a favore della popolazione locale. Vista la sua imponenza, la Necropoli della Banditaccia è la necropoli antica più estesa di tutta l'area mediterranea.

Le sepolture più antiche sono villanoviane (dal IX secolo a.C. all'VIII secolo a.C.), e sono caratterizzate dalla forma a pozzetto, dove venivano custodite le ceneri del defunto, o dalle fosse per l'inumazione.

Dal VII secolo a.C., durante il Periodo orientalizzante si hanno principalmente tumuli di grandi dimensioni. Le sepolture a tumulo sono caratterizzate da una struttura tufacea a pianta circolare che racchiude all'interno una rappresentazione della casa del defunto, con tanto di corridoio (dromos) per accedere alle varie stanze. La dovizia di particolari dell'interno di queste sepolture ha permesso agli archeologi di venire a conoscenza degli usi casalinghi degli Etruschi. Di questo periodo fanno parte la "Tomba della Capanna", il "Tumulo Maroi" e il "Tumulo Mengarelli".

Nel V secolo a.C. le tombe a tumulo furono sostituite da quelle "a dado". Quest'ultime consistono in una lunga schiera di tombe allineate regolarmente lungo vie sepolcrali. Nella parte visitabile della Necropoli della Banditaccia ci sono due di queste vie, via dei Monti Ceriti e via dei Monti della Tolfa, risalenti al VI secolo a.C..

Le sepolture più "recenti" sono del III secolo a.C., periodo dell'ellenizzazione etrusca. La sepoltura più rappresentativa di questo periodo risulta essere la "tomba dei Rilievi", risalente al IV secolo a.C. e appartenuta alla famiglia dei Matunas, come si legge nelle iscrizioni: l'interno della tomba si è mantenuto in condizioni particolarmente buone, permettendo di osservare anche gli affreschi alle pareti e sulle colonne (per questo, infatti, questa tomba è l'unica della Banditaccia che non si possa visitare -ma l'interno è visibile attraverso un vetro-, a causa della particolare delicatezza degli affreschi).

Molti dei reperti trovati nella necropoli sono raccolti nel Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma ed in molti altri musei sparsi in tutto il mondo, mentre solo una piccola parte dei corredi funebri rinvenuti in loco è conservata nel Museo nazionale cerite. Dal luglio 2004 la necropoli della Banditaccia, insieme a quella dei Monterozzi di Tarquinia, entra a far parte della lista dei siti patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Nel 2012 venne inserito un percorso di visita multimediale all'interno di alcune tombe, in modo da ricreare quello che era l'ambiente nell'antichità e nel periodo in cui furono scoperte.[1]

Gli scavi[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente nell’800 gli scavi furono compiuti da amanti dell’antiquariato ,con il fine di trovare oggetti preziosi per venderli al mercato . Nel ventesimo secolo invece cominciarono ad essere regolarizzati, grazie all’archeologo Raniero Mengarelli, direttore dell’Ufficio Scavi dei Mandamenti di Civitavecchia e Tolfa, che portò avanti l’opera dal 1909 fino al 1936.L’intento di questi scavi era quello di recuperare oggetti preziosi, tanto che si limitò allo sterro in quelle strutture più evidenti. Nel 1927 portò alla luce quella che denominò Via degli Inferi, ossia la via principale dei sepolcri. Mengarelli effettuò ulteriormente degli studi topografici e approntò una serie di interventi volti ad aprire l’area al pubblico, trasformando progressivamente l’antica necropoli in un sito archeologico. A partire dal 1936 il sito venne abbandonato e approfittando di questa situazione di degrado, il luogo fu soggetto a numerosi scavi clandestini con lo scopo di trovare reperti archeologici da essere venduti privatamente ai collezionisti. Le ricerche ripresero legalmente negli anni sessanta del 900 grazie a Mario Moretti, un archeologo collaboratore di Mengarelli. Nominato direttore degli scavi di Cerveteri dal 1952, nel 1957 avviò le campagne di scavi per la Banditaccia, riportando in auge la zona ‘dei grandi tumuli’ e quella del ‘nuovo recinto’. Negli anni 80 Mauro Cristofani operò nell'area dell'antica civita, lavoro che poi venne proseguito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con il comune di Cerveteri, la Fondazione Luigi Rovati di Monza e la onlus A.S.S.O. [1] [2] [3]

Tombe principali[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia Nome
Epoca
Coordinate Tipologia Note
Cerveteri, tomba dei capitelli, 600-550 ac ca., sala con capitelli di tipo eolico, 03.jpg
Tomba dei capitelli[N 1] VI secolo a.C.
Cerveteri, tumulo II, tomba dei letti funebri 06.jpg
Tomba dei letti funebri[N 2] VI secolo a.C. Situata sotto il Tumolo II, condiviso con altre tombe
Cerveteri, tumulo II, tomba dei vasi greci, 550 ac ca, 02.jpg
Tomba dei vasi greci[N 3] VI secolo a.C. Situata sotto il Tumolo II, condiviso con altre tombe
Cerveteri, tumulo II, tomba dei doli 02.jpg
Tomba dei dolii[N 4] VI secolo a.C. Situata sotto il Tumolo II, condiviso con altre tombe
Tomba della capanna 2.jpg
Tomba della capanna[N 5] VII secolo a.C. Situata sotto il Tumolo II, condiviso con altre tombe
Tomba dei rilievi.jpg
Tomba dei Rilievi IV-III secolo a.C.
Cerveteri, tomba della cornice, 550-500 ac ca., 04.jpg
Tomba della cornice[N 6] VI secolo a.C.
Cerveteri, tomba della casetta, 600-580 ac ca, 03.jpg
Tomba della casetta[N 7] VI secolo a.C.
Tomba degli Scudi e delle Sedie[N 8] fine del VII e l'inizio del VI sec. a.C.
Tomba delle Cinque Sedie[N 9] VII secolo a.C.
Tomba dell'Alcova[N 10] IV sec. a.C
Tumulo all'interno della necropoli.
  • Tomba dei dolii e degli alari (VII secolo a.C.)
  • Tumulo Maroi (VII secolo a.C.)
  • Tumulo policromo (VI secolo a.C.)
  • Tumulo Mengarelli (VII secolo a.C.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Banditaccia, URL consultato il 20 Dicembre 2020.
  2. ^ http://www.cerveteri.beniculturali.it/index.php?it/185/scavi, URL consultato il 5 gennaio 2021.
  3. ^ La necropoli di Cerveteri patrimonio dell'Unesco URL consultato il 5 gennaio 2021

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cerveteri: una visita guidata alla necropoli della Banditaccia (2004), Dario Rossi, Nuova Immagine (ISBN 88-7145-203-8)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN257137104 · GND (DE1023518627 · WorldCat Identities (ENviaf-257137104