Necropoli di Tarquinia

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Necropoli di Tarquinia
La necropoli di Tarquinia.jpg
La necropoli di Tarquinia
CiviltàEtrusca
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneTarquinia
Amministrazione
PatrimonioNecropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia
EnteSoprintendenza per i beni archeologici dell'Etruria meridionale
ResponsabileRita Cosentino
Visitabile
Sito webwww.cerveteri.beniculturali.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 42°15′01.32″N 11°46′02.27″E / 42.250367°N 11.767297°E42.250367; 11.767297

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia
(EN) Etruscan Necropolises of Cerveteri and Tarquinia
TombaDadoBanditaccia.jpg
TipoCulturali
Criterio(i) (iii) (iv)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal2004
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda
Scala d'ingresso ad una tomba
Tomba della Fustigazione

A Tarquinia, un elemento di eccezionale interesse archeologico è costituito dalle vaste necropoli, in particolare la necropoli dei Monterozzi, che racchiudono un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia, nelle quali è conservata una straordinaria serie di dipinti, che rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico a noi giunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana. Le camere funerarie, modellate sugli interni delle abitazioni, presentano le pareti decorate a fresco su un leggero strato di intonaco, con scene di carattere magico-religioso raffiguranti banchetti funebri, danzatori, suonatori di aulós, giocoleria, paesaggi, in cui è impresso un movimento animato e armonioso, ritratto con colori intensi e vivaci. Dopo il V secolo a.C. figure di demoni e divinità si affiancano agli episodi di commiato, nell'accentuarsi del mostruoso e del patetico.

Tra i sepolcri più interessanti si annoverano le tombe che vengono denominate del Guerriero, della Caccia e della Pesca, delle leonesse, degli Auguri, dei Giocolieri, dei Leopardi, dei Festoni, del Barone, dell'Orco e degli Scudi. Parte dei dipinti, staccati da alcune tombe allo scopo di preservarli (tomba delle Bighe, del Triclinio, del Letto Funebre e della Nave), sono custoditi nel Museo nazionale Tarquiniense; altri sono visibili direttamente sulla parete su cui furono realizzati, restituendoci la conoscenza della scomparsa pittura greca, cui sono legati da vincoli di affinità e dipendenza.

Di minor livello artistico appare la scultura in pietra, presente in rilievi su lastre o nella figura del defunto giacente sul sarcofago; notevole tra gli altri il sarcofago calcareo della tomba dei Partunu, opera di pregevole fattura, databile a età ellenistica; tra le decorazioni fittili, un frammento ad alto rilievo, proveniente dal frontone dell'Ara della Regina, è conservato nel Museo nazionale tarquiniense, ove è raccolta tra l'altro un'importante serie di reperti ceramici, bronzi laminati, rilievi e terrecotte provenienti dalla zona, databili dal periodo geometrico al tardo-etrusco.

Le necropoli fanno parte del gruppo di necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia, patrimonio dell'umanità UNESCO dal 2004.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ UNESCO Patrimonio dell'umanità, su comune.cerveteri.rm.it, Comune di Cerveteri. URL consultato il 21 giugno 2017 (archiviato il 21 giugno 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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