Personaggi di Asterix

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Questa è una lista dei personaggi della serie a fumetti Asterix, creata da René Goscinny e Albert Uderzo.

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Principali[modifica | modifica wikitesto]

Asterix
Il protagonista, è il guerriero più valoroso del villaggio. Piccolo, ma astuto e molto coraggioso, Asterix, insieme all'inseparabile amico Obelix è sempre pronto a mille avventure per difendere il loro piccolo villaggio o per sbeffeggiare il conquistatore romano. Grazie alla pozione magica del druido Panoramix può acquisire una forza sovrumana e altre abilità per un tempo limitato.
Scapolo incallito (non mostra praticamente mai interesse per una donna), nei vari numeri in cui si sviluppa la serie Asterix si ritrova ad affrontare le situazioni più diverse. Sempre contro il conquistatore romano, Asterix ama beffarsi degli accampamenti che circondano il villaggio degli "irriducibili" e si intromette anche nella vita romana al di fuori della Gallia. Viaggia per tutto il mondo arrivando anche in America. Se non beve la pozione, Asterix deve affidarsi alla sua abilità con la spada (al contrario di Obelix, che gira sempre disarmato).
Obelix
Grande amico di Asterix, di cui è l'inseparabile compagno d'avventura, Obelix è dotato di una forza sovrumana, perché da piccolo è caduto nel paiolo in cui il druido Panoramix stava preparando la sua pozione magica, quindi i suoi effetti sono permanenti. Costruisce e commercia menhir, e passa il suo tempo libero a chiacchierare e passeggiare con Asterix, a cacciare cinghiali e a fare a botte con i legionari romani. È un bonaccione di buon carattere e dall'insaziabile appetito e non c'è niente che ami di più di un buon banchetto intorno al fuoco con tutti i suoi amici e tanti cinghiali arrosto. E naturalmente picchiare i Romani. La sua celebre frase, che pronuncia ogni qualvolta ha a che fare con i Romani è: Sono Pazzi Questi Romani, acronimo dovuto al traduttore Marcello Marchesi. Il suo appetito è venuto meno solo una volta perché si era preso una cotta per Falbalà.
Idefix
È il cane di Obelix, un piccolo cagnolino di razza indefinibile (vagamente assomigliante a un Fox Terrier). È bianco, munito di piccoli "baffi" come il suo padrone (Obelix) e con le punte delle orecchie e della coda nere. Coraggioso, deciso, intelligente e audace, nonostante la piccola taglia Idefix non si fa mettere i piedi in testa da nessuno ed è capace di difendere sé stesso, il villaggio e i suoi amici. Come il suo padrone, ama combattere i Romani, cosa che generalmente fa morsicandoli sul sedere. Idefix è un cane ecologista e non può sopportare quando viene abbattuto un albero. Se succede piange e si lascia andare a una serie di allucinanti ululati di disperazione.
Il debutto di Idefix risale all'episodio Asterix e il Giro di Gallia, nel quale il cagnolino inizia a seguire i due protagonisti nel loro tour senza essere notato, e solo al ritorno nel villaggio emetterà i primi latrati attirando l'attenzione di Obelix.
Il nome Idefix fu scelto per mezzo di un sondaggio tra i lettori di Pilote, il periodico francese che pubblicava le avventure di Asterix
In alcune storie il suo nome viene tradotto in italiano come Ercolino. È interessante notare che il nome in francese si pronuncia esattamente come idée fixe (idea fissa), un gioco di parole comune a tutti i personaggi della saga.
Nelle avventure di Asterix non sono mancate occasioni in cui il piccolo cagnolino abbia aiutato il padrone nelle situazioni più difficili, ad esempio quando li fa uscire da una piramide. A volte accompagna Asterix ed Obelix nei loro viaggi (in Egitto, Iberia, America, Scandinavia, Grecia, ecc) ma in alcune occasioni Obelix preferisce lasciarlo al villaggio, affidandolo al druido o alla bella Falbalà.
Panoramix
È il druido del villaggio. La sua specialità è la pozione magica, che dona una temporanea forza sovrumana a colui che la beve. È anche in grado di preparare altre pozioni, contravveleni e scherzi, come una pozione estremamente potente per far crescere rapidamente e senza posa barba e capelli.
Giulio Cesare
Ispirato al personaggio storico di Gaio Giulio Cesare, il dittatore viene rappresentato ironicamente, ma nelle avventure a fumetti non si esprime in romanesco, lo fa invece nel doppiaggio italiano di alcuni episodi a cartoon. Più che come un leader dispotico e dall'autorità assoluta, viene raffigurato come un uomo di potere, ma giusto e che non viene mai meno alla parola data. È ossessionato dalla presenza del villaggio di Asterix, unica sacca di resistenza al dominio romano sulla Gallia, ma nelle ultime storie si mostra più aperto e finisce per sviluppare prima rispetto e quindi addirittura amicizia nei confronti dei galli. Nell'albo "il figlio di Asterix", arriva perfino ad ordinare ai legionari, che avevano bruciato il villaggio gallico, di ricostruirlo, per sdebitarsi con loro e partecipa perfino al banchetto finale. In più di un'occasione i galli lo aiuteranno, quando ad esempio Asterix gli rivela il complotto del centurione Caius Bonus per detronizzarlo, o quando difendono il piccolo Cesarione dal crudele Bruto e in altre occasioni ancora. Amante di Cleopatra, che lo prende sempre in giro, e padre di due figli, Bruto (figlio adottivo che non vede l'ora di spodestarlo) ed il piccolo Cesarione, avuto dalla regina d'Egitto. Numerosissimi sono le volte in cui nella serie ci sono riferimenti alla congiura delle Idi di Marzo o a celebri frasi o vicende storiche che si ricollegano a Cesare, a volte parodiandole (Veni, vidi vici ; Alea iacta est ; ecc).

Secondari[modifica | modifica wikitesto]

Abraracourcix
Il capo del villaggio. Il suo nome deriva dalla frase idiomatica francese "à bras racourcis", ossia "con tutte le forze" o "con violenza"[1]. Orgoglioso e coraggioso, ha paura solo di una cosa: che il cielo gli cada sulla testa. Viene scorrazzato qua e là per il villaggio su uno scudo (un tempo appartenuto a Vercingetorige) portato da due guerrieri semi-anarchici che immancabilmente lo fanno cadere per terra, mandando a rotoli la sua dignità di capo. L'unica che riesce ad assoggettarlo è la pettegola e ambiziosa moglie Beniamina. La sua obesità è il tema di più di un episodio. Saggio e paterno con i suoi compagni, a volte però si lascia prendere dall'orgoglio; per fortuna però ci sono Panoramix ed Asterix a consigliarlo e, spesso, a proteggerlo dagli errori che commette. Anche suo padre era un capovillaggio, ma non sembra si tratti di una vera e propria monarchia, piuttosto di una sorta di "dinastia di politici", tipo i Kennedy. Spesso rischia di venir detronizzato come capo, una volta perfino dalla moglie, ma alla fine rimane sempre al suo posto.
Beniamina
Moglie del capo, compare brevemente nell'albo "Asterix e il duello dei capi", con un design abbozzato e non viene chiamata per nome, poi dall'albo "Asterix e lo scudo degli Alverni" diventa personaggio fisso. Di carattere burbero, litiga molto col marito ed è molto pettegola (cosa che la metterà in più occasioni in contrasto con Asterix), vorrebbe che il marito lasciasse il villaggio per divenire ricco mercante a Lutezia, magari mettendosi in affari con suo fratello (pur sapendo che i due cognati si odiano). Nonostante il suo carattere collerico e la mancanza di rispetto che mostra nei confronti del marito in realtà lo ama molto e non mancano le occasioni in cui i due si comportano con smielato affetto. Beniamina ed Abraracourcix non hanno figli, ma nell'albo "Il compleanno di Asterix & Obelix - L'albo d'oro" viene rivelato che in futuro diventeranno genitori di un bel giovane, molto somigliante al padre.
Assurancetourix
Il bardo. Prende il nome dalla frase "assurance tous-risques", ovvero "assicurazione contro tutti i rischi". È convinto di essere un grandissimo artista, ma è l'unico a pensarlo. Tutti gli altri trovano abominevoli le sue composizioni, ma lo trovano una persona simpatica, a patto che stia zitto. Normalmente finisce legato e imbavagliato al termine del grande banchetto che tradizionalmente conclude ogni avventura (accade per la prima volta in Asterix e il falcetto d'oro). È l'unico dei personaggi del villaggio, assieme a Panoramix, Automatix e Abraracourcix, ad apparire già nella prima avventura di Asterix. Ha avuto i suoi momenti di gloria nelle avventure Asterix gladiatore, dove viene rapito e fa scappare col suo canto le belve che avrebbero dovuto divorarlo, Asterix e i Normanni, dove insegna la paura ai terribili guerrieri nordici, e ne Le mille e un'ora di Asterix, dove il suo canto fa cessare la siccità in India salvando la figlia del rajah. A partire da questo episodio infatti si evidenzia una nuova caratteristica del personaggio: il suo canto straziante provoca immancabilmente dei veri e propri nubifragi. Una curiosità: in Inghilterra il bardo si chiama Cacofonix.
Ordinalfabetix
Il pescivendolo, compare a partire dall'albo "Asterix in Iberia", che sarà anche la prima storia in cui si verifica una rissa tra i galli, provocata da Obelix, Ordinalfabetix e da Automatix. Ha una barchetta ormeggiata sulla spiaggia dietro il villaggio, con cui talora va in mare; tuttavia nell'albo "Asterix in America" afferma che, sebbene il villaggio si trovi sulla costa, per rispetto del cliente preferisce importare tutto il pesce da Lutezia, dai migliori grossisti; questo spiega perché i suoi pesci puzzino e non vengano comprati da nessuno. La vita sua e della moglie Ielosubmarine (nome che rende omaggio allo "Yellow Submarine" dei Beatles) è dura in un villaggio di mangiatori di cinghiali e i commenti sulla freschezza della sua merce sono sempre causa di grandi risse nel villaggio. Ha un figlio ed una figlia. Amico-nemico di Automatix, sono accomunati dall'insofferenza per l'arte del bardo.
Automatix
Il fabbro. Il nome originale francese è riportato solo nel primo episodio della serie: Cetautomatix, dal francese "c'est automatique". Rappresenta l'industria pesante del villaggio e ne è uno dei protagonisti più irascibili e rissosi. È l'unico a poter competere in termini di forza con Obelix, senza però arrivare al suo livello. Sempre scettico nei confronti della merce dell'amico Ordinalfabetix, il suo obiettivo favorito è però il bardo Assurancentourix che prende volentieri a martellate ogni volta che sospetta che voglia cantare. La genesi del personaggio è piuttosto strana: sin dalla prima avventura, in Asterix il gallico compare nel banchetto finale un personaggio che pare più innervosito degli altri dal canto di Assurancentourix, anche se le fattezze non sono quelle famose di Automatix. La sua prima apparizione ufficiale come lo conosciamo oggi è in Asterix e i Normanni, e coincide con la prima volta in cui, durante il classico banchetto finale, al bardo (eroe della storia) viene concesso di cantare, mentre Automatix viene legato all'albero col prezzemolo nelle orecchie. Sposato e padre di un figlio e di una figlia, che guarda caso spesso bisticciano coi figli del pescivendolo.
Matusalemix
In originale Age Canonique (Età Canonica). Il decano. Ha 93 anni ed ha partecipato alla Battaglia di Gergovia. Polemico, orgoglioso e conservatore, odia gli stranieri e pretende (inutilmente) di essere trattato con il rispetto dovuto a un veterano della resistenza contro i Romani. Ama le risse e le battaglie con i romani, ma la sua veneranda età porta i suoi compagni e i suoi nemici a cercare di non colpirlo, cosa che lo indispettisce molto. Ha una moglie giovane e bella, che sogna che diventi l'uomo più ricco e potente del villaggio; nessuno capisce come abbia fatto a conquistarla. Il suo nome, nella versione italiana, deriva dal personaggio di Matusalemme.
Sig.ra Matusalemix
Dopo Falbalà è senza dubbio la donna più affascinante del villaggio. Compare per la prima volta nell'albo "Asterix e la Zizania". Ama il marito, anche se è molto gelosa, lo costringe a lavare i piatti e odia quando esce con gli amici. Spera che un giorno il marito diventi ricco. Molto amica di Beniamina e delle altre donne del villaggio, è anche una brava sarta. In diverse occasioni si rivela una grande pettegola. Anche se è un personaggio ricorrente non le è mai stato dato un nome.
Falbalà
La bella. È la ragazza più carina del villaggio, dove è ritornata dopo aver studiato per anni a Condate (l'odierna Rennes). Torna nel villaggio solo per rivedere i genitori. Il suo fascino colpisce tutti gli uomini del villaggio e in particolare Obelix. I suoi baci hanno un effetto devastante. Il suo fidanzato Tragicomix è costretto a servire nell'esercito di Cesare, poi viene salvato da Asterix ed Obelix; in "Asterix e Latraviata" si scopre che Falbalà e Tragicomix si sono effettivamente sposati, ma nonostante ciò Obelix continua ad essere innamorato della ragazza.

Ricorrenti[modifica | modifica wikitesto]

I pirati
Incrociano al largo dell'Armorica e nel Mediterraneo tentando di assalire navi da carico e potersi così ripagare i debiti sulla loro barca. Ma sfortunati come sono finiscono sempre picchiati e affondati. Sono comandati da Barbe Rouge, vichingo irascibile e dispotico. Sulla coffa c'è Babà, ex schiavo nubiano con la "r" moscia. Il secondo è Treppiedi, vecchio pirata che è solito commentare sarcastico le sfortune dell'equipaggio con motti latini che i suoi compagni trovano di dubbio gusto. Questi personaggi sono una parodia della serie a fumetti Barbe Rouge che veniva pubblicata su Pilote precedentemente ad Asterix. È un caso raro di parodia divenuta più famosa dell'originale.
Grandimais
(Epidemaïs) mercante fenicio. Commerciante, truffatore, mezzo pirata, ha un equipaggio fatto di gente che è riuscito a raggirare con assurde promesse. Fa tre apparizioni, in "Asterix Gladiatore", in "L'Odissea di Asterix", ed infine in "Il compleanno di Asterix & Obelix, l'albo d'oro". Del tutto inaffidabile, ha però un debito di gratitudine verso Asterix e Obelix che lo hanno salvato dai pirati (in "Asterix Gladiatore"), infatti confessa di aver avuto intenzione di vendere i due come schiavi, ma poi li aiuta effettivamente a raggiungere l'Italia e poi a tornare in Gallia. Ne "l'Odissea di Asterix" si dimentica di procurare dell'olio di roccia al druido Panoramix, poi accompagna i suoi amici ed il druido - spia Zerozeroseix in Palestina; Asterix ed Obelix lo reincontrano a Tiro in Fenicia (l'odierno Libano) e qui lui li aiuta a recuperare una nave per tornare a casa; durante quest'avventura Asterix ed Obelix costringono i pirati a comprare tutte le merci del mercante fenicio.
Alambix
Vende vino e carbone a Gergovia, in Aquitania, e come tutti gli arverni nella serie pronuncia la esse SC; si scorprirà poi che in realtà era originario di Alesia. Fu lui a procurare ad Abraracourcix il famoso Scudo Arverno, sul quale il capo armoricano si fa portare in ricordo di Vergingetorige. Ricompare in "Asterix in Corsica".
Beltorax
È un cugino germano di Asterix di origine bretone. In ogni situazione non può fare a meno di essere un vero gentleman. Gli piace il cinghiale bollito in salsa di menta e come tutti i britanni ama bere acqua calda, bevanda nazionale della Britannia (anche se alla fine dell'episodio la bevanda ufficiale diventerà il tè). È molto coraggioso e parla in modo strano, parodizzando la sintassi dell'odierna lingua inglese. (Jolitorax) è un guerriero britanno. Vive in un villaggio britanno che - analogamente al piccolo villaggio gallico - resiste all'occupazione delle truppe romane. Ricompare nell'albo "Asterix in Corsica" ed è menzionato da un suo nipote britanno nell'albo "Asterix e la galera di Obelix".
Astronomix
è il padre di Asterix, ed è sposato con Pralina. lavora insieme al padre di Obelix, Obellodalix a Condate in un negozio di souvenir.
Menabotte
(Goudurix) è un giovane luteziano molto diverso dal tipico guerriero gallo, per nulla incline alla caccia e ai combattimenti, che viene mandato dal padre Oceanonix al villaggio gallico, governato da suo zio Abraracourcix per "diventare un uomo", ma il giovane non è molto incline a seguire gli allenamenti "barbarici" dei suoi maestri Asterix e Obelix. In qualità di “campione di paura”, viene rapito dai Normanni, ma nel corso dell'avventura trova dentro di sé il coraggio dimostrando di essere diventato un vero Gallo e nel finale non si fa scrupoli ad affrontarli. È vegetariano. Nell'edizione italiana del film Asterix e i vichinghi è rinominato Spaccaossix.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come in tutti i vocabolari di lingua francese o nei dizionari francese-italiano, ad es. Dizionario Larus della lingua francese, Larus, 2000.