Asterix e la corsa d'Italia

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Asterix.

Asterix e la corsa d'Italia
fumetto
Titolo orig.Astérix et la Transitalique
Lingua orig.francese
PaeseFrancia
TestiJean-Yves Ferri
DisegniDidier Conrad
Albiunico
Generecommedia
Preceduto daAsterix e il papiro di Cesare
Seguito daAsterix e la figlia di Vercingetorige

Asterix e la corsa d'Italia (in francese Astérix et la Transitalique) è il 37° albo della serie Asterix, pubblicato in tutto il mondo il 19 ottobre 2017. È il terzo scritto da Jean-Yves Ferri e disegnato da Didier Conrad.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In una infuocata seduta al Senato, il potente e corrotto Lactus Bifidus viene accusato di finanziare le sue orge con i fondi pubblici destinati alla manutenzione delle strade romane, un tempo vanto dell’Impero ma adesso piene di buche. Il senatore risponde improvvisando l’annuncio di una grande corsa attraverso la penisola, aperta a tutti i popoli del mondo conosciuto, «per dimostrare in modo schiacciante l’eccellenza delle nostre strade!». Giulio Cesare approva l’idea a una condizione: il vincitore dovrà essere a tutti i costi romano, altrimenti Lactus Bifidus verrà spedito ad appiattire le strade nella lontana Cirenaica. Quei piani vengono fatti saltare dall'intervento di Asterix e Obelix, che decidono di iscriversi alla Corsa d’Italia; mentre, infatti, i due portano Matusalemix da un dentista in un mercato di Darioritum, incontano una sibilla che predice che Obelix sarà campione delle bighe, al che Obelix acquista subito la sua biga sportiva su credito, si ritira dal suo lavoro di vendita di menhir e si unisce alla Corsa d'Italia insieme ad Asterix. Alla corsa partecipano competitori di tutto il mondo antico, dalla Persia alla Grecia, dalla Lusitania alla Nubia, dalla Sarmatia alla Britannia, e persino i pirati. Inoltre, i protagonisti avranno modo di fare la conoscenza dei popoli dell'Italia antica e delle loro cucine tradizionali.[1]

La corsa ha come partenza Monza, e si conclude a Napoli. Alla fine, solo cinque squadre riescono a tagliare il traguardo, e i due Galli vincono per un soffio contro Giulio Cesare, sostituitosi in segreto all'auriga, che era un noto imbroglione, in un ultimo tentativo di salvare l'onore di Roma, e il cui carro si blocca proprio in vista al traguardo. Stanco di voler gareggiare e soddisfatto della vittoria, Obelix dona il trofeo ad Asterix, che però lo cede ai kushiti, arrivati secondi, che lo cedono ai sarmati, terzi classificati, che lo donano ai greci, quarti, e infine ai lusitani, perennemente in ritardo, che ne richiedono l'equivalente in sesterzi. Obelix dichiara dunque di tornare a casa e a tornare a fabbricare menhir.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Asterix: l'eroe gallico del villaggio, sempre accompagnato dal suo amico Obelix e dal cane Idefix. Asterix è basso, mingherlino ma molto forte grazie alla bevanda magica del druido Panoramix. Ha i capelli biondi. Sull'elmo ha delle alette che si muovono a seconda del suo umore.
  • Obelix: portatore di menhir, è il migliore amico di Asterix e lo accompagna sempre nelle sue avventure. Grosso e robusto, ama fare a botte con i romani e mangiare cinghiali arrosto; da piccolo è caduto dentro la bevanda magica del druido e da allora è diventato invincibile. In questa storia si prende una cotta per una bella ragazza che, come al solito, non lo ricambia.
  • Idefix: cane di Obelix, è ecologista e non sopporta che un albero venga abbattuto.
  • Giulio Cesare: il famoso condottiero romano che conquistò la Gallia e che scrisse il "De bello Gallico".

Riferimenti storici[modifica | modifica wikitesto]

Compaiono riferimenti e parodie di personaggi e opere d'arte:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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