Asterix il gallico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film tratto dall'albo, vedi Asterix il gallico (film).
Asterix il gallico
fumetto
Asterix il gallico.jpg
Copertina dell'edizione Panini Comics
Titolo orig. Astérix le Gaulois
Lingua orig. francese
Paese Francia
Testi René Goscinny
Disegni Albert Uderzo
Editore Dargaud
Collana 1ª ed. Pilote
1ª edizione 29 ottobre 1959 – 14 luglio 1960
Editore it. Arnoldo Mondadori Editore
1ª edizione it. febbraio 1968
Testi it. Marcello Marchesi
Genere umoristico
Seguito da Asterix e il falcetto d'oro

Asterix il gallico (Astérix le Gaulois) è la prima storia a fumetti della serie Asterix[1], creata dal duo francese René Goscinny (sceneggiatura) e Albert Uderzo (disegni). La sua prima pubblicazione in volume in lingua originale risale al 1961[2].

La storia è stata trasposta al cinema nel 1967, nell'omonimo cartone animato Asterix il gallico.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 50 a.C, dopo la sconfitta di Vercingetorige, la Gallia è occupata dall’esercito romano. Ma non tutta: un piccolo villaggio dell’Armorica resiste ancora agli assalti delle centurie dei quattro accampamenti fortificati che lo circondano: Petibonum, Laudanum, Babaorum e Aquarium. Asterix, un guerriero del villaggio degli irriducibili Galli, mentre va caccia di cinghiali, incrocia sul suo cammino quattro legionari armati di Petibonum e, da solo, li riempie di botte: ci è riuscito grazie a una pozione magica preparata da Panoramix, il druido del villaggio. Si tratta un filtro che moltiplica la forza per un certo tempo. La pozione viene distribuita periodicamente a tutti gli uomini del villaggio tranne Obelix, il portatore di menhir, sul quale gli effetti del filtro sono permanenti, poiché da piccolo cadde nel paiolo del druido. A Petibonum, il centurione romano Caius Bonus e il suo secondo Marcus Sacapus, per scoprire il segreto della forza sovrumana dei loro avversari, decidono di inviare una spia nel villaggio: il legionario Caligula Minus viene prima truccato (parrucca e baffi finti) e vestito da gallo, e poi incatenato e affidato a una pattuglia, che si inoltra nella foresta con la speranza di venire attaccata dai galli. La speranza si concretizza in Asterix e Obelix, che sconfiggono la pattuglia e conducono Caligula Minus, alias Caliguliminix, al loro villaggio. Qui la spia vede il fabbro forgiare i metalli a mani nude, Obelix sollevare menhir senza fatica e Asterix tirare un carro pieno di tronchi senza sforzo. E quando chiede di conoscere il segreto della loro forza per poter ritornare sano e salvo dalla sua famiglia, gli viene data da bere la pozione magica. Ma poco dopo Caligula Minus viene smascherato durante un ballo gallico che prevede che ci si tirino i baffi a vicenda… Riesce comunque a fuggire e a far ritorno a Petibonum, dove informa Caius Bonus dell'esistenza della pozione. Così i legionari catturano Panoramix, lo portano nell’accampamento e lo torturano con l'intento di scoprire il segreto, ma inutilmente. Nel frattempo al villaggio, Asterix è preoccupato della prolungata assenza di Panoramix e, benché Obelix gli ricordi che l’effetto della pozione magica sia svanito, parte alla sua ricerca. Con l’astuzia penetra a Petibonum e, nottetempo, prima scopre che Caius Bonus e Marcus Sacapus vogliono la pozione magica per spodestare Cesare, e poi individua la tenda dove è rinchiuso il druido. Quando Astérix incontra Panoramix, i due non decidono di fuggire, ma di farsi beffe dei Romani e delle smisurate ambizioni dei loro comandanti. L'indomani il druido dichiara al centurione la disponibilità a preparare la pozione, ma prima gli farà perdere tempo obbligando l’intera guarnigione a cercare improbabili ingredienti e poi lo ingannerà facendo bere ai legionari una pozione che, anziché accrescere la forza, fa soltanto crescere barba e capelli a gran velocità. L’intero accampamento è in preda al caos. Caius Bonus, disperato, promette ad Asterix e Panoramix la libertà in cambio dell’antidoto. Così Panoramix chiede al centurione di procurare gli ingredienti necessari: non sono quelli per l’antidoto (è inutile perché la pozione tricologica ha breve durata), ma quelli per la vera pozione magica, che verrà preparata di nascosto dal druido per il solo Asterix. Ai legionari invece viene fatto bere un buon minestrone. Convinto di essere ormai libero dal maleficio, Caius Bonus non mantiene la promessa di liberare i galli. Naturalmente Asterix non ha difficoltà a mettere fuori gioco la guarnigione e a uscire dall’accampamento insieme a Panoramix, ma nel frattempo Petibonum è stata accerchiata dalle legioni guidate da Giulio Cesare, che ha avuto notizia di una congiura ai suoi danni. Asterix e Panoramix sono ricondotti dai Romani a Petibonum, ma, aiutando Cesare a smascherare il cospiratore Caius Bonus, vengono liberati dal proconsole. Ma Cesare promette minacciosamente ad Asterix che fra loro la partita non è affatto chiusa ed Asterix accetta spavaldamente la sfida. I nostri eroi fanno ritorno incolumi al villaggio, che per festeggiarli prepara un ricco banchetto. [senza fonte]

L'albo[modifica | modifica wikitesto]

La prima avventura di Asterix è un semplice e ironico scontro tra i nostri eroi e i loro nemici. Il contesto in cui si sviluppa la storia è l’occupazione della Gallia da parte dei Romani, che può ricordare quella tedesca dalla quale i francesi si erano liberati quindici anni prima; non a caso, nella prima tavola vediamo dei barbari germanici che se ne vanno lasciando la profetica minaccia: “Ma in guardia! Ci rifedrete!”. Per il resto la connotazione storica è unicamente uno stratagemma per mettere in scena una vicenda in cui il piccolo riesce a resistere al potente, come Davide e Golia; allo stesso modo i Galli ridicolizzano i Romani facendosi beffe della loro sete di potere utilizzando l’astuzia[3].

I modelli grafici dei personaggi non sono ancora quelli definitivi: basti dire che persino Giulio Cesare è rappresentato in due versioni molto diverse, una all’inizio e una alla fine dell’avventura[senza fonte].

Si tratta dell'unica storia della serie in cui il personaggio principale, Asterix, agisce senza l'aiuto del suo fido amico Obelix. Questi vi appare infatti solo come comparsa; assumerà il suo ruolo di coprotagonista fisso solo a partire dalla storia successiva, Asterix e il falcetto d'oro. È soprattutto Panoramix che funge da secondo protagonista al fianco di Asterix[senza fonte].

Alcune curiosità: Quando Asterix va nella capanna del druido Panoramix, questi nella prima tavola ha la barba bianca, nelle quattro successive invece ha la barba blu chiaro. La capanna di Panoramix è nella foresta, mentre nelle avventure successive si trova all’interno del villaggio. Forse è stata spostata proprio per evitare che i Romani lo rapiscano un'altra volta. Automatix, il fabbro del villaggio, forgia il metallo con le sue mani in questa prima storia, ma nelle avventure successive si servirà del suo martello. Nella tavola 6.B, compare per la prima volta Assurancetourix, il bardo del villaggio, che si presenta decisamente diverso da come apparirà in seguito, le principali differenze sono: la forma della faccia tonda e grossa, mentre nelle storie successive è invece stretta e allungata, non è ancora stonato come nelle avventure successive, ma ciò nonostante la sua arte è già detestata da tutti gli abitanti del villaggio, i capelli sono azzurri invece anziché gialli come nelle future storie, invece di suonare il liuto, suona il mandolino, il vestito che indossa è completamente verde (persino il mantello), nelle prossime storie sarà azzurro e bianco alternato e il mantello rosso. In questa avventura compare un elemento caratteristico della serie che riguarda i nomi dei Galli, che finiscono tutti in “ix”, e i nomi dei Romani, che hanno tutti il suffisso “us”. [senza fonte]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia la storia fu serializzata inizialmente all'interno della rivista Pilote, in cui apparve a puntate dal numero 1 (29 ottobre 1959) al 38 (14 luglio 1960)[4]; in seguito è stata pubblicata in albo cartonato nel 1961 dall'editore Dargaud.

Attualmente l'albo viene ristampato dalla casa editrice Hachette Livre, che nel dicembre 2008 acquisì da Uderzo e da Anna Goscinny (figlia dello scomparso René) tutti i diritti sulle pubblicazioni di Asterix[5][6].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni Mondadori[modifica | modifica wikitesto]

In Italia l'albo è edito, come gli altri della serie, da Mondadori; la prima edizione italiana risale al febbraio 1968[7][8] per la traduzione di Marcello Marchesi[9]. La Mondadori ha ristampato l'albo più volte nel corso degli anni; l'ultima edizione, condotta su quella francese di Hachette Livre, è della fine del 2011 e rispetto alle precedenti presenta, pur mantenendo invariata la traduzione, una copertina diversa, un nuovo lettering e una colorazione rinnovata[7]; è inoltre caratterizzata dall'avere la sagoma di Asterix stampata in rosso sulla costa.

Nel 1975 è stata pubblicata dalla Mondadori una versione tascabile in bianco e nero dell'albo, nella collana Oscar Mondadori[7], e nel giugno 2010 la storia è apparsa all'interno di Asterix: le origini, volume a colori in formato tascabile della collana Mondadori "Oscar Best Seller" comprendente anche le storie Asterix e il falcetto d'oro e Asterix e il duello dei capi[10].

Altre edizioni[modifica | modifica wikitesto]

La storia è stata inoltre pubblicata a puntate anche all'interno della rivista Il Giornalino (Edizioni San Paolo), nella quale fece la sua prima apparizione nel 1975[8] venendovi poi ristampata periodicamente; alla fine degli anni novanta è stata anche pubblicata in albo come supplemento speciale della rivista[7]. Tali edizioni sono basate su quella Mondadori e presentano la stessa traduzione di Marcello Marchesi.

Un'ulteriore edizione italiana dell'albo è stata quella pubblicata da Fabbri/Dargaud, datata febbraio 1982[7][8]. Anche questa era basata sull'edizione Mondadori, e presenta il medesimo titolo e la medesima traduzione[7].

In altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo originale dell'albo, Astérix le Gaulois, è stato tradotto come segue in alcune delle principali lingue in cui il fumetto è edito[11]; vengono inoltre indicate la casa editrice e l'anno di prima pubblicazione[12]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli albi sul sito ufficiale, asterix.com. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  2. ^ Scheda dell'albo, in Asterix.com (sito ufficiale). URL consultato l'11 gennaio 2012.
  3. ^ Chrono Asterix #1: Asterix il gallico - BadComics.it, badcomics.it, 18 luglio 2016. URL consultato il 25 settembre 2016.
  4. ^ Cronologia delle pubblicazioni di Asterix su Pilote, in bdoubliees.com. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  5. ^ Hachette Livre, nouveau propriétaire d'«Astérix», in Le Monde. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  6. ^ Astérix passe sous le contrôle d'Hachette, in Le Monde. URL consultato il 12 dicembre 2008.
  7. ^ a b c d e f Pubblicazioni italiane di Asterix, in Asterix-obelix.nl (Asterix around the world).
  8. ^ a b c Pubblicazioni italiane di Asterix, in Dimensionedelta.net.
  9. ^ Dati sull'edizione italiana, in iafol.org. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  10. ^ Asterix: le origini, in librimondadori.it (sito ufficiale Mondadori).
  11. ^ Per questioni di leggibilità, ci si è limitati ad elencare le traduzioni mostrate nella Scheda dell'albo in Asterix.com; per una lista esaustiva si rimanda al sito Asterix around the world e alla pagina Bourse aux traductions sul sito ufficiale
  12. ^ Traduzioni dell'albo, in Asterix-obelix.nl (Asterix around the world).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN175053368 · GND: (DE4351915-5
Fumetti Portale Fumetti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di fumetti