Asterix in America

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Asterix in America
fumetto
Titolo orig. La Grande Traversée
Lingua orig. francese
Paese Francia
Testi René Goscinny
Disegni Albert Uderzo
Editore Hachette Livre in precedenza Dargaud
Albi unico
Editore it. Arnoldo Mondadori Editore
Testi it. Luciana Marconcini
Genere commedia
Preceduto da Asterix e il regalo di Cesare
Seguito da Asterix e la Obelix SpA

Asterix in America (La Grande Traversée) è la ventiduesima storia a fumetti della serie Asterix[1], creata dal duo francese René Goscinny (sceneggiatura) e Albert Uderzo (disegni). La sua prima pubblicazione in albo in lingua originale risale al 1975[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il druido Panoramix ha bisogno di pesce ragionevolmente fresco per la sua pozione magica e per procurargliene Asterix e Obelix prendono il mare su una fragile barchetta a pesca. Decisamente poco esperti di navigazione, i due si fanno sorprendere da una tempesta che fa loro perdere la rotta. Dopo essere rimasti per giorni in balia dei flutti, finalmente sbarcano su una nuova, strana terra che non riconoscono: i Galli non possono saperlo, ma sono giunti sul continente nordamericano.

Ben presto Asterix e Obelix si imbattono negli autoctoni: dopo vari incontri/scontri vengono accettati per la loro forza e abilità guerriera in una tribù di pellerossa (che loro credono essere legionari romani mercenari provenienti da Creta o dalla Tracia). Obelix riesce anche, suo malgrado, ad entrare nelle grazie della poco attraente figlia del loro capo. Per sfuggire alle sue proposte matrimoniali, e perché desiderosi di tornare a casa, i due decidono nottetempo di fuggire. Giunti sulla costa, incontrano un equipaggio di esploratori Vichinghi che, non parlando la loro lingua e credendoli indigeni del luogo, li imbarcano per riportarli in Europa.

Giunti in patria, i Vichinghi euforici si preparano a sacrificare Asterix e Obelix ai loro dèi, ma i due riescono a fuggire - dopo l'immancabile rissa - e a trarre in salvo con loro anche un pescatore gallico fatto prigioniero dai predoni anni prima. Rubata una barca, grazie all'aiuto di questi riescono a veleggiare verso la Gallia - e a catturare il pesce scopo originario del loro viaggio - tornando così a casa dove li aspetta il consueto banchetto sotto le stelle.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

I personaggi presenti nella storia più rilevanti ai fini della trama sono:

  • Asterix: si imbarca senza immaginare che la spedizione di pesca si trasformerà in un viaggio transoceanico.
  • Obelix: dimostra di sapersela cavare ancor meno di Asterix su una barca, e contribuisce a provocare lo smarrimento di rotta -sebbene accusi di tutto il suo amico. In America mostra di gradire i tacchini e la carne d'orso, a lui ovviamente sconosciuti, e deve vedersela con la grassa figlia del capo indiano che si invaghisce di lui
  • Kerøsene (Kérøsen)[3]: capitano di un vascello vichingo e grande esploratore, conduce i suoi uomini fino alle lande sconosciute del cosiddetto "nuovo mondo", ma non viene creduto dai suoi compatrioti

L'albo[modifica | modifica wikitesto]

Questo albo segna uno dei più lunghi viaggi intrapresi da Asterix e Obelix, secondo solo alla trasvolata intercontinentale fino in India narrata in Le mille e un'ora di Asterix. I due Galli giungono inconsapevolmente fino in America, 1500 anni prima di Cristoforo Colombo, e qui si imbattono in una tribù di nativi americani, oltre a trovarsi faccia a faccia con quegli strani animali a loro sconosciuti, ribattezzati onomatopeicamente "glu-glu", che sono i tacchini[2].

Gag, citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia sono presenti alcune strizzate d'occhio a quelli che saranno i futuri Stati Uniti d'America. Durante la vicenda Obelix mette per tre volte K.O. un pellerossa, e questi viene disegnato - come è consuetudine nei fumetti - con uccelli e stelline intorno alla testa: queste altro non sono che l'aquila simbolo degli USA (Tavola 18), le stelle della bandiera americana (Tavola 19) e i gagliardetti della US Air Force (Tavola 21)[4]. Inoltre, per segnalare la loro presenza alla nave vichinga Asterix accende una fiaccola atteggiandosi nella posa della Statua della Libertà[4] (mentre Obelix, riferendosi al fatto di non voler sposare la sua spasimante, commenta dicendo "eh, no! Voglio restare libero!").

Durante il pasto con i pellerossa Obelix scopre suo malgrado che essi mangiano i cani, e dice poi che non vuol più rischiare di mangiare "cane caldo" (riferimento agli hot dog).

Da notare poi come i Vichinghi che appaiono in quest'albo appartengano a una stirpe diversa rispetto ai Normanni visti in Asterix e i Normanni, e parlino una lingua differente dalla loro, incomprensibile ai Galli e ricca di "å" e di "ø"; nella fattispecie, gli uomini di Grandibaf erano norvegesi/svedesi, mentre quelli in questa storia sono danesi. Questo si può desumere da vari elementi: il riferimento alla statua della Sirenetta di Copenaghen nella tavola 37, in cui Kerøsene nel vedere il suo capo infuriato che li attende al porto dice "credevi fosse una gentile sirenetta?"; le citazioni dall'Amleto nelle tavole 41 e 43; ed il fatto che il loro cane, che fa amicizia con Idefix, sia un alano, razza nota in Italia come in Francia anche come "danese".

Riferimenti ad altri albi[modifica | modifica wikitesto]

Infine, alcuni riferimenti interni alla serie: in quest'albo si scopre il motivo per cui la mercanzia del pescivendolo Ordinalfabetix puzzi così tanto: il commerciante afferma con orgoglio di importare il suo pregiato pesce da Lutetia, invece di pescarlo in mare (da notare come Lutetia, come Parigi, non si trovi ovviamente sul mare). Questa affermazione contrasta tuttavia con alcune scene mostrate in albi precedenti: in Asterix in Iberia Ordinalfabetix afferma di possedere una barca da pesca, che cede in prestito ai protagonisti, e in Asterix e l'indovino lo si può vedere intento a pescare.

Infine, Obelix mostra in questa storia di aver appreso le danze tzigane durante il suo viaggio in Hispania (Asterix in Iberia) tanto da riuscire ad insegnarle ai pellerossa.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia la storia apparve inizialmente a puntate all'interno del quotidiano Sud Ouest, in seguito è stata pubblicata in albo cartonato nel 1975[2] dall'editore Dargaud.

Attualmente l'albo viene ristampato dalla casa editrice Hachette Livre, che nel dicembre 2008 acquisì da Uderzo e da Anna Goscinny (figlia dello scomparso René) tutti i diritti sulle pubblicazioni di Asterix[5][6].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni Mondadori[modifica | modifica wikitesto]

In Italia l'albo è edito, come gli altri della serie, da Mondadori; la prima edizione italiana risale al maggio 1976[7][8] per la traduzione di Luciana Marconcini[9].

La Mondadori ha ristampato l'albo più volte nel corso degli anni; l'ultima edizione, condotta su quella francese di Hachette Livre, è della fine del 2011 e rispetto alle precedenti presenta, pur mantenendo invariata la traduzione, una copertina diversa, un nuovo lettering e una colorazione rinnovata[7]; è inoltre caratterizzata dall'avere la sagoma di Asterix stampata in rosso sulla costa.

Altre edizioni[modifica | modifica wikitesto]

La storia è stata pubblicata a puntate anche all'interno della rivista Il Giornalino (Edizioni San Paolo), nella quale fece la sua prima apparizione nel 1976[8] venendovi poi ristampata periodicamente. Tale edizione è basata su quella Mondadori e presenta la stessa traduzione di Luciana Marconcini, sebbene il titolo della storia vi sia stato modificato (con maggiore fedeltà all'originale) in La grande traversata[8].

In altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo originale dell'albo, La Grande Traversée, è stato tradotto come segue in alcune delle principali lingue in cui il fumetto è edito[10]; vengono inoltre indicate la casa editrice e l'anno di prima pubblicazione[11]:

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

La storia presente in quest'albo è stata trasposta al cinema in un lungometraggio d'animazione del 1995, dal titolo Asterix conquista l'America (in originale Astérix et les Indiens)[12]. La trama del cartone animato differisce però notevolmente da quella del fumetto: in particolare non compaiono i Vichinghi, il druido Panoramix giunge nel Nuovo Mondo con Asterix e Obelix (in realtà era proprio per salvarlo dalle grinfie dei Romani che i due si erano messi in viaggio) e la figlia del capo indiano è un'avvenente ragazza il cui affetto viene ricambiato da Obelix.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli albi sul sito ufficiale, asterix.com. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  2. ^ a b c Scheda dell'albo sul sito ufficiale, asterix.com. URL consultato il 19 ottobre 2011.
  3. ^ Scheda sul personaggio di Kérøsene, in Asterix.com. URL consultato il 12 gennaio 2012.
  4. ^ a b Scheda dell'albo su Asterixweb.it, asterixweb.it. URL consultato il 19 ottobre 2011.
  5. ^ Hachette Livre, nouveau propriétaire d'«Astérix», in Le Monde, 14 dicembre 2008.
  6. ^ Astérix passe sous le contrôle d'Hachette, in Le Monde, 12 dicembre 2008.
  7. ^ a b Pubblicazioni italiane di Asterix, in Asterix-obelix.nl (Asterix around the world).
  8. ^ a b c Pubblicazioni italiane di Asterix, in Dimensionedelta.net.
  9. ^ Dati sull'edizione italiana, in iafol.org. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  10. ^ Per questioni di leggibilità, ci si è limitati ad elencare le traduzioni mostrate nella Scheda dell'albo in Asterix.com; per una lista esaustiva si rimanda al sito Asterix around the world e alla pagina Bourse aux traductions sul sito ufficiale
  11. ^ Traduzioni dell'albo, in Asterix-obelix.nl (Asterix around the world).
  12. ^ Scheda sul film "Asterix conquista l'america", in Asterix.com. URL consultato il 23 ottobre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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