Asterix e il giro di Gallia

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Asterix e il giro di Gallia
fumetto
Asterix e il giro di Gallia.jpg
Copertina dell'edizione Panini Comics
Titolo orig.Le Tour de Gaule d'Astérix
Lingua orig.francese
PaeseFrancia
TestiRené Goscinny
DisegniAlbert Uderzo
EditoreHachette Livre in precedenza Dargaud
Collana 1ª ed.Pilote n. 172
1ª edizione7 febbraio 1963
Editore it.Arnoldo Mondadori Editore
1ª edizione it.1979
Preceduto daAsterix gladiatore
Seguito daAsterix e Cleopatra

Asterix e il giro di Gallia (Le Tour de Gaule d'Astérix) è la quinta storia a fumetti della serie Asterix[1], creata dal duo francese René Goscinny (sceneggiatura) e Albert Uderzo (disegni). La sua prima pubblicazione in volume in lingua originale risale al 1965[2].

È la prima storia in cui compare il cagnolino Idefix[2], che diverrà un comprimario fisso della serie in tutti gli albi successivi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'antica Lutezia, una delle tappe del "Giro di Gallia" di Asterix e Obelix

Dopo l'ennesima sconfitta, a suon di sganassoni, da parte degli irriducibili Galli armoricani, il Prefetto romano Lucius Fiordilotus decide di recintare il loro villaggio con una palizzata, per isolarli e impedire loro di seminare zizzania nel Paese. Asterix, per nulla disposto ad accettare questa imposizione, ingaggia il Prefetto in una singolare sfida, affermando di riuscire a compiere l'intero giro della Gallia malgrado l'opposizione dell'esercito romano, riportando al villaggio delle specialità culinarie delle diverse città galliche. Fiordilotus accetta, impegnandosi, in caso di sconfitta, a riconoscere la disfatta e a smontare l'assedio.

Per Asterix ed il fido Obelix inizia così un nuovo viaggio, che li porterà a toccare le principali città della Gallia: alla fine i due, nonostante le legioni e gli infidi complotti dei Romani, riusciranno nell'impresa, allestendo infine un banchetto di fronte allo sconfitto Fiordilotus.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

I personaggi presenti nella storia più rilevanti ai fini della trama sono:

  • Asterix: ben determinato a difendere il diritto dei suoi compatrioti a muoversi liberamente in Gallia, in sfida al Prefetto Fiordilotus si impegna a compiere l'intero giro della sua nazione. Grazie al suo ingegno, e all'immancabile fiala di pozione magica fornitagli dal druido Panoramix, riesce nell'impresa
  • Obelix: come sempre si dimostra pronto a seguire l'amico nelle sue imprese, ancor più quando si tratta di sconfiggere i Romani
  • Lucius Fiordilotus (Lucius Fleurdelotus): Prefetto romano di Gallia, giunge in Armorica deciso a ripristinare l'ordine, ma assiste all'ennesima sconfitta dei suoi soldati. Decide allora di recintare il villaggio per isolarne gli abitanti ma, sfidato da Asterix, nel finale va incontro a una definitiva sconfitta
  • Idefix: il cagnolino, fedele amico di Obelix, fa in questo albo la sua prima apparizione. Ancora senza nome (che gli verrà assegnato solo nell'avventura successiva, Asterix e Cleopatra, e in seguito a un sondaggio fra i lettori della rivista Pilote[2]), esordisce nella tavola 9, fuori da una salumeria di Lutetia. Attirato dall'odore del prosciutto portato da Asterix e Obelix, inizia a seguire, non visto, la coppia per tutto il viaggio: solo nel finale, giunto al villaggio, Obelix si accorge di lui e gli dona un osso

L'albo[modifica | modifica wikitesto]

Il "tour de Gaule"[modifica | modifica wikitesto]

Il "Giro di Gallia" compiuto dai due protagonisti, che dà il titolo all'albo, richiama ovviamente il Tour de France, la celebre competizione ciclistica. L'itinerario di Asterix e Obelix, mostrato nella seconda vignetta della tavola 5, si sviluppa lungo l'intero perimetro della Gallia (in realtà, di quella che è l'attuale Francia) in senso orario. Nella sfida fatta a Fiordilotus i due si impegnano a riportare al villaggio delle specialità gastronomiche da ciascuna città visitata: la lista completa delle "tappe", e delle relative specialità gastronomiche, è la seguente:

Le tappe del "Giro di Gallia" di Asterix e Obelix (percorso in senso orario)

Durante la realizzazione della storia gli autori rimaneggiarono diverse volte questo itinerario: per esempio in una delle prime bozze esso veniva percorso dai protagonisti in senso opposto a quello visto nella versione finale[15]. Inoltre, inizialmente Goscinny e Uderzo avrebbero volute far visitare ad Asterix e Obelix più città, fra cui Caesarodunum (Tours), celebre per il paté rillettes, Vesunna (Périgueux), celebre per il foie gras, Baeterraa (Béziers), celebre per il vino, e molte altre[2][15]; queste località non trovarono però spazio nella versione definitiva dell'albo.

Gag, citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

Come in molte avventure di Asterix, gran parte dell'umorismo di questo albo deriva della parodia di stereotipi (moderni) riferiti alle località visitate dai protagonisti nei loro viaggi; in questo caso diverse città della Francia. Ne sono esempi il traffico impossibile che caratterizza la città di Parigi (Lutetia), già parodiato nell'albo Asterix e il falcetto d'oro, e di cui il protagonista dice infatti: "non si è risolto niente dall'ultima volta!", o le labirintiche strade del centro storico di Lione (Lugdunum), in cui i Romani si perdono irrimediabilmente (malgrado lo stratagemma del loro prefetto di lasciarsi dietro dei sassolini, alla maniera di Pollicino[2]), riferimento ai traboule che caratterizzano la città. Sempre a Lione, il personaggio di Figliastrix (Beaufix in originale), capo della resistenza cittadina, è un omaggio all'importanza che la città francese ebbe nella Resistenza all'occupazione nazista durante la II guerra mondiale[16].

La Promenade des Anglais di Nizza, nell'albo ribattezzata "lungomare dei Britanni"

La "via romana n°VII", intasata da turisti luteziani diretti verso la costa, che Asterix e Obelix percorrono diretti verso Nizza (Nicae) è invece una strizzata d'occhio alla moderna autostrada Autoroute A7 che, continuando la A6, congiunge Parigi a Marsiglia. Il lungomare della città, che i due successivamente visitano e che Asterix chiama "passeggiata dei Britanni", è un riferimento a quella che è oggi il celebre Lungomare degli Inglesi[2].

Ancora, a Marsiglia (Massilia) appaiono alcuni frequentatori di un bar del luogo, che aiutano i protagonisti:tali personaggi hanno i volti di alcuni attori che appaiono nel film Marius[17], parte della cosiddetta trilogia marsigliese tratta dalle commedie del drammaturgo Marcel Pagnol: Raimu (parodiato nel personaggio di Cesare Labelladecadix, il padrone della locanda[17]), Fernand Charpin, Paul Dullac e Robert Vattier. La scena in cui gli ultimi tre giocano a carte è un esplicito riferimento ad una scena del film[17]. Successivamente costoro, per disturbare i Romani, inscenano una partita di bocce (nella variante provenzale del "petanque"), gioco molto popolare in tutto il Sud della Francia e citazione stavolta dal film Fanny[17].

Una citazione "storica" si ha invece nella tavola 20, allorché Asterix e Obelix, dirigendosi a Lione (Lugdunum), rubano il carro di un corriere postale e questi, furibondo, commenta con le parole "vi prometto che si parlerà ancora del corriere di Lugdunum!" (in originale, "Je vous promets qu'on n'a pas fini d'en parler de l'affaire du courrier de Lugdunum !"); il riferimento è all'episodio di cronaca passato alla storia con il nome di Affaire du courrier de Lyon, che fu un celebre caso di errore giudiziario avvenuto nel 1796, all'epoca del Direttorio[18].

Nell'albo appaiono infine due celebri citazioni latine: la prima nella tavola 3, sulla bocca di un legionario intento a costruire la palizzata intorno al villaggio degli Irriducibili: "Exegi monumentum aere perennius", dalle Odi di Orazio. La seconda viene pronunciata dal personaggio di Treppiede (uno dei Pirati) nella tavola 40: "Victrix causa diis placuit sed victa Catoni", citazione dai Pharsalia del poeta Lucano.

Riferimenti ad altri albi[modifica | modifica wikitesto]

Quinta avventura della serie Asterix, questo albo segna, oltre all'esordio di Idefix, anche alcune caratteristiche rilevanti sul piano della "continuity". Si ha la seconda comparsa dei Pirati, personaggi che, nati come parodia della serie Barbe Rouge, sarebbero poi diventati degli sfortunati comprimari fissi; inoltre appare nella ciurma per la prima e ultima volta il figlio del loro Capitano, Erix: nella storia seguente, Asterix e Cleopatra, viene lasciato da suo padre come pegno in un porto in cambio di una nuova nave, e in seguito non comparirà più nelle storie.

Si ha una delle prime apparizioni del fabbro Automatix (già visto marginalmente nel primo albo della serie, Asterix il gallico), ancora con un aspetto diverso dalla sua caratterizzazione definitiva, che assumerà solo a partire da Asterix e i Normanni. Da notare inoltre il personaggio del centurione romano di Petibonum, Nongettopius, perché è lo stesso che appare nella storia precedente, Asterix gladiatore: questo è l'unico caso in cui uno dei centurioni dei campi fortificati attorno al villaggio appare in più albi. Nella tavola 4 Obelix chiede inoltre a Fiordilotus di salutare a Roma il suo "amico" Caius Ottusus, anch'egli personaggio visto in Asterix gladiatore.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia la storia fu serializzata inizialmente all'interno della rivista Pilote in cui apparve a puntate dal numero 172 (7 febbraio 1963) al 213 (21 novembre 1963)[19]; in seguito è stata pubblicata in albo cartonato nel 1965.

Attualmente l'albo viene ristampato dalla casa editrice Hachette Livre, che nel dicembre 2008 acquisì da Uderzo e da Anna Goscinny (figlia dello scomparso René) tutti i diritti sulle pubblicazioni di Asterix[20][21].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni Mondadori[modifica | modifica wikitesto]

In Italia l'albo fu pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel giugno 1978, con più di dieci anni di ritardo rispetto all'edizione francese. Nel frattempo era già stato pubblicato l'albo Asterix in Corsica, in cui compaiono brevemente alcuni personaggi di Asterix e il giro di Gallia; questo fatto, insieme all'esordio di Idefix, apparve all'epoca come una discontinuità narrativa.

La traduzione italiana nell'edizione Mondadori è di Alba Avesini[22].

La Mondadori ha ristampato l'albo più volte nel corso degli anni; l'ultima edizione, condotta su quella francese di Hachette Livre, è della fine del 2011 e rispetto alle precedenti presenta, pur mantenendo invariata la traduzione, una copertina diversa, un nuovo lettering e una colorazione rinnovata[23]; è inoltre caratterizzata dall'avere la sagoma di Asterix stampata in rosso sulla costa.

Nel 1979 è stata pubblicata dalla Mondadori una versione tascabile in bianco e nero dell'albo, nella collana Oscar Mondadori[23].

Altre edizioni[modifica | modifica wikitesto]

La storia è stata inoltre pubblicata a puntate anche all'interno della rivista Il Giornalino (Edizioni San Paolo), nella quale è stata ristampata periodicamente. Tale edizione è basata su quella Mondadori, e presenta la stessa traduzione di Alba Avesini.

Un'ulteriore edizione italiana dell'albo è stata quella pubblicata da Fabbri/Dargaud, datata febbraio 1982[23][24] e con una differente traduzione a cura di Daniela Magri.

In altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo originale dell'albo, Le Tour de Gaule d'Astérix, è stato tradotto come segue nelle diverse lingue in cui il fumetto è edito[2]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli albi sul sito ufficiale, su asterix.com. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  2. ^ a b c d e f g Scheda dell'albo sul sito ufficiale, su asterix.com. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  3. ^ Tavola 6
  4. ^ Tavola 9
  5. ^ Tavola 11
  6. ^ Tavola 13
  7. ^ Tavola 19
  8. ^ Tavola 23
  9. ^ Tavola 25
  10. ^ Tavola 27
  11. ^ Tavola 32
  12. ^ Tavola 33
  13. ^ Tavola 37
  14. ^ Tavola 41
  15. ^ a b Olivier Andrieu, Le Livre d'Astérix le gaulois, Parigi, Les Éditions Albert René, 1999, ISBN 2-86497-133-X.
  16. ^ Scheda sul personaggio di Figliastrix (Beaufix), in asterix.com. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  17. ^ a b c d Scheda sul personaggio di César Labeldecadix, in Asterix.com. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  18. ^ Affaire du courrier de Lyon, in Histoire de France d'ailleurs. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  19. ^ Cronologia delle pubblicazioni di Asterix su Pilote, in bdoubliees.com. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  20. ^ Hachette Livre, nouveau propriétaire d'«Astérix», in Le Monde, 14 dicembre 2008.
  21. ^ Astérix passe sous le contrôle d'Hachette, in Le Monde, 12 dicembre 2008.
  22. ^ Dati sull'edizione italiana, su iafol.org. sul sito italiano iafol.org
  23. ^ a b c Pubblicazioni italiane di Asterix, in Asterix-obelix.nl (Asterix around the world).
  24. ^ Pubblicazioni italiane di Asterix, in Dimensionedelta.net.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Olivier Andrieu, Le Livre d'Astérix le gaulois, Parigi, Les Éditions Albert René, 1999, ISBN 2-86497-133-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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