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Gergovia

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Gergovia
Rovine del possibile sito di Gergovia, capitale degli Arverni

Gergovia, (in occitano Jergòia[1] o Gergòvia[2], in latino Gergǒvĭa[3]), chiamata fino al 1865 Merdogna (o Puy de Merdogne, in latino Podium Merdonia, composto dagli elementi celtici mer "grandes" e tonn "fratture, crepacci, aperture"),[4] e menzionata da Gaio Giulio Cesare nei propri Commentarii de Bello Gallico,[5][6] era la capitale del popolo gallico degli Arverni.

L'ubicazione della città è da sempre stata identificata con la zona dove si erge la montagna di Medogne, un plateau che si trova a circa sette chilometri a sud dell'attuale Clermont-Ferrand, sebbene ci sia però chi sostiene che l'oppidum di cui parlerebbe Cesare vada individuato nel massiccio delle Côtes, che si trova a nord di Clermont-Ferrand.

Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Gergovia e Conquista della Gallia.
Scena delle guerre galliche: gli edui Litavico, tradendo la causa romana, fuggono a Gergovia per sostenere Vercingetorige. Théodore Chassériau, Metropolitan Museum of Art.[7]

Il sito di Merdogne o Gergovie è stato occupato fin dal Neolitico e dall'età del bronzo, forse già come fortezza, anche se non vi è traccia di sviluppi difensivi.[8]

Durante la prima età del ferro, un capo locale sfruttò i vantaggi naturali dell'altopiano di Gergovia per costruire una fortificazione (VI secolo a.C. - V secolo a.C.), con un centro di potere che controllava il territorio circostante.[9]

Nel periodo gallico, Gergovia fu una delle capitali degli Arverni insieme a Corent e Gondola. Secondo gli scavi, è possibile attribuire a Corent il ruolo di capitale politica, economica e religiosa, quello di sito militare a Gergovia e quello di città artigianale a Gondola. I tre oppidi occupano i vertici di un triangolo di sei chilometri per lato, Corent e Gergovie su tavole di basalto che coprono una superficie di 70 ettari, e Gondola situata in pianura. Non si sa quale di queste oppida corrisponda alla città di Nemossos (termine gallico per indicare un "bosco sacro") data come capitale degli Arverni da Strabone nel I secolo.

Questo oppidum fu protagonista, nel 52 a.C., di uno scontro tra i galli ribelli di Vercingetorige e le Legioni di Cesare, che avevano posto l'assedio a questa fortezza.

Targa commemorativa della visita di Napoleone III a Gergovia

L'assedio di Gergovia finì male per i Romani e segnò la prima sconfitta di Cesare nel corso delle sue Campagne di conquista della Gallia, che subito dopo questo episodio apparvero in parte compromesse. Cesare riuscì in seguito a bloccare Vercingetorige con il suo esercito ad Alesia, dove sconfisse il capo gallico.

Quindi anche se Cesare non riuscì nella battaglia di Gergovia ad annientare la rivolta gallica, non si può parlare di vera e propria sconfitta, in quanto fu in parte una sua scelta quella di abbandonare l'assedio, dopo alcuni vani assalti alla città, inseguendo poi i galli fino ad Alesia, massima roccaforte dei Mandubi.

Cesare infatti non riuscì ad ottenere una vittoria certa a causa dell'indisciplina di una legione che, invece di rientrare, avanzò fino alle mura della città, mettendosi essa stessa in serio pericolo.

  1. (FR) Emmanuel Grélois, Marie Saudan, Chartes et documents de l'Église de Clermont antérieurs au XIIe siècle, collana Documents, études et répertoires publiés par l'Institut de recherche et d'histoire des textes, Parigi, CNRS Éditions, 2015, ISBN 978-2-271-08676-1.
  2. (FR) Jean Roux, Œuvres en occitan d'un Républicain auvergnat (1798-1860), Lione, EMCC, 2016, p. 155, ISBN 978-2-35740-517-2.
  3. (FR) Félix Gaffiot, Dictionnaire Latin Français, Parigi, Hachette, 1934, p. 710.
  4. (FR) Jean-Baptiste Bullet, Mémoires sur la langue celtique, Tome 3, contenant la seconde partie du Dictionnaire celtique, Besançon, 1750. URL consultato il 13 settembre 2025.
  5. (FR) Maxime Gorce, Vercingétorix, chef des gaulois, Parigi, Payot, 1935, p. 166.
  6. (FR) Gabriel Simeoni e Antoine Chappuys, La Limagna D'Overnia, Lione, Guillaume Rouillé, 1561, p. 57..
  7. (EN) Le gaule Litavicus, su Metropolitan Museum. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  8. (FR) Les remparts de Gergovie, su gergovie.net. URL consultato il 23 gennaio 2021.
  9. (FR) Les fortifications de l’oppidum de Gergovie, su inrap.fr, 18 luglio 2019.

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