Lagonda

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Lagonda
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Stato Regno Unito Regno Unito
Fondazione 1906 a Staines
Fondata da Wilbur Gunn
Sede principale Staines
Gruppo David Brown Ltd. dal 1948 al 1972
Persone chiave Wilbur Gunn, Arthur Davidson, David Brown
Settore meccanica
Prodotti automobili
Sito web www.astonmartin.com/lagonda
Lagonda 1925 12-24LC
Lagonda 2-Litre Tourer 1931

Lagonda è stata una casa britannica costruttrice di automobili.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1906 a Staines, nel Surrey dallo statunitense di origini scozzesi Wilbur Gunn (1859-1920)[1] di professione cantante d'opera.[2] Divenne cittadino britannico nel 1891, lavorando come tecnico di motociclette e barche da competizione. Chiamò la ditta dal nome del luogo di fondazione della città natale Springfield (Ohio).[3][4] La sede di un fiume nato dall'erosione dell'era glaciale. Il luogo ha importanza storica come parte del Trattato di Easton tra le tribù Shawnee e i britannici durante la Guerra franco-indiana.[5]

Costruì motociclette nel giardino di casa sua a Staines[1] con vittorie a Gran Premi come quello del 1905 Londra-Edimburgo. Nel 1904 passò ai veicoli a tre ruote e nel 1907 costruì la prima macchina, la 20 HP, 6 cilindri, Torpedo, vincendo la Mosca–San Pietroburgo del 1910.[1] Nel 1913 Lagonda introdusse una piccola autovettura, la 11.1 con motore 4 cilindri da 1099 cm³, che dal 1914 presentava una barra Panhard e una monoscocca rivettata oltre che un freno a mano fly-off, come sulle auto da competizione dell'epoca per le partenze veloci da semaforo.

Durante la prima guerra mondiale Lagonda produsse bombe per artiglieria.[1]

Dopo la fine della guerra continuò la produzione della 11.1 con un motore 1400 cc più grande e un impianto elettrico standardcome sulla 11.9 fino al 1923 e il suo aggiornamento 12 fino al 1926.

Solo dopo la morte di Gunn nel 1920 il progettista Arthur Davidson, proveniente dalla Lea-Francis, progettò la Lagonda 14/60 HP che fissò lo standard successivo della casa. Era una turismo da 2 litri presentata al Salone di Londra del 1925. Montava un motore bialbero 4 cilindri da 1954 cc e camere di combustione emisferiche. Dotata di frizione monodisco, cambio a 4 marce e freni su tutte le ruote, caratteristiche non comuni all'epoca, era però penalizzata da un motore fiacco rispetto a Ballot e OM.

Con lo Speed Model successivo le cose migliorarono grazie ad un rapporto di compressione aumentato.

Questa vettura disponibile con carrozzeria 4 posti ad ala, berlina e coupé aveva una tenuta di strada sicura e una frenata potente e grazie a queste caratteristiche poteva rivaleggiare con la più potente Bentley 3 Litre.

Nel 1927 la casa introdusse, su un telaio allungato 14/60, il modello 16/65 HP a 6 cilindri di 2,4 litri.

Nel 1929 il motore della 16/65 HP fu portato a 3 litri rivelando la validità del progetto del telaio. Perciò nel 1933 un gruppo di piloti dilettanti chiese al proprietario della casa, il generale Metcalfe di realizzare una vettura 4,5 litri sul telaio della 3 litri. L'accordo fallì ma la chiusura della fabbrica delle Invicta liberò dei motori Meadows di 4,5 litri che vennero destinati alle nuove Lagonda. La casa battezzò il modello M45.

La M45 si dimostrò una vettura valida, superava i 150 Km/h, era molto maneggevole e aveva una frenata potente. Molte qualità devono esse attribuite al motore Meadows 6 cilindri, 4493 cm3, con 108 CV, 4 cuscinetti di banco, valvole in testa, 2 carburatori SU e accensione a magnete; che disponeva di un'ottima elasticita dovuta alla coppi motrice di 27,6 Kgm a 2300 giri/min.

Al Tourist Trophy del 1934 delle vetture, preparate magistralmente da Arthur Fox, affrontarono delle Bentley 3½ Litre.

Lagonda M45 Rapide modello 24 Ore di Le Mans 1935

Al traguardo la Bentley fu seconda (1° una MG) ma il valore della Lagonda condotta da Brian Lewis emerse chiaramente.

Dopo il TT venne lanciata la M45 Rapide con le migliorie apportate da Fox, passo accorciato di 135 mm, freni Girling, uno sterzo più diretto, un dispositivo di ruota libera (accessorio di moda nel periodo) e potenza portata a 120CV. Tutto ciò ad un sovrapprezzo di £1000.

Una nuova auto piccola, la Rapier, uscì nel 1934 con un motore 1104 cc e un cambio semiautomatico. Rimase in produzione fino al 1935 ma altri modelli furono prodotti fino al 1938 dall'azienda David Napier and Son of Hammersmith, London.

Nel 1935 la morte del generale Metcalfe e l'imposizione del governo del limite di velocità di 30 MPH (48 Km/h) provocarono una grave crisi che portò al fallimento della casa produttrice di auto sportive. Così mentre il curatore fallimentare Alan P. Good cercava compratori Arthur Fox acquistò la migliore Rapide dalla Lagonda, la iscrisse alla 24 Ore di Le Mans, e la affidò ai piloti John Hindmarsh e Louis Fontes. Dopo un incidente e una lotta serrata con l'Alfa Romeo di Heldè/Stoffel la rossa Lagonda tagliò per prima il traguardo dopo 3010 Km alla media di 125.283 Km/h.

Lagonda LG45 Rapide del 1937 a Rétromobile 2011

Alan Good trovò dei compratori, tra cui Dick Watney (ex Rootes) e Walter Owen Bentley svincolatosi dalla Rolls-Royce. Bentley si concentro su come far divenire la Lagonda M45 la migliore auto del mondo; perciò affidò la produzione della carrozzeria a Frank Feeley. Nel settembre 1935 venne presentato il modello LG45. Questo differiva dalla M45 Rapide per 3ª e 4ª marcia sincronizzata, ammortizzatori idraulici, ruote più piccole, pneumatici più morbidi e sterzo più pesante e demoltiplicato del precedente.

Feeley superò se stesso con la LG45 Rapide del 1937. La vettura era una cabriolet 4 posti con parafanghi di tipo motociclistico, tubi di scappamento esterni, coda arrotondata e rastremata e una capote di tessuto elegante e funzionale. L'auto era molto veloce per l'epoca, sfiorava i 175 Km/h e raggiungeva gli 80 Km/h da ferma in 9,4 secondi.

Sulle LG45 venne montato un motore migliorato da Bentley affinché raggiungessero le 100 MPH (163 Km/h). Queste modifiche, che includevano un nuovo condotto di aspirazione e un volano alleggerito furono approvate da Meadows che fece sì che questi motori fossero noti come "Sanction" (to sanction in italiano significa approvare).

Lagonda V12 Le Mans del 1939

Bentley progettò anche un nuovo cambio a leva centrale per la LG45 con 2°-3°-4° sincronizzate.

Nel 1938 al Salone di Londra venne presentata la Lagonda v12. Il motore progettato da W. O. Bentley, in grado di produrre 160 CV a 5500 giri/min., ha tuttavia una coppia motrice inferiore a quella del Meadows 6 cilindri dovuta alla concezione antiquata dello stesso. La velocità massima sfiorava i 175 Km/h. La vettura si dimostro raffinata nella linea e veloce ma il cambio e lo sterzo furono criticati per la loro scarsa manovrabilità.

Questa dote velocistica venne confermata nel 1939 a Brooklands dove un prototipo aerodinamico riuscì a percorrere in un'ora 163 Km, nonostante una sosta per una foratura, con giro finale a 174 Km/h e 193 km/h di velocità massima.

Alla 24 ore di Le Mans del 1939 vennero iscritte 2 vetture alleggerite e ben carburate che però per una serie di imprevisti non andarono oltre il 3º e 4º posto finali.

Automobili David Brown[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: David Brown Ltd., Aston Martin e Tickford.
Lagonda 2,6 litri Convertibile Tickford

La società fu acquistata nel 1948 da David Brown dell'omonima azienda di famiglia David Brown Ltd., integrata successivamente nella Aston Martin già acquistata da Brown 1947. Nel 1947, Brown vide un annuncio sul The Times, dove offrivano la vendita di un business in ambito motoristico di lusso. Brown acquistò la Aston Martin per 20.500 sterline e l'anno successivo la Lagonda per 52.500, seguite dalla Tickford nel 1955.[6] Tickford era la carrozzeria maggiormente usata da Aston Martin-Lagonda. La Aston Martin venne trasferita presso la carrozzeria Tickford di Newport Pagnell. Il sito produttivo era in Tickford Street (sede che rimase tale fino all'arrivo, decenni dopo, della proprietà Ford che spostò la produzione della DB7 a Bloxham e poi a Gaydon per la DB9 e DBS). La serie di vetture Aston Martin con sigla “DB”, incluse la DB2, la DB3, la DB4, la DB5 (famosa per essere l'auto di James Bond), la DB6, la DB7, la DB9 e la DBS (Quest'ultima presente nel film Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà e nella serie televisiva Attenti a quei due), richiamava le iniziali di David Brown. Ironicamente, mentre fu alla testa della Aston Martin, usava un prodotto rivale, una Jaguar XJ Series I, come macchina personale.

Una Lagonda Rapide del 1964

L'ultimo modello col marchio Lagonda fu la Lagonda Rapide, prodotta dal 1961 fino al 1964. L'auto era una GT 4 porte basata sulla Aston Martin DB4. Era dotata di motore 4 litri 6 cilindri in linea, di sospensioni posteriori De Dion, 4 dischi e un cambio automatico Borg&Warner a 3 marce come optional. La carrozzeria era realizzata col metodo Touring Superleggera e univa alla parte posteriore di una DB4 una calandra simile a quella delle Edsel. La Aston Martin e la Lagonda vennero successivamente acquistate nel 1972 dalla Company Developments Limited, per 100 sterline, a causa dell'insolvenza della Aston Martin. Il nome della carrozzeria Tickford scomparve tra la fine degli anni cinquanta e il 1981. Tra il 1976 e il 1989, la Aston Martin rispolverò il nome Lagonda realizzando, sotto il marchio Aston Martin, il modello chiamato Aston Martin Lagonda, una berlina di lusso con carrozzeria in alluminio lunga più di 5 metri con motore V8 di 5340 cm³ da 320 cv.

Concept Lagonda[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2008 è stata comunicata l'intenzione di riattivare il marchio Lagonda, che sarà indipendente rispetto a quello Aston Martin e si occuperà di settori di mercato differenti. Al Motor Show di Ginevra del 2009 l'Aston Martin ha svelato un SUV, per commemorare il 100º anniversario della 1ª auto Lagonda mai costruita. Montava un v12 ruote da 22 pollici. L'auto che dovrebbe segnare questo ritorno, un Suv di lusso, verrà probabilmente presentata successivamente al marzo 2010.[7]

Lagonda Taraf[modifica | modifica wikitesto]

La Lagonda Taraf è un'auto di lusso britannica svelata a Dubai, nel 2014, dalla Lagonda, l'appena risorto brand dell'Aston Martin. Il modello, limitato a 200 unità, era stato pensato per il solo mercato mediorientale, ma adesso è disponibile anche nel Regno Unito a £696,000.

"Taraf" si può tradurre in arabo come "il massimo del lusso".

Modelli[modifica | modifica wikitesto]

Anno Tipo Motore Produzione
1906-1913 20 3052cm³ valvole laterali 4 cilindri
1911-1913 30 4578 cm³ valvole laterali 4 cilindri
1913-1921 11 1099 cm³ 4 cilindri 6000 (incluse 11.9 e 12)[8]
1920-1923 11.9 1421 cm³ 4 cilindri
1923-1926 12 e 12/24 1421 cm³ 4 cilindri
1925-1933 14/60 e 2 litre Speed 1954 cm³ OHV 4 cilindri 1440[8]
1926-1930 16/65 2389 (in seguito 2692) cm³ OHV 6 cilindri 250[8]
1928-1934 3 litre 2931 cm³ OHV 6 cilindri 570[8]
1926-1930 16/80 1991 cm³ OHV 6 cilindri Crossley 260[9]
1933-1938 Rapier 1087 cm³ bialbero 4 cilindri 470 + circa 45 dalla Rapier Cars[9]
1926-1930 M45 4467 cm³ OHV 6 cilindri Meadows 410 + 53 M45R Rapide[9]
1935 3.5 litre 3619 cm³ OHV 6 cilindri 65[9]
1936-1937 LG45 4467 cm³ OHV 6 cilindri Meadows 278 + 25 Rapides[9]
1938-1940 LG6 4467 cm³ OHV 6 cilindri Meadows 85[9]
1938-1940 V12 4480 cm³ SOHC V12 189[9]
1948-1953 2.6-Litre 2580 cm³ bialbero 6 cilindri 510[10]
1953-1958 3-Litre 2922 cm³ bialbero 6 cilindri 270[10]
1961-1965 Rapide 3995 cm³ bialbero 6 cilindri 55[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d N. G.N. Georgano, Beaulieu Encyclopedia of the Automobile, HMSO, 2000, ISBN 1-57958-293-1.
  2. ^ Nachtschicht im Schloss: A report on a concours d'elegance at Schloss Bensberg, in Auto Motor u. Sport, Heft 25 2010, 18 novembre 2010, p. 45.
  3. ^ My kind of car: Lagonda 16/80 1932, in Drive (Magazine of the British Automobile Association), vol. 115, febbraio 1985, p. 66.
  4. ^ British Tradition from an American, in The World of Automobiles, vol. 10, Columbia House, 1974, p. 1129.
  5. ^ http://www.thecanadianencyclopedia.ca/en/article/easton-treaty/
  6. ^ (EN) The David Brown Corporation Limited. The Times, Thursday, 19 April 1956; pg. 18; Issue 53509
  7. ^ La Repubblica, 8 giugno 2009
  8. ^ a b c d N. Baldwin, A-Z of Cars of the 1920s, Devon, UK, Bay View Books, 1994, ISBN 1-870979-53-2.
  9. ^ a b c d e f g M. Sedgwick, A-Z of Cars of the 1930s, Devon, UK, Bay View Books, 1989, ISBN 1-870979-38-9.
  10. ^ a b c M. Sedgwick, A-Z of Cars 1945-1970, Devon, UK, Bay View Books, 1986, ISBN 1-870979-39-7.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]