Capote (auto)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

La capote (pronuncia in italiano capòt), è un termine francese[1] con equivalente italiano in cappotta, con cui viene più comunemente definito il mantice, la copertura mobile pieghevole a protezione sia dei posti a sedere delle carrozze quanto dell'abitacolo delle autovetture convertibili. Per le carrozze è generalmente realizzata in pelle ingrassata, per le autovetture in tela impermeabile o altro materiale similare; talvolta costituita da più strati di materiali tessili differenti, quello intermedio con funzione d'isolamento acustico e termico, quello interno soprattutto estetico. Almeno sin dagli anni '90 in Francia il termine ha assunto connotazione gergale col senso di "profilattico" perciò nell'uso parlato può essere opportuno esprimere il concetto con "toit en toile" (tetto in tela).

Origini ed evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Esempio di tetto rigido non asportabile di una SRT Viper

L'elemento fa praticamente parte della storia delle automobili sin dagli esordi, considerando il derivare dei primi modelli proprio dalle carrozze scoperte.

Nel corso del tempo il tipo di capote s'è differenziato a seconda della tipologia e destinazione d'uso delle varie vettura a tetto apribile, che definiamo genericamente convertibili o decapottabili ma si differenziano più propriamente nelle seguenti categorie:

Spider, o Spyder (per Maserati e Porsche) o Speeder, vetture con tetto integralmente apribile , a 2 posti, a 3 posti o 2+2 (cioè con quelli posteriori considerati di fortuna, o omologati solo passeggeri al di sotto di una certa altezza per bambini): capote su telaio pieghevole, a mantice, includente il lunotto, talvolta rigido (in vero o policarbonato), talvolta morbido, in PVC trasparente. Fino agli anni '50, soprattutto in alcuni modelli molto bassi e sportivi si abbinava a pannelli laterali asportabili, al posto dei finestrini in vetro (analogamente a quanto avveniva su grosse torpedo e veicoli militari). Essi erano costituiti da una cornice in tela impermeabile dello stesso colore e consistenza, cucita allo "specchio" in pvc o celluloide trasparente ad alto spessore, tesa su un telaietto metallico le cui estremità inferiori si infilavano in apposite asole sul bordo superiore della portiera. Quando non utilizzati venivano riposti nel vano sul retro dei sedili anteriori (nelle spider a 2 posti) o nel baule.

Negli anni '70 nacquero modelli con rollbar (ad es. Lancia Beta Spider e Beta Montecarlo Spider) ove la capote pieghevole era limitata alla sola porzione posteriore del tetto, lunotto compreso, mentre sopra i posti anteriori l'apertura avveniva asportando due pannelli rigidi, come quelli delle vetture tipo "targa" (Bertone X1/9), di cui all'apposito paragrafo.

Roadster,in origine la versione più esasperata e sportiva della spider, adatta anche alla competizione su strada: la capote tessile è leggera, in un solo telo completamente asportabile e arrotolabile per riporre il tutto nel bagagliaio finito l'uso. Quando è utilizzata si fissa con cinghiette ad un semplice telaio a tubi, talvolta pieghevole come quello di un normale mantice ma per lo più a centine scomponibili, ed in tal caso è più assimilabile, sebbene in scala ridotta, ai teloni dei fuoristrada aperti. È sempre abbinata ai summenzionati finestrini di fortuna a pannelli asportabili. Una capote quindi destinata solo a situazioni di emergenza, soprattutto se la vettura non aveva sul fondo le ampie aperture di sfogo dell'acqua tipica di molte vetture prettamente da corsa e l'equipaggio preferiva non dover utilizzare tute impermeabilizzate troppo pesanti. Dagli anni '50 la distinzione lessicale tra spider e roadster s'è affievolita e il nome contraddistingue anche spider molto sportive, ma tutt’altro che rustiche

Cabriolet in origine Phaeton, Double Phaéton, o Triple Phaeton a seconda del numero di file di sedili (termini mutuati dall'omologo tipo di carrozza), in seguito, e con linee ben più snelle, Torpedo, tutti indicanti comunque vetture apribili a 4, 5 o 6 posti, nei primi tempi progettate ex novo sia da carrozzerie specializzate sia dalla grande industria (vedi Ford), ed in seguito, col prevalere delle carrozzerie chiuse, derivate da coupé a 4 posti o da berline di serie (delle quali in alcuni casi hanno mantenuto le 4 portiere): la capote tessile è grande, sovente a più strati, con telaio pieghevole a mantice, sostituita in alcuni modelli USA anni '50 da un tetto metallico ripiegabile (vedi paragrafo apposito). La capote delle cabriolet/torpedo era abbinata, nei primi modelli e all’incirca fino alla fine degli anni 20, ai finestrini a pannelli tessili asportabili.

Curioso il fatto che, a dispetto dell'attuale classificazione automobilistica, il termine francese Cabriolet (Cab in Inglese) indicasse in origine veloci carrozzelle a 2 grandi ruote e 2 o 3 posti, tirate da un solo cavallo, come i Tilbury, mente la sua versione americana dalle ruote ancor più grandi era chiamata Araignée in Francia e Spider nel mondo anglosassone. Cabriolet derivava dal termine Cabrioler (far capriole) per la leggerezza, velocità ed instabilità di quel veicolo. Motivo per cui tutt'ora i francesi negano la definizione di cabriolet alle pesanti decapottabili a 4 porte, che mal si associano al concetto di "capriole", e classificano le spider come sottocategoria della grande famiglia delle "vere" cabriolet.

L'accrescitivo italiano Torpedone, quando usato con proprietà, ha contraddistinto fino agli anni 50/60 gli autobus decapottabili in genere ed in particolare quelli da turismo, in quanto originariamente del tutto simili a grosse torpedo, perciò con capotte apribile per tutta l'estensione del tetto inclusa la zona lunotto, ma con un maggior numero di coppie di sportelli e di file di sedili rispetto all'autoveicolo. Dagli anni ‘30, col crescere delle velocità consentite da strade e motori più moderni e delle conseguenti turbolenze aerodinamiche, i torpedoni ebbero porte e finestrini con cornice completa, che andava in battuta con la capote quando chiusa. La capote del torpedone fu gradualmente ridotta in larghezza ed estensione, lasciando più spazio ad un'ampia cornice metallica lungo il perimetro del tetto ove erano ubicate le guide dell’armatura a traversini scorrevoli, l’estremità apribile era ubicata non più in corrispondenza del parabrezza bensì delle prime file di sedili e l’estremità fissa via via sempre più lontana dal lunotto posteriore. In apertura la capotte si compattava a mantice. Negli anni ’50 talvolta si interrompeva a metà della lunghezza del veicolo, oppure era ripartita in due sezioni. Nel contempo venne abbinata a finestrini superiori dalla raggiatura sempre più ampia, posti a raccordo tra imperiale e finestrature laterali, preludio dei tetti panoramici a vetratura completa. La capote tardò comunque a scomparire dalla gamma di autobus granturismo proposti dai Carrozzieri specializzati (quali in Italia Barbi) sia per consentire una visione panoramica delle città d’arte, sia per la tardiva adozione su tali veicoli dell’aria condizionata (già molto diffusa altrove). Tanta longevità, unita alla decisione della commissione preposta ad italianizzare le parole straniere, nel 1940, di utilizzare torpedone per tradurre pulmann, ha contribuito a far sì che tale termine tutt'oggi venga adoperato come sinonimo di autobus granturismo, sebbene i veri torpedoni moderni siano autobus completamente aperti come alle origini ma completamente sprovvisti di capote e talvolta di finestrini, utilizzati per brevi giri panoramici di località turistiche.

Landaulet (altra denominazione di carrozza): la sola porzione posteriore del tetto è apribile mediante capote pieghevole (e talvolta la porzione sopra i posti anteriori apribile mediante due pannelli rigidi com ele già citate ibride spoder-"targa"). L'allestimento landaulet ha contraddistinto sia alcune grosse berline di rappresentanza del passato, sia alcune cabriolet (es. BMW 318 anni '70 e primi '80) ove tale scelta era connessa non tanto al contenere gli ingombri della capotte piegata nel vano preposto, quanto alle nuove norme di sicurezza contemplanti il rollbar centrale. In seguito anche le cabriolet beneficeranno dei nuovi parabrezza con cornice rinforzata e dei rollbar eiettabili posteriori.

La capote tessile nelle autovetture convertibili moderne[modifica | modifica wikitesto]

Nelle attuali vetture convertibili/decappottabili (cabriolet, spyder, o roadster) la capote è un elemento pieghevole in tela con struttura portante semi rigida (comunemente detta telaio) ad azionamento manuale oppure nella maggioranza dei veicoli attuali comandata elettricamente dall'interno del veicolo. La velocità di apertura e chiusura e l'alloggiamento della capote quando l'auto è scoperta possono variare a seconda del modello e della casa automobilistica, i tempi sono però più o meno standard, dai 7 ai 12 secondi. La chiusura elettrica si è evoluta con motorini sempre più potenti che, a differenza dei precedenti impianti, consentono di attuare con successo tale manovra anche a veicolo già in marcia purché al di sotto di una determinata velocità.

Gli alloggiamenti più consueti sono il bagagliaio stesso della vettura o un vano specifico fra i sedili e il bagagliaio, o, più raro, il tonneau posto dietro all'abitacolo.

Pregi e difetti[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio della capote nera di una Ferrari 348 Spider del 1993

Alcune case automobilistiche, come per esempio l'Alfa Romeo, per tradizione sono molto legate alla capote in tela, dall'impronta per tradizione molto più sportiva e spartana rispetto alla rigida, oltre al pregio di essere decisamente più leggera, economica e meno ingombrante, considerando anche il bagagliaio di un'auto sportiva normalmente assai ridotto.

I problemi delle capote in tela però sono molteplici:

  1. sulle auto molto potenti l'inadeguatezza alle velocità elevate, superate le quali alcune vetture debbono necessariamente viaggiare scoperte pena lacerazioni o vere esplosioni dell'involucro tessile.
  2. su tutte una maggiore rumorosità da attrito
  3. maggiori possibilità di infiltrazioni d'acqua e spifferi, anche per usura delle guarnizioni in battuta coi vetri (a meno di automatismi che, come su alcune marche tedesche, determinino il temporaneo abbassamento dei cristalli in fase di apertura e chiusura delle portiere e il successivo rinnalzamento per meglio maschiarsi sotto le linguette delle guarnizioni stesse)
  4. una maggior esposizione a restringimenti, usura, deterioramento, sporcizia difficile da rimuovere a causa degli agenti atmosferici e dell'inquinamento; problemi parzialmente alleviabili disponendo sempre di un rimessaggio coperto o, meglio ancora, di ricorrere nella stagione fredda all'hard-top asportabile (v. apposita sezione)
  5. l'esposizione a danni per tentativi di furto o vandalismo

La capote rigida pieghevole[modifica | modifica wikitesto]

Come già accennato nella classificazione genreale, In alcuni modelli di convertibili la capote consiste in un tetto rigido (hard top) pieghevole. Nei primi modelli americani anni '50 era in metallo e pesantissimo, mentre oggi nelle moderne vetture coupé-cabriolet anche in plastica, spesso dello stesso colore della carrozzeria, manovrabile elettronicamente da un comando a cruscotto; come per la capote in tela, la velocità con cui il tettuccio si apre e chiude dipende dal modello di automobile o dalla casa automobilistica, mentre come alloggiamento, a causa dei maggiori ingombri, viene utilizzato unicamente il bagagliaio.

Pregi e difetti[modifica | modifica wikitesto]

Vista dall'alto di una Ferrari California; notare il tetto in metallo chiuso

I pregi di questo tipo di copertura sono:

  • comfort a capote chiusa, quanto a silenziosità, assenza di spifferi e isolamento termico d'inverno, che su certi modelli adeguatamente rifiniti raggiunge gli stessi livelli di auto a carrozzeria chiusa (coupé o berlina)
  • possibilità di reggere a capote chiusa a velocità molto più elevate di quelle ammesse dalla copertura in tela,
  • minor attaccabilità da ladri e vandali
  • massima resistenza agli agenti atomosferici e allo smog, pari o superiore a quella della carrozzeria metallica

I difetti non sottovalutabili della capote rigida che, dopo il lancio negli USA, ne determinarono per decenni l'abbandono, sono i seguenti:

  • gli ingombri quando è ripiegata nell'apposito alloggiamento, ovvero nel bagagliaio stesso dell'auto che spesso viene quasi completamente sacrificato
  • la necessità di notevole adattamento ingegneristico, strutturale e talvolta aerodinamico del corpo vettura,
  • la maggior complessità di meccanizzazione dei movimenti di chiusura (motorini, tiranteria, rinvii)
  • il conseguente maggior peso rispetto alla versioni in tela a discapito delle prestazioni/consumi.
  • in alcuni casi un’alterazione dell'estetica dell'auto di cui eventualmente costituisca la versione apribile

La capote nelle vetture Targa[modifica | modifica wikitesto]

Nelle vetture targa la capote consiste in un tettuccio rigido in materiale plastico, o molto più raramente in metallo, asportabile in modo manuale, non pieghevole, a volte scomponibile e di norma senza un alloggiamento dedicato all'interno dell'auto; comprende un tettuccio rigido posteriore con finestrature, un roll-bar centrale fissato al corpo della vettura al quale poi viene fissato il tettuccio vero e proprio.

Dettaglio del tettuccio di una Mazda MX-5 RF Targa del 2016

Questo tipo di capote ormai è stata completamente sostituita da quella apribile automaticamente nelle vetture cabrio-coupé, ma al momento del debutto, avvenuto nel 1961 per la Triumph TR4 "Surrey Top", venne molto apprezzato dal pubblico e ispirò le altre case automobilistiche sportive quali la Porsche, il cui grande successo commerciale dei modelli 911 e 912 contribuì notevolmente al diffondersi del termine "Targa" per indicare genericamente le vetture con questo tipo di carrozzeria.

La capote nelle vetture HardTop[modifica | modifica wikitesto]

Nelle vetture Hardtop la capote consiste in un tetto rigido in metallo o vetroresina che include lunotto ed eventuali finestrini fissi posteriori.

L'Hardtop è autoportante e quindi non necessita di collegarsi ad un montante-rollbar e a differenza delle tipo "targa" corrisponde di solito all'intero tetto della vettura, sostituendo la capotte in tela nella stagione fredda. Si fissa con agganci a leva al corpo della vettura ed ai montanti del parabrezza dell'auto.

Si può dire che l’hard top trasforma una spider, un roadster o una cabriolet in un coupé.

Disponibile come accessorio per vari modelli spider e roadster già dagli anni '50 e in alcuni casi completamente sostitutivo della capotte nemmeno montata sul veicolo (vedasi una versione della Mercedes 190 SL dell’epoca, il cui uso da aperta era ovviamente riservato a brevi spostamenti nelle giornate di assoluto bel tempo o ai climi con lunghi periodi privi di precipitazioni, e in cui lo spazio lasciato libero dal mantice era occupato da un terzo sedile perpendicolare al senso di marcia, il cosiddetto “posto della suocera”).

In seguito fu proposto come optional di cabriolet, o prodotti da aziende specializzate qualora la Casa non l’avesse messo alistino (v. quelli per le Mercedes E Cabrio della serie W124).

Pregi e difetti[modifica | modifica wikitesto]

Pregi indiscussi (in parte analoghi al tetto rigido pieghevole)

  • riduce l'esposizione della capote a sporco ed agenti deterioranti sostituendola durante la stagione fredda o di pioggia (o in gran parte dell'anno)
  • privo di spifferi e di rumorosità
  • meno soggetto a danni da furto o vandalismo
  • protezione aggiuntiva in caso di ribaltamento
  • peso minore rispetto ad una capot rigida pieghevole

Difetti:

  • costo all'acquisto
  • ingombro quando riposto
  • necessità, soprattutto sui modelli per veicoli a 4 posti, d'essere in due per installarlo senza far danni, a meno di disporre di un paranco sospeso sotto un portico o nell'autorimessa
  • necessità di asportazione periodica, per mettere in tensione qualche ora la capote tessile, onde prevenire il formarsi di pieghe troppo marcate
  • peso aggiuntivo (nei modelli di veicolo ove la capote è sempre montata e riposta piegata nel suo vano)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fredi Valentini, Lessico della carrozzeria, Milano, Automobilia per Pininfarina, 1979, voce dedicata

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Automobili Portale Automobili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di automobili