Aston Martin DBS

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Aston Martin DBS
Astondbsfront2.jpg
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Aston Martin
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1967 al 1973
Sostituisce la Aston Martin DB6
Sostituita da Aston Martin V8
Esemplari prodotti 787
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.590 mm
Larghezza 1.830 mm
Altezza 1.330 mm
Passo 2.610 mm
Massa 1.588 kg
Altro
Stile William Towns
Auto simili Maserati Indy
Lamborghini Islero
Jaguar E-Type
AstonMartinDB-S-1969-arriere.jpg

La Aston Martin DBS è una autovettura coupé prodotta dalla Aston Martin tra il 1967 ed il 1973. Il nome DBS era la sigla di David Brown Sports e le lettere DB hanno caratterizzato la denominazione di tutti i modelli della casa dal 1950 al 1973, periodo in cui David Brown ne è stato proprietario.

La presentazione[modifica | modifica wikitesto]

Linea laterale di una DBS

Disegnata da William Towns, la DBS aveva una linea che richiamava lo stile italiano (l'impostazione generale non differiva molto da quella, ad esempio, delle contemporanee Maserati Ghibli o della Fiat Dino Coupé)[1] e una meccanica raffinata: avantreno a quadrilateri, retrotreno con ponte De Dion, 4 freni a disco (quelli anteriori autoventilati), cambio manuale a 5 marce e sterzo servoassistito.

La nuova coupé Aston Martin avrebbe dovuto portare al debutto anche un nuovo motore V8, tutto in lega di alluminio, ma vari problemi di messa a punto costrinsero la casa di Newport Pagnell ad impiegare, inizialmente, i 6 cilindri in linea della precedente DB6.

Caratterizzata da una carrozzeria di generose dimensioni (261 cm di passo, 459 cm di lunghezza, 133 cm d'altezza e ben 183 cm di larghezza), da un'abitabilità per 2+2 (con i due posti posteriori considerati di fortuna) e da un peso di 1588 kg, la DBS aveva più un'impostazione da gran turismo veloce che da sportiva pura. Come testimoniavano la presenza del servosterzo gradito soprattutto negli USA e l'elevato grado di finitura con pelle e radica utilizzato per la realizzare gli interni.

DBS e DBS Vantage[modifica | modifica wikitesto]

Aston Martin DBS Vantage del 1971

Al momento del debutto era disponibile un'unica versione, mossa dal noto 6 cilindri in linea in alluminio con distribuzione bialbero di 3996 cm³, alimentato da tre carburatori SU.

Con 282 CV, la DBS raggiungeva la velocità massima di 227 km/h, considerata modesta per la cilindrata. Per ovviare alla carenza di prestazioni, sentita soprattutto in Europa, pochi mesi dopo l'Aston Martin lanciò accanto alla versione standard che rimaneva in listino, la DBS Vantage, che grazie all'alimentazione con 3 carburatori (maggiorati e a doppio corpo) Weber e al rapporto di compressione più elevato, disponeva di 325 CV (sufficienti a consentire i 241 km/h di velocità massima).

Anche i freni e l'assetto vennero adeguati alle maggiori prestazioni.

La DBS Vantage uscì di listino nel 1970, quando venne presentata la DBS V8, mentre la versione standard rimase in produzione fino al 1973.

DBS V8[modifica | modifica wikitesto]

Aston Martin DBS V8 del 1970

Nel 1970 lo sviluppo del nuovo V8, caratterizzato dalla costruzione in alluminio e dalla distribuzione con un albero a camme in testa per ogni bancata, giunse a conclusione e venne installato sulla coupé DBS.

Grazie alla cilindrata di 5340 cm³ e all'alimentazione a iniezione multipoint Bosch, il nuovo propulsore, disponendo di 345 CV, sufficienti a spingere la DBS V8 a 261 km/h, con un peso del copro vettura di 1700 kg.

Nel listino della casa la DBS V8 prese il posto della DBS Vantage, da cui derivava la meccanica.

Fine produzione[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le DBS uscirono di listino nel 1973, rimpiazzate dalla loro evoluzione AM V8.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ame, Dalla 2-Litre Sports alla Virage, la storia delle classiche Aston Martin - Auto Story, in Panorama auto. URL consultato il 18 novembre 2016.

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