Walter Owen Bentley

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Walter Owen Bentley (Hampstead, 16 settembre 1888Woking, 13 agosto 1971) è stato un imprenditore inglese.

Il logo della Bentley
Speed-Six

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Walter Owen Bentley, MBE fu un ingegnere, progettista di motori aeronautici, progettista e pilota in ambito corse automobilistiche, fondatore della Bentley Motors Limited di Cricklewood, vicino Londra. Fu conosciuto come "W O" senza la necessità di aggiungere il cognome Bentley.[1] Bentley nacque a Hampstead, London il più giovane di nove fratelli figli di Alfred Bentley and Emily Waterhouse.[2] Frequentò il Clifton College, una scuola pubblica di Clifton, Bristol, dal 1902 al 1905 che lasciò all'età di 16 anni per iniziare a lavorare come apprendista ingegnere alla Great Northern Railway di Doncaster nello Yorkshire. "La vista di una Patrick Stirling a otto assi mi colpì profondamente."[3] A Doncaster impara, in pratica, procedure tecniche; come costruire macchine complesse e progettarle. W O si sposò tre volte. Nel 1914 con Leonie Gore, la figlia di un baronetto,[2] che morì nel 1919 durante l'epidemia di influenza spagnola. Sposò Poppy (Audrey Hutchinson) nel 1920, divorziò nel 1931 dopo i problemi economici imprenditoriali. Sposò Margaret Roberts Hutton nel 1934, non ebbero figli. Bentley morì al lavoro a Woking, Surrey, un venerdì di agosto del 1971 a 83 anni all'epoca patron del “The Bentley Drivers' Club”. La vedova Margaret morì nel 1989.

Locomotive[modifica | modifica sorgente]

L'apprendistato costò al padre di Walter 75 sterline per cinque anni ma con la Great Northern Atlantic realizzò l'ambito desiderio presente in lui fin da bambino di guidare una locomotiva della Great Northern Atlantic. Alla fine dell'apprendistato divenne fuochista in seconda su una linea ferroviaria principale.[4] "My longest day was London to Leeds and back, on the return journey doing Wakefield to King's Cross non-stop for 175 miles. This was a total day's run of 400 miles, entailing a consumption of about seven tons of coal, every pound of it to be shovelled. Not a bad day's exercise."[3] Durante questo periodo ebbe esperienze anche in ambito motociclistico, equitazione; con una Quadrant, una Rex, e una Indian. Completò l'apprendistato nell'estate del 1910 e decise che la vita professionale nelle ferrovie non lo avrebbe soddisfatto. Compì studi ingegneristici per un breve periodo al King's College London, e un periodo alla National Motor Cab Company. Nel 1912 si unì al fratello, H M, Horace Millner Bentley, in una azienda chiamata "Bentley and Bentley" che vendeva auto francesi DFP. Convinto che la partecipazione a competizioni era la via migliore per commercializzare questi veicoli e non soddisfatti delle performance, W O—ispirato da un articolo di giornale—approntò un set di pistoni in lega di alluminio fatti per i motori DFP e con un albero adattato, conseguirono numerosi record in Brooklands nel 1913 e 1914.

Motori aerei[modifica | modifica sorgente]

Bentley BR2
Il picco dello sviluppo del motore rotativo

Allo scoppio della Prima Guerra mondiale W O realizzò l'idea di utilizzare i pistoni in lega di alluminio per scopi militari. Aumentò considerevolmente la potenza. Si rese possibile l'aumento di numero di giri e di compressione. Capitolati di sicurezza furono emanati per i costruttori. Dopo alcune settimane gestì i contatti di questi costruttori e la marina inglese. Wilfred Briggs, divenne “senior officer” per il resto del conflitto.[3]. W O immediatamente fu coinvolto in una commissione della Royal Naval Air Service e mandato a contatto con i costruttori—il primo fu Lord Hives della Rolls-Royce per la sua esperienza e conoscenza nella modifica dei motori DFP per autoveicoli che Bentley vendette in Gran Bretagna. Così il primo motore aeronautico Rolls-Royce, Eagle, ebbe i pistoni in lega di alluminio anziché acciaio. Da Derby andò a Wolverhampton da Louis Coatalen alla Sunbeam e la stessa idea fu usata in tutti i motori aeronautici Sunbeam. W O fu poi mandato alla fabbrica di Chiswick che costruiva su licenza i motori della Clerget.[3]. Clerget non credette molto alla novità così la Marina mandò W O a Coventry alla Humber dove gli fu dato un intero team per la progettazione di motori. Il risultato fu un motore, fondamentalmente differente dal Clerget pensato precedentemente—più semplice da produrre—come nel disegno del sistema a camme; il primo prototipo fu pronto nell'estate del 1916. Questo fu il BR1, Bentley Rotary 1. Il secondo più grande il BR2 seguì nei primi mesi del 1918. Il successo di questi motori può essere letto negli articoli dell'epoca.[3] Per questo lavoro W O fu insignito di MBE. Nel 1920 fu coinvolto in tribunale da un reclamo—che fu contestato senza successo dalla licenziataria Clerget—e fu più tardi premiato con 8.000 sterline dalla Royal Commission on Awards to Inventors.[3]

Bentley Motors, Cricklewood, Middlesex[modifica | modifica sorgente]

1923 Bentley 3-litre Open Touring Car. . . . Speed Model Chassis
Quest'auto ebbe grande reputazione. La linea è ben conosciuta, ed è disegnata per leggerezza, senza sacrificare robustezza e comfort.
Due porte, una dal lato guidatore, l'altra dal lato passeggeri opposto per i sedili posteriori.
La leva del freno di stazionamento, esterna alla carrozzeria, facilemte raggiungibile, segue la linea del corpo auto. I sedili anteriori sono separate e scorrevoli, I sedili posteriori per due sono più bassi ed avvolgenti. In vendita per 1.125 sterline[5]
Bentley Motors Ltd,
3, Hanover Court, London, W.1.
Telephone Mayfair 1371

Dopo la Guerra nel 1919, W O fondò, con suo fratello,[6] la loro casa automobilistica: Bentley Motors Limited. La prima Bentley 3-litre prese vita in quell ache era Street Mews, Baker Street, London, nell'ottobre del 1919. La prima macchina completa compì un viaggio test nel gennaio 1920. W O disegnò un motore Quattro cilindri molto robusto di tre litri. La prima auto di produzione, fatta a Cricklewood, fu venduta nel settembre 1921. La robustezza del veicolo divenne rinomata. Una partecipazione alla 500 miglia di Indianapolis nel 1922 con alla guida Douglas Hawkes vide l'auto al 13º posto con una media di 80 miglia orarie. Nel 1923 alla 24 Ore di Le Mans, raggiunsero il quarto posto.[4] La 3 Litre vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1924 e I modelli seguenti ripeterono il successo nel 1927, 1928, 1929 e 1930. Il loro motto fu "To build a good car, a fast car, the best in class." Il loro manager di gara fu un vecchio compagno di scuola Richard Sidney Witchell. Le Bentley fecero tanti record a Le Mans. "Bentley Boy" Woolf Barnato fu il pilota che vinse più di tutti. Comunque la 24 Ore di Le Mans del 1925 fu un fallimento completo per W O, e l'azienda subì un tracollo finanziario. La condotta fu severamente criticata dal board. La soluzione temporanea fu che Woolf (Babe) Barnato, dei "Bentley Boys", erede del magnate sudafricano di Kimberley, Barney Barnato, comprò tutti gli asset della società[4] ma W O divenne un impiegato di Barnato. W O disegnò un'altra generazione di autoveicoli con sei cilindri, sei velocità, introdotta nel 1928, ma nel 1929 contro le sue speranze, Barnato premise la costruzione del veicolo di Tim Birkin "Blower" del 1927. L'auto fu sviluppata lontano dalle officine Bentley dove operava W O.[6] Scarsa robustezza ne caratterizzo la vita. Al tempo Ettore Bugatti commentava le Bentley così: "Mr. Bentley builds the worlds' fastest trucks." La Grande Depressione diede il colpo finale. La 8 Litre fu lanciata come auto di lusso nell'ottobre del 1930. Un centinaio furono fabbricate e vendute. Ettore Bugatti vendetta tre esemplari del modello equivalente. Dal luglio 1931 Barnato decise di non supportare più l'azienda. L'azienda venne ipotecata.[7] L'azienda di W O accumulò perdite per 136.220 sterline.[8] D. Napier and Son fabbricarono auto in Inghilterra fin dal 1925 quando si focalizzarono sulla produzione di motori aeronautici; furono ansiosi di ritornare al settore automotive ed entrarono in contatto con la Bentley per acquisirla, e W O iniziò a progettare al prossima generazione di veicoli per il nuovo proprietario, Napier-Bentley. Rolls-Royce seguì con cautela.

(The Times, Saturday, Oct 24, 1931; pg. 18; Issue 45962)
« Napier To Absorb Bentley Motors »
(IT)
« La Press Association rende noto che Napier & Son, costruttori di motori aeronautici, ha raggiunto un accordo per l'acquisizione della Bentley Motors Limited che è in liquidazione volontaria. Si attende che il Tribunale si pronunci sul caso nei prossimi giorni. »
(Press Association)

Cricklewood production[3][5]

Una 3 litri di Dudley Benjafield
Bentley 8-litre saloon
Year 3-litre 4-litre Bentley 4½ Litre Bentley Speed Six 8-litre Total
1922
145
145
1923
204
204
1924
403
403
1925
395
395
1926
295
58
353
1927
140
127
267
1928
45
273
99
417
1929
8
260
129
397
1930
138
126
264
1931
50
56
100
206
1931+
4
6
10
Total
1,639
50
733
539
100
3,061

Rolls-Royce Limited, Derby[modifica | modifica sorgente]

All'ultimo minuto la rivale di sempre Rolls-Royce fermò le intenzioni della Napier, annunciando l'acquisizione della Bentley il 20 novembre del 1931. Rolls-Royce ebbe problemi con l' 8 Litri Phantom II. Rolls-Royce intraprese immediatamente azioni per rimediare.[9] Cricklewood fu chiusa nel 1932. La produzione spostata a Derby e, nel dopoguerra, Crewe. Rolls-Royce acquisì lo showrooms in Cork Street, la stazione di servizio a Kingsbury, lo stabilimento intero a Cricklewood e Bentley stessa. Il lodo con Napier in tribunale non ebbe seguito per questi ultimi. Il nome Bentley rimase solo per una serie di veicoli di categoria inferiore e la Rolls-Royces visti i costi di sviluppo fermò il progetto.[3] W O pensò che Barnato prese una parte delle azioni della Rolls-Royce appena prima della decisione di lasciare la Bentley al proprio destino. Barnato fu invitato come direttore della nuova sussidiaria Rolls-Royce, Bentley Motors (1931) Limited.[3] Per W O l'inverno del 1931/1932 fu duro, sua moglie divorziò.

Serrata[modifica | modifica sorgente]

Come obbligo del tribunale la Rolls-Royce tenne sotto contratto W O dal primo maggio 1932 alla fine di aprile 1935.[9][10] Rolls-Royce isolò Bentley a Londra e in Europa, occupandolo come PR per i clienti, per test sui veicoli a Brooklands e per test di lungo corso nel continente e sulle Alpi.[3] Mentre lavorava al collaudo di nuovi prototipi gli fu solo permesso di commentare su cosa sarebbe stata la nuova Derby 3.5 Litre annunnciata in ottobre del 1933.[11] A quel tempo iniziò la progettazione con il design teams a Derby, facendoseli amici. Tra loro Harry Grylls e Stewart Tresilian che disegnò un motore per rimpiazzare il V12 per la Phantom III. W O fu letteralmente sequestrato dal design team.[3] Rolls-Royce promosse la nuova linea di veicoli Bentley come "The Silent Sports Car". W O lasciò alla fine dell'aprile 1935 alquanto amareggiato.

Lagonda, Staines, Middlesex[modifica | modifica sorgente]

Logo di una Lagonda M45 Tourer del 1933

Una Lagonda M45R Rapide con un motore Meadows vinse a Le Mans nel luglio del 1935. Solo una settimana dopo la Lagonda fu dichiarata salva dalla Associated British Oil Engine Company[12] e W O divenne il nuovo direttore tecnico. W O si spostò con la maggior parte dello staff tecnico delle Rolls-Royce Racing alla Lagonda. Qui W O ritornò a vincere. Incapace di persuadere Harry Grylls di trasferisrsi nel proprio staff tecnico a Staines, W O ottenne la collaboratzione di Stewart Tresilian dal febbraio 1936. Tresilian portò Frank Stark e Reg Ingham con loro. Donald Bastow aderì.

La Lagonda di W O, Bentleys in tutto ma il nome[9][modifica | modifica sorgente]

Pubblicità americana del 1937

W O fece Tresilian capo progetto del progetto V12. Il primo esemplare V12 fu lanciato nel 1937. Tresilian lasciò nei primi mesi del 1938 per una sussidiaria Hawker Siddeley.[9] lo sviluppo V12 non fu completo ma le difficoltà finanziarie di Lagonda incentivarono l'abbandono. L'auto fu esibita nel 1939 al New York Motor Show: "The highest price car in the show this year is tagged $8,900. It is a Lagonda, known as the "Rapide" model, imported from England. The power plant is a twelve-cylinder V engine developing 200 horsepower."[13]

Durante la Seconda Guerra mondiale W O lavorò sugli armamenti Lagonda.[4] Fino alla fine della Guerra lavorò su un motore sei cilindri in linea. Con il suo team sviluppò un nuovo tipo di motore con camme in testa, con doppio carburatore SU. Non fu pronto fino al 1948.

Nell'agosto del 1947 J.R.Greenwood, president della Lagonda, annunciò l'inizio della produzione del motore per automobile progettato da Mr W O Bentley. Il ministro del controllo del commercio per allocare le forniture di acciaio dal 1945 al 1954. Questi controlli furono riconosciuti come discriminatori e a danno di talune aziende. Lagonda ebbe un portafoglio ordini che le permise di ottenere acciaio per 100 veicoli. David Brown ottenne l'acciaio necessario. La contingentazione dell'acciaio ebbe come effetto non voluto il noto utilizzo da parte di Land Rover dell'alluminio, con il beneficio della non corrosibilità dei suoi prodotti.

David Brown, Feltham, Middlesex[modifica | modifica sorgente]

Un mese dopo a metà settembre fu annunciato che l'acquisto della Lagonda da David Brown & Sons (Huddersfield) Limited, costruttore di ruote dentate, che produceva già con Aston Martin.[14] La produzione fu spostata a Feltham nel Middlesex. David Brown acquisì Lagonda e pose W O a capo della nuova creazione Lagonda Straight-6 engine, insieme a Frank Feeley che disegnò la DB2. La produzione durò fino al 1959.

Le Aston Martin di W.O.[modifica | modifica sorgente]

Armstrong Siddeley[modifica | modifica sorgente]

W O rimase come ingegnere alla Aston Martin-Lagonda per un certo periodo poi si trasferì alla Armstrong Siddeley. Il team di W O, con Donald Bastow, responsabile per il progetto Armstrong Siddeley Sapphire che sviluppò anche lo chassis, lasciò nel 1949; più tardi nell'ottobre del 1952 dichiararono che non ebbero più motivazioni per continuare la collaborazione. Costi troppo elevati non permisero lo sviluppo della produzione.

Bentley Drivers' Club[modifica | modifica sorgente]

Woolf Barnato (1895–1948) fu presidente. W O acconsentì di divenirne patron nel 1947.
Fondato nel 1936 questo club conta 4.000 membri in tutto il mondo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La convenzione dell’epoca richiedeva che gli individui fossero riconosciuti dal loro cognome con il prefisso Miss, Master, Mrs o Mr. a degree of familiarity or implied superiority which might not be welcome to either party. To distinguish by adding just the Christian name might also indicate a level of familiarity. There were further refinements.
    Per differenziare I fratelli che lavoravano assieme convenzionalmente si usavano le iniziali del nome di battesimo. Da allora Mr W. O. Bentley lavora con Mr H. M. Bentley indicati dalla forma breve: W O and H M.
  2. ^ a b H. G. Pitt, ‘Bentley, Walter Owen (1888–1971)’, rev. Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004 ; May 2006
  3. ^ a b c d e f g h i j k W O Bentley My Life and My Cars, 1967, London, Hutchinson & Co
  4. ^ a b c d Obituary, The Times, Saturday, 14 August 1971; pg. 14; Issue 58250
  5. ^ a b W O Bentley, An Illustrated History Of The Bentley Car 1919–1931 1964, London, George Allen and Unwin Limited
  6. ^ a b Bentley Drivers Club Vintage History
  7. ^ Receiver Appointed Of Bentley Motors Limited Re Bentley Motors Limited; London Life Association Limited v. Bentley Motors Limited, And Woolf Barnato. The Times, Saturday, 11 July 1931; pg. 4; Issue 45872
  8. ^ Graham Robson, 60 years of Bentley, Thoroughbred and Classic Cars, September 1979
  9. ^ a b c d The court case against Lagonda and W. O. Bentley
  10. ^ Bentley Motors (1931) Limited v. Lagonda Limited and Walker Owen Bentley and In re Bentley (1931) Limited's Trade Mark No 528,124. Reports of Patent Design and Trade Mark Cases Vol LXIV No.2
  11. ^ Cars Of 1934 The New Bentley The Times, Tuesday, 3 Oct 1933; pg. 6; Issue 46565
  12. ^ Sale Of Lagonda The Times, Monday, 24 June 1935; pg. 22; Issue 47098
  13. ^ New York Times, 17 October 1939, Page 16.
  14. ^ The New Lagonda Car Export Possibilities The Times, 20 September 1947; pg. 3 & pg. 7; Issue 50871

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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