Kilroy was here

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Graffito di Kilroy sul WWII Memorial di Washington DC

Kilroy was here (Kilroy è stato qui) è una espressione della cultura di massa statunitense, spesso rappresentata sotto forma di graffito. La sua origine è controversa, ma la frase e il disegno di "Kilroy", un pupazzo calvo (talvolta con pochi capelli), con un naso prominente, che sbircia da sopra un muro, aggrappato con entrambe le mani, erano molto noti tra gli statunitensi durante la seconda guerra mondiale.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

In Gran Bretagna, il graffito è noto come "Mr. Chad" o solo "Chad", mentre l'equivalente australiano è la frase "Foo was here". La scritta "Foo was here" potrebbe risalire alla prima guerra mondiale, mentre il disegno di Chad potrebbe derivare da un personaggio creato da un disegnatore di fumetti nel 1938. Un ispettore navale statunitense presso il cantiere navale Fore River Shipyard di Quincy nel Massachusetts dal nome J.J. Kilroy potrebbe essere l'origine della scritta "Kilroy was here" diffusa nella seconda guerra mondiale. Lo studioso di etimologia Dave Wilton ha pubblicato un suo studio secondo il quale "ad un certo punto durante la guerra, Chad e Kilroy si sono fusi nel contesto dello spirito di unione tra gli alleati, e il disegno inglese si sovrappose alla frase americana"[1].

"Foo was here" divenne popolare tra gli studenti australiani delle generazioni postbelliche. Il graffito è conosciuto con altri nomi nel mondo, tra cui Smoe, Clem, Flywheel, Private Snoops, Overby, Eugene the Jeep, Sapo e Nano. Charles Panati, autore di articoli scientifici su Newsweek, ha riportato che "la faccia maliziosa e la frase sono diventati uno scherzo nazionale... La stravaganza del graffito non era tanto per quello che diceva, ma per la varietà di luoghi dove appariva".[2] La moda dei graffiti di Kilroy terminò negli anni cinquanta.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

La frase risulta avere avuto origine tra i soldati americani che disegnavano l'omino e la scritta Kilroy è stato qui sui muri o su qualsiasi altro posto dove si fermavano, si accampavano, o che visitavano. Il dizionario Brewer's delle frasi e favole annota che il disegno era associato soprattutto con l'Air Transport Command, perlomeno per quanto riguarda il Regno Unito. Se l'origine della frase slogan è incerta, quella del disegno lo è un po' meno. Il pupazzo è quasi certamente nato come "Chad" nel Regno Unito prima della seconda guerra mondiale[3] come creazione del disegnatore di fumetti George Edward "Chat" Chatterton[4]. Presumibilmente, il disegno e lo slogan si fusero durante gli anni quaranta per influsso degli americani sui britannici[5]. Il fumetto Chad era molto popolare e si poteva trovare disegnato in giro per il Regno Unito con sotto la scritta What, no …? o Wot, no …? (Che cosa? Manca ...?) utilizzato come satira dei razionamenti e della carenza di mezzi[6].

Un esempio: sul lato di un aliante della British 1st Airborne Division utilizzato nell'Operazione Market Garden è stata vista la scritta Wot, no engines? (Cosa? Niente motori?). Da questi utilizzi, il disegno di Kilroy si espanse a commentare tutti gli esempi di episodi bizzarri, anche tragicamente, in tempo di guerra, tra cui i casi di Blue on blue ("fuoco amico" in italiano) o incidenti di vario tipo, anche mortali. Più tardi, durante la ricostruzione degli anni cinquanta e sessanta, diventò il protagonista di alcune pubblicità, specialmente su manifesti che pubblicizzavano ristrutturazioni di case. Per esempio, in molte aree del paese dove i gabinetti esterni all'appartamento erano la norma, la pubblicità di imprese di idraulica recitava «Cosa?, nessun gabinetto dentro?». Una teoria identifica in James J. Kilroy, un ispettore di cantieri navali americani, l'uomo che ha involontariamente creato lo slogan.

Costui, durante la seconda guerra mondiale lavorava al cantiere navale Bethlehem Steel a Quincy, nel Massachusetts, dove aveva il compito di supervisionare i lavori di costruzione delle navi. Ogni manovale veniva pagato a seconda del numero di rivetti che riusciva a montare, e a fine turno doveva fare un segno con un gessetto per indicare il punto il suo lavoro aveva avuto termine, cosicché si potesse distinguere la sua opera da quella dell'operaio del turno successivo. Alcuni manovali però, si resero conto che potevano guadagnare di più iniziando a lavorare prima dell'arrivo dell'ispettore, in modo da poter cancellare indisturbati il segno dell'operaio che li aveva preceduti, riproducendolo invece molto più indietro, ed attribuendosi così il lavoro del collega. Quando J.J. Kilroy lo scoprì, fermò questa pratica scrivendo Kilroy was here (Kilroy è stato qui) vicino a ogni segno, con una matita gialla.

A quel tempo, stante l'urgenza bellica, le navi venivano consegnate prima di completare le verniciature, così, quando i marinai andavano ad aprire le aree sigillate per esigenze di manutenzione, trovavano questa inspiegabile frase scritta dappertutto. Migliaia di soldati potrebbero aver visto la scritta sulle navi da trasporto e la onnipresenza di Kilroy, unita al mistero sull'origine della frase, contribuì a creare e diffondere la leggenda. In seguito, i militari potrebbero aver cominciato a scrivere di loro iniziativa la scritta in altri posti, specialmente nelle aree appena conquistate. A un certo punto, in seguito, il disegno di Chad e la scritta potrebbero essersi fuse.[7]

Il New York Times riportò questa teoria sull'origine del disegno nel 1946 specificando una curiosa particolarità: poiché Kilroy apponeva il suo nome durante le varie fasi della costruzione della nave, man mano che procedeva la lavorazione, le scritte apparivano anche in posti dove era impossibile arrivare a lavoro finito (all'interno di compartimenti sigillati per esempio) e questo alimentò il mito, ovvero: se Kilroy era stato capace di scrivere in un posto impossibile, chissà cosa altro poteva fare. Kilroy è stato il più popolare tra i graffiti del suo tipo dalla seconda guerra mondiale in poi. Il Clem canadese, l'Overby di Los Angeles nei tardi anni sessanta, il Chad britannico e il Mr. Foo australiano utilizzato nella prima e seconda guerra mondiale, non raggiunsero mai la popolarità di Kilroy. Il periodo di maggior diffusione della moda dei graffiti Kilroy finì negli anni cinquanta, ma tuttora le persone scrivono ovunque nel mondo lo scarabocchio Kilroy was here nelle scuole, nei treni e in altri posti simili. Kilroy è ancora conosciuto e usato dai militari americani, presumibilmente a fini auto-sarcastici. È stato visto scarabocchiato su barriere e magazzini a Taji, in Iraq.[senza fonte]

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Il graffito di Kilroy disegnato su di un pezzo del muro di Berlino ora esposto nel Newseum di Washington negli Stati Uniti.

Esistono diverse leggende urbane relative ai graffiti "Kilroy è stato qui". Una di esse afferma che Adolf Hitler credesse che Kilroy fosse una super spia che appariva anche in installazioni naziste considerate sicure, mentre nella realtà presumibilmente le scritte erano già presenti all'interno degli equipaggiamenti alleati catturati. Un'altra leggenda metropolitana vuole invece che Stalin sia stato il primo ad entrare in un gabinetto costruito specificamente per i capi di Stato della Conferenza di Potsdam nel quale appariva la suddetta scritta. Uscendo Stalin chiese ad un assistente: «Chi è questo Kilroy?»[3].

Il graffito si suppone sia presente in molti posti significativi e/o difficili da raggiungere tipo la torcia della Statua della Libertà, sul Ponte di Marco Polo in Cina, in capanne della Polinesia, su un'alta trave del George Washington Bridge di New York, sulla sommità del monte Everest, all'interno dell'Arco di Trionfo, scarabocchiato nella polvere sulla luna, nelle casematte dell'epoca della seconda guerra mondiale sparse in Germania, nelle fognature di Parigi e, come omaggio alle sue origini, incisa nel Memoriale Nazionale alla Seconda guerra mondiale di Washington.

La Transit Company of America bandì un concorso nel 1946 offrendo una vera carrozza di tram all'uomo in grado di provare di essere il vero Kilroy. J.J. Kilroy portò con sé i suoi colleghi di lavoro per testimoniare di essere l'originale. Gli altri 40 e più partecipanti non furono in grado di dimostrare la loro autenticità e Kilroy regalò il premio ai suoi nove figli per giocarci nel cortile.

Influenze nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rottman, Gordon L.: FUBAR: Soldier Slang of World War II ISBN # 978-1-84603-175-5)
  2. ^ What's the origin of "Kilroy was here"?, in The Straight Dope, 4 agosto 2000.
  3. ^ a b Open Writing: Mr Chad And Kilroy Live Again, openwriting.com. URL consultato il 15 aprile 2010.
  4. ^ BBC - h2g2 - Kilroy Was Here, bbc.co.uk. URL consultato il 15 aprile 2010.
  5. ^ Kilroy was here, phrases.org.uk. URL consultato il 15 aprile 2010.
  6. ^ BBC - WW2 People's War - "Mr. CHAD", bbc.co.uk. URL consultato il 15 aprile 2010.
  7. ^ (EN) Michael Quinion, 3 aprile 1999

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