Jack lo squartatore

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Jack lo squartatore
Jack the ripper.jpg
Jack lo squartatore raffigurato in azione sulla Police Gazette del 1888, con un aspetto immaginario basato su alcune ricostruzioni e descrizioni dei tratti fisionomici dell'assassino
Vittime accertate5
Vittime sospettate15
Periodo omicidi31 agosto-9 novembre 1888
Luoghi colpitiLondra, Regno Unito Regno Unito
Metodi uccisioneSgozzamento, asportazione organi, squartamento, tagli multipli
ArrestoMai arrestato

Jack lo squartatore (Jack the ripper in inglese) è l'appellativo dato a uno sconosciuto assassino seriale che tra l'estate e l'autunno del 1888 agì nel degradato quartiere londinese di Whitechapel e nei distretti adiacenti.

Il nome è tratto dalla firma in calce a una lettera pubblicata al tempo delle uccisioni e indirizzata alla Central News Agency da un anonimo che si dichiarava l'assassino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A Jack lo squartatore sono state attribuite ufficialmente cinque vittime, mentre il numero di omicidi ricondotti dagli studiosi alla sua attività criminale varia tra quattro e sedici.[1][2]

Il suo modus operandi prevedeva vittime esclusivamente femminili scelte tra le prostitute della zona di Whitechapel che assassinava tramite sgozzamento, per poi infierire sui loro corpi mutilandoli e asportandone organi interni.

Le cinque vittime accertate[modifica | modifica wikitesto]

Fu la prima vittima accertata e venne ritrovata il 31 agosto 1888 alle 3:45 del mattino in Buck's Row, di fronte a uno dei tanti mattatoi del quartiere. La vittima presentava la gola recisa fin quasi alla decapitazione, poiché il taglio intaccava le vertebre del collo e decine di fendenti sul ventre, dai quali fuoriusciva in parte l'intestino. Gli organi genitali presentavano gravissime lesioni da taglio, probabilmente inferte di punta. In seguito all'autopsia si ipotizzò che l'assassino fosse mancino, ma ciò in seguito venne smentito.[3]

Jack lo squartatore, raffigurato con fattezze simili al sospettato Aaron Kozminski,[4] ritratto con il comitato di vigilanza di East End (dall'Illustrated London News, 1888)

È la seconda vittima ufficiale. Il suo corpo fu ritrovato l'8 settembre 1888 da un fattorino nel cortile al numero 29 di Hanbury Street a Whitechapel. Il cadavere giaceva steso tra una porta e la palizzata in uno spazio di circa ottanta centimetri. La gola era squarciata e la testa era quasi del tutto recisa dal busto, il ventre era aperto: gli intestini erano appoggiati sulla spalla destra, mentre la vagina, l'utero e due terzi della vescica erano stati asportati. Ai piedi della vittima furono rinvenute alcune monete e un pezzo di una lettera insanguinata datata 20 agosto. Un inquilino della casa accanto, oltre la palizzata, affermò di aver sentito il grido di una donna, «No!», ma che non aveva avuto il coraggio di sporgere la testa e guardare. Il giorno dopo una bambina riferì alla polizia di aver visto una striscia di sangue in un cortile poco distante dal luogo del delitto e gli investigatori conclusero che probabilmente era la traccia lasciata dall'assassino, che era solito portare con sé un macabro trofeo asportato alla vittima, ma l'indizio non fu approfondito neanche successivamente. Per questo omicidio fu arrestato John Pizer, un ebreo proprietario di una bottega per la lavorazione del cuoio nel quartiere, a causa di un grembiule di cuoio trovato nei pressi del luogo del delitto. Pizer, soprannominato fino alla sua identificazione come Leather Apron ("grembiule di cuoio"), fu scagionato il giorno dopo, quando si scoprì che il grembiule apparteneva a un inquilino del palazzo in cui era stato consumato l'omicidio, che era stato lavato e appeso ad asciugare. Pizer fu trattenuto in cella ancora per un altro giorno a causa della folla inferocita che voleva linciarlo.

L'assassino rimaneva ignoto e la polizia non aveva alcun sospettato: supponeva che fosse un pazzo fanatico o un maniaco sessuale con alcune discrete conoscenze di anatomia. Gli unici indizi che sembravano accomunare le deposizioni dei testimoni erano una valigetta nera e un cappello alla Sherlock Holmes.[5]

Fotografia mortuaria di Elizabeth Stride

Il suo cadavere fu rinvenuto da un cocchiere il 30 settembre intorno all'una di notte all'interno di un portone lungo la Berner Street (oggi Henriques Street), presso il cortile di un circolo di ebrei e tedeschi, dove oggi sorge la Harry Gosling Primary School. Presentava solo un profondo taglio alla gola, dal quale fuoriusciva ancora molto sangue, come dichiarò il cocchiere. La polizia ne concluse che l'arrivo di quest'ultimo avesse disturbato l'assassino, che non ebbe modo di infierire sulla donna completando il suo macabro rituale.[6]

Il suo corpo fu ritrovato lo stesso 30 settembre in Mitre Square in un lago di sangue e in posizione supina, come tutte le altre vittime. La donna era stata sottoposta a un vero e proprio martirio dall'assassino, che non essendo riuscito a infierire sulla vittima precedente avrebbe cercato una seconda vittima su cui accanirsi. Il volto era completamente sfigurato e irriconiscibile se non per il colore degli occhi. Naso e lobo dell'orecchio sinistro erano stati asportati, così come la palpebra dell'occhio destro, solcata da profondi tagli. Il volto era sfigurato con un taglio a "V" sulla parte destra e con numerosi tagli sulle labbra, tanto profondi da mostrare le gengive. Il corpo era sventrato da un enorme e unico taglio verticale che dall'inguine arrivava fino alla gola: lo stomaco e gli intestini erano stati estratti e appoggiati sulla spalla destra, il fegato appariva tagliuzzato, il rene sinistro e gli organi genitali erano stati portati via. La vittima era stata come di consueto sgozzata quasi fino alla completa decapitazione.[6]

Lei è l'ultima vittima attribuita a Jack lo squartatore e il suo omicidio è considerato il più orribile tra tutti quelli attribuiti all'assassino seriale. Il suo corpo fu scoperto il 9 novembre 1888 poco dopo le 10:45. Giaceva sul letto della camera d'affitto dove la donna viveva al numero 13 di Miller's Court, vicino a Spitalfields Market. La sua gola era squarciata, il viso severamente mutilato e irriconoscibile, il petto e l'addome aperti, molti organi interni erano stati rimossi, il fegato giaceva tra le gambe e l'intestino arrotolato presso le mani, i muscoli che ricoprivano gli arti erano stati asportati, il cuore non fu trovato, anche se ne Il grande libro dei misteri irrisolti di Colin Wilson si legge che fosse su un cuscino, disposto come un macabro trofeo. I vicini riferirono di aver sentito una donna singhiozzare «Murderer!» («Assassino!») intorno alle 4 del mattino e a quell'ora fu fatta risalire la morte.[7]

Altre possibili vittime[modifica | modifica wikitesto]

  • Una sconosciuta assassinata il 26 dicembre 1887 tra le vie Osborne e Wentworth.
  • Emma Elizabeth Smith: vedova di 45 anni, che nelle prime ore della mattina del 3 aprile 1888 fu aggredita in Osborne Street, brutalmente percossa e stuprata con uno strumento non affilato che provocò la rottura del perineo. Riuscì a tornare alla locanda in cui risiedeva, ma lamentando forti dolori al basso ventre. Nonostante il ricovero al London Hospital, in seguito morì per le gravi lesioni interne riportate. La maggior parte dei cronisti propende a escluderla dal numero delle vittime di Jack lo squartatore: sebbene il periodo dell'aggressione e la tipologia della vittima, che era una prostituta, coincidano, Smith dichiarò di essere stata aggredita da tre individui e morì di peritonite.
  • Martha Tabram: prostituta di 39 anni, fu ritrovata il 6 agosto 1888 alle 4.45 del mattino sulle scale di una palazzina in George Yard (l'odierna Gunthorpe Street). Il suo corpo presentava un gran numero di ferite da taglio nella parte inferiore del corpo: per il coroner non meno di trentanove lesioni, anche se alcuni giornali del tempo scrissero di venti. L'esame post-mortem rivelò l'uso di due differenti tipi di lama.

Il 9 agosto 1888 una prostituta di nome Mary Ann Connelly, anche conosciuta come Pearly Poll, si presentò alla polizia riferendo che la notte dell'omicidio era stata in compagnia della vittima e di due soldati del reggimento Coldstream Guards. Pearly Poll però non fu in grado di identificare con certezza i due uomini tra gli appartenenti al reggimento, che non erano in servizio la notte del delitto e la pista investigativa si perse nel nulla. Data la ferocia dell'aggressione e la tipologia della vittima, molti studiosi tendono a indicare Martha Tabram come una possibile vittima di Jack lo squartatore.

  • Rose Mylett: fu ritrovata accoltellata il 20 dicembre 1888 sul largo di una scala di un gruppo di case operaie in Commercial Street. Il cadavere presentava trentanove ferite.[8]
Copertina della rivista Puck del 21 settembre 1889, illustrata da Tom Merry, che vede l'assassino seriale sconosciuto di Whitechapel, Jack lo squartatore, raffigurato mentre è intento a guardare le immagini delle sue vittime e dei poliziotti
  • Alice McKenzie: prostituta di 40 anni, fu ritrovata la notte del 17 luglio 1889 dall'agente Joseph Allen, di ronda nell'area di Whitechapel High Street, che si era fermato per qualche minuto sotto un lampione in Castle Alley per un veloce spuntino. Il vicolo alle 00.15 del mattino era deserto e la sua ronda lo riportò nello stesso punto circa 35 minuti dopo alle 00.50, quando a pochi passi dal lampione sotto il quale aveva sostato poco prima vide il corpo di una prostituta, la cui gola era stata recisa con due tagli da sinistra a destra. Secondo il medico legale erano pugnalate più che tagli netti, piuttosto simili a quelle riscontrate nelle cinque vittime "canoniche". L'addome della vittima aveva subito mutilazioni, anche se in misura molto minore rispetto ai casi attribuiti a Jack lo squartatore. Sul caso di Alice McKenzie i pareri sono discordi, tanto degli investigatori vittoriani quanto degli autori moderni.
  • Un tronco umano femminile fu ritrovato il 10 settembre 1889 vicino alle vie Osborne e Wentworth.[8]
  • Frances Coles: prostituta di 26 anni, fu ritrovata alle 2.15 del mattino del 13 febbraio 1891 dall'agente Ernest Thompson. Di ronda lungo Chamber Street udì davanti a lui un rumore frettoloso di passi e vide la figura indistinta di un uomo che si allontanava in direzione di Mansell Street. Dopo pochi passi in un buio passaggio che collegava Chamber Street con Royal Mint Street, conosciuto all'epoca come Swallow Gardens, vide distesa a terra una prostituta, dalla cui gola squarciata fuoriusciva ancora sangue. Una volta chinatosi su di lei l'agente le vide aprire e chiudere un occhio: trovandosi di fronte a una vittima ancora in vita non poté inseguire il presunto aggressore e si limitò a chiamare aiuto con il fischietto in dotazione, ma Frances Coles morì poco dopo sul lastricato di Swallow Gardens. L'esame post-mortem riscontrò che la gola era interessata da tre lacerazioni, la prima da sinistra a destra, la seconda da destra a sinistra, l'ultima nuovamente da sinistra verso destra. Le ferite sulla parte posteriore del cranio suggerivano che la vittima fosse stata scaraventata a terra prima di essere colpita e non vi era traccia di mutilazioni post-mortem. In un primo momento la polizia sospettò di Tom Sadler, il convivente della donna, che si rivelò in seguito estraneo ai fatti. Sul caso di Frances Coles i pareri, tanto degli investigatori vittoriani quanto degli autori moderni, sono discordi. Il tipo di ferita alla gola ricorda il modus operandi di Jack lo squartatore, mentre l'assenza di mutilazioni addominali potrebbe essere dovuta all'arrivo dell'agente Thompson, che avrebbe messo in fuga l'assassino, come si pensa possa essere avvenuto nel caso di Elizabeth Stride nel 1888.

Lettere di Jack lo squartatore[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lettere di Jack lo squartatore.
La lettera From hell
La prima lettera autografa di Jack lo squartatore

Durante il periodo in cui sono avvenuti i delitti la polizia e i giornali hanno ricevuto migliaia di lettere riguardanti il caso. Alcune erano di persone ben intenzionate, che fornivano informazioni per la cattura dell'assassino; tuttavia la maggioranza sono state considerate inutili e di conseguenza ignorate.

Le più interessanti erano le centinaia scritte da persone che si dichiaravano l'assassino, sebbene la maggior parte sono state considerate non attendibili. Molti esperti ritengono che nessuna di esse fosse autentica, ma tra quelle considerate come probabilmente genuine, sia dalle autorità del tempo che da quelle moderne, tre in particolare sono importanti:

  • The "Dear Boss" Letter, datata 25 settembre 1888 e ricevuta dalla Central News Agency il 27 settembre 1888, è la prima che riporta la firma "Jack lo Squartatore" (in inglese Jack the Ripper). La polizia non ritenne la lettera autentica e non le diede rilevanza.
  • The "Saucy Jack" postcard, ricevuta il 1º ottobre 1888, scritta in uno stile simile alla Dear Boss Letter. L'autore della cartolina minaccia la futura uccisione di due vittime temporalmente vicine: «doppio evento questa volta». Nella notte del 30 settembre 1888 nel giro di un'ora vengono rinvenuti i corpi di due vittime, Elizabeth Stride e Catherine Eddowes.
  • The "From hell" letter, ricevuta il 16 ottobre 1888 da George Lusk, capo della commissione di vigilanza di Whitechapel. La lettera era accompagnata da una piccola scatola contenente la metà di un rene umano, conservato in alcol etilico. Uno dei reni della Eddowes era stato rimosso dal cadavere: il medico che esaminò il rene inviato con la lettera ha determinato una somiglianza con quello sottratto a Catherine Eddowes. La lettera e il rene andarono successivamente perduti insieme ad altro materiale sul caso.

Profilo criminale[modifica | modifica wikitesto]

Profilo di Thomas Bond per Scotland Yard[modifica | modifica wikitesto]

Thomas Bond, medico legale e profiler del caso di Jack lo squartatore

Su incarico degli investigatori il dottor Thomas Bond cercò di redigere un profilo della personalità criminale di Jack lo squartatore. In qualità di medico forense assistette all'autopsia di Mary Jane Kelly, ultima delle cinque vittime canoniche. Nelle sue note, datate 10 novembre 1888, attribuì natura sessuale agli omicidi, pur senza violenza sessuale, associata a elementi collerici e di apparente misoginia. Cercò altresì di ricostruire l'omicidio e di interpretare lo schema comportamentale del criminale. Delineò un primo profilo comprendente i suoi tratti fondamentali che usò per collaborare alle indagini.

La profilazione evidenziava come gli omicidi fossero stati commessi da un solo individuo maschio fisicamente prestante, audace e imperturbabile al tempo stesso. Lo sconosciuto sarebbe apparso innocuo, forse un uomo di mezza età e ben vestito, probabilmente con un mantello, per nascondere i sanguinosi effetti dei suoi attacchi. Ipotizzò anche che il soggetto soffrisse di una condizione chiamata satiriasi, una devianza sessuale oggi identificata come ipersessualità o promiscuità, ma che non possedesse alcuna conoscenza anatomica: non poteva dunque essere un chirurgo né, per esempio, un macellaio, in quanto non vi era precisione nei tagli. Bond concluse che lo stesso criminale fosse il responsabile dell'assassinio di Alice McKenzie[9].

Altri invece lo indicarono come un individuo più giovane in età. Alle indagini scientifiche forensi collaborò anche un altro medico, Joseph Bell, che avrebbe ispirato ad Arthur Conan Doyle la figura di Sherlock Holmes.

Profilo moderno dell'FBI[modifica | modifica wikitesto]

I moderni profiler dell'FBI hanno realizzato il seguente profilo: «[...] individuo maschio bianco, di età compresa fra i 28 e i 36 anni, con un'infanzia caratterizzata da una figura paterna assente o passiva. L'omicida probabilmente viveva o lavorava nell'area di Whitechapel ed esercitava una professione in cui poteva legalmente soddisfare le sue tendenze distruttive ma comunque di modesta estrazione sociale, probabilmente era l'assistente di un medico o forse esercitava un lavoro umile come il macellaio o l'artigiano. L'omicida molto probabilmente aveva un qualche difetto fisico o forse era afflitto da qualche grave malattia, entrambi condizioni che potrebbero aver causato in lui una grande frustrazione o rabbia».[10][11]

Teorie sull'identità dell'assassino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Teorie sull'identità di Jack lo squartatore.
Vignetta che ironizza sull'incapacità della polizia di trovare l'assassino seriale di Whitechapel, da Punch del 22 settembre 1888

La concentrazione degli omicidi durante i fine settimana e le zone in cui ha colpito l'assassino, a pochi isolati di distanza l'una dall'altra, hanno fatto facilmente concludere che lo squartatore avesse un impiego regolare nel quartiere.[12][13] Altri hanno sospettato che l'assassino fosse un uomo di alta classe borghese, forse un medico, o un aristocratico, che si era stabilito nel quartiere di Whitechapel alla ricerca di una zona più adatta dove compiere i suoi crimini.[14]

Le teorie sull'identità proposte anni dopo gli omicidi hanno incluso praticamente chiunque fosse stato collegato anche lontanamente al caso, così come molti personaggi famosi che non erano mai stati considerati nelle indagini della polizia vittoriana. Fra i sospettati dell'odierna polizia britannica tre fanno parte di un memorandum del 1894 di Sir Meville Macnaghten (maggiore investigatore dell'epoca): Montague John Druitt, Michael Ostrog e Aaron Kosminski.[15] Le autorità non si trovano d'accordo su una soluzione univoca e il numero dei sospettati supera il centinaio.[16][17]

Agli inizi degli anni novanta del XX secolo fu rinvenuto e pubblicato un presunto diario di Jack lo squartatore. Inizialmente ritenuto un sicuro falso, fu rivalutato dal documentarista della BBC Paul H. Feldman. Nel suo libro The Final Chapter (1998), resoconto dell'indagine triennale condotta sul diario dal suo gruppo di studiosi, Feldman identifica Jack lo squartatore con James Maybrick, un commerciante di cotone di Liverpool, che figurava tra gli indiziati, poi ucciso dalla moglie Florence.[18]

Nel 2014 alcuni giornali hanno riportato che dalla comparazione del DNA ricavato dal sangue rappreso su una sciarpa trovata vicino alla quarta vittima (Catherine Eddowes) e i discendenti dei sospettati si era arrivati a identificare con certezza l'assassino in un barbiere ebreo-polacco di nome Aaron Kosminsky.

L'uomo ha trascorso la parte finale della sua vita in un manicomio a causa della sua schizofrenia ed è morto nel 1919 per una gangrena alla gamba. Tuttavia la comparazione non è stata ritenuta attendibile o incontrovertibile come inizialmente affermato[senza fonte] a causa di alcuni errori durante la procedura di analisi genetica dei campioni estratti dalla sciarpa e pertanto l'identità dell'assassino di Whitechapel rimane ancora avvolta nel mistero.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Jack lo squartatore è apparso in numerosi film, serie televisive e fumetti.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • From Hell di Alan Moore basata sulla teoria di Stephen Knight descritta nel suo libro Jack the Ripper: The Final Solution
  • I primi capitoli del manga Black Butler, così come i primi episodi dell'anime, sono centrati sul caso di Jack lo Squartatore, inoltre anche nel manga Embalming vi sono diversi capitoli dedicati al famoso killer "Ripper Hopper", il quale è un Frankenstein a funzionalità respiratoria specializzata. Nel manga Le bizzarre avventure di JoJo viene trasformato in zombie e asservito dall'antagonista principale Dio Brando mentre nella serie di Fate/Apocrypha viene rivisitato in una versione dove è una bambina diventata uno spirito eroico perché, pur essendo una assassina, compieva i suoi delitti al solo fine di sopravvivere insieme agli altri bambini tra le difficoltà che in quel periodo storico facevano pressione sulle persone povere.

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Videogame[modifica | modifica wikitesto]

Compare anche nel DLC Jack lo Squartatore (Jack the Ripper) del gioco Assassin's Creed: Syndicate come antagonista principale. È inoltre l'antagonista di Sherlock Holmes in Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore, avventura grafica della Frogwares del 2009; nel gioco della PlayStation MediEvil con un aspetto di un alligatore dotato di lunghe unghie metalliche.

Giochi da tavolo[modifica | modifica wikitesto]

  • "Lettere da Whitechapel" edito da Giochi Uniti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Paul Begg, Martin Fido, Keith Skinner, The Jack the Ripper A to Z, Headline, 1994, ISBN 0-7472-4445-6.
  2. ^ (EN) Thomas Schachner, Jack the Ripper - victims, su casebook.org. URL consultato il 21 agosto 2007. Oltre alla sezione Generally Accepted (Canonical) Victims – ossia "Vittime generalmente accettate" (canoniche) – c'è anche una sezione Other Alleged Ripper Victims ("Altre presunte vittime dello squartatore").
  3. ^ Polidoro, pp. 13-17.
  4. ^ Whitechapel
  5. ^ Polidoro, pp. 17-23.
  6. ^ a b Polidoro, pp. 23-27.
  7. ^ Polidoro, pp. 34-42.
  8. ^ a b L. Iron, Jack Lo Sventratore di donne, Roma, Perino, 1891.
  9. ^ How did forensics experts create a modern profile of Jack the Ripper?, howstuffworks.com.
  10. ^ Jack lo Squartatore
  11. ^ Svelata l'identità di Jack lo Squartatore. Secondo lo storico Mei Trow si tratta di Robert Mann, dipendente dell'obitorio di Whitechapel
  12. ^ Marriott, p. 205.
  13. ^ Rumbelow, p. 263.
  14. ^ Begg, Jack the Ripper: The Definitive History, p. 43.
  15. ^ P. ej. Frederick Abberline en Pall Mall Gazette, 31 de marzo de 1903, citado en Begg, Jack the Ripper: The Definitive History, p. 264.
  16. ^ Ken Whiteway, A Guide to the Literature of Jack the Ripper, Canadian Law Library Review, 2004, pp. 219–229.
  17. ^ John J. Eddleston, Jack the Ripper: An Encyclopedia, Metro Books, 2002, pp. 195–244, ISBN 1-84358-046-2.
  18. ^ Andrea Cionci, Svelato il mistero di “Jack lo Squartatore”, La Stampa, 11 ottobre 2016. URL consultato l'11 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Polidoro, Grandi gialli della storia, Milano, Gruner + Jahr/Mondadori, 2013.
  • (EN) Stewart P. Evans, Keith Skinner, The Ultimate Jack the Ripper Sourcebook.
  • (EN) Philip Sugden, The Complete History of Jack the Ripper New Edition, New York, Carroll & Graf publishing, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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